Carissimi amici dal "Cuore Alpino", dopo il mio recente scritto dal titolo " Islam radicale e carcere - Chi ascolterà la Polizia Penitenziaria? " ho ricevuto molti apprezzamenti da parte di agenti di custodia e persone del comparto giustizia.
Proprio da un poliziotto penitenziario ho ricevuto la stravagante e incredibile notizia del fatto che qualche politico "intelligente" desidera portare all'interno delle Case Circondariali italiane nientemeno che delle bambole sexy per far trastullare i detenuti.
Innanzitutto mi chiedo se i detenuti italiani abbiamo mai avanzato questa esigenza al Garante per i Diritti dei Detenuti e poi mi domando se questa proposta abbia un mero fine propagandistico/elettorale o sia seria. In entrambi i casi credo sia una vera ed assoluta idiozia!
Parlando con chi in carcere ci ha lavorato per tre decenni mi sono sentito dire che probabilmente i detenuti ripudierebbero la proposta perché il doversi "sfogare" con una bambola di gomma li paragonerebbe ai cani che si "inchiappettano" nei parchi pur di sfogare i loro istinti.
Molti detenuti italiani - questo va detto - a casa hanno una moglie, una compagna, una fidanzata che li attende e quindi non hanno necessità di un mezzo per lo "sfogo delle pulsioni" ma dell'amore caldo ed accogliente della donna che amano e che - con sofferenza - li attende a casa contando i giorni sul calendario.
Molti politici, nei loro interventi sui detenuti, non tengono conto che stanno parlando di persone dotate di intelletto e sentimento. A sentire queste proposte legislative pare li considerino alla stregua delle bestie e questo - permettetemelo - è squallido e irriverente.
Chi si trova in una casa di detenzione ha sbagliato, ha commesso dei reati e deve essere riabilitato ma già sta pagando con la propria vita il prezzo dei suoi errori. Ridicolizzarlo mandandogli una sexy doll in cella non è né educativo né corretto nei confronti di chi ha subito un danno dal detenuto.
Eh già. Sarò impopolare ma qualcuno si mette mai nei panni del cittadino che si è visto stuprare la figlia dal detenuto "tizio" o da quello che si è visto ammazzare la moglie dal detenuto "caio"? Cosa penserebbero costoro se sapessero che le case circondariali al loro aguzzino forniscono anche la bambola ludico/erotica?
Credo che - quantomeno - si sentirebbero feriti e beffati da quello Stato a cui si sono rivolti per ottenere giustizia. E, francamente, lo Stato non può permettersi il lusso di mancare di rispetto ai cittadini per bene in cambio di contentini elettorali alla popolazione carceraria.
Mauro Nardella, Segretario della camera sindacale territoriale della Uil Adriatica-Gran Sasso, interpellato sul tema, ha risposto: "La proposta è difficile da fare accettare agli stessi detenuti. Non so a chi vengano certe idee ma spero tanto si tratti di una fake news. Non ne ho certezza perché non vivo nella mente dei detenuti tuttavia il tempo passato all’interno degli istituti di pena italiani mi porta a pensare che gli stessi detenuti non si direbbero favorevoli e non credo che rappresenterebbe un bene per loro farsi osservare durante un amplesso con un fantoccio di gomma, visto che è costante la vigilanza degli operatori carcerari". (Fonte: "ReteAbruzzo.com")
E alle parole di Nardella aggiungo un'altra osservazione. Vi parrebbe giusto che un poliziotto penitenziario, durante il giro ispettivo delle celle, dovesse trovarsi ad osservare il coito di un detenuto che "sfoga i propri istinti" con il beneplacito dello Stato? Vi parrebbe una cosa corretta verso un operatore della pubblica sicurezza?
Insomma, siamo seri, queste proposte hanno tanto il sapore di "boutade" elettorali volte a far breccia sul cuore dei buonisti che vedono nei detenuti le vittime di un sistema che istiga il cittadino a delinquere.
Come sempre - nel sentire queste notizie - il mio primo pensiero è andato agli uomini e alle donne che prestano servizio nella Polizia Penitenziaria. Loro sono le vere vittime! Per citare Donato Capece, Segretario Nazionale del S.A.P.Pe. (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria), i membri del Corpo di Polizia Penitenziaria sono caratterizzati da un "mal di vivere" che spesse volte li porta a togliersi la vita.
Proprio Capece dice che: "E’ luogo comune pensare che lo stress lavorativo sia appannaggio solamente delle persone fragili e indifese. Il fenomeno colpisce inevitabilmente anche quelle categorie di lavoratori che almeno nell’immaginario collettivo ne sarebbero esenti, ci riferiamo in modo particolare alle cosiddette professioni di aiuto, dove gli operatori sono costantemente esposti a situazioni stressogene alle quali ognuno di loro reagisce in base al ruolo ricoperto e alle specificità del gruppo di appartenenza. Il riferimento è, ad esempio, a tutti coloro che nell’ambito dell’Amministrazione di appartenenza spesso si ritrovano soli con i loro vissuti, demotivati e sottoposti ad innumerevoli rischi e ad occuparsi di vari stati di disagio familiare, di problemi sociali di infanzia maltrattata ovvero tutto quel mondo della marginalità che ha bisogno, soprattutto, di un aiuto immediato sulla strada per sopravvivere". (Fonte: BolognaToday )
Voglio lanciare un appello ai Parlamentari di Camera e Senato affinché si adoperino a fornire figure professionali serie ed esperte ai membri della Polizia Penitenziaria. Un consulente psicologico serio e preparato potrebbe essere di grande sostegno per gli uomini e le donne della Penitenziaria che - ogni giorno - si trovano a lottare con situazioni di estremo disagio e concreta delicatezza.
Anziché pensare alle "bambole da sesso" per i detenuti pensiamo a tutelare la salute psico-fisica degli Agenti di Polizia Penitenziaria perché, dietro a ogni suicidio di un Penitenziario, c'è un caso concreto e lampante di morte sul lavoro.
Il 1 maggio i sindacati - in occasione della Festa dei Lavoratori - si "strappano i capelli" e "stracciano le vesti" per i muratori, i meccanici, i marittimi, ... ma non sento mai riferimenti concreti agli operatori della Pubblica Sicurezza che ne vedono di cotte e di crude e che - non di rado - perdono anche la vita in servizio.
Nel paese dei due pesi e delle due misure questo non fa più rumore ma, proprio perché siamo all'alba di un'importante tornata elettorale, mi permetto di dire che i membri delle Forze Armate e i membri delle Forze dell'Ordine sono lavoratori come tutti gli altri: né più né meno.
I poliziotti penitenziari, poi, come "lavoratori invisibili", vengono ignorati dalla collettività perché sembra non abbiano le stesse capacità e le stesse competenze della Polizia di Stato o dei Carabinieri ma vi assicuro che così non è. All'interno di questo Corpo di Polizia ci sono uomini e donne dall'alta professionalità e dalle disparate competenze. Ci sono agenti che parlano l'arabo, il cinese, il russo... ci sono agenti specializzati nell'addestramento delle unità cinofile... ci sono agenti con un grande acume investigativo... ci sono agenti con innumerevoli conoscenze di polizia giudiziaria... e così via.
Il fatto che non vediamo un Corpo non significa che esso sia inesistente o inutile; teniamolo a mente!
Carissimi, impegniamoci a diffondere la cultura delle dignità umana e il rispetto per le professioni ad alto rischio in modo da arrivare ad avere una nazione civile e realmente rispettabile.
Viva l'Italia, viva la Polizia Penitenziaria, onore a chi opera per la Pubblica Sicurezza!
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella
Blog in memoria del Caporal Maggiore Capo Scelto GIORGIO LANGELLA per far conoscere amare ed apprezzare le Forze Armate, le Forze dell'Ordine e le Guardie Particolari Giurate.
sabato 25 maggio 2019
sabato 18 maggio 2019
Islam radicale e carcere - Chi ascolterà la Polizia Penitenziaria?
Carissimi amici dal "Cuore Alpino", ogni giorno - girovagando sui social - si legge delle difficile situazione lavorativa nella quale si trovano ad operare gli Agenti della Polizia Penitenziaria.
Le strutture penitenziarie sono al collasso e gli ultimi dati ci dicono che ci sono circa sessantamila soggetti in stato di detenzione a cui vanno aggiunti quelli in stato di "messa in prova" e quelli in situazione di "detenzione domiciliare". Di questi sessantamila detenuti almeno ventimila sono di nazionalità straniera (con quel che ne consegue per le tasche del Popolo Italiano).
Dei succitati ventimila carcerati una buona percentuale è di religione islamica e la cosa potrebbe sembrare di poco conto ma, ve lo assicuro, così non è.
Negli Istituti Penitenziari italiani c'è un forte rischio di proselitismo nelle celle e di diffusione di idee fondamentaliste che sfociano nel troppo poco considerato problema della radicalizzazione islamica.
Il radicalismo islamico - checché ne dicano buonisti e filo-immigrazionisti - è alle porte, o meglio, è già ben presente e radicato nel nostro Paese. Il S.A.P.PE. (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria) dice che "La situazione nelle nostre prigioni rischia di diventare allarmante, i signori della guerra santa sono pronti all’incendio devastante. Dice il leader del sindacato penitenziario: c’è una particolarità della struttura religiosa dell’Islam, che “è più orizzontale della nostra nel senso che non è strutturata in gerarchie e chiunque abbia un certo carisma può proclamarsi Imam”.
Le strutture penitenziarie sono al collasso e gli ultimi dati ci dicono che ci sono circa sessantamila soggetti in stato di detenzione a cui vanno aggiunti quelli in stato di "messa in prova" e quelli in situazione di "detenzione domiciliare". Di questi sessantamila detenuti almeno ventimila sono di nazionalità straniera (con quel che ne consegue per le tasche del Popolo Italiano).
Dei succitati ventimila carcerati una buona percentuale è di religione islamica e la cosa potrebbe sembrare di poco conto ma, ve lo assicuro, così non è.
Negli Istituti Penitenziari italiani c'è un forte rischio di proselitismo nelle celle e di diffusione di idee fondamentaliste che sfociano nel troppo poco considerato problema della radicalizzazione islamica.
Il radicalismo islamico - checché ne dicano buonisti e filo-immigrazionisti - è alle porte, o meglio, è già ben presente e radicato nel nostro Paese. Il S.A.P.PE. (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria) dice che "La situazione nelle nostre prigioni rischia di diventare allarmante, i signori della guerra santa sono pronti all’incendio devastante. Dice il leader del sindacato penitenziario: c’è una particolarità della struttura religiosa dell’Islam, che “è più orizzontale della nostra nel senso che non è strutturata in gerarchie e chiunque abbia un certo carisma può proclamarsi Imam”.
Da questi uomini in
divisa, esposti ad un pericolo reale e non certo immaginario,
arrivano anche proposte concrete al ministero della Giustizia, al
dipartimento per l’amministrazione penitenziaria. Bonafede e
soci le conoscono, ma non agiscono come dovrebbero". (Fonte: Sito del S.A.P.PE.)
In questi giorni di frenetica campagna elettorale in vista delle Elezioni Europee del 26 maggio p.v. Matteo Salvini, Segretario della "Lega" e Luigi Di Maio, leader del "Movimento 5 Stelle", fanno finta di litigare su tutto ma in realtà su una cosa sono uniti: ignorare la Polizia Penitenziaria e le sue istanze.
Il Governo "giallo/verde", infatti, litiga su tutto ma in modo particolare sulle tematiche relative all'immigrazione ed alla sicurezza. Lì proprio non ci sono accordi o possibili intese. Se uno dice bianco l'altro risponde nero e chi ne fa le spese - come sempre - è il Popolo Italiano!
Dal 1990 in poi, i governi italiani hanno pensato che il problema delle carceri si risolvesse con indulti, amnistie e decreti svuotacarceri che si sono dimostrati, iniqui, fallaci e persino dannosi. La Polizia Penitenziaria, sin da allora, chiede con veemenza che si lavori a livello diplomatico per permettere che gli stranieri che delinquono nel nostro paese vadano a scontare la pena nel paese da cui provengono. Questo avrebbe, peraltro, due vantaggi: il primo è di natura economica visto che al momento li manteniamo noi; il secondo è di natura legale visto che qui si incattiviscono e diventano un problema per la pubblica sicurezza.
Attualmente in Parlamento è depositata una proposta di legge presentata da "Fratelli d'Italia" in cui si dice con chiarezza che va data la concessione dei permessi di soggiorno in Italia ai soli migranti coi cui paesi d'origine c'è un accordo chiaro e bilaterale. In sostanza l'Italia rilascerebbe solo più permessi di soggiorno a cittadini stranieri provenienti da paesi che se li riprenderebbero in caso di commissione di reati sul nostro suolo.
Indovinate un po'? La proposta è ferma in Parlamento da più di un anno e nessuna forza politica - neppure la Lega di Salvini - si sta muovendo per farla approvare. Come al solito la politica dorme e il peso gravoso della sicurezza nazionale grava sulle spalle di Polizia, Carabinieri e Polizia Penitenziaria. Quest'ultima - tra l'altro - è in sotto organico e non riesce a far fronte a tutto ciò che le competerebbe visto che le carceri sono assurdamente sovraffollate.
La Polizia Penitenziaria ha spesso segnalato che nelle celle i detenuti di fede islamica si radicalizzano e interpretano il Corano in modo letterale. Questo ovviamente li porta - una volta fuori dal carcere - ad attuare una sorta di "vendetta" nei confronti di quell'occidente che loro vedono come "la grande meretrice" dell'umanità.
Carissimi, ignorare gli appelli che la Polizia Penitenziaria lancia da anni non è né educato né intelligente. L'Islam si sta rivelando un bel problema e bisogna intervenire subito prima che sia troppo tardi. Ciascuno di noi si adoperi a dar risonanza agli appelli della Polizia Penitenziaria e del suo Sindacato di categoria prima che anche nel nostro paese inizino stagioni di attentati e angherie di matrice maomettana.
Nella speranza che questo mio appello non resti inascoltato vi saluto.
Viva l'Italia, onore alla Polizia Penitenziaria!
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella
domenica 3 marzo 2019
Attenti all'Islam - Quale dialogo possibile?
Carissimi amici dal "Cuore Alpino", questa sera ho deciso di scrivere una riflessione sul tema della Guerra Santa nell'Islam visto che molti giornali sono soliti sminuire l'argomento e dire che il Corano non inneggia alla guerra di religione.
Bene, o meglio, male. Quello che tali testate giornalistiche asseriscono è volutamente falso e sviante.
Nel Corano - che personalmente ritengo un libro inneggiante alla violenza e non un libro sacro - ci sono decine di versetti inneggianti alla guerra santa ed all'eliminazione degli infedeli.
Non mi credete? Ve lo dimostro!
"E non considerate morti quelli che cadono combattendo sulla Via di Dio. No! Essi sono vivi presso il loro Signore, anche se voi non ve ne rendete conto". (II Sura della Vacca, versetto 154)
Per chi non è avvezzo al linguaggio islamico mi permetto di sottolineare che "quelli che cadono combattendo sulla Via di Dio" sono i kamikaze e quelli che si immolano per ammazzare i Cristiani, gli Occidentali e tutti coloro che si rifiutano di accettare Allah per loro dio.
"Combattete i vostri nemici nella Via di Dio e non uscite mai da essa. Sappiate che Egli non ama chi esce dal Retto Sentiero. Uccideteli ovunque li incontrate e cacciateli via da dove essi hanno cacciato voi: subire passivamente una persecuzione è cosa peggiore dell'incontrare la morte. Ma evitate di ucciderli vicino alla Santa Casa, salvo che non siano essi i primi ad attaccarvi. In questo caso vi è lecito ucciderli e la morte sarà la ricompensa della loro iniquità". (II Sura della Vacca, versetti 190 e 191)
Dice l'autore del libro: "Uccideteli ovunque li incontrate". Ma per quale motivo? Perché bisogna uccidere chi non cammina nella "Via di Dio" (l'Islam)?
"Vi è prescritta la Guerra Santa, anche se ciò può non riuscirvi gradito. Ma questa prescrizione è per voi un bene, mentre potrebbe accadervi di desiderare una cosa che sia invece per voi un male. Dio è a conoscenza di cose che voi non conoscete, poiché Egli e Onniscente". (II Sura della Vacca, versetto 216)
Vi rendete conto che la Guerra Santa viene considerata una prescrizione? E sapete che nel linguaggio giuridico e religioso (il Corano è la Legge di Allah) la parola "prescrizione" significa "ordine dato da colui che ne ha autorità"?
L'autore del libro sa che alcuni fedeli potrebbero non trovar giusta l'uccisione dei non islamici e così ci tiene a mettere le mani avanti e a scrivere "anche se ciò può non riuscirvi gradito". Da qui si evince, perciò, senza dubbio alcuno, che la Guerra Santa è un precetto per ciascun musulmano.
"Dio vi inviò un Suo Segno mostrandovi la lotta tra chi combatteva nella Via di Dio ed i miscredenti. Agli occhi di questi ultimi i Credenti apparvero in numero doppio di quello che realmente erano. Dio concede il suo aiuto a chi vuole. Rifletta su ciò chi è in grado di penetrare i Segni del suo Signore!". (III Sura della Famiglia di Amran, versetto 13)
Nel Corano c'è un forte desiderio di mostrare ai fedeli il clima della lotta e della contesa e c'è la presunzione di insinuare nelle coscienze la necessità di eliminare fisicamente chi non abiura la propria fede per abbracciare l'Islam.
"Il vostro Signore vi renderà vittoriosi e ciò per uccidere ed umiliare i miscredenti, i quali saranno così i perdenti in questa e nell'altra vita". (III Sura della Famiglia di Amran, versetto 127)
Secondo l'autore di questa Sura, Allah desidera che i musulmani uccidano ed umilino chi non crede in lui. Questo sarebbe un dio giusto, clemente e misericordioso? Questa sarebbe una religione di pace con la quale è possibile un benché minimo dialogo?
"Pensate forse di entrare in Paradiso senza che Dio vi veda combattere la Guerra Santa con Fede salda e sicura?
Voi desiderate la morte prima di incontrarla. Ora essa è davanti a voi ed i vostri occhi possono vederla!". (III Sura della Famiglia di Amran, versetti 142 e 143)
Con questi versetti, l'autore della Sura, insiste nel dire che se non si fa la Guerra Santa ci si può scordare l'ingresso in Paradiso. Capite perché molti si fanno esplodere nelle piazze e cercano di sterminare "gli infedeli"? O si combatte la Guerra Santa o non si entra in Paradiso!
E, "giusto per gradire", vi riporto tre versetti che fanno venire la pelle d'oca da quanto sono cruenti e pieni di odio:
"Dio ha già tenuto fede alle Sue Promesse, dandovi la vittoria sugli idolatri, che voi avete quel giorno annientato a Ohad. Ma la vostra disobbedienza agli ordini del Nostro Inviato e le vostre discordie rischiano di rendervi perdenti. Eppure Egli vi aveva impartito ordini ben precisi per sconfiggere i Nemici di Dio! Fra di voi erano uomini attaccati alle cose di questo mondo ed uomini che, invece, pensavano solo all'aldilà. Così il vostro Signore, per distinguere i Timorati dagli altri, ha fatto sì che le vostre schiere cedessero davanti all'attacco degli idolatri, ma poi vi ha perdonato, poiché Egli è il Clemente e il Misericordioso.
Voi vi deste alla fuga verso le montagne, incuranti del Nostro Inviato che vi esortava alla lotta, e fu allora che Dio fece balenare davanti ai vostri occhi la vista di Medina saccheggiata dagli idolatri. Il vostro Signore conosce ogni vostra azione ed ogni vostro pensiero!
La vostra tristezza per la sconfitta si mutò in volontà di combattere, ma così non fu per tutti poiché quelli che non erano saldi nella Fede, preoccupati solo di se stessi, si misero a bestemmiare Dio, dicendo: "Quale vantaggio trarremo da questa impresa?". Tu, Mohammad, da noi ispirato, rispondesti loro: "Questa guerra noi la combattiamo nella Via di Dio". Ma i cuori di quella gente celavano la miscredenza, per cui essi in tal modo ribatterono le tue parole: "Se è così allora perché i nostri nemici prevalgono e noi veniamo uccisi?". E tu rispondesti con queste Nostre Parole: "Anche se voi foste rimasti a casa, oggi sareste morti nei vostri letti, poiché questo è il giorno scelto da Dio per porre fine alla vostra vita. Egli vi ha perciò messo alla prova per vedere la vostra saldezza nella Fede e per purificare i vostri cuori col Martirio. Egli conosce ogni vostro nascosto pensiero". (III Sura della Famiglia di Amran, versetti 152 - 154)
Il fedele islamico che non vede un vantaggio nella Guerra Santa viene definito "bestemmiatore" e perciò uomo degno di morte per tradimento della fede in Allah. O si combatte, o si uccidono i miscredenti o si viene uccisi per tradimento.
La religione islamica è davvero una religione di pace? Una religione con cui poter dialogare?
Ma non è finita qui. Sempre nel Corano vien scritto che "i Credenti combattono nella Via di Dio ed i miscredenti in quella di Satana. Lottate dunque contro gli Amici del Demonio, la cui astuzia non riesce a corrompere chi è saldo nella Fede e nel Timore di Dio.
Vedesti, Mohammad, coloro ai quali venne detto: "Non pensate alla lotta, bensì pregate e pagate la Tassa!" Ma quando è ordinato loro di combattere, una parte di essi viene presa da grande paura e si rivolge a Dio dicendo: "Signore Iddio! Perché mai ci imponi il combattimento? Non puoi concederci un ulteriore lasso di tempo da vivere in pace?". Tu rispondi loro: "La gioia di questo mondo è cosa di ben poco conto in confronto alla gioia dell'aldilà che attende i Virtuosi e i Timorati". (IV Sura delle Donne, versetti 76 e 77)
Anche in questi versetti il Corano presenta dei musulmani che non vogliono combattere e uccidere ma anche questa volta Mohammad (Maometto) viene incaricato di dissuaderli dalla via della pace per ricondurli a quella della Guerra Santa. E Allah esorta ancora Mohammad dicendogli: "Combatti dunque sulla Via di Dio, Mohammad, poiché solo della tua anima ti sarà da Noi chiesto conto e invita i Credenti a seguirti. Il tuo Signore non permetterà mai che i miscredenti riescano ad impedirvi di lottare per la Religione ed il Suo Castigo si abbatterà su di essi. In verità Dio è terribile nella Sua Ira e nel Suo Rigore!". Anche questa affermazione mi pare smentisca categoricamente la "pacificità" dell'Islam e delle sue dottrine. O sbaglio?
Ma c'è dell'altro.
"Non sono eguali davanti a Dio i Credenti che restano a casa, salvo i malati ed i sofferenti, e quelli che, invece, combattono nella Sua Via. Il vostro Signore, infatti, tiene in maggior considerazione i secondi rispetto ai primi. Dio ricompenserà tutti i Credenti, ma la ricompensa sarà maggiore per quanti avranno combattuto nella Sua Via.
Questi ultimi otterranno infatti il Suo Perdono e vivranno in eterno vicino a Lui, nel Suo Paradiso. In verità, Dio è il Clemente ed il Misericordioso!". (IV Sura delle Donne, versetti 95 e 96)
L'Islam è una religione talmente pacifica che Allah premia i violenti e i guerrieri a dispetto di quelli che desiderano la pace e la serenità. Si può davvero dire che i Cattolici abbiano qualcosa su cui confrontarsi con i musulmani?
Sapete che a noi miscredenti (i musulmani ci chiamano così) gli angeli di Allah "chiederanno: "Quale fu la vostra condizione in vita?". Essi risponderanno: "Fummo incapaci di abbracciare la Vera Religione". Ribatteranno allora gli angeli: "Non era abbastanza vasta la terra da permettervi di non recare danno ai Credenti?". Il loro castigo sarà l'eterna dimora nel Fuoco dell'Inferno.
A questa punizione sfuggiranno solo i deboli ed i bambini non in età di ragione e perciò incapaci di imboccare da soli il Retto Sentiero". (IV Sura delle Donne, versetti 97 e 98)
Il solo fatto che noi Cristiani siamo su questa terra è motivo di "danno" per i musulmani praticanti e il nostro castigo saranno le fiamme eterne. La nostra colpa? Non aver abiurato la Fede in Gesù Cristo e aver imboccato quello che i maomettani chiamano "il Retto Sentiero".
Ma la libertà di coscienza? Il libero arbitrio e il diritto a confessare la Religione che più ci aggrada?
L'Italia, che nella sua Costituzione, sancisce la libertà di Credo può davvero tollerare moschee e comunità islamiche sul Suo suolo nazionale?
E ai musulmani che intendono "tollerare" i Cristiani viene intimato ancora una volta di non lasciarci scampo. L'autore del Corano scrive infatti: "Non diminuite il vostro impeto nell'assalire il nemico, poiché se voi soffrite, quelli soffrono ben più di voi che sperate in Dio, mentre loro non hanno tale speranza. In verità, Dio è l'Onnipotente e l'Onniscente!". (IV Sura delle Donne, versetto 104)
Ora, vi faccio nuovamente la domanda di rito: abbiamo davvero un motivo per dialogare con gente che ci vede come nemici da assalire e far soffrire?
Come sapete, mai prima d'ora mi ero dilungato tanto nella trattazione di un argomento ma questa volta ho creduto fosse necessario mettere in chiaro ciò che l'Islam è davvero.
Oriana Fallaci, che Dio l'abbia in Gloria, ormai anziana e malata, credette giusto spendere la sua cultura e la sua puntuale penna nel divulgare il male del terzo millennio: il fondamentalismo di matrice islamica. A tal proposito, intervistata da un collega, disse: "L'Islam è il Corano. Comunque e dovunque. E il Corano è incompatibile con la libertà, è incompatibile con la democrazia, è incompatibile coi Diritti Umani". Non avrei saputo riassumere meglio ciò che sono l'Islam e il Corano.
Carissimi amici dal "Cuore Alpino", non lasciamo che il qualunquismo e il relativismo dilagante negli ambienti della cultura ci portino ad accettare l'inaccettabile. Quando una religione fomenta odio e incita all'eliminazione dei nemici non è una vera religione. Attenzione a non cascare nella politica del "volemose bene" e a cadere nell'impostura del dialogo a tutti i costi. I valori del Cristianesimo, gli insegnamenti del Vangelo e le parole di Gesù Cristo non si svendono per una falsa integrazione voluta dall'Europa massonica e da associazioni che di cristiano non hanno nulla se non il nome.
Dinanzi a chi mi chiama infedele, miscredente, nemico, occidentale, ... rispondo orgogliosamente con queste semplici parole: "Io credo in Dio, Padre Onnipotente, e in Gesù Cristo suo unico figlio, nato da Maria Vergine. Credo nello Spirito Santo che è Signore e da la vita. Credo nella Santissima Trinità. Credo nella Santa Eucarestia. Credo nella Chiesa: Una, Santa, Cattolica e Apostolica". Il resto, per me, è fuffa!
Concludo questa mia lunga, lunghissima, riflessione con la dedica ad un uomo che all'Islam ha contrapposto il suo Amor di Patria: Fabrizio Quattrocchi, martirizzato dai fondamentalisti islamici il 14 aprile 2004.
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella
P.s.
Tutte le citazioni coraniche le ho prese da:
IL CORANO
Traduzione ed introduzione di Angelo Terenzoni
Edizioni Polaris
Anno di Edizione 1993
Officine Grafiche Stianti - Sancasciano - Firenze
Giugno 1993
Bene, o meglio, male. Quello che tali testate giornalistiche asseriscono è volutamente falso e sviante.
Nel Corano - che personalmente ritengo un libro inneggiante alla violenza e non un libro sacro - ci sono decine di versetti inneggianti alla guerra santa ed all'eliminazione degli infedeli.
Non mi credete? Ve lo dimostro!
"E non considerate morti quelli che cadono combattendo sulla Via di Dio. No! Essi sono vivi presso il loro Signore, anche se voi non ve ne rendete conto". (II Sura della Vacca, versetto 154)
Per chi non è avvezzo al linguaggio islamico mi permetto di sottolineare che "quelli che cadono combattendo sulla Via di Dio" sono i kamikaze e quelli che si immolano per ammazzare i Cristiani, gli Occidentali e tutti coloro che si rifiutano di accettare Allah per loro dio.
"Combattete i vostri nemici nella Via di Dio e non uscite mai da essa. Sappiate che Egli non ama chi esce dal Retto Sentiero. Uccideteli ovunque li incontrate e cacciateli via da dove essi hanno cacciato voi: subire passivamente una persecuzione è cosa peggiore dell'incontrare la morte. Ma evitate di ucciderli vicino alla Santa Casa, salvo che non siano essi i primi ad attaccarvi. In questo caso vi è lecito ucciderli e la morte sarà la ricompensa della loro iniquità". (II Sura della Vacca, versetti 190 e 191)
Dice l'autore del libro: "Uccideteli ovunque li incontrate". Ma per quale motivo? Perché bisogna uccidere chi non cammina nella "Via di Dio" (l'Islam)?
"Vi è prescritta la Guerra Santa, anche se ciò può non riuscirvi gradito. Ma questa prescrizione è per voi un bene, mentre potrebbe accadervi di desiderare una cosa che sia invece per voi un male. Dio è a conoscenza di cose che voi non conoscete, poiché Egli e Onniscente". (II Sura della Vacca, versetto 216)
Vi rendete conto che la Guerra Santa viene considerata una prescrizione? E sapete che nel linguaggio giuridico e religioso (il Corano è la Legge di Allah) la parola "prescrizione" significa "ordine dato da colui che ne ha autorità"?
L'autore del libro sa che alcuni fedeli potrebbero non trovar giusta l'uccisione dei non islamici e così ci tiene a mettere le mani avanti e a scrivere "anche se ciò può non riuscirvi gradito". Da qui si evince, perciò, senza dubbio alcuno, che la Guerra Santa è un precetto per ciascun musulmano.
"Dio vi inviò un Suo Segno mostrandovi la lotta tra chi combatteva nella Via di Dio ed i miscredenti. Agli occhi di questi ultimi i Credenti apparvero in numero doppio di quello che realmente erano. Dio concede il suo aiuto a chi vuole. Rifletta su ciò chi è in grado di penetrare i Segni del suo Signore!". (III Sura della Famiglia di Amran, versetto 13)
Nel Corano c'è un forte desiderio di mostrare ai fedeli il clima della lotta e della contesa e c'è la presunzione di insinuare nelle coscienze la necessità di eliminare fisicamente chi non abiura la propria fede per abbracciare l'Islam.
"Il vostro Signore vi renderà vittoriosi e ciò per uccidere ed umiliare i miscredenti, i quali saranno così i perdenti in questa e nell'altra vita". (III Sura della Famiglia di Amran, versetto 127)
Secondo l'autore di questa Sura, Allah desidera che i musulmani uccidano ed umilino chi non crede in lui. Questo sarebbe un dio giusto, clemente e misericordioso? Questa sarebbe una religione di pace con la quale è possibile un benché minimo dialogo?
"Pensate forse di entrare in Paradiso senza che Dio vi veda combattere la Guerra Santa con Fede salda e sicura?
Voi desiderate la morte prima di incontrarla. Ora essa è davanti a voi ed i vostri occhi possono vederla!". (III Sura della Famiglia di Amran, versetti 142 e 143)
Con questi versetti, l'autore della Sura, insiste nel dire che se non si fa la Guerra Santa ci si può scordare l'ingresso in Paradiso. Capite perché molti si fanno esplodere nelle piazze e cercano di sterminare "gli infedeli"? O si combatte la Guerra Santa o non si entra in Paradiso!
E, "giusto per gradire", vi riporto tre versetti che fanno venire la pelle d'oca da quanto sono cruenti e pieni di odio:
"Dio ha già tenuto fede alle Sue Promesse, dandovi la vittoria sugli idolatri, che voi avete quel giorno annientato a Ohad. Ma la vostra disobbedienza agli ordini del Nostro Inviato e le vostre discordie rischiano di rendervi perdenti. Eppure Egli vi aveva impartito ordini ben precisi per sconfiggere i Nemici di Dio! Fra di voi erano uomini attaccati alle cose di questo mondo ed uomini che, invece, pensavano solo all'aldilà. Così il vostro Signore, per distinguere i Timorati dagli altri, ha fatto sì che le vostre schiere cedessero davanti all'attacco degli idolatri, ma poi vi ha perdonato, poiché Egli è il Clemente e il Misericordioso.
Voi vi deste alla fuga verso le montagne, incuranti del Nostro Inviato che vi esortava alla lotta, e fu allora che Dio fece balenare davanti ai vostri occhi la vista di Medina saccheggiata dagli idolatri. Il vostro Signore conosce ogni vostra azione ed ogni vostro pensiero!
La vostra tristezza per la sconfitta si mutò in volontà di combattere, ma così non fu per tutti poiché quelli che non erano saldi nella Fede, preoccupati solo di se stessi, si misero a bestemmiare Dio, dicendo: "Quale vantaggio trarremo da questa impresa?". Tu, Mohammad, da noi ispirato, rispondesti loro: "Questa guerra noi la combattiamo nella Via di Dio". Ma i cuori di quella gente celavano la miscredenza, per cui essi in tal modo ribatterono le tue parole: "Se è così allora perché i nostri nemici prevalgono e noi veniamo uccisi?". E tu rispondesti con queste Nostre Parole: "Anche se voi foste rimasti a casa, oggi sareste morti nei vostri letti, poiché questo è il giorno scelto da Dio per porre fine alla vostra vita. Egli vi ha perciò messo alla prova per vedere la vostra saldezza nella Fede e per purificare i vostri cuori col Martirio. Egli conosce ogni vostro nascosto pensiero". (III Sura della Famiglia di Amran, versetti 152 - 154)
Il fedele islamico che non vede un vantaggio nella Guerra Santa viene definito "bestemmiatore" e perciò uomo degno di morte per tradimento della fede in Allah. O si combatte, o si uccidono i miscredenti o si viene uccisi per tradimento.
La religione islamica è davvero una religione di pace? Una religione con cui poter dialogare?
Ma non è finita qui. Sempre nel Corano vien scritto che "i Credenti combattono nella Via di Dio ed i miscredenti in quella di Satana. Lottate dunque contro gli Amici del Demonio, la cui astuzia non riesce a corrompere chi è saldo nella Fede e nel Timore di Dio.
Vedesti, Mohammad, coloro ai quali venne detto: "Non pensate alla lotta, bensì pregate e pagate la Tassa!" Ma quando è ordinato loro di combattere, una parte di essi viene presa da grande paura e si rivolge a Dio dicendo: "Signore Iddio! Perché mai ci imponi il combattimento? Non puoi concederci un ulteriore lasso di tempo da vivere in pace?". Tu rispondi loro: "La gioia di questo mondo è cosa di ben poco conto in confronto alla gioia dell'aldilà che attende i Virtuosi e i Timorati". (IV Sura delle Donne, versetti 76 e 77)
Anche in questi versetti il Corano presenta dei musulmani che non vogliono combattere e uccidere ma anche questa volta Mohammad (Maometto) viene incaricato di dissuaderli dalla via della pace per ricondurli a quella della Guerra Santa. E Allah esorta ancora Mohammad dicendogli: "Combatti dunque sulla Via di Dio, Mohammad, poiché solo della tua anima ti sarà da Noi chiesto conto e invita i Credenti a seguirti. Il tuo Signore non permetterà mai che i miscredenti riescano ad impedirvi di lottare per la Religione ed il Suo Castigo si abbatterà su di essi. In verità Dio è terribile nella Sua Ira e nel Suo Rigore!". Anche questa affermazione mi pare smentisca categoricamente la "pacificità" dell'Islam e delle sue dottrine. O sbaglio?
Ma c'è dell'altro.
"Non sono eguali davanti a Dio i Credenti che restano a casa, salvo i malati ed i sofferenti, e quelli che, invece, combattono nella Sua Via. Il vostro Signore, infatti, tiene in maggior considerazione i secondi rispetto ai primi. Dio ricompenserà tutti i Credenti, ma la ricompensa sarà maggiore per quanti avranno combattuto nella Sua Via.
Questi ultimi otterranno infatti il Suo Perdono e vivranno in eterno vicino a Lui, nel Suo Paradiso. In verità, Dio è il Clemente ed il Misericordioso!". (IV Sura delle Donne, versetti 95 e 96)
L'Islam è una religione talmente pacifica che Allah premia i violenti e i guerrieri a dispetto di quelli che desiderano la pace e la serenità. Si può davvero dire che i Cattolici abbiano qualcosa su cui confrontarsi con i musulmani?
Sapete che a noi miscredenti (i musulmani ci chiamano così) gli angeli di Allah "chiederanno: "Quale fu la vostra condizione in vita?". Essi risponderanno: "Fummo incapaci di abbracciare la Vera Religione". Ribatteranno allora gli angeli: "Non era abbastanza vasta la terra da permettervi di non recare danno ai Credenti?". Il loro castigo sarà l'eterna dimora nel Fuoco dell'Inferno.
A questa punizione sfuggiranno solo i deboli ed i bambini non in età di ragione e perciò incapaci di imboccare da soli il Retto Sentiero". (IV Sura delle Donne, versetti 97 e 98)
Il solo fatto che noi Cristiani siamo su questa terra è motivo di "danno" per i musulmani praticanti e il nostro castigo saranno le fiamme eterne. La nostra colpa? Non aver abiurato la Fede in Gesù Cristo e aver imboccato quello che i maomettani chiamano "il Retto Sentiero".
Ma la libertà di coscienza? Il libero arbitrio e il diritto a confessare la Religione che più ci aggrada?
L'Italia, che nella sua Costituzione, sancisce la libertà di Credo può davvero tollerare moschee e comunità islamiche sul Suo suolo nazionale?
E ai musulmani che intendono "tollerare" i Cristiani viene intimato ancora una volta di non lasciarci scampo. L'autore del Corano scrive infatti: "Non diminuite il vostro impeto nell'assalire il nemico, poiché se voi soffrite, quelli soffrono ben più di voi che sperate in Dio, mentre loro non hanno tale speranza. In verità, Dio è l'Onnipotente e l'Onniscente!". (IV Sura delle Donne, versetto 104)
Ora, vi faccio nuovamente la domanda di rito: abbiamo davvero un motivo per dialogare con gente che ci vede come nemici da assalire e far soffrire?
Come sapete, mai prima d'ora mi ero dilungato tanto nella trattazione di un argomento ma questa volta ho creduto fosse necessario mettere in chiaro ciò che l'Islam è davvero.
Oriana Fallaci, che Dio l'abbia in Gloria, ormai anziana e malata, credette giusto spendere la sua cultura e la sua puntuale penna nel divulgare il male del terzo millennio: il fondamentalismo di matrice islamica. A tal proposito, intervistata da un collega, disse: "L'Islam è il Corano. Comunque e dovunque. E il Corano è incompatibile con la libertà, è incompatibile con la democrazia, è incompatibile coi Diritti Umani". Non avrei saputo riassumere meglio ciò che sono l'Islam e il Corano.
Carissimi amici dal "Cuore Alpino", non lasciamo che il qualunquismo e il relativismo dilagante negli ambienti della cultura ci portino ad accettare l'inaccettabile. Quando una religione fomenta odio e incita all'eliminazione dei nemici non è una vera religione. Attenzione a non cascare nella politica del "volemose bene" e a cadere nell'impostura del dialogo a tutti i costi. I valori del Cristianesimo, gli insegnamenti del Vangelo e le parole di Gesù Cristo non si svendono per una falsa integrazione voluta dall'Europa massonica e da associazioni che di cristiano non hanno nulla se non il nome.
Dinanzi a chi mi chiama infedele, miscredente, nemico, occidentale, ... rispondo orgogliosamente con queste semplici parole: "Io credo in Dio, Padre Onnipotente, e in Gesù Cristo suo unico figlio, nato da Maria Vergine. Credo nello Spirito Santo che è Signore e da la vita. Credo nella Santissima Trinità. Credo nella Santa Eucarestia. Credo nella Chiesa: Una, Santa, Cattolica e Apostolica". Il resto, per me, è fuffa!
Concludo questa mia lunga, lunghissima, riflessione con la dedica ad un uomo che all'Islam ha contrapposto il suo Amor di Patria: Fabrizio Quattrocchi, martirizzato dai fondamentalisti islamici il 14 aprile 2004.
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella
P.s.
Tutte le citazioni coraniche le ho prese da:
IL CORANO
Traduzione ed introduzione di Angelo Terenzoni
Edizioni Polaris
Anno di Edizione 1993
Officine Grafiche Stianti - Sancasciano - Firenze
Giugno 1993
Iscriviti a:
Post (Atom)


