Carissimi, con qualche giorno di ritardo voglio condividere con voi un pensiero sul 203° Anniversario della Fondazione dell'Arma dei Carabinieri che si è tenuto nella Caserma del 7 Reggimento Carabinieri Trentino Alto Adige "Laives".
A questa importantissima cerimonia che punta a celebrare le grandi imprese e la costante abnegazione della "Benemerita" hanno preso parte il Generale Massimo Mennitti, Comandante della Legione Carabinieri "Trentino Alto Adige", il dottor Vito Cusumano, Commissario del Governo per la Provincia Autonoma di Bolzano, il Colonnello Stefano Paolucci, Comandante Provinciale dei Carabinieri di Bolzano e molte altre autorità civili, religiose e militari.
Il Colonnello Paolucci, durante un breve ma toccante discorso, ha voluto ringraziare i militari dell'Arma operanti nel Comando Provinciale di Bolzano e nel 7 Reggimento Carabinieri di Laives dicendo che è orgoglioso di sapere che ciascuno di loro è "da sempre accanto ai cittadini, talvolta per risolvere un concreto problema, talvolta anche solo per un consiglio o una parola di conforto". L'alto ufficiale, guardando i reparti ordinatamente schierati, ha poi aggiunto: "Questa è l'Arma dei Carabinieri, l'arma della gente, l'arma di tutti, un patrimonio delle comunità che preserviamo con costante impegno".
Carissimi, a conclusione di questa mia breve, vorrei chiedervi un minuto di silenzio e la recita di un'Ave Maria alla Virgo Fidelis per l'anima del Maresciallo Paolo Russo che nel 2016 è prematuramente scomparso lasciando la sua famiglia e il 7 Reggimento a cui apparteneva.
I Carabinieri sono il nostro bene più prezioso perché mettono a repentaglio la loro vita 24 ore su 24 per garantire a ciascuno di noi di vivere un'esistenza libera, pacifica e dignitosa.
Viva l'Italia, viva l'Arma dei Carabinieri!
Un abbraccio, Elia.
Blog in memoria del Caporal Maggiore Capo Scelto GIORGIO LANGELLA per far conoscere amare ed apprezzare le Forze Armate, le Forze dell'Ordine e le Guardie Particolari Giurate.
sabato 17 giugno 2017
giovedì 15 giugno 2017
Onore alla Taurinense impegnata in Afghanistan, Iraq e Libia
Carissimi, dopo qualche giorno di silenzio torno a scrivervi per parlarvi dei nostri amati militari della Taurinense che il 26 maggio ci hanno salutati in una toccante cerimonia che si è tenuta presso la Caserma "Monte Grappa" di Torino, sede della Brigata.
Devo confessarvi che è stata un'esperienza unica ed irripetibile che porterò in un posto speciale del mio cuore per sempre.
Vedere tre reggimenti compostamente schierati pochi giorni prima di partire per i contingenti internazionali nei quali sarà impiegata la Brigata non ha prezzo. In quelle rigide colonne di soldati in mimetica ed anfibi c'erano figli, mariti, fratelli, padri, cittadini, ... pronti a servire la Patria nonostante il dolore di dover lasciare in Italia i propri affetti.
Qualche sinistroide ben pensante continua a chiamarli "mercenari" e a dire che partono per le missioni all'estero solo perché "profumatamente pagati". A questi personaggi non merita neppure dare risposta perché solo chi ha conosciuto un soldato italiano sa cosa ci sia davvero nel suo cuore e nella sua testa.
In quei frangenti non ho potuto non pensare ai soldati della Taurinense che sono partiti per le missioni ma purtroppo vi sono tornati in una bara avvolta nel Tricolore perché uccisi da vili attentanti terroristici di matrice islamica.
In modo particolare il mio pensiero è andato al Caporal Maggiore Capo Scelto del 2 Reggimento Alpini Giorgio Langella, caduto a Kabul (Afghanistan) il 26 settembre del 2006.
Con me e come me anche il Generali alpini Bonato e Biagini hanno voluto ricordare i Caduti della Brigata e hanno fatto sentire la loro sincera vicinanza ai famigliari presenti quel giorno alla "Monte Grappa".
Mentre andavo da Cuneo a Torino per prender parte alla cerimonia, scorrevano nella mia mente i volti degli Alpini che conosco personalmente e delle loro mogli/compagne che per sei mesi dovranno stare lontani pur avendo i cuori costantemente legati ed in apprensione l'uno per l'altra. Le missioni internazionali, infatti, non coinvolgono solo il soldato ma anche e soprattutto la sua famiglia che ogni giorno, ogni ora, ogni minuto è pervasa da un mix di orgoglio e terrore per il proprio caro impegnato in terra straniera.
Un particolare ricordo l'ho rivolto a Giulia, moglie di un Alpino e mia ex insegnante, che segue con amore ed apprensione non solo suo marito ma tutti i nostri militari impegnati in Italia ed all'estero. Persone così andrebbero insignite delle più alte onoreficenze repubblicane visto che in questo Paese sono più gli italioti che criticano le forze armate che gli Italiani che le onorano e le rispettano.
In questi mesi in cui i nostri eroi saranno oltre oceano vi chiedo di recitare Tre Ave Maria ogni giorno:
Questi tre Reggimenti rappresentano il meglio della nostra Nazione, il sano della nostra società, l'orgoglio della nostra Bandiera.
Viva l'Italia, viva gli Alpini, onore ai soldati della "Tau"!
Andrea Elia Rovera
Resposabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella
Devo confessarvi che è stata un'esperienza unica ed irripetibile che porterò in un posto speciale del mio cuore per sempre.
Vedere tre reggimenti compostamente schierati pochi giorni prima di partire per i contingenti internazionali nei quali sarà impiegata la Brigata non ha prezzo. In quelle rigide colonne di soldati in mimetica ed anfibi c'erano figli, mariti, fratelli, padri, cittadini, ... pronti a servire la Patria nonostante il dolore di dover lasciare in Italia i propri affetti.
Qualche sinistroide ben pensante continua a chiamarli "mercenari" e a dire che partono per le missioni all'estero solo perché "profumatamente pagati". A questi personaggi non merita neppure dare risposta perché solo chi ha conosciuto un soldato italiano sa cosa ci sia davvero nel suo cuore e nella sua testa.
In quei frangenti non ho potuto non pensare ai soldati della Taurinense che sono partiti per le missioni ma purtroppo vi sono tornati in una bara avvolta nel Tricolore perché uccisi da vili attentanti terroristici di matrice islamica.
In modo particolare il mio pensiero è andato al Caporal Maggiore Capo Scelto del 2 Reggimento Alpini Giorgio Langella, caduto a Kabul (Afghanistan) il 26 settembre del 2006.
Con me e come me anche il Generali alpini Bonato e Biagini hanno voluto ricordare i Caduti della Brigata e hanno fatto sentire la loro sincera vicinanza ai famigliari presenti quel giorno alla "Monte Grappa".
Mentre andavo da Cuneo a Torino per prender parte alla cerimonia, scorrevano nella mia mente i volti degli Alpini che conosco personalmente e delle loro mogli/compagne che per sei mesi dovranno stare lontani pur avendo i cuori costantemente legati ed in apprensione l'uno per l'altra. Le missioni internazionali, infatti, non coinvolgono solo il soldato ma anche e soprattutto la sua famiglia che ogni giorno, ogni ora, ogni minuto è pervasa da un mix di orgoglio e terrore per il proprio caro impegnato in terra straniera.
Un particolare ricordo l'ho rivolto a Giulia, moglie di un Alpino e mia ex insegnante, che segue con amore ed apprensione non solo suo marito ma tutti i nostri militari impegnati in Italia ed all'estero. Persone così andrebbero insignite delle più alte onoreficenze repubblicane visto che in questo Paese sono più gli italioti che criticano le forze armate che gli Italiani che le onorano e le rispettano.
In questi mesi in cui i nostri eroi saranno oltre oceano vi chiedo di recitare Tre Ave Maria ogni giorno:
- una per il 2 Reggimento Alpini di Cuneo che in Afghanistan assumerà il comando del Train Advise Command, nell'ambito della missione Nato Resolute Support.
- una per il 3 Reggimento Alpini di Pinerolo che in Iraq assumerà la guida della Task Force a protezione della diga di Mosul
- una per il 9 Reggimento Alpini de L'Aquila che a Misurata, in Libia, assumerà il comando della della Task Force impegnata nella missione Ippocrate di aiuti alla popolazione.
Questi tre Reggimenti rappresentano il meglio della nostra Nazione, il sano della nostra società, l'orgoglio della nostra Bandiera.
Viva l'Italia, viva gli Alpini, onore ai soldati della "Tau"!
Andrea Elia Rovera
Resposabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella
lunedì 5 giugno 2017
Il Maresciallo Aiutante S.U.P.S. Loreto Di Loreto finalmente è Medaglia d'Oro al Valore dell'Arma dei Carabinieri
Carissimi, quest'oggi il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella visto il decreto legislativo 15 marzo 2010, numero 66, recante "codice dell'ordinamento militare" successive modificazioni e integrazioni; visto il decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, numero 90, concernente "testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare" e successive modificazioni e integrazioni; visto il parere del Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri; su proposta del Ministro della Difesa ha decretato la concessione della Medaglia d'Oro al Valore dell'Arma dei Carabinieri al Carabiniere (ora Maresciallo Aiutante sostituto Ufficiale di Pubblica Sicurezza) Di Loreto Loreto, nato il 26 aprile 1980 a Castel di Sangro (Aq), con la seguente motivazione: "Addetto al Police Operational Mentoring and Liaison Team di Farah (Afghanistan), nell'ambito della Missione ISAF, in un contesto ambientale caratterizzato da persistente ed elevatissimo rischio di natura terroristica, dedicava ogni personale risorsa all'assolvimento del compito assegnato, impegnandosi con instancabile slancio e intima convinzione nelle attività di mentorizzazione e di assistenza in favore della polizia locale. Nel corso di un servizio di scorta a un convoglio militare, disposto a seguito di un precedente attacco terroristico ad altri mezzi dell'Esercito Italiano in quella stessa zona, il veicolo blindato sul quale viaggiava in qualità di mitragliere si ribaltava più volte. A seguito dell'occorso, il militare veniva sbalzato violentemente fuori dalla botola in cui era posizionato, riportando gravissime lesioni su tutto il corpo. Con altissimo spirito di abnegazione e straordinaria professionalità, continuava a orientare i propri commilitoni nelle procedure di messa in sicurezza dell'Area sino alla totale perdita dei sensi. La grandissima forza d'animo e il cosciente sprezzo del pericolo costantemente testimoniati hanno consentito il perseguimento degli scopi della rischiosa missione, esaltando il prestigio dell'Italia e delle sue Forze Armate a livello internazionale. Chiaro esempio di elette virtù militari, elevatissimo senso del dovere e assoluta dedizione al servizio". Farah (Afghanistan), 28 gennaio 2012.
Questa mattina il Maresciallo Di Loreto mi ha dato la bellissima notizia e gli ho chiesto l'autorizzazione a pubblicare il surriportato decreto con il quale il Capo dello Stato ha voluto insignirlo della Medaglia d'Oro al Valore dell'Arma dei Carabinieri.
Uomini come il Maresciallo Di Loreto sono il fiore all'occhiello della nostra Nazione e la punta di diamante dell'Arma dei Carabinieri.
Come tutti sanno, da sempre sono impegnato nella valorizzazione delle Forze Armate e del loro operato con particolare impegno verso gli Alpini per i quali ho un'autentica venerazione. Il mio amore per chi indossa una divisa però non è astratto o fondato su eventi folcloristici. Il mio cuore batte forte quando vede una divisa perché sa che dietro di essa ci sono uomini come Loreto di Loreto che spendono tutta la loro vita per il bene del prossimo e per la grandezza della Nazione.
Carissimi, prima di congedarmi da voi desidero chiedervi una cortesia: recitate un'Ave Maria alla Madonna affinché conceda al Maresciallo Di Loreto ed ai suoi cari ogni bene possibile.
L'Italia deve andar fiera di questo suo figlio: Loreto Di Loreto è impersonificazione e testimone vivente del Tricolore.
Viva l'Italia! Viva l'Arma dei Carabinieri! Onori a Loreto di Loreto!
Andrea Elia Rovera
Questa mattina il Maresciallo Di Loreto mi ha dato la bellissima notizia e gli ho chiesto l'autorizzazione a pubblicare il surriportato decreto con il quale il Capo dello Stato ha voluto insignirlo della Medaglia d'Oro al Valore dell'Arma dei Carabinieri.
Uomini come il Maresciallo Di Loreto sono il fiore all'occhiello della nostra Nazione e la punta di diamante dell'Arma dei Carabinieri.
Come tutti sanno, da sempre sono impegnato nella valorizzazione delle Forze Armate e del loro operato con particolare impegno verso gli Alpini per i quali ho un'autentica venerazione. Il mio amore per chi indossa una divisa però non è astratto o fondato su eventi folcloristici. Il mio cuore batte forte quando vede una divisa perché sa che dietro di essa ci sono uomini come Loreto di Loreto che spendono tutta la loro vita per il bene del prossimo e per la grandezza della Nazione.
Carissimi, prima di congedarmi da voi desidero chiedervi una cortesia: recitate un'Ave Maria alla Madonna affinché conceda al Maresciallo Di Loreto ed ai suoi cari ogni bene possibile.
L'Italia deve andar fiera di questo suo figlio: Loreto Di Loreto è impersonificazione e testimone vivente del Tricolore.
Viva l'Italia! Viva l'Arma dei Carabinieri! Onori a Loreto di Loreto!
Andrea Elia Rovera
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