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domenica 8 maggio 2016

Un pensiero speciale alle mamme dei soldati

Carissimi, oggi ciascuno di noi troverà il modo migliore per fare gli auguri alla sua mamma nel giorno in cui si celebra la sua festa.
Pensando a questa giornata mi sono detto: "Alle mamme dei soldati che sono caduti nelle missioni internazionali chi farà gli auguri?". "Alle mamme di quegli eroi che hanno perso la loro vita in servizio chi darà un bacio sulla guancia?". "Alle mamme di quei giovani in mimetica che sono morti a causa delle radiazioni, delle mine anti-uomo o di chissà quale accidente chi darà la carezza che meritano?". La risposta è semplice quanto triste: NESSUNO.
La verità è che le Mamme dei Caduti hanno una ferita lancinante nel cuore: sanno che i loro figli non torneranno più a casa e sono consapevoli del fatto che non potranno mai più dar loro un bacio o dir loro un "copriti bene che fa freddo".
Purtroppo non posso raggiungere tutte queste donne ma una cosa posso farla. Posso dir loro - attraverso questo povero, freddo e miserabile Blog - il mio più sincero ed accorato GRAZIE.
Grazie per aver educato bene i loro figli.
Grazie per aver insegnato ai loro bambini che l'egoismo è una brutta bestia e che oltre al proprio tornaconto c'è l'amore per la Patria.
Grazie per aver donato dei ragazzi per bene all'Esercito Italiano.
Grazie per tutto ciò che i loro figli hanno fatto per servire l'Italica Bandiera.
Grazie per tutto quello che non so ma che posso solo immaginare.
Grazie all'educazione che queste mamme hanno dato ai loro figli ciascun Italiano può andar fiero dei Militari Italiani.
Dentro alle mimetiche, sotto ai cappelli alpini, nelle caserme, sui mezzi blindati, per le strade, nei teatri internazionali di guerra l'Italia ha la sua parte migliore che è composta da ragazzi, ragazze, uomini e donne che hanno messo in secondo piano l' "Io" per far spazio al "noi" dove per "noi" si intendono il Tricolore ed il Popolo Italiano.
Carissimi, a conclusione di questa mia vorrei chiedere a ciascuno di voi di rivolgere un particolare pensiero alle mamme dei soldati vivi e defunti perché senza queste donne straordinarie non avremmo un Alpino, un Parà, un Lagunare, un Marinaio, un Aviatore, un Carabiniere, ...
Viva l'Italia, viva l'Esercito, viva le mamme dei soldati!
Un abbraccio.
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella

sabato 16 aprile 2016

Oltraggiata la tomba del Caduto Miotto

Carissimi, purtroppo nei giorni scorsi su tutti i Social Network è rimbalzata la notizia del vilipendio alla tomba del Caporal Maggiore degli Alpini Matteo Miotto, Caduto in Afghanistan il 31 dicembre 2010, a seguito di un vile attentato subito alla tenera età di 24 anni. Il tutto è accaduto al Cimitero Urbano di Thiene in provincia di Vicenza.
Il Cap. Magg. Miotto prestava servizio presso il 7 Reggimento Alpini di Belluno ed era partito per la Missione Internazionale di Pace nel mese di Luglio del 2010.
L'Onorevole Ignazio La Russa, Ministro della Difesa al momento del decesso del Cap. Magg. Miotto, appena appresa la notizia, ha dichiarato: «La profanazione della tomba dell’alpino Matteo Miotto, avvenuta nel cimitero di Thiene, è un gesto vile e ignobile e che dimostra come purtroppo la mamma degli imbecilli sia sempre incinta. Peggio mi sentirei se invece che imbecilli, gli autori del gesto inqualificabile fossero mossi da vergognosi motivi ideologici che tutt’oggi alcune aree politiche sostengono. Spero che la magistratura faccia presto piena luce su questo atto vandalico contro un figlio d’Italia che ha perso la vita durante una missione internazionale di pace. Ai parenti e agli amici di Matteo, già colpiti duramente per la scomparsa di un loro caro, va la mia vicinanza e il mio affetto».
Carissimi, atti come questo vanno condannati aspramente perché la violenza non va mai giustificata. Chi profana la tomba di un defunto non solo compie un gesto ignobile ma manca anche di rispetto a chi piange il caro estinto ivi sepolto. 
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica 
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella

lunedì 4 aprile 2016

L'ultimo saluto al Caporal Maggiore Gennaro Giordano del 1 Reggimento Alpini

Carissimi, questa sera vengo a voi con questa mia per darvi una triste notizia. Da qualche giorno c'è "Cordoglio fra gli alpini per la morte di Gennaro Giordano, Caporale Maggiore Scelto del 1 Reggimento  Artiglieria da Montagna, di stanza alla caserma "Perotti" di Fossano. Aveva 31 anni, è deceduto all'Ospedale "San Matteo" di Pavia, in seguito a tumore.
A ottobre la scoperta della malattia. originario di Mercato San Severino (Salerno), era un militare volontario: in servizio da oltre dieci anni a Fossano, aveva partecipato a diverse missioni di pace, anche in Afghanistan. Colleghi e superiori lo ricordano come un uomo solare, molto legato ai valori alpini. "Uomini e donne del 1 Reggimento - dicono alla caserma di Fossano - si uniscono al dolore della famiglia". Giordano abitava a Borgo San Dalmazzo con la moglie Enrica Cavallo (titolare di un negozio di acconciature) che lascia insiema alla figlia Matilde (4 anni), alla madre Carmela e le sorelle Emanuela e Rossella. Appassionato di calcio e grande tifoso del Napoli, Gennaro Giordano era presidente del club "Borbonica", da lui stesso fondato e che raggruppa centinaia di tifosi nelle città di Borgo e Fossano. I funerali [sono stati] oggi alle 16:00, nella Chiesa Parrocchiale di Gesù Lavoratore a Borgo". (Fonte: La Stampa, 04 aprile 2016, Pagina 48)
Quando ho condiviso la notizia molte persone hanno subito espresso il loro cordoglio e la loro sofferenza ma in modo particolare desidero portarvi a conoscenza dell'accorato messaggio scrittomi da un Confratello dell'Arciconfraternita dei Santi Maurizio e Lazzaro di Torino:
"Ci associamo tutti: Priore, Presidente, Priora, Vice Priori, Segretario, Tesoriere, credo tutti, proprio tutti i Confratelli e le Consorelle. Non possiamo non unirci al generale e sentito cordoglio del Caporal Maggiore Gennaro Giordano del 1° Reggimento Alpini di Fossano. 
La Preghiera va alla Sua anima di nobile "Soldato d'Italia". Il nostro pensiero e il nostro sostegno morale vanno senz'altro alla consorte ed alla figliola di 4 anni. 
Onore ai "figli con le stellette della Provincia Granda" ieri nella Prima e Seconda Guerra Mondiale, cosi' come oggi, disperata quella terra piange i suoi eroi, ma nel contempo grande ed onorata e' la stessa che li ha generati. Cav. Uff. Franco Lucia, Capitano C.R.I.".
Carissimi, prima di congedarmi vi chiedo una cortesia: "Pregate con me il Signore delle Cime affinché accolga l'anima di questo suo valoroso figlio e conceda pace e consolazione a chi lo piange".
Un abbraccio.
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica del
CMCS degli Alpini Giorgio Langella