Carissimi amici dal "Cuore Alpino", quest'oggi mi sono sentito con Francesca, vedova di Giorgio Langella, Caduto per la Pace in Afghanistan e sono stato messo al corrente del fatto che un Cittadino ha scritto al settimanale cattolico "La Guida" per replicare ad una lettera contro l'albero di Natale di qualche settimana fa.
Come pubblicai quella, per dovere di cronaca, pubblico anche questa:
"Egregio Direttore, vorrei rispondere alla lettera "Albero di Natale al cimitero". Premetto che non ho visto l'albero in questione ma posso immaginare dove fosse collocato... Però non vedo proprio che mettendo un albero di Natale non si possa avere rispetto dei nostri defunti, ho visto altre tombe che hanno messo degli alberelli, stelle, candele di Natale. Anzi forse è un modo per essere più vicini ai nostri defunti che sono mancati in giovane età! Il Natale è luce, gioia, famiglia... apriamo un po' di più i nostri cuori così avremo rispetto dei nostri cari defunti! Lettera firmata".
Non riesco sinceramente a capire il motivo per il quale contro Giorgio Langella ci siano tutto questo odio e questa acredine ma sono contento che ci siano cittadini onesti che hanno il coraggio di schierarsi dalla sua parte senza paura.
Sempre oggi ho incontrato degli ex-Alpini che si sono meravigliati per tutto quello che la memoria del Caduto Langella ha dovuto subire in questi anni. Ho spiegato loro un po' di cose nella speranza che possano aiutarmi nella diffusione della storia di Giorgio e degli altri 53 Caduti delle Missioni Internazionali di Pace.
Mi sono parsi tutti ricettivi e ben disposti. Vedremo come evolverà la situazione. Per il momento mi limito a quel che ho visto e ringrazio di cuore il misterioso autore della lettera replicatoria comparsa su "La Guida".
In attesa di comunicarvi nuovi ed eventuali sviluppi vi saluto e vi ringrazio per l'affetto con cui seguite questo mio Blog.
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella
Blog in memoria del Caporal Maggiore Capo Scelto GIORGIO LANGELLA per far conoscere amare ed apprezzare le Forze Armate, le Forze dell'Ordine e le Guardie Particolari Giurate.
sabato 13 gennaio 2018
martedì 9 gennaio 2018
Il Colonnello Carlo Calcagni - Un uomo dal "Cuore Alpino"
Carissimi amici dal "Cuore Alpino", quest'oggi torno a scrivervi per raccontarvi l'ennesimo grande gesto di solidarietà compiuto in favore del Caporal Maggiore Capo Scelto Giorgio Langella, Caduto per la Pace nel 2006.
A compierlo è stato un uomo granitico, un uomo dal cuore grande, un militare affetto da una grave malattia neurologica cronica, degenerativa, irreversibile, causatagli dall'esposizione all'uranio impoverito durante una Missione Internazionale di Pace nel 1996 in terra balcana.
Il nome di questo gigante della moralità e del senso del dovere è Carlo Calcagni, Colonnello del Ruolo d'Onore dell'Esercito Italiano.
Carlo, mi permetto di chiamarlo per nome visti l'affetto e l'amicizia che ci legano, è una specie di supereroe. Ne passa ogni giorno di cotte e di crude: quotidianamente si sottopone a diciotto ore di ossigenoterapia per alleviare la sua grave ipossia dei tessuti, sette iniezioni di immunoterapia a basso dosaggio, quattro o cinque ore di flebo cariche di farmaci, un'ora di sauna ad infrarossi, plasmaferesi (una sorta di dialisi), trecento compresse e pastiglie unite ad un'intera notte di ventilazione polmonare attaccato ad una macchina.
Carlo vive una vita completamente impregnata di dolori, sofferenze e difficoltà ma ha un motto che recita come un mantra: #maiarrendersi! Se uno gli chiede come affronta tutto questo lui gli risponde: "Chi è stato militare un giorno lo è e lo sarà per sempre. La mia professione? Una vera e propria passione, oltre ad un'innata attitudine. Sono un pilota ed istruttore di elicotteri militari, ho partecipato come pilota in numerose Missioni Internazionali di Pace, ho salvato delle vite e ho reso fiera la mia Nazione. Facendo questo sono rimasto vittima dell'uranio impoverito".
La vita del Colonnello Calcagni è un'intera missione. Tutto quello che fa lo fa sapendo che può essere d'esempio, d'aiuto o di sprono per qualcuno. Carlo Calcagni non è un uomo come gli altri. Carlo Calcagni è il padre che non ho mai avuto e che avrei tanto desiderato avere!
Qualche tempo fa, nonostante le sue mille preoccupazioni, Carlo ha scoperto che raccolgo le monetine rosse per portare avanti progetti in memoria del Caduto Langella e si è offerto di aiutarmi. Inizialmente non mi sembrava giusto perché lui sta già affrontando tante difficoltà e sta dando l'esempio a migliaia di giovani aspiranti militari ma poi mi sono detto: chi sono io per impedire ad un così grande uomo di aiutarmi a donare la speranza grazie alla voce del Vangelo?
Mi sono sentito onorato di poter fare qualcosa assieme ad un grande Ufficiale come Carlo Calcagni. Con lui e grazie a lui ho vissuto il passo evangelico più caro a Gesù: "Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me". (Matteo 25:40)
Carissimi amici, la Raccolta Fondi in favore dei bambini affidati alle cure dei Frati Minori Cappuccini operanti in Etiopia, Benin, Burkina Faso e Ghana continua e, grazie alla generosa offerta di €uro 100,00, che il Colonnello Calcagni mi ha fatto, "in cassa" ci sono €uro 362,57.
Il mio impegno affinché Giorgio Langella possa vivere nel sorriso dei bambini - che egli tanto amava - non si ferma e non si interrompe. Chi vorrà collaborare con me alla realizzazione di sì alto ideale mi contatti senza problema. Un abbraccio.
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella
A compierlo è stato un uomo granitico, un uomo dal cuore grande, un militare affetto da una grave malattia neurologica cronica, degenerativa, irreversibile, causatagli dall'esposizione all'uranio impoverito durante una Missione Internazionale di Pace nel 1996 in terra balcana.
Il nome di questo gigante della moralità e del senso del dovere è Carlo Calcagni, Colonnello del Ruolo d'Onore dell'Esercito Italiano.
Carlo, mi permetto di chiamarlo per nome visti l'affetto e l'amicizia che ci legano, è una specie di supereroe. Ne passa ogni giorno di cotte e di crude: quotidianamente si sottopone a diciotto ore di ossigenoterapia per alleviare la sua grave ipossia dei tessuti, sette iniezioni di immunoterapia a basso dosaggio, quattro o cinque ore di flebo cariche di farmaci, un'ora di sauna ad infrarossi, plasmaferesi (una sorta di dialisi), trecento compresse e pastiglie unite ad un'intera notte di ventilazione polmonare attaccato ad una macchina.
Carlo vive una vita completamente impregnata di dolori, sofferenze e difficoltà ma ha un motto che recita come un mantra: #maiarrendersi! Se uno gli chiede come affronta tutto questo lui gli risponde: "Chi è stato militare un giorno lo è e lo sarà per sempre. La mia professione? Una vera e propria passione, oltre ad un'innata attitudine. Sono un pilota ed istruttore di elicotteri militari, ho partecipato come pilota in numerose Missioni Internazionali di Pace, ho salvato delle vite e ho reso fiera la mia Nazione. Facendo questo sono rimasto vittima dell'uranio impoverito".
La vita del Colonnello Calcagni è un'intera missione. Tutto quello che fa lo fa sapendo che può essere d'esempio, d'aiuto o di sprono per qualcuno. Carlo Calcagni non è un uomo come gli altri. Carlo Calcagni è il padre che non ho mai avuto e che avrei tanto desiderato avere!
Qualche tempo fa, nonostante le sue mille preoccupazioni, Carlo ha scoperto che raccolgo le monetine rosse per portare avanti progetti in memoria del Caduto Langella e si è offerto di aiutarmi. Inizialmente non mi sembrava giusto perché lui sta già affrontando tante difficoltà e sta dando l'esempio a migliaia di giovani aspiranti militari ma poi mi sono detto: chi sono io per impedire ad un così grande uomo di aiutarmi a donare la speranza grazie alla voce del Vangelo?
Mi sono sentito onorato di poter fare qualcosa assieme ad un grande Ufficiale come Carlo Calcagni. Con lui e grazie a lui ho vissuto il passo evangelico più caro a Gesù: "Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me". (Matteo 25:40)
Carissimi amici, la Raccolta Fondi in favore dei bambini affidati alle cure dei Frati Minori Cappuccini operanti in Etiopia, Benin, Burkina Faso e Ghana continua e, grazie alla generosa offerta di €uro 100,00, che il Colonnello Calcagni mi ha fatto, "in cassa" ci sono €uro 362,57.
Il mio impegno affinché Giorgio Langella possa vivere nel sorriso dei bambini - che egli tanto amava - non si ferma e non si interrompe. Chi vorrà collaborare con me alla realizzazione di sì alto ideale mi contatti senza problema. Un abbraccio.
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella
domenica 7 gennaio 2018
"Cuore Alpino" da tre anni a fianco delle Forze Armate
Carissimi amici dal "Cuore Alpino", il mio primo scritto del 2018 vuol essere dedicato agli amati membri delle Forze Armate italiane.
Nel corso dell'Anno del Signore 2017 i nostri soldati hanno tenuto alto l'onore del Tricolore attraverso le Missioni Internazionali, l'impegno a fianco delle popolazioni del centro-Italia colpite dal terremoto e vari servizi sul territorio.
Molti giovani hanno indossato l'uniforme e molti altri si stanno preparando ad indossarla.
Tutti loro sanno - e sono ben consapevoli - che essere un militare richiede sacrificio, abnegazione, impegno, formazione e costante addestramento.
Il militare non termina la propria formazione al Reparto Addestramento Volontari ma si completa giorno dopo giorno con l'aiuto e la collaborazione dei suoi ufficiali, dei suoi commilitoni e della popolazione civile.
Dagli Ufficiali impara la disciplina, l'etica, la tecnica, la compostezza e tutto ciò che serve ad un soldato per essere operativo e pronto a servire la Nazione sempre, comunque e dovunque.
Dai Commilitoni apprende la difficile arte della convivenza che obbliga persone sconosciute a dover vivere assieme ventiquattrore al giorno, sette giorni su sette. Con i commilitoni affronta percorsi formativi, cammini addestrativi, momenti punitivi, spazi di gioia e goliardia, e tutto ciò che nasce spontaneo in un gruppo di persone accomunate dall'amore per la Patria.
Dalla Popolazione Civile acquisisce consapevolezza del fatto che il suo operato sarebbe nullo se non fosse rivolto a persone fragili, deboli, bisognose di essere difese, accolte e tutelate.
Il militare italiano, qualunque grado porti sulle spalline, è un mix di formazione, responsabilità ed abnegazione. Tanto il Generale quanto il Volontario in Ferma Prefissata, infatti, sono personificazione del Tricolore e del sangue versato dagli Italiani che non ci sono più.
Ciascun soldato, in qualsiasi caserma si trovi, è chiamato a portare cuciti sul cuore i nomi e le storie dei militari italiani Caduti nell'adempimento del proprio dovere.
L'uniforme vegetata, che i soldati indossano ogni mattina per andare in caserma, è composta da "macchie" di diverse sfumature di verde. Mi è sempre piaciuto pensare che ad ogni "macchia" corrisponda il nome, la vita e la storia di un Caduto delle Forze Armate.
In fondo, e chi mi conosce bene lo sa, sono profondamente convinto del fatto che non avremmo l'Esercito fiero e glorioso che abbiamo se non ci fossero stati quei soldati che con il sacrificio della loro vita hanno dato lustro e valore alla nostra bandiera.
Spesso, troppo spesso, mi imbatto in Associazioni Combattentistiche e d'Arma che danno per scontate le vite di chi è caduto in servizio oppure - cosa davvero seccante - mi interfaccio con sindaci e rappresentanti delle istituzioni che considerano "mercenario" chi partecipa alle Missioni Internazionali di Nato e Onu.
In moltissime occasioni mi sono sentito dire: "Vanno all'estero per pagare il mutuo perché, sai, le missioni all'estero sono molto ben pagate".
A queste persone ed alle loro offensive esternazioni non voglio dare troppo peso perché, per citare qualcuno di molto saggio, "non sanno quello che dicono".
Desidero che l'Anno del Signore 2018 sia un anno all'insegna della memoria e del rispetto di chi "è andato avanti" nell'adempimento del proprio dovere a difesa delle libere istituzioni e della popolazione civile.
I giovani che oggi frequentano le scuole superiori hanno bisogno di esempi da seguire e di personaggi ai quali ispirarsi. Papa Paolo VI era solito dire che gli uomini di oggi non hanno bisogno di maestri ma di testimoni e asseriva anche che se i giovani accettano dei maestri lo fanno solo perché riconoscono in essi degli autentici testimoni di qualcosa di grande.
I militari italiani - e su questo non ho alcun dubbio - sono testimoni di valori quali la democrazia, la solidarietà, la condivisione, l'aiuto a chi soffre, la costanza, il senso del dovere, ... e tutto ciò in cui la nostra Repubblica Italiana crede ed ha creduto nella propria storia.
Di fronte a chi sventola fazzoletti rossi e bandiere arcobaleno mi intenerisco perché prendo atto di quanto ci sia ancora da fare nel cammino dell'informazione su ciò che viene quotidianamente compiuto dagli uomini delle Forze Armate sul territorio nazionale ed estero.
Con il presente colgo l'occasione per ringraziare quei militari che svolgono funzioni di polizia ventiquattr'ore su ventiquattro, in tutte le province d'Italia, nelle ambasciate, nei consolati e in tutte le realtà diplomatiche ed istituzionali che l'Italia ha all'estero.
Mi riferisco senza ombra di dubbio ai militari dell'Arma dei Carabinieri che, sotto lo sguardo materno della Virgo Fidelis, servono il Popolo Italiano in mille e molteplici forme garantendo così la sicurezza nazionale e la maggior vivibilità nelle nostre città.
Ai membri dell'Esercito Italiano, dell'Arma dei Carabinieri, della Marina Militare e dell'Aeronautica Militare giunga il mio più sincero ed accorato GRAZIE per il servizio svolto, per l'abnegazione quotidiana e per l'alta professionalità con le quali - ogni giorno - mettono a repentaglio lo loro vita per garantire l'incolumità della nostra.
A loro ed alle loro famiglie garantisco la mia personale vicinanza nella preghiera e il sicuro spazio su questo Blog per narrarne le gesta quotidiane ed eroiche affinché le future generazioni possano conoscere ed apprezzare ciò che essi fanno per onorare concretamente il Tricolore.
Viva l'Italia, viva le Forze Armate, onore ai Caduti!
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella
Nel corso dell'Anno del Signore 2017 i nostri soldati hanno tenuto alto l'onore del Tricolore attraverso le Missioni Internazionali, l'impegno a fianco delle popolazioni del centro-Italia colpite dal terremoto e vari servizi sul territorio.
Molti giovani hanno indossato l'uniforme e molti altri si stanno preparando ad indossarla.
Tutti loro sanno - e sono ben consapevoli - che essere un militare richiede sacrificio, abnegazione, impegno, formazione e costante addestramento.
Il militare non termina la propria formazione al Reparto Addestramento Volontari ma si completa giorno dopo giorno con l'aiuto e la collaborazione dei suoi ufficiali, dei suoi commilitoni e della popolazione civile.
Dagli Ufficiali impara la disciplina, l'etica, la tecnica, la compostezza e tutto ciò che serve ad un soldato per essere operativo e pronto a servire la Nazione sempre, comunque e dovunque.
Dai Commilitoni apprende la difficile arte della convivenza che obbliga persone sconosciute a dover vivere assieme ventiquattrore al giorno, sette giorni su sette. Con i commilitoni affronta percorsi formativi, cammini addestrativi, momenti punitivi, spazi di gioia e goliardia, e tutto ciò che nasce spontaneo in un gruppo di persone accomunate dall'amore per la Patria.
Dalla Popolazione Civile acquisisce consapevolezza del fatto che il suo operato sarebbe nullo se non fosse rivolto a persone fragili, deboli, bisognose di essere difese, accolte e tutelate.
Il militare italiano, qualunque grado porti sulle spalline, è un mix di formazione, responsabilità ed abnegazione. Tanto il Generale quanto il Volontario in Ferma Prefissata, infatti, sono personificazione del Tricolore e del sangue versato dagli Italiani che non ci sono più.
Ciascun soldato, in qualsiasi caserma si trovi, è chiamato a portare cuciti sul cuore i nomi e le storie dei militari italiani Caduti nell'adempimento del proprio dovere.
L'uniforme vegetata, che i soldati indossano ogni mattina per andare in caserma, è composta da "macchie" di diverse sfumature di verde. Mi è sempre piaciuto pensare che ad ogni "macchia" corrisponda il nome, la vita e la storia di un Caduto delle Forze Armate.
Spesso, troppo spesso, mi imbatto in Associazioni Combattentistiche e d'Arma che danno per scontate le vite di chi è caduto in servizio oppure - cosa davvero seccante - mi interfaccio con sindaci e rappresentanti delle istituzioni che considerano "mercenario" chi partecipa alle Missioni Internazionali di Nato e Onu.
In moltissime occasioni mi sono sentito dire: "Vanno all'estero per pagare il mutuo perché, sai, le missioni all'estero sono molto ben pagate".
A queste persone ed alle loro offensive esternazioni non voglio dare troppo peso perché, per citare qualcuno di molto saggio, "non sanno quello che dicono".
Desidero che l'Anno del Signore 2018 sia un anno all'insegna della memoria e del rispetto di chi "è andato avanti" nell'adempimento del proprio dovere a difesa delle libere istituzioni e della popolazione civile.
I giovani che oggi frequentano le scuole superiori hanno bisogno di esempi da seguire e di personaggi ai quali ispirarsi. Papa Paolo VI era solito dire che gli uomini di oggi non hanno bisogno di maestri ma di testimoni e asseriva anche che se i giovani accettano dei maestri lo fanno solo perché riconoscono in essi degli autentici testimoni di qualcosa di grande.
I militari italiani - e su questo non ho alcun dubbio - sono testimoni di valori quali la democrazia, la solidarietà, la condivisione, l'aiuto a chi soffre, la costanza, il senso del dovere, ... e tutto ciò in cui la nostra Repubblica Italiana crede ed ha creduto nella propria storia.
Di fronte a chi sventola fazzoletti rossi e bandiere arcobaleno mi intenerisco perché prendo atto di quanto ci sia ancora da fare nel cammino dell'informazione su ciò che viene quotidianamente compiuto dagli uomini delle Forze Armate sul territorio nazionale ed estero.
Con il presente colgo l'occasione per ringraziare quei militari che svolgono funzioni di polizia ventiquattr'ore su ventiquattro, in tutte le province d'Italia, nelle ambasciate, nei consolati e in tutte le realtà diplomatiche ed istituzionali che l'Italia ha all'estero.
Mi riferisco senza ombra di dubbio ai militari dell'Arma dei Carabinieri che, sotto lo sguardo materno della Virgo Fidelis, servono il Popolo Italiano in mille e molteplici forme garantendo così la sicurezza nazionale e la maggior vivibilità nelle nostre città.
Ai membri dell'Esercito Italiano, dell'Arma dei Carabinieri, della Marina Militare e dell'Aeronautica Militare giunga il mio più sincero ed accorato GRAZIE per il servizio svolto, per l'abnegazione quotidiana e per l'alta professionalità con le quali - ogni giorno - mettono a repentaglio lo loro vita per garantire l'incolumità della nostra.
A loro ed alle loro famiglie garantisco la mia personale vicinanza nella preghiera e il sicuro spazio su questo Blog per narrarne le gesta quotidiane ed eroiche affinché le future generazioni possano conoscere ed apprezzare ciò che essi fanno per onorare concretamente il Tricolore.
Viva l'Italia, viva le Forze Armate, onore ai Caduti!
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella
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