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giovedì 14 novembre 2019

Il Beato Teresio Olivelli, un Alpino morto per amore

Carissimi amici dal "Cuore Alpino", questa sera voglio parlarvi della storia di un Ufficiale Alpino che è stato beatificato in virtù del suo grande amore e del suo cuore immenso. La sua breve esistenza terrena è durata solo 29 anni ma il segno che egli ha lasciato è stato profondo ed indelebile.
Teresio Olivelli è nato il 7 gennaio 1916 a Bellagio, in Provincia di Como. Cresce in un ambiente profondamente cristiano fatto di studio, sport, e impegno caritatevole. Dopo gli studi superiori va a Milano per frequentare il Corso di Laurea in Giurisprudenza. Purtroppo però l'Italia si trova nel pieno dei tumulti bellici che devastano l'Europa e Mussolini si trova costretto dagli eventi a fare l'alleanza con la Germania nazista di Hitler.
Teresio non condivide la scelta fatta dal Duce ma per senso del dovere ed amor di Patria chiede ed ottiene di partire per la Campagna di Russia come Ufficiale Alpino. La sua motivazione è riassunta in poche ma profondissime parole: "Non ho eroici furori. Solo desidero di fondermi nella massa, in solidarietà col popolo che senza averlo deciso, combatte e soffre".
Questa sua motivazione viene vissuta concretamente nella vita al fronte. Mangia poco per lasciare razioni più sostanziose a chi ha fame, crea piccoli cenacoli di preghiera in luoghi improvvisati per diffondere la speranza in una terra apparentemente abbandonata da Dio, chiacchiera per ore con tutti i commilitoni in modo da farli sfogare e non farli crogiolare fra gli orrori della Guerra.
Nel 1943, dopo atroci sofferenze, riesce a lasciarsi le steppe russe alle spalle e a rientrare in Italia. La situazione che trova nel comasco è tremenda. Teresio non può stare con le mani in mano perché il Vangelo lo sprona ad aiutare chi sta peggio. Oltretutto, dopo aver servito la Patria nel glorioso Corpo degli Alpini, non può scrollarsi di dosso le responsabilità che gli sono ormai proprie. Decide, anche se non ne condivide interamente gli ideali, di unirsi alla Resistenza Lombarda: non come guerrigliero arrabbiato ma bensì come cristiano, compiendo una vera e sincera "rivoluzione dell'amore". A differenza dei "compagni" di resistenza, Teresio non commette omicidi, non tortura e non stupra. La sua azione di resistenza è fondata sul principio di "ribellione per amore" che deve portare alla crescita spirituale, all'amore fraterno ed alla sussidiarietà in favore di chi è più sfortunato. Tutte le persone che hanno la fortuna di incontrarlo vengono raggiunte da questi insegnamenti ma Teresio non si accontenta di raggiungere una manciata di persone. Pur sapendo a cosa va incontro fonda, con altri temerari, il giornale clandestino "Il Ribelle" che - ben presto - arriva nelle mani dei gerarchi nazisti presenti sul territorio italiano. Questi non tollerano che qualcuno possa parlare di rivoluzioni e ribellioni fondate sull'insegnamento di Cristo. L'Alpino Olivelli viene immediatamente inserito fra gli esponenti pericolosi per il Reich con l'accusa di essere un "esponente cattolico ambrosiano".
Il 27 aprile 1944 Teresio Olivelli viene arrestato a Milano e - senza esser sottoposto a regolare processo - viene deportato al Campo di Concentramento di Fossoli prima e di Hersbruck, in Germania, poi. In quest'ultimo Campo di Concentramento Olivelli viene barbaramente ucciso il 17 gennaio 1945 da un branco di gerarchi nazisti che non accettano il suo atteggiamento di "buon samaritano" verso i gli altri internati. Teresio, infatti, difende i compagni maltrattati, aiuta quanti non riescono a portare a termine le fatiche e crea momenti clandestini di preghiera nelle baracche.
Dopo l'uccisione i gerarchi non perdono tempo e gettano il corpo di Teresio Olivelli in un forno crematorio.
La Chiesa Cattolica, il 3 febbraio 2018 beatifica l'Alpino Teresio Olivelli per esser stato ammazzato in odio alla fede.
Carissimi, come sapete il mondo partigiano non mi rappresenta e non gode della mia stima. Il 25 aprile non festeggio perché non credo ci sia nulla da festeggiare ma dinanzi alla storia di un uomo grande e corretto come il Beato Teresio Olivelli mi tolgo il cappello e abbasso lo sguardo.
I partigiani continuano a non rappresentarmi ma le singole persone, quelle che hanno fatto il loro dovere di Italiani e di Cristiani, hanno tutto il mio rispetto e la mia venerazione.
Grazie ancora di cuore per il grande seguito che date a questo mio blog. Siete stupendi.
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella

domenica 20 gennaio 2019

In memoria di Nowo Postojalowka per non dimenticare

Carissimi amici dal "Cuore Alpino", questo fine settimana la provincia di Cuneo si è dedicata ad un momento importante e fondamentale per la storia della Granda: la memoria dei Caduti e dei Dispersi della Divisione Alpina Cuneense in quel di Nowo Postojalowka.
Ieri, sabato 19 gennaio, alle ore 16:00 presso la Caserma "Cesare Battisti" della Guardia di Finanza (già sede del 2 Reggimento Alpini), alla presenza del Colonnello Marcello Orsi, Comandante del 2 Reggimento Alpini, del Signor Sebastiano Favero, Presidente Nazionale dell'Associazione Nazionale Alpini e di moltissimi gagliardetti della poc'anzi citata Associazione si è tenuto l'alzabandiera che ha dato inizio alle celebrazioni della memoria.
Nella stessa giornata, i presenti e gli astanti hanno avuto la possibilità di rendere omaggio al Sacrario Militare dei Caduti Alpini situato presso la "Cesare Battisti".
Il Sacrario è semplice, collocato in due stanze ampie - ma non enormi - che lasciano nel cuore di chi vi entra un grande senso di presenza e di deferenza verso la Bandiera di Guerra collocata in teca e verso il monumento dell'Alpino adagiato al suolo prima di posare lo zaino a terra e partire per l'ultima marcia verso il Paradiso di Cantore.
In quanto responsabile della Memoria Storica del Caduto per la Pace Giorgio Langella - Caporal Maggiore Capo Scelto del "Doi", Caduto in Afghanistan nel 2006 - non potevo e non volevo mancare. Ho preso parte alla suggestiva cerimonia portando - com'è per me consuetudine - persone dal cuore autenticamente alpino. Con me c'erano Roberto e suo figlio Ivan da San Mauro Torinese e Gianluca da Cavallermaggiore (autore della suggestiva foto di questo post).
Assieme a questi sinceri amici dal "Cuore Alpino" ci siamo fermati in silenzio dinanzi alla bronzea effige dell'Alpino adagiato al suolo per ricordare il sacrificio della Cuneense in terra russa. Nel 1943 15.000 alpini partirono da Cuneo alla volta della Russia... ne tornarono meno di 1.500!
Da quel tempo sono passati 76anni ma Cuneo e gli italiani dal "Cuore Alpino" non hanno voluto dimenticare.
Carissimi, chi di voi segue il mio Blog sa quanto io tenga alla Memoria Storica e quanto mi adoperi quotidianamente per non far calare il sipario sui Servitori della Patria che "sono andati avanti". Questo rendiconto non è un unicum e neppure un caso isolato ma il seguito di una lunga, lunghissima, serie di eventi che mi ha visto e mi vedrà partecipe affinché le future generazioni abbiano l'occasione di conoscere ciò che è stato.
Come dico sempre: "dentro a una mimetica, dietro a un medagliere, sotto un cappello fregiato c'è un soldato ma anche e soprattutto un uomo che ha cuore, sangue e sentimenti come ciascuno di noi".
L'Italia, quella vera, gioisce, soffre e si commuove quando un uomo in uniforme solca il suolo nazionale e/o internazionale per portare in giro per il mondo i valori della gloriosa e apprezzata italica nazione.
Viva l'Italia, viva gli Alpini, onore ai Caduti!
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella

mercoledì 26 settembre 2018

12esimo anniversario della morte di Giorgio Langella

Carissimi amici dal "Cuore Alpino", come vi ho promesso nei giorni scorsi, vi riporto di seguito il breve "discorso" che ho tenuto al Cimitero Urbano di Boves (Cuneo) sulla tomba del Caduto per la Pace Giorgio Langella nel 12esimo anniversario dell'attentato che ce lo ha portato via.
A nome e per conto della Famiglia Langella porgo il mio più sincero saluto a tutti voi che, per la dodicesima volta, avete voluto essere presenti nel giorno anniversario della morte di Giorgio Langella.
Un affettuoso e rispettoso saluto lo porgo ai cari Alpini qui presenti che, nonostante l'esiguo numero di militari in caserma per via dell'Operazione "Strade Sicure", hanno voluto essere qui per onorare Giorgio e la sua memoria.
Al neo-arrivato Comandante del Doi voglio augurare tutto il meglio per ciò che sarà chiamato a svolgere in questo celebre e glorioso Reggimento che è senza dubbio custode della storia alpina.
Agli Ufficiali, sottufficiali, soldati di truppa e graduati voglio assicurare il mio ricordo nella preghiera, la mia personale vicinanza e l'affetto di tutta la popolazione civile che segue le iniziative e gli scritti del Gruppo "Cuore Alpino" da me fondato.
Dal 26 settembre del 2006 sono passati 12 anni.
12 anni di sofferenza per la mamma Giuliana e per la vedova Francesca.
12 anni di sofferenza per i colleghi, gli amici e i conoscenti.
12 anni che hanno stravolto le vite di Ida, Luigi, Gigi e quanti hanno avuto l'onore ed il privilegio di conoscere Giorgio.
In questi ultimi anni ho iniziato a portare personalmente la storia di Giorgio negli ambienti giovanili e in giro per l'Italia. Sono stato invitato a parlare di lui in molti luoghi e ho messo on-line un Blog per farlo conoscere, amare ed apprezzare.
Di Giorgio si parla nel mondo alpino ma anche e soprattutto in quello dell'Arma dei Carabinieri che, da quando ho iniziato la mia missione, mi è stata vicina e ha collaborato.
Di Giorgio si parla alla Scuola Allievi Carabinieri "Cernaia" di Torino, al 7 Reggimento Carabinieri Trentino Alto Adige "Laives" e negli Stormi dell'Av.Es. ove numerosi amici prestano servizio.
La maggior parte delle persone che parla di Giorgio o che viene devotamente sulla sua tomba non lo ha conosciuto ma sente la necessità di onorare un Caduto che ha avuto una sola colpa: mettere il Tricolore e l'Esercito Italiano in cima alle sue priorità di vita.
Di Giorgio si parla in Repubblica Centrafricana dove noi di "Cuore Alpino" abbiamo donato decine di alberi da frutta ai bambini di Bozoum che sono privi del necessario.
Di Giorgio si parla in Benin, Etiopia, Somalia ed Eritrea dove, grazie ai Frati Minori Cappuccini, noi di "Cuore Alpino" riusciamo a curare i bimbi affetti da malaria.
Di Giorgio si parla all'Ospedale "Bambin Gesù" di Roma dove, grazie alla generosità di Francesca, c'è una macchina salvavita per i bimbi pediatrici colpiti da tumore.
Un motto dice che "nessuno muore davvero fino a quando ci sarà anche una sola persona che lo porta nel cuore". Questo significa che Giorgio è vivo qui, in mezzo a noi, perché nel nostro cuore un posto per lui c'è e ci sarà sempre.
Sono 12 anni che portiamo avanti iniziative in onore di Giorgio. Molti ci hanno criticato per questo. Qualcuno ha rubato le statuette dalla tomba. A Natale di qualche anno fa qualcuno si è preso il piacere di bruciargli la tomba. L'anno scorso qualche solerte bovesano si è rivolto alla stampa locale per far rimuovere l'alberello di Natale fatto allestire con amore dalla moglie ma noi che abbiamo il "Cuore Alpino" non ci rassegniamo.
Concludo con un pensiero affettuoso rivolto a chi in questi anni ha sostenuto la nostra causa e le nostre battaglie.
Un particolare ricordo va al Colonnello Fabrizio Recchi che, per primo, si è speso affinché qui a Boves si intitolasse un luogo al Caduto Langella; ed un ricordo speciale va ai nostri ragazzo del Doi che oggi sono dislocati in varie località italiane per pattugliare e presidiare luoghi sensibili a tutela del Popolo Italiano.
Loro, questi soldati, sono la parte sana della nostra Nazione e Giorgio, il nostro Giorgio, da lassù li protegge.
Viva l'Italia, viva gli Alpini, onori ai Caduti del Doi!
Mentre noi eravamo a Boves per celebrare la Santa Messa e per portare i dovuti onori sulla tomba di Giorgio, in Liguria, a Diano Marina (Imperia), la signora Giuliana e la sua amica Antonella erano con una delegazione dell'Esercito e della Croce Rossa Italiana a rendere i medesimi onori nella cittadina che ha dato i natali all'"Angelo dei Bambini".
Carissimi, a conclusione di questo mio post desidero ringraziare ancora una volta il Colonnello Orsi, Comandante del 2 Reggimento Alpini, per l'affetto e la stima che ha dimostrato stamane con la sua presenza e le sue parole e Don Mauro Cappello, Cappellano Militare del Doi, per le belle parole e la gradita benedizione che ci ha impartito al campo santo.
La memoria di Giorgio vive in questi piccoli gesti fatti da uomini veri che non cercano la gloria ma solo la giustizia sociale e il vero sapore della verità.
Grazie a tutti voi per la pazienza e la costanza con cui seguite tutto ciò che pubblico su "Cuore Alpino"; senza di voi tutto questo non sarebbe possibile. Grazie di cuore. Sempre vostro.
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella

martedì 31 luglio 2018

Cambio del Comandante al 32 Reggimento Genio Guastatori Alpini di Fossano (Cuneo)

Carissimi amici dal "Cuore Alpino", venerdì 27 luglio nella piazza d'armi della Caserma "Carlo Alberto Dalla Chiesa" di Fossano (Cuneo) si è svolta la cerimonia di cambio del Comadante del 32 Reggimento Alpino Genio Guastatori in forza presso la Brigata Alpina Taurinense.
Dopo anni di intensa attività addestrativa ed operativa il Colonnello Emiliano Vigorita ha consegnato la Bandiera di Guerra al suo successore Colonnello Mario Fabio Pescatrice che ha così formalmente assunto il comando del 32esimo.
Come sempre accade in queste occasioni, sono state enunciate le imprese compiute dal Reggimento sotto la guida del grande Comandante Vigorita. Innanzitutto si è reso noto con quale professionalità il 32esimo si è addestrato sulle montagne cuneesi iniziando a costruire un rapporto intimo con i comuni della Granda. Poi, sono stati enunciati il grande impegno dimostrato nell'Operazione "Strade Sicure" presso il comune di Torino e nelle Missioni Internazionali "Resolute Support Mission" in Afghanistan e "Prima Parthica" in Iraq.
Inoltre, nel solo 2017, il 32 Reggimento ha reso inoffensivi 250 residuati bellici inesplosi in Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta, è accorso in aiuto della popolazione civile del basso Piemonte durante l'alluvione ed è intervenuto con grande professionalità anche nell' "Operazione Sabina" svoltasi in Centro Italia in occasione del terremoto.
In questi anni ho avuto il piacere di conoscere molti alpini facenti parte del 32esimo e da tutti ho solo sentito parole di stima ed apprezzamento per il Colonnello Vigorita che, con la sua grande professionalità e la sua comprovata preparazione militare, ha saputo guidare il Reggimento in tutte le sfide che si è trovato ad affrontare.
Ora, Emiliano Vigorita sarà chiamato a far parte del Comando nella Missione Unifil in terra libanese. Questo incarico prestigioso ed altolocato non è altro che una minima ricompensa per quanto fatto nell'intera carriera militare e, in special modo, in quel di Fossano.
Carissimi, con questa lettera desidero far giungere al Colonnello Vigorita il mio più sentito "grazie" per quanto fatto in terra cuneese e al Colonnello Pescatrice un grande "in bocca al lupo" per ciò che sarà chiamato a fare con il 32 Reggimento Alpino Genio Guastatori di Fossano.
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella

lunedì 16 luglio 2018

In memoria del Caporal Maggiore Scelto Maurizio Giordano

Carissimi amici dal "Cuore Alpino", dopo un mese di assenza, torno a scrivervi di un angelo dell'Esercito Italiano che l'11 luglio ha posato lo zaino a terra ed "è andato avanti".
Il Caporal Maggiore Scelto Maurizio Giordano, in forza presso il Centro Addestramento Alpino di Aosta della Brigata Alpina Taurinense, "ha posato lo zaino" sulla "seraccata degli Italiani", passaggio obbligato per chi vuole raggiungere la vetta del Gasherbrum IV, nella Catena del Karakorum in Pakistan.
Il CMS Giordano aveva 32 anni ed era in servizio effettivo presso il Reparto Attività Sportiva del Centro Addestramento Alpino oltreché apprezzato membro della Sezione Militare di Alta Montagna. Era un soldato preparato, ligio, addestrato e competente ma, ahimé, tutto questo non è stato sufficiente a raggiungere la vetta del Gasherbrum IV a quota 7925 metri sul confine fra Cina e Pakistan.
Il tragico incidente è accaduto quando, assieme ai suoi compagni di spedizione, il CMS Giordano rientrava presso il Campo 1 con la tecnica della calata in corda doppia. Purtroppo, però, durante la discesa un pezzo di seraccata si è distaccato e ha travolto in pieno l'Alpino cuneese non dandogli possibilità di scampo.
Maurizio Giordano era originario di Cuneo, aveva un'alta formazione alpinistica militare e un innato amore per il paracadutismo che ha esercitato per anni quando prestava servizio presso il 4 Reggimento Alpini Paracadutisti della Brigata Alpina Julia.
L'amore per la montagna, però, lo aveva riavvicinato al suo Piemonte e lo aveva spinto ad entrare al Centro Addestramento Alpino di Aosta dove, negli ultimi anni, aveva anche acquisito la qualifica di Aspirante Guida Alpina.
La partenza del Caporal Maggiore Scelto Maurizio Giordano per il Paradiso di Cantore è motivo di tristezza e di vuoto interiore per il Comando Truppe Alpine, per il Centro Addestramento Alpino e per tutte quelle persone che amano gli Alpini ed il loro continuo e costante operato per il bene del Paese.
Come ormai ben sapete, sono una persona che non manda a dire nulla e che valuta con occhio critico tutto ciò che avviene nel mondo Alpino e nel mondo della Difesa in generale.
In questi giorni, infatti, ho parlato con un po' di persone di questa triste dipartita e ho visto facce stralunate perché i miei interlocutori non avevano saputo del triste incidente.
Tutti però - e questo mi fa "incacchiare" non poco - sapevano che la Juventus ha ascquistato Cristiano Ronaldo e si sono dati un gran da fare per condividere la notizia su tutti i Social possibili e immaginabili.
Ancora una volta mi sono tristemente reso conto del fatto che si sentono tutti italiani quando c'è da parlare di sport ma, purtroppo, l'italianità svanisce quando perde la vita un Servitore della Patria che il Tricolore non lo sventola per protocollo ma lo porta cucito in modo indelebile prima sul cuore e poi sulla divisa.
In Italia c'è ancora la triste concezione che chi indossa una divisa non è degno dell'attenzione della popolazione civile e non merita la riconoscenza che, invece, si dovrebbe a chiunque fa qualcosa per il bene di qualcun altro.
Carissimi, nel chiedervi scusa per lo sfogo e per la vena polemica di queste ultime mie righe vi saluto con affetto e vi chiedo di non dimenticare mai nessuno dei nostri angeli che indossano una divisa per il bene della Nazione e dei suoi Cittadini.
Viva l'Italia, viva gli Alpini, onori al Caporal Maggiore Scelto Maurizio Giordano!
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella

venerdì 15 giugno 2018

Il Generale Franco Cussino "è andato avanti"

Carissimi amici dal "Cuore Alpino", qualche giorno fa il mondo alpino cuneese ha dato l'estremo saluto terreno al Generale Veterinario Alpino Franco Cussino, classe 1928, Cuneese, diplomato al Liceo Classico "Silvio Pellico" di Cuneo e laureato in Medicina Veterinaria presso l'Università degli Studi di Torino. Presta servizio militare a Bra (Cuneo) per poi partecipare e vincere il concorso per diventare Ufficiale veterinario nel Corpo degli Alpini.
Come prima destinazione da Ufficiale, Cussino viene inviato a prestare servizio presso la Caserma "Mario Fiore" di Borgo San Dalmazzo per poi esser destinato a Torino e all'Accademia Militare Veterinaria di Pinerolo dove fonda una Scuola per Maniscalchi.
L'Esercito Italiano, vista la sua alta competenza e la sua magistrale professionalità, lo invia anche a Napoli e Grosseto dove assumerà l'incarico di Comandante del Centro Quadrupedi. Appassionato di ippica vince numerosi concorsi a livello nazionale con la sua cavalla Vibassa.
Come ogni Alpino che si rispetti, il Generale Cussino era anche un grande appassionato di sci ed è stato istruttore di sci alpino, sci nordico e biathlon.
La comunità alpina cuneese, gli amici della Taurinense e tutti quelli che stimano i militari italiani hanno perso un grande esempio ed un grande comandante.
Carissimi, pur non avendo mai conosciuto il Generale Cussino sento il dovere di parlarne perché le Truppe Alpine che conosciamo oggi non sarebbero tali se non ci fossero stati fior fior di Alpini negli anni che furono.
La memoria storica è il caposaldo del Blog e i molti lettori che ogni giorno frequentano "Cuore Alpino" sono l'anima di questa missione. A tutti voi e a quanti si aggiungeranno nel tempo porgo il mio più sincero "grazie" assieme ad un fraterno saluto.
Andrea Elia Rovera

mercoledì 17 gennaio 2018

A Saluzzo una solenne commemorazione per i Caduti della Battaglia di Nowo Postojalowka

Carissimi amici dal "Cuore Alpino", domenica 14 gennaio, nella bellissima cornice del Comune di Saluzzo (Cuneo), oltre duemila penne nere si sono riunite per commemorare il 75esimo anniversario della Battaglia di Nowo Postojalowka.
La capitale del Marchesato è stata letteralmente inondata da un fiume di uomini con il cappello alpino in testa, lo stemma dell'Associazione Nazionale Alpini sul braccio e il cuore traboccante di emozione e logica mestizia per gli Alpini della Divisione Alpina Cuneense andati avanti in quella che fu la tragica Campagna di Russia.
A rendere ancor più sentita la commemorazione il Labaro dell'Associazione Nazionale Alpini "scortato" da Sebastiano Favero, presidente nazionale ANA, Mauro Barbieri, presidente della Sezione ANA di Saluzzo, Mauro Calderoni, Sindaco di Saluzzo, Federico Borgna, Presidente della Provincia di Cuneo, Paolo Alemanno, Consigliere Regionale del Piemonte e già sindaco di Saluzzo, parlamentari e rappresentanti delle istituzioni.
Colonnello Enrico Fontana, Comandante del "Doi"
Ad impreziosire e solennizzare la grande adunata commemorativa un picchetto preciso e composto del 1 Reggimento Artiglieria Terrestre di Fossano.
Fra i presenti vi era anche il Colonnello Enrico Fontana, Comandante del 2 Reggimento Alpini di Cuneo, già Capo Sezione dell'Ufficio Pianificazione Generale dello Stato Maggiore della Difesa e Ufficiale di lungo corso del 3 Reggimento Alpini di Pinerolo (Torino).
Il Colonnello Fontana, ancora una volta, ha voluto essere presente ad una cerimonia di commemorazione di chi non c'è più onorando la sua storia personale e quella del valoroso Corpo degli Alpini che - generalmente - non lascia cadere nell'oblio il ricordo dei commilitoni Caduti nell'adempimento del proprio dovere.
Toccanti e sentite anche le parole di Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Cristiano Bodo, Vescovo di Saluzzo, che ha presieduto la Solenne Celebrazione Eucaristica commemorativa tenutasi presso il "Pala Crs".
Noi che non dimentichiamo Giorgio Langella siamo contenti di vedere che vi sono momenti ed occasioni per ricordare chi è "andato avanti nel Paradiso di Cantore". Speriamo ed auspichiamo che presto - anche nel Cuneese - ci si mobiliti per commemorare e ricordare gli Alpini Caduti durante le Missioni Internazionali di Pace.
In molte città italiane sono state dedicate vie, piazze, statue e luoghi di aggregazione ai Caduti dell'Afghanistan perché molti sindaci hanno chiaro che senza luoghi della memoria diventa difficile creare buone fondamenta per un futuro pacifico e democratico.
Da anni - assieme alla Vedova del Caporal Maggiore Capo Scelto Langella - mi batto affinché in terra cuneese spunti qualche spazio dedicato alla memoria del nostro Giorgio ma, ad oggi, nulla.
Molti cittadini - per lo più allievi delle scuole superiori, militari e congedati del Battaglione Alpini Susa di Pinerolo - sono venuti con me sulla tomba di Langella per rendere onore ad un Caduto per la Pace troppo spesso dimenticato.
Tutto questo ci da la forza di sperare in un futuro migliore e di continuare a lottare per portare alle future generazioni l'esempio e l'amore per il Tricolore che avevano Giorgio e gli altri 53 Caduti delle Missioni Internazionali di Pace.
Viva l'Italia, viva gli Alpini, onore ai Caduti!
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella

sabato 13 gennaio 2018

Non tutti ce l'hanno con il Caduto Langella

Carissimi amici dal "Cuore Alpino", quest'oggi mi sono sentito con Francesca, vedova di Giorgio Langella, Caduto per la Pace in Afghanistan e sono stato messo al corrente del fatto che un Cittadino ha scritto al settimanale cattolico "La Guida" per replicare ad una lettera contro l'albero di Natale di qualche settimana fa.
Come pubblicai quella, per dovere di cronaca, pubblico anche questa:
"Egregio Direttore, vorrei rispondere alla lettera "Albero di Natale al cimitero". Premetto che non ho visto l'albero in questione ma posso immaginare dove fosse collocato... Però non vedo proprio che mettendo un albero di Natale non si possa avere rispetto dei nostri defunti, ho visto altre tombe che hanno messo degli alberelli, stelle, candele di Natale. Anzi forse è un modo per essere più vicini ai nostri defunti che sono mancati in giovane età! Il Natale è luce, gioia, famiglia... apriamo un po' di più i nostri cuori così avremo rispetto dei nostri cari defunti! Lettera firmata".
Non riesco sinceramente a capire il motivo per il quale contro Giorgio Langella ci siano tutto questo odio e questa acredine ma sono contento che ci siano cittadini onesti che hanno il coraggio di schierarsi dalla sua parte senza paura.
Sempre oggi ho incontrato degli ex-Alpini che si sono meravigliati per tutto quello che la memoria del Caduto Langella ha dovuto subire in questi anni. Ho spiegato loro un po' di cose nella speranza che possano aiutarmi nella diffusione della storia di Giorgio e degli altri 53 Caduti delle Missioni Internazionali di Pace.
Mi sono parsi tutti ricettivi e ben disposti. Vedremo come evolverà la situazione. Per il momento mi limito a quel che ho visto e ringrazio di cuore il misterioso autore della lettera replicatoria comparsa su "La Guida".
In attesa di comunicarvi nuovi ed eventuali sviluppi vi saluto e vi ringrazio per l'affetto con cui seguite questo mio Blog.
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella

martedì 26 settembre 2017

Discorso per l'11esimo anniversario del Caduto Giorgio Langella

Carissimi lettori dal Cuore Alpino, di seguito vi riporto il breve discorso che ho tenuto questa mattina al termine dell'undicesima Santa Messa anniversaria celebrata in onore del Caduto Giorgio Langella, Caporal Maggiore Capo Scelto del 2 Reggimento Alpini di Cuneo, perito in terra afghana nel 2006 durante una Missione Internazionale di Pace.

Boves, 26 settembre 2017
Francesca, Gigi, Ida, Luigi, Comandante Caramia, Signor Sindaco, Ufficiali, Sottufficiali, Graduati, Volontari, uomini delle Associazioni Combattentistiche e d'Arma, presenti tutti, a voi giunga il mio più sincero ed accorato grazie per la partecipazione a questa undicesima celebrazione in onore e in memoria del Caporal Maggiore Capo Scelto degli Alpini Giorgio Langella che, ahimé, nel tragico 2006 ha perduto la vita nel compimento del suo dovere in terra afghana.
Per mio tramite vi porgono i saluti il Colonnello Serafino Canale del Comando Brigata Alpina Taurinense, il Dottor Giovanni Russo, Prefetto della Provincia di Cuneo, il Colonnello Fabrizio Recchi, già Comandante del 2 Reggimento Alpini di Cuneo, il Colonnello del Ruolo d’Onore Carlo Calcagni, vittima dell’Uranio Impoverito durante una Missione di Pace, e molti italiani che – causa distanza geografica – non possono essere qui con noi oggi.
Dopo aver citato così alte figure del nostro panorama istituzionale diventa difficile per me, semplice italiano, proferir parola ma debbo, tuttavia, esprimere un doveroso pensiero sul tema della Memoria Storica.
Da più parti e su più fronti si sente parlare di necessità di raccontare ciò che è accaduto affinché non accada mai più ma, quando si prova a farlo, ci si trova dinanzi a muri a dir poco insormontabili che vengono edificati - ahimé - dagli stessi "addetti ai lavori".
Ogni volta che provo a fare un passo per far conoscere Giorgio - che tra parentesi nelle stesse associazioni d'Arma è ai più sconosciuto - mi trovo di fronte ad istituzioni che mi ostacolano con cavilli e scuse d'ogni genere.
Ogni anno, quando cerchiamo di organizzare le celebrazioni in memoria del compianto Langella, ci troviamo dinanzi alla dissidenza ed al totale disinteresse di chi, però, durante l'anno implora di essere informato sulle iniziative che riguardano Giorgio.
Nonostante ciò, e Francesca lo sa, non ho mai gettato la spugna perché credo sia fondamentale divulgare la figura e il pensiero di Giorgio affinché i giovani di oggi e di domani sappiano che si può servire lo Stato, si può essere un buon soldato e si può dare la vita per ciò in cui si crede.
Ogni anno siamo di meno ad accostarci alla tomba di Giorgio. Di anno in anno la presenza istituzionale cala sensibilmente. Tutto questo, però, permettetemi, non fa altro che rimpolpare le tristi fila dei dimenticati e di quelli che oggi non hanno più neppure una persona che deponga un fiore sulla loro tomba.
Questo, cara Francesca, nel tuo caso non accadrà perché - e lo dico con convinzione - fintanto che il Signore me ne darà facoltà, mi batterò affinché la memoria di tuo marito resti viva e vegeta nella società e negli ambienti giovanili italiani.
"I Caduti sfilano davanti a noi" per qualcuno è solo uno slogan; per me - e per molti giovani cuneesi - è uno stile di vita, una missione ed un obiettivo concreto. Totò era "uomo di mondo" perché ha fatto il militare a Cuneo. Giorgio Langella è “uomo di pace” perché ha donato la sua vita affinché altri potessero vivere la propria in un clima di pace, prosperità e democrazia.
Questi sono i valori nei quali crediamo. Questi sono i valori che vogliamo lasciare ai nostri figli. Questi sono i principi per i quali esistono ed operano gli Alpini in Italia ed all'estero.
Viva l'Italia, viva gli Alpini, onore ai Caduti delle Missioni Internazionali di Pace!
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella

Carissimi, a conclusione di questa breve riflessione, vorrei ancora ringraziare l'amico Gabriele Conzano, Alpino in congedo dal 3 Reggimento Alpini di Pinerolo, che - nonostante il lavoro pendolare - ha voluto essere presente alla cerimonia per rendere gli onori ad un suo commilitone del mitico "Battaglione Susa".
Lo spirito di corpo e la vera alpinità vanno oltre la conoscenza personale in quanto l'unione dei valori e degli intenti non conoscono dimensione, tempo o spazio. Tutti i giovani che si stanno interessando a Langella - e che stanno collaborando con me per farlo conoscere nelle scuole, nei luoghi di lavoro, negli oratori e nei luoghi di aggregazione - non hanno conosciuto fisicamente Giorgio ma si stanno impegnando senza eguali per portare agli altri il suo spirito e la sua essenza carismatica.
La Memoria Storica (a me tanto cara) è anche questo: portare nel mondo ciò che il mondo non ha avuto l'onore ed il privilegio di poter conoscere.
A voi, alle vostre famiglie e ai vostri cari auguro tutto il bene possibile chiedendo la fraterna intercessione di Giorgio Langella affinché ci aiuti ad essere Italiani per bene come lo è stato lui prima di noi.
Un abbraccio, Elia.

mercoledì 13 settembre 2017

XI Celebrazione Eucaristica in memoria del Caduto Langella

OGGETTO: Invito alla Celebrazione Eucaristica in memoria del Caporal Maggiore Capo Scelto degli Alpini Giorgio Langella che si terrà in data 26 settembre 2017

Egregio Lettore di "Cuore Alpino", come ogni anno – anche in questo 2017 – “Noi che non dimentichiamo Giorgio Langella” abbiamo organizzato un momento di preghiera e cordoglio per commemorare l’anima e la memoria del Caporal Maggiore Capo Scelto del 2 Reggimento Alpini Giorgio Langella che, come purtroppo sappiamo, è caduto in Afghanistan nel 2006 nel corso di una Missione Internazionale.

Il programma delle celebrazioni è il seguente:
Ore 08:00
Celebrazione Eucaristica presso la Parrocchia “San Bartolomeo”, sita in Piazza dell’Olmo numero 6, 12012 Boves (Cn).
Ore 09:00
Resa degli Onori Civili e Militari presso il Cimitero Urbano del Comune di Boves, sito in Via Domodossola.
Il 2 Reggimento Alpini di Cuneo, le Associazioni Combattentistiche e d’Arma, la Famiglia Langella, gli amici e i conoscenti renderanno gli Onori Civili e Militari alla Tomba contenente le eroiche spoglie del Caduto Langella.
Ore 09:40
Termine della Commemorazione.




Per consentire all’organizzazione di gestire il tutto al meglio le chiedo la cortesia di comunicare al sottoscritto (ocnss.cn@gmail.com) se la Signoria Vostra sarà presente.
In attesa di riscontro porgo i miei più sinceri e devoti ossequi.
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella

martedì 27 giugno 2017

Quando lo Stato abbandona i suoi Soldati

Carissimi, oggi vi scrivo questa lettera per esprimere tutta la mia indignazione ed il mio sdegno nei confronti dello Stato Italiano ed in special modo del Ministero della Difesa.
Come avrete appreso dai social network in questi giorni è "andato avanti" il Caporal Maggiore degli Alpini Antonio Attianese, 38 anni, vittima dell'uranio impoverito.
Antonio lottava con un tumore da ben 13 anni e due mesi fa era stato sentito dalla Commissione Parlamentare d'Inchiesta sull'Uranio Impoverito. In tutti questi anni l'eroe Antonio Attianese è stato lasciato solo dal Ministero della Difesa che, però, si è permesso di far pervenire al funerale una corona di fiori direttamente dallo Stato Maggiore dell'Esercito (SME) che in tutti questi anni è stato assente e latitante nella vita del soldato.
La moglie di Antonio - a cui vanno tutto il mio affetto e la mia stima - ha voluto scrivere un messaggio allo SME e lo ha apposto sulla corona inviata da quest'ultimo. Sul biglietto stava scritto: "Questo vostro pensiero non potrà mai compensare 13 anni di assurdo silenzio da parte dello Stato".
Eh già, come spesso accade, Antonio e la sua famiglia sono stati lasciati soli da quello Stato che hanno fedelmente amato e servito (ognuno nel proprio stato di vita).
L'Esercito Italiano non ha fatto il benché minimo gesto per alleviare le sofferenze del suo Alpino che nel 2002 stette in Afghanistan (Missione Isaf) e nel 2003 a Khost nell'ambito dell'operazione "Enduring Freedom".
A nessuna alta carica della Difesa è importato che l'eroe Antonio Attianese ha auto un carcinoma alla vescica che lo ha costretto a sottoporsi a 35 interventi chirurgici e a numerose sessioni di chemioterapia.
A nessuno è fregato nulla fino a che, sabato 24 giugno c.a., Antonio non ha posato la penna ed è volato nel Paradiso di Cantore assieme agli altri "veci" del 4 Reggimento Alpini Paracadutisti Ranger.
In occasione della dipartita del soldato lo Stato doveva dimostrare di esserci e di esserci sempre stato ma l'Italia ormai sa che non è così! Troppe vedove di Caduti delle Missioni o di Soldati ammalati in servizio hanno raccontato il loro dramma e la loro solitudine. Lo Stato, il più delle volte, le ha lasciate sole facendo solo atti e gesti di sgradevole circostanza.
Tutto questo mi spiace, mi sdegna, mi schifa! L'Italia dev'essere fiera ed orgogliosa di chi indossa la mimetica e serve la Patria. Se non ci fossero i militari chi farebbe tutto quello che viene fatto in Patria e nelle Missioni all'Estero? Di certo non il Ministro della Difesa, il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito o il Capo di Stato Maggiore della Difesa!
Mi auguro che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella prenda le redini della questione e metta finalmente la parola "fine" a tutto questo vergognoso modo di trattare i militari italiani.
Con rammarico e tristezza,
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella



giovedì 15 giugno 2017

Onore alla Taurinense impegnata in Afghanistan, Iraq e Libia

Carissimi, dopo qualche giorno di silenzio torno a scrivervi per parlarvi dei nostri amati militari della Taurinense che il 26 maggio ci hanno salutati in una toccante cerimonia che si è tenuta presso la Caserma "Monte Grappa" di Torino, sede della Brigata.
Devo confessarvi che è stata un'esperienza unica ed irripetibile che porterò in un posto speciale del mio cuore per sempre.
Vedere tre reggimenti compostamente schierati pochi giorni prima di partire per i contingenti internazionali nei quali sarà impiegata la Brigata non ha prezzo. In quelle rigide colonne di soldati in mimetica ed anfibi c'erano figli, mariti, fratelli, padri, cittadini, ... pronti a servire la Patria nonostante il dolore di dover lasciare in Italia i propri affetti.
Qualche sinistroide ben pensante continua a chiamarli "mercenari" e a dire che partono per le missioni all'estero solo perché "profumatamente pagati". A questi personaggi non merita neppure dare risposta perché solo chi ha conosciuto un soldato italiano sa cosa ci sia davvero nel suo cuore e nella sua testa.
In quei frangenti non ho potuto non pensare ai soldati della Taurinense che sono partiti per le missioni ma purtroppo vi sono tornati in una bara avvolta nel Tricolore perché uccisi da vili attentanti terroristici di matrice islamica.
In modo particolare il mio pensiero è andato al Caporal Maggiore Capo Scelto del 2 Reggimento Alpini Giorgio Langella, caduto a Kabul (Afghanistan) il 26 settembre del 2006.
Con me e come me anche il Generali alpini Bonato e Biagini hanno voluto ricordare i Caduti della Brigata e hanno fatto sentire la loro sincera vicinanza ai famigliari presenti quel giorno alla "Monte Grappa".
Mentre andavo da Cuneo a Torino per prender parte alla cerimonia, scorrevano nella mia mente i volti degli Alpini che conosco personalmente e delle loro mogli/compagne che per sei mesi dovranno stare lontani pur avendo i cuori costantemente legati ed in apprensione l'uno per l'altra. Le missioni internazionali, infatti, non coinvolgono solo il soldato ma anche e soprattutto la sua famiglia che ogni giorno, ogni ora, ogni minuto è pervasa da un mix di orgoglio e terrore per il proprio caro impegnato in terra straniera.
Un particolare ricordo l'ho rivolto a Giulia, moglie di un Alpino e mia ex insegnante, che segue con amore ed apprensione non solo suo marito ma tutti i nostri militari impegnati in Italia ed all'estero. Persone così andrebbero insignite delle più alte onoreficenze repubblicane visto che in questo Paese sono più gli italioti che criticano le forze armate che gli Italiani che le onorano e le rispettano.
In questi mesi in cui i nostri eroi saranno oltre oceano vi chiedo di recitare Tre Ave Maria ogni giorno:

  1. una per il 2 Reggimento Alpini di Cuneo che in Afghanistan assumerà il comando del Train Advise Command, nell'ambito della missione Nato Resolute Support. 
  2. una per il 3 Reggimento Alpini di Pinerolo che in Iraq assumerà la guida della Task Force a protezione della diga di Mosul
  3. una per il 9 Reggimento Alpini de L'Aquila che a Misurata, in Libia, assumerà il comando della della Task Force impegnata nella missione Ippocrate di aiuti alla popolazione.

Questi tre Reggimenti rappresentano il meglio della nostra Nazione, il sano della nostra società, l'orgoglio della nostra Bandiera.
Viva l'Italia, viva gli Alpini, onore ai soldati della "Tau"!
Andrea Elia Rovera
Resposabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella

venerdì 24 febbraio 2017

In ricordo della Medaglia di Bronzo al Valore dell'Esercito conferita al 3 Reggimento Alpini di Pinerolo

Carissimi, questa sera ho pensato fosse bene condividere con voi lettori di "Cuore Alpino" un'importante pagina della storia alpina visto che ci troviamo nel XX anniversario dal conferimento della Medaglia di Bronzo al Valore dell'Esercito ai soldati del 3 Reggimento Alpini di Pinerolo (To).
I ragazzi del 3 operarono per 5 mesi in Bosnia - Herzegovina a sostegno della popolazione civile insegnando con l'esempio e la costanza le virtù impareggiabili della giustizia e del rispetto.
Il Ministro della Difesa, On. Beniamino Andreatta, ed il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, Tenente Generale Francesco Cervoni, decisero di premiare il valoroso 3 Reggimento Alpini conferendogli la Medaglia di Bronzo al Valore dell'Esercito con la seguente motivazione:
“Reggimento alpini appena costituito su base Volontari in Ferma Breve, chiamato ad operare in terra di  Bosnia si presentava all’impegnativo compito con straordinario entusiasmo e forma impeccabile. Durante i cinque mesi trascorsi in quella martoriata terra operava con serenità, equilibrio e fermezza, riuscendo ad imporre alle opposte fazioni le ragioni della giustizia e del rispetto reciproco. Chiamato a costituire il dispositivo di protezione in occasione della visita del Santo Padre alla città di Sarajevo, sapeva brillantemente confrontarsi con la difficile situazione e con i grandi momenti di tensione determinati dallo storico evento, evidenziando all’attenzione della pubblica opinione mondiale la spiccata professionalità, l’affidabilità e la bravura del soldato italiano e riscuotendo la stima e la considerazione delle autorità militari e civili della città. Generosi con i deboli e bisognosi, determinati ad eliminare le ingiustizie e le sofferenze, gli uomini del 3° reggimento alpini si imponevano per la loro disponibilità e umanità, mantenendo sempre una rigorosa equidistanza tra le diverse etnie e religioni, puntualmente e significativamente riconosciuta da tutte le fazioni contrapposte. Con il loro costante, incessante ed eccezionale impegno, gli alpini del 3° reggimento contribuivano in misura determinante a ripristinare condizioni di convivenza pacifica in una terra tragicamente martoriata dalla guerra.
Reggimento di alpini solido e straordinariamente motivato, che ha contribuito nella delicata e visibilissima area di Sarajevo - Pale a consolidare il prestigio delle Forze Armate italiane nel contesto internazionale”. (Sarajevo, Bosnia - Herzegovina,  03 febbraio 1997 - 28 giugno 1997 e 18 agosto 1997 - 14 ottobre 1997)
Carissimi, vi ho raccontato questo importante e storico riconoscimento in virtù del fatto che il Caporal Maggiore Capo Scelto Giorgio Langella, di cui curo indegnamente la memoria storica, è stato armiere al 3 Reggimento Alpini di Pinerolo per ben dieci anni.
Giorgio, alla Caserma Berardi, era stimato ed amato da tutti e, ancora oggi, quando incontro qualcuno del Battaglione Susa, in congedo od in armi, mi parla di "Giorgione" con le lacrime agli occhi e con il cuore traboccante di stima e di emozione.
Le persone non muoiono veramente fino a quando ci sarà qualcuno - anche solo una persona - che ne porterà vivo il ricordo nel cuore.
Viva l'Italia, viva gli Alpini, onore al 3 Reggimento!
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella

lunedì 20 febbraio 2017

Trofeo "Divisione Alpina Cuneense" dedicato al CMCS Langella

Carissimi, il 04 marzo 2017 nel Comune di Argentera, presso l'"Argentera Sky" si terrà la 12esima edizione del Trofeo "Divisione Alpina Cuneense" che quest'anno - per volontà di Mario Leone, Presidente dell'Associazione Nazionale Alpini di Cuneo e di Marco Agnello, Responsabile dell'evento - sarà dedicato al Caporal Maggiore Capo Scelto degli Alpini Giorgio Langella, Caduto a Kabul (Afghanistan), il 26 settembre 2006.
Vi ho voluto dare questa notizia perché questo evento avviene in un momento speciale e delicato visto che il 2 Reggimento Alpini di Cuneo quest'anno partirà nuovamente per l'Afghanistan. Nel 2006 lo stesso Reggimento, durante un'analoga missione, perse cinque valorosi soldati tra cui il nostro Giorgio.
Carissimi, a termine di questo mio breve scritto vorrei chiedervi una preghiera per i ragazzi del 2 Reggimento Alpini di Cuneo che andranno in Afghanistan ma anche una preghiera per i ragazzi del 3 Reggimento Alpini di Pinerolo che andranno in Iraq.
A questi ragazzi ho promesso di spendere ogni mio pensiero e ogni mia preghiera. Aiutatemi a mantenere la promessa.
Un abbraccio, Elia.



domenica 12 febbraio 2017

42esimo compleanno per Giorgio Langella

Carissimi, il 12 febbraio 1975 nasceva il Caporal Maggiore Capo Scelto degli Alpini Giorgio Langella che, purtroppo, il 26 settembre 2006 è rimasto vittima di un attentato terroristico a Kabul in Afghanistan. Da quel giorno sono passati 42 anni anche se lui, ahimé, ne ha vissuti soltanto 32.
Da anni mi occupo della sua memoria storica; cerco di farlo ricordare a chi lo ha conosciuto e di farlo conoscere a chi non ha avuto questa fortuna e questo privilegio.
Purtroppo - e lo dico con molta sofferenza e delusione - le istituzioni italiane sono le prime ad averlo dimenticato e ad averlo messo dietro le quinte facendo calare il sipario sulla sua triste vicenda.
In questi anni ho conosciuto parecchi soldati in congedo provenienti dal glorioso 3 Reggimento Alpini di Pinerolo (To) dove Giorgio ha prestato 10anni di onorato servizio come armiere. Tutti lo ricordano come un gigante buono che sapeva essere scherzoso, gioviale, conviviale, ... un vero Alpino insomma.
Ho conosciuto qualche militare del 2 Reggimento Alpini di Cuneo (Cn) ove Giorgio ha prestato l'ultimo periodo del suo servizio. Anche lì lo ricordano tutti con affetto e stima.
Allora perché il Sindaco del Comune ove egli è sepolto e gli alti vertici dello Stato Maggiore dell'Esercito e della Difesa non si adoperano per intitolargli una via, una saletta, una stanza o un luogo per lasciare ai giovani di oggi e di domani il fulgido ricordo di un uomo che ha vissuto l'Amor di Patria fino alla tragica ed effettiva effusione del sangue?
Non voglio fare polemica. In questi anni ne abbiamo fatta anche troppa.
Desidero solo che l'opinione pubblica sappia che l'Italia dedica piazze, cippi, monumenti ai no-global che aggredirono un Carabiniere in servizio; dedica manifestazioni a personaggi politici propagandatori di aborto, eutanasia, ... ma non si adopera in nessun modo per ricordare un Alpino Caduto in servizio nell'adempimento del suo dovere.
Giorgio sa quante persone ho interpellato per far si che la sua memoria non venisse cancellata e sa anche quante porte mi son visto sbattere sul naso da civili e militari. Non ho mai mollato, non mi sono mai dato per vinto, non ho mai gettato la spugna... e mai lo farò.
Carissimi, a conclusione di questo breve ricordo voglio chiedervi una cosa: aiutatemi a non far calare il sipario sulla vita e sulla figura del CMCS Giorgio Langella. Non merita di finire nell'oblio e nel dimenticatoio perché è morto per noi, per la democrazia per il Tricolore!
Chi dimentica un figlio della Patria che ha effuso il suo sangue per la collettività non è un Italiano ma un mediocre e triste pupazzo di pezza con il cuore di stoffa. Ricordare chi "è andato avanti" è un dovere di chi vuole sentirsi chiamare Italiano.
Viva l'Italia, viva gli Alpini!
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella

lunedì 26 settembre 2016

10 anni senza Giorgio

Carissimi, al termine della Santa Messa anniversaria in memoria del Caduto per la Pace Giorgio Langella ho tenuto un breve "discorso" per ringraziare i convenuti. Di seguito ve ne riporto il testo.

Carissimi, a nome della Famiglia Langella,
ringrazio Don Roberto Durbano, Cappellano dell’ANA di Cuneo che ha celebrato per noi la Messa e che sarà con noi fra poco al Cimitero per onorare la tomba di Giorgio.
Saluto il Tenente Colonnello Luca Petraroli, Comandante del Battaglione Saluzzo, che in questo anno di permanenza al Secondo non ha mai saltato una sola cerimonia in memoria di Giorgio. Con lui saluto tutti gli Ufficiali e i Sottoufficiali del 2 Reggimento Alpini di Cuneo che - da sempre – sono solidali con la sofferenza ed il dolore di Francesca.
Saluto gli Alpini del 3 Reggimento di Pinerolo che hanno voluto essere qui per ricordare il loro mitico armiere Langella. In modo particolare saluto l'amico Pasquale Sica che ci ha aiutato ad organizzare buona parte della giornata.
Saluto il Comandante della Stazione dei Carabinieri di Boves che anche in questa occasione ha voluto portare la vicinanza dell’Arma alla Famiglia Langella. Con lui saluto di vero cuore il Comandante della Polizia Stradale di Cuneo che – per primo – ha risposto al mio invito e ha portato qui tra noi la vicinanza e l’affetto della Polizia di Stato che da sempre è vicina alle famiglie di chi perde qualcuno durante l’adempimento del proprio dovere.
Saluto l'Associazione Nazionale della Polizia Penitenziaria e le altre Associazioni Combattentistiche e d’Arma che hanno voluto essere vicino a noi in questo giorno di memoria.
Saluto il Sindaco e l'Amministrazione Comunale di Boves.
Alzando lo sguardo vedo parecchi ragazzi giovani che hanno messo la loro vita a disposizione della Patria. Molti di loro arrivano dal Sud Italia e dalle Isole. Per svolgere il loro dovere ed onorare il Tricolore hanno lasciato la loro terra, la loro famiglia ed i loro affetti. Hanno indossato la mimetica, si sono rimboccati le maniche e hanno deciso di spendere la loro esistenza per la sicurezza nazionale e per il bene della popolazione.
Non hanno fatto il militare per obbligo di leva e neppure per soldi. Questi ragazzi – e con loro Giorgio – non sono mercenari ma militari che mettono ogni giorno a repentaglio la loro vita per amore della Nazione e della popolazione civile che in loro crede e a loro si affida.
Carissimi, a conclusione di questo breve intervento, vi chiedo una cortesia. Non lasciate che cali il sipario sui Caduti dell’Esercito perché ogni volta che uno di loro perde la vita in servizio la nostra Bandiera nazionale perde un po’ del suo colore.
In fondo, come dice l’Inno, ogni italiano è chiamato a dare la vita quando l’Italia chiama ma solo pochi Italiani – in virtù di un giuramento – hanno il coraggio e l’altruismo di lasciare tutto per adempiere ad una così difficile ed onerosa missione.
Viva l'Italia, viva gli Alpini, onore ai Caduti!
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella

martedì 12 luglio 2016

L'ultimo saluto al Sergente Maggiore Carmine Ferrara

Carissimi, assieme a Francesca, Vedova del CMCS Giorgio Langella, vengo a voi con questa mia per darvi una triste notizia.
Il Signore Onnipotente ha richiamato a sé il Sergente Maggiore Carmine Ferrara, in forza presso il 2 Reggimento Alpini, di stanza alla Caserma "Ignazio Vian" di Cuneo.
Carmine aveva solo 43 anni e da gennaio aveva scoperto di avere un tumore.
Nella sua lunga ed importante carriera di Alpino ha prestato servizio a L'Aquila, Roma ed Aosta ma, soprattutto, ha partecipato alle Missioni Internazionali dell'Albania, della Bosnia, del Kosovo e dell'Afghanistan.
Con la sua scomparsa il Sergente Maggiore Ferrara lascia la moglie Gina, i figli Antonio (13 anni) e Annalucia (9 anni), la madre Emma, i fratelli Fabio e Stanislao.
Oggi pomeriggio, alle 16:15 prenderò parte al funerale con il quale daremo l'ultimo ed estremo saluto a questo grande eroe che "è andato avanti".
Alla Famiglia, ai Commilitoni e a quanti piangono Carmine assicuro il mio povero ma sincero ricordo nella preghiera affinché la Madonna consoli i loro cuori e lenisca le loro ferite.
Con immenso dolore.
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella

lunedì 11 luglio 2016

Lettera al Sindaco di Boves per chiedere l'intitolazione di qualcosa al Caduto Giorgio Langella

Cuneo, 11 luglio 2016
Alla cortese attenzione
Paoletti Avvocato Maurizio
Sindaco del Comune di Boves
12012 Boves (Cn)
OGGETTO: Richiesta intitolazione di una via, piazza, corso, aula, sala, … in memoria del Caporal Maggiore Capo Scelto degli Alpini Giorgio Langella, Caduto in Missione di Pace a Kabul il 26 settembre 2006
Egregio Paoletti,
Veniamo a Lei con questa nostra per chiederle ufficialmente e formalmente di intitolare una via, piazza, corso, aula, sala… in memoria del Caporal Maggiore Capo Scelto degli Alpini Giorgio Langella, caduto in Missione di Pace a Kabul il 26 settembre 2006.
Giorgio ha prestato servizio presso il 3 Reggimento Alpini di Pinerolo per poi, prima del tragico attentato, entrare in forza presso il 2 Reggimento Alpini di Cuneo.
In questo ultimo periodo della sua troppo breve vita, il nostro caro Giorgio si era sposato al Santuario di Madonna dei Boschi (frazione di Boves) ed abitava al Villaggio U.N.R.R.A. assieme a sua moglie ed ai suoi suoceri.
Dopo il tragico attentato il suo Valoroso Corpo da Eroe è stato tumulato nel Cimitero Urbano del Comune di Boves dove molti Cittadini della Provincia di Cuneo si recano periodicamente per portare il loro accorato saluto alla Salma.
Da dieci anni a questa parte il giorno 26 di ogni mese Francesca, Vedova di Giorgio, fa celebrare una Santa Messa di suffragio presso la Parrocchia “San Bartolomeo” di Boves ed il 26 settembre di ogni anno fa celebrare una Santa Messa Anniversaria sempre nella suddetta Parrocchia a cui prendono parte una delegazione del 2 Reggimento Alpini ed una rappresentanza dell’Associazione Nazionale Alpini – Sezione di Cuneo.
Egregio Paoletti, come lei ben sa, la Legge Italiana consente ai Cittadini, in forma pubblica o privata, di proporre all’Amministrazione Comunale l’intitolazione di una nuova piazza, parco o via ad una persona ed è inoltre possibile richiedere la dedica di un monumento.
La Legge Italiana prevede altresì che è vietato intitolare vie, piazze e luoghi pubblici a persone il cui decesso non supera il periodo minimo richiesto di dieci anni ed è per questo che noi, con un paio di mesi di anticipo ci permettiamo di chiedere a Lei di:
Sottoporre la nostra domanda all’esame dell’Ufficio Toponomastica;
Iniziare l’istruttoria delle pratiche necessarie per la richiesta in oggetto;
Predisporre uno schema deliberativo da sottoporre all’approvazione della Giunta;
Inviare l’eventuale deliberazione della Giunta Comunale di Boves al Signor Prefetto di Cuneo per la definitiva autorizzazione.
Il Comune di Boves – che lei ben rappresenta in qualità di Primo Cittadino – è da sempre impegnato in favore di valori quali la pace e la democrazia, il rispetto del pensiero e delle differenze, la valorizzazione, ricerca, divulgazione del patrimonio storico locale e nazionale per cui siamo certi che la sua sensibilità – e quella dei suoi concittadini – la porteranno senz’altro a dare seguito a questa nostra richiesta.
Prima di salutarla la invitiamo a seguire la Pagina Facebook “Noi che non dimentichiamo Giorgio Langella” nella quale potrà vedere con quanto amore e quanto affetto centinaia di Italiani, Civili e Militari, ricordano Giorgio Langella, Caduto per la Pace in terra afghana.
In attesa di Suo cortese riscontro alla presente porgiamo ossequiosi saluti a Lei ed alla sua Giunta Comunale.
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella
Franca Fabbiano, in Langella 
Vedova del Caduto per la Pace
Giorgio Langella

venerdì 24 giugno 2016

Dopo 10 anni continuiamo a piangere i nostri Caduti in Afghanistan

Carissimi, da diversi anni cerco di far conoscere e divulgare la storia del Caduto Langella che ha perso la vita in un vile attentato a Kabul nel 2006. Chi mi conosce, però, sa che non ho mai trascurato neppure gli altri Caduti in quella terra perché - anche se do fastidio a molti - non ho nessuna intenzione di far calare il silenzio sulle storie di questi eroi in mimetica.
Lo Stato Italiano può andar fiero di tutti i suoi soldati perché tutti - nessuno escluso - sono animati da sentimenti nazionalisti, patriottici e solidaristici. Tutti i militari italiani, quando cantano l'Inno Nazionale, incarnano pienamente ciò che la nostra Repubblica è.
Ogni uomo che indossa la mimetica mette a repentaglio la propria vita per il bene della popolazione civile e lo fa ben cosciente del fatto che può rimetterci la vita.
Ma perché uno è conscio del fatto che può morire allora è giusto che muoia?
No, assolutamente no!
In questi anni di impegno a favore della memoria del Caduto Langella mi sono sentito dire che chi parte per le Missioni di Pace è un "mercenario"; mi sono sentito dire che chi parte per le missioni "lo fa per soldi"; mi son sentito dire che "con quello che guadagnano sono già ampiamente indennizzati"; ...
Ebbene, tutte queste sono - passatemi il termine - "stronzate"!
Chi critica le Missioni Internazionali di Pace non ne conosce la necessità, la finalità e la storia.
Chi critica la spesa per queste missioni non sa che chi non fa nulla per la democrazia non può pretendere che essa proliferi.
Purtroppo, però, molti aprono la bocca per far prendere aria ai denti non sapendo che quest'anno ricorre il X anniversario della morte del:
Maresciallo Luca Polsinelli deceduto a seguito dell'esplosione di un ordigno in strada nei presso di Kabul il 05 maggio 2006;
Capitano Manuel Fiorito deceduto a seguito dell'esplosione di un ordigno in strada nei presso di Kabul il 05 maggio 2006;
Tenente Colonnello Carlo Liguori deceduto a seguito di un attacco cardiaco il 02 luglio 2006;
Caporal Maggiore Giuseppe Orlando deceduto in un incidente stradale il 20 settembre 2006;
Caporal Maggiore Vincenzo Cardella deceduto a seguito dell'esplosione di un ordigno nei pressi di Kabul il 26 settembre 2006;
Caporal Maggiore Capo Scelto Giorgio Langella deceduto a seguito dell'esplosione di un ordigno nei pressi di Kabul il 26 settembre 2006.
Questi eroi sono morti in terra straniera e sono tornati nella loro amata Patria avvolti nel Tricolore che hanno tanto rispettato, servito ed onorato.
Questo non può passare inosservato. Questo non può passare sotto silenzio. Questo non può non essere insegnato nelle scuole.
Negare la nostra storia non solo è vergognoso ma è anche criminale perché se non si conoscono i fatti si rischia di fare del facile qualunquismo che, certamente, non fa bene alla crescita umana, etica e spirituale della nostra nazione.
Carissimi, a conclusione di questa mia, già fin troppo lunga, lettera vorrei chiedervi la cortesia di NON DIMENTICARE perché il miglior modo per essere italiani è quello di RICORDARE ciò che è stato per FARE AL MEGLIO ciò che sarà.
Io sono solo un misero civile ma, ve lo prometto, farò tutto ciò che mi sarà consentito per far conoscere, amare ed apprezzare chi indossa una divisa e lo farò perché - grazie a queste persone - ogni giorno abbiamo la fortuna di uscire di casa e di rientrarvi incolumi.
Viva l'Italia, viva l'Esercito!
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella

domenica 19 giugno 2016

Il Comune di Murello (Cn) concede la Cittadinanza Onoraria al 2 Reggimento Alpini

Carissimi, ieri, su invito di Giuseppe Delpopolo, Capogruppo dell'A.N.A. murellese,  ho avuto l'onore ed il privilegio di partecipare, assieme alla Vedova del Caduto Giorgio Langella, alla seduta straordinaria del Consiglio Comunale nella quale è stata data la Cittadinanza Onoraria di Murello al 2 Reggimento Alpini di Cuneo.
Questo importante evento è stato preceduto da una toccante Commemorazione dei Caduti tenutasi nella Piazza Divisione Alpina Cuneense alla presenza del Reverendo Padre Mattei, dell'Ordine dei Predicatori, del Cavalier Antonio Franza, Consigliere Nazionale A.N.A., del signor Mario Leone, Presidente della Sezione A.N.A. di Cuneo, di Fabrizio Milla, Sindaco di Murello, degli Assessori e Consiglieri del Comune di Murello, e di tanti Gruppi A.N.A. della Provincia di Cuneo.
Naturalmente, come sempre, erano presenti il Colonnello Paolo Romanin, Comandante del 2 Reggimento Alpini, ed i suoi soldati che hanno presenziato con un picchetto esemplare ed hanno proceduto con il rito dell'alzabandiera sulle note dell'Inno Nazionale.
Relativamente a questa importante e suggestiva celebrazione dedicata ai Caduti "andati avanti" nel Paradiso di Cadore, il Sindaco di Murello ha detto: "Gli Alpini della Piana hanno offerto a Murello un programma veramente ricco, una gratificazione per un piccolo comune che può unire i suoi solidi valori a quelli degli Alpini, un'occasione importante che è anche un messaggio che mi sento di lanciare, con un po' di polemica, verso una certa politica che vuole vedere scomparire le virtuose e preziose realtà dei nostri piccoli paesi. [...] Murello ricorda anche i dolorosi eventi delle due guerre mondiali con i suoi caduti e dispersi, i morti di un bombardamento e anche l'episodio più rilevante e spettacolare della resistenza piemontese organizzato dai Partigiani della 4 Brigata Garibaldi con l'attacco all'aeroporto militare di Murello dove 32 aerei vennero incendiati".
Come ben sapete portare avanti la memoria storica del nostro Paese è per me motivo di impegno quotidiano perché credo fermamente che le future generazioni abbiano più bisogno del pane di sapere ciò che la nostra Patria ha vissuto prima di essere ciò che è oggi.
Per me e per la Vedova di Giorgio, seppur con dolore, è sempre un piacere partecipare a queste cerimonie perché ci fornisce l'occasione di ricordare, far ricordare e far conoscere la grande figura del Caporal Maggiore Capo Scelto Giorgio Langella, Caduto per la Pace in terra afghana.
Carissimi, la nostra amata Italia è fondata su solide fondamenta composte da migliaia di italiani che hanno contribuito con l'effusione del loro sangue alla costituzione di una nazione libera, onesta e democratica.
Ogni volta che ci viene data l'opportunità di commemorare i Caduti dobbiamo sentire nel nostro intimo un forte senso di responsabilità.
Chi è morto con una divisa addosso, nell'adempimento del proprio dovere per la realizzazione di una società più giusta merita di essere pianto, ricordato, commemorato.
Non facciamo calare il sipario su questi eroi, sulle loro famiglie e sui loro reggimenti. Il Tricolore vive concretamente in chi - ogni giorno - fa la sua parte per la grandezza della Patria e per il benessere del suo Popolo.
Viva l'Italia, viva gli Alpini!
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella