Carissimi amici dal "Cuore Alpino", questa mattina - come vi ho più volte annunciato in quest'ultimo periodo - abbiamo celebrato il 13 anniversario della morte di Giorgio Langella avvenuta il 26 settembre 2006 in quel di Kabul (Afghanistan) durante una Missione Internazionale di Pace.
CERIMONIA PRESSO IL COMUNE DI BOVES
Alle ore 8.00 Don Dario Bottero, parroco di "San Bartolomeo" in Boves, ha celebrato la Santa Messa ricordando l'anima del nostro defunto Giorgio ed affidandola alle braccia paterne del Padre.
Alle ore 8.45 ci siamo spostati presso il locale Cimitero Urbano per la resa degli onori sulla Tomba del Caduto e la deposizione dei fiori che il 2 Reggimento Alpini di Cuneo ha voluto donare.
A termine della Resa degli Onori un militare del 2 Reggimento ha dato lettura della Preghiera dell'Alpino e la cerimonia si è ufficialmente conclusa.
Francesca, vedova di Giorgio, tiene a ringraziare il 2 Reggimento Alpini, il suo Comandante e il Gruppo A.N.A. di Boves per la gentile partecipazione.
CERIMONIA PRESSO IL COMUNE DI DIANO MARINA
Diano Marina, comune natio di Giorgio Langella, ha voluto ricordare il suo figlio con una semplice ma toccante cerimonia svoltasi in due momenti. Nel primo è stata deposta una corona di fiori presso il Monumento ai Caduti in tutte le Missioni di Pace; nel secondo è stata deposta una corona di fiori presso il locale Cimitero Urbano ove è affissa una targa in memoria di Giorgio.
Alla cerimonia erano presenti la Signora Antonella, in rappresentanza della Signora Giuliana, mamma di Giorgio (che per motivi di salute non è potuta essere presente), soldati dell'Esercito Italiano coordinati dal Comando Militare Liguria e il Consigliere Comunale dianese Michele Calcagno, da sempre vicino alla Famiglia Langella.
RESOCONTO OPERE DI CARITA' IN MEMORIA DELL'ANGELO DEI BAMBINI
Colgo l'occasione per mettervi al corrente dell'avanzamento della Raccolta perenne di monetine rosse (€uro 0.01 - 0.02 - 0.05) in favore di opere caritative in memoria di Giorgio Langella, conosciuto come "L'Angelo dei Bambini".
Tornato a casa dalla cerimonia mi sono messo al tavolo e ho contabilizzato le ultime monete raccolte e le ultime offerte ricevute. Al momento "in cassa" ci sono €uro 150,80 che saranno impiegati - assieme a quello che ancora dobbiamo raccogliere - per progetti in favore dell'infanzia meno fortunata. Come sempre ringrazio tutti ricordando che "ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me". (Matteo 25:40)
Carissimi, a conclusione di questo mio Post desidero dire a tutti e a ciascuno che il mio impegno nel cammino della Memoria Storica non si ferma nonostante in molti lo trovino fastidioso e/o inopportuno. La richiesta di una intitolazione personale e peculiare al Caduto Langella resta una mia priorità perché questa è la volontà della Vedova di Giorgio. A me - a scanso di equivoci - non viene nulla in tasca e non è per me che va creato un luogo per la memoria.
Lancio ancora una volta l'appello a tutti gli uomini e le donne di buona volontà che sono sensibili al tema dei Caduti dell'Esercito affinché si adoperino nella creazione di un luogo della memoria dedicato al Caporal Maggiore Capo Scelto Giorgio Langella. Spero qualcuno ascolti questa mia richiesta e vi dia seguito.
Come sempre resto a disposizione di quanti volessero informazioni e ricordo che se su questo mio Blog ci fossero delle inesattezze o delle imprecisioni sarò ben felice di correggerle su vostra segnalazione.
Viva l'Italia, onore ai Caduti!
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella
Blog in memoria del Caporal Maggiore Capo Scelto GIORGIO LANGELLA per far conoscere amare ed apprezzare le Forze Armate, le Forze dell'Ordine e le Guardie Particolari Giurate.
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giovedì 26 settembre 2019
giovedì 19 settembre 2019
Sono passati 13 anni ma a Giorgio Langella nulla è stato intitolato
Carissimi amici dal "Cuore Alpino", a meno di una settimana dal 26 settembre, vengo a voi con questo post per ripercorrere una dolorosa vicenda che vede coinvolti me, la Vedova del CMCS Langella, Gigi, Luigi, Ida, gli iscritti alla Pagina Facebook "Noi che non dimentichiamo Giorgio Langella" e tutti quelli che hanno voluto bene a Giorgio. La vicenda in oggetto è la richiesta (lecita e legittima) di una via, piazza, corso, aula, sala, ... in memoria del Caporal Maggiore Capo Scelto degli Alpini Giorgio Langella, Caduto in Missione di Pace a Kabul il 26 settembre 2006.
Come sapete, nonostante molteplici incontri avuti con il Sindaco Maurizio Paoletti ed i Comandanti del 2 Reggimento Alpini che si sono succeduti negli ultimi anni la nostra richiesta è stata gettata alle ortiche.
Tutto ebbe inizio con il Colonnello Fabrizio Recchi che, in modo deciso e risoluto, andò a Boves per parlare con il Sindaco ed esprimere il sostegno del Reggimento alla richiesta della Famiglia Langella. Recchi, però, purtroppo, poco dopo venne trasferito per un importante incarico al Ce.Si.Va. di Civitavecchia e gli subentrò il Colonnello Paolo Romanin che, seppur fra mille impegni, provò a portare avanti la trattativa iniziata dal suo predecessore. In due anni nulla di fatto; l'Amministrazione Comunale bovesana si è più volte palesata contraria alla richiesta adducendo una valanga di scuse e di giustificazioni a dir poco grottesche. Romanin ha lasciato il comando del 2 Reggimento Alpini al Tenente Colonnello Enrico Fontana che, seppur sensibile alla causa, non si è occupato della vicenda per via del suo impegno con il Reggimento in quel dell'Afghanistan. A lui è succeduto il Colonnello Marcello Orsi, attuale Comandante del Reggimento.
L'Amministrazione Comunale di Boves in questo 2019 ha deciso - dopo mille rinvii e numerose giustificazioni - di concedere la Cittadinanza Onoraria al 2 Reggimento Alpini di Cuneo e di "deporre alcune corone in memoria dei Caduti" ad una lapide posta su uno spartitraffico accanto a Chiesa Vecchia in cui sono ricordati tutti i Caduti del 2 Reggimento Alpini.
Quella mattina - turandomi in naso - ho partecipato, nonostante Francesca, vedova del Caduto Langella, abbia ritenuto opportuno non partecipare ad una deposizione quantomeno incoerente con quanto promesso nel corso degli incontri avuti in questi anni. Con me c'era il sig. Luigi Fabbiano, papà di Francesca e suocero di Giorgio. Ho partecipato nonostante non condivida assolutamente il 25 aprile e nonostante abbia ritenuto la cerimonia una sorta di "pulizia della coscienza" per metterci a tacere e dire di aver fatto quanto si poteva fare per la memoria del povero Giorgio. Per non dare il nostro "imprimatur" ad una simil commemorazione mi sono premurato di non rivolgere né il saluto né la parola tanto al Sindaco quanto al Comandante.
Il 2 Reggimento Alpini, visto il cammino fatto dai succitati colonnelli, avrebbe dovuto impegnarsi affinché Giorgio non si trovasse su una lapide con altri nomi ma avesse una intitolazione personale e peculiare. Oltretutto, e trovo giusto scriverlo, Francesca - in tutti gli incontri avuti - ha sempre detto che se il Comune di Boves avesse intitolato qualcosa si sarebbe sobbarcata l'intero ammontare della spesa. Noi che curiamo la Memoria Storica di Giorgio Langella non abbiamo mai voluto nulla da nessuno e abbiamo sempre fatto tutto in modo gratuito ed autofinanziato. Quindi la Giunta di Boves non ha neppure la scusa di non aver potuto far fronte alla cosa per motivi di carattere economico-finanziario.
Carissimi, vi ho voluto scrivere questo post a meno di 7 giorni dal 13esimo Anniversario della morte del CMCS Giorgio Langella perché sono deluso e addolorato dalla poca considerazione che le Autorità Civili e Militari hanno nei confronti di chi ha dato la vita per il servizio al Paese. Se girovagate nel web e scrivete "Caduti di Serie B" vedrete che ci sono altre persone e associazioni che lamentano più o meno le stesse cose. Il problema - e lo dico con estrema sincerità - è che quando si alza la voce per ottenere diritti e dignità Sindaci e Comandanti battono in ritirata come se venisse loro richiesta la luna.
Concludo questa mia pesante riflessione dicendovi che non ho nessuna intenzione di battere in ritirata perché sono nipote di un Ufficiale che ha servito la Patria, ha fatto la Guerra e non ha mai amato nulla più dell'Italia. Vivrò il resto della mia vita spendendomi affinché - in capo al mondo - conoscano la vita e la storia del Caporal Maggiore Capo Scelto Giorgio Langella. Volete impedirmelo? Uccidetemi!
Con affetto e profonda gratitudine per le oltre 200mila visualizzazioni che questo mio semplice Blog ha raggiunto grazie a voi vi saluto ma solo dopo avervi dato un sincero ed emozionato abbraccio.
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella
Come sapete, nonostante molteplici incontri avuti con il Sindaco Maurizio Paoletti ed i Comandanti del 2 Reggimento Alpini che si sono succeduti negli ultimi anni la nostra richiesta è stata gettata alle ortiche.
Tutto ebbe inizio con il Colonnello Fabrizio Recchi che, in modo deciso e risoluto, andò a Boves per parlare con il Sindaco ed esprimere il sostegno del Reggimento alla richiesta della Famiglia Langella. Recchi, però, purtroppo, poco dopo venne trasferito per un importante incarico al Ce.Si.Va. di Civitavecchia e gli subentrò il Colonnello Paolo Romanin che, seppur fra mille impegni, provò a portare avanti la trattativa iniziata dal suo predecessore. In due anni nulla di fatto; l'Amministrazione Comunale bovesana si è più volte palesata contraria alla richiesta adducendo una valanga di scuse e di giustificazioni a dir poco grottesche. Romanin ha lasciato il comando del 2 Reggimento Alpini al Tenente Colonnello Enrico Fontana che, seppur sensibile alla causa, non si è occupato della vicenda per via del suo impegno con il Reggimento in quel dell'Afghanistan. A lui è succeduto il Colonnello Marcello Orsi, attuale Comandante del Reggimento.
L'Amministrazione Comunale di Boves in questo 2019 ha deciso - dopo mille rinvii e numerose giustificazioni - di concedere la Cittadinanza Onoraria al 2 Reggimento Alpini di Cuneo e di "deporre alcune corone in memoria dei Caduti" ad una lapide posta su uno spartitraffico accanto a Chiesa Vecchia in cui sono ricordati tutti i Caduti del 2 Reggimento Alpini.
Quella mattina - turandomi in naso - ho partecipato, nonostante Francesca, vedova del Caduto Langella, abbia ritenuto opportuno non partecipare ad una deposizione quantomeno incoerente con quanto promesso nel corso degli incontri avuti in questi anni. Con me c'era il sig. Luigi Fabbiano, papà di Francesca e suocero di Giorgio. Ho partecipato nonostante non condivida assolutamente il 25 aprile e nonostante abbia ritenuto la cerimonia una sorta di "pulizia della coscienza" per metterci a tacere e dire di aver fatto quanto si poteva fare per la memoria del povero Giorgio. Per non dare il nostro "imprimatur" ad una simil commemorazione mi sono premurato di non rivolgere né il saluto né la parola tanto al Sindaco quanto al Comandante.
Il 2 Reggimento Alpini, visto il cammino fatto dai succitati colonnelli, avrebbe dovuto impegnarsi affinché Giorgio non si trovasse su una lapide con altri nomi ma avesse una intitolazione personale e peculiare. Oltretutto, e trovo giusto scriverlo, Francesca - in tutti gli incontri avuti - ha sempre detto che se il Comune di Boves avesse intitolato qualcosa si sarebbe sobbarcata l'intero ammontare della spesa. Noi che curiamo la Memoria Storica di Giorgio Langella non abbiamo mai voluto nulla da nessuno e abbiamo sempre fatto tutto in modo gratuito ed autofinanziato. Quindi la Giunta di Boves non ha neppure la scusa di non aver potuto far fronte alla cosa per motivi di carattere economico-finanziario.
Carissimi, vi ho voluto scrivere questo post a meno di 7 giorni dal 13esimo Anniversario della morte del CMCS Giorgio Langella perché sono deluso e addolorato dalla poca considerazione che le Autorità Civili e Militari hanno nei confronti di chi ha dato la vita per il servizio al Paese. Se girovagate nel web e scrivete "Caduti di Serie B" vedrete che ci sono altre persone e associazioni che lamentano più o meno le stesse cose. Il problema - e lo dico con estrema sincerità - è che quando si alza la voce per ottenere diritti e dignità Sindaci e Comandanti battono in ritirata come se venisse loro richiesta la luna.
Concludo questa mia pesante riflessione dicendovi che non ho nessuna intenzione di battere in ritirata perché sono nipote di un Ufficiale che ha servito la Patria, ha fatto la Guerra e non ha mai amato nulla più dell'Italia. Vivrò il resto della mia vita spendendomi affinché - in capo al mondo - conoscano la vita e la storia del Caporal Maggiore Capo Scelto Giorgio Langella. Volete impedirmelo? Uccidetemi!
Con affetto e profonda gratitudine per le oltre 200mila visualizzazioni che questo mio semplice Blog ha raggiunto grazie a voi vi saluto ma solo dopo avervi dato un sincero ed emozionato abbraccio.
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella
martedì 10 settembre 2019
Buon anniversario Giorgio e Francesca (11 settembre 2005 - 11 settembre 2019)
Carissimi amici dal "Cuore Alpino", nell'immaginario collettivo l'11 settembre è la data infausta nella quale sono venute giù le Torri Gemelle di New York a seguito di un tremendo attentato terroristico. Per me, che sono solito andare contro corrente, però, l'11 settembre si ricorda il 14esimo anniversario di matrimonio di Giorgio e Francesca.
Siamo nel 2005, a Boves, nella splendida cornice del Santuario di Madonna dei Boschi posto sotto il patrocinio della Madonna della Neve tanto cara agli Alpini. Già, parliamo di Alpini e, più nello specifico, di un grande Alpino che, anche nel giorno del suo matrimonio, ha voluto indossare l'uniforme per celebrare dinanzi a Dio e ai suoi cari il sacramento del matrimonio con Francesca e, al tempo stesso, con l'Italia. Queste mie parole sembrano strane e spropositate ma chi ha conosciuto Giorgio sa che non aveva altro desiderio se non quello di lasciare il suo nome nell'Esercito. Con Francesca parlava sempre di quanto amasse il suo lavoro e di quanto fosse orgoglioso di indossare il cappello con la penna nera a servizio del Popolo Italiano.
Giorgio era così: o tutto o niente! Non era capace di fare le cose a metà e non sceglieva mai la via più breve o quella più comoda. Quando ha conosciuto Francesca, Giorgio sapeva bene che ella aveva già un figlio nato da un precedente matrimonio ma questo non lo ha né spaventato né fermato. Da vero Alpino si è preso le sue responsabilità e ha fatto tutto quanto in suo potere per essere un buon compagno di vita per Francesca ed un buon padre per Gigi che lo adorava come fosse il suo padre biologico. In questo senso mi sento di paragonare Giorgio a san Giuseppe che con umiltà e docilità al volere di Dio ha cresciuto un figlio non suo amandolo sopra ogni cosa e accompagnandolo nel difficile sentiero della vita.
Ma torniamo a noi. L'11 settembre 2005 Giorgio prende in moglie Francesca rendendola la donna più felice e realizzata del mondo. Lei venera letteralmente questo marito che per lei ha mille piccole attenzioni e sollecitudini quotidiane. Chi ha conosciuto questa coppia di sposi sa che ciò che dico è vero. Sembravano - a detta di chi ricorda quei giorni - la famiglia del Mulino Bianco.
Giorgio, però, come abbiamo detto, era un Alpino, un Armiere in forza - da poco - presso il 2 Reggimento Alpini di Cuneo dopo aver servito l'Esercito per 10 anni al glorioso 3 Reggimento Alpini di Pinerolo. Da militare e uomo delle istituzioni è stato chiamato a prender parte ad una Missione Internazionale di Pace in Aghanistan, nel territorio di Kabul. Il suo forte senso del dovere, la sua proverbiale abnegazione verso i più deboli e il suo grande amore per il Tricolore lo hanno spinto a prepararsi al meglio per questa missione e lasciare Francesca e Gigi per qualche mese. Purtroppo, come chi legge questo Blog sa, "qualche mese" è diventato "per sempre" visto che Giorgio in quel di Kabul ha trovato la morte il 26 settembre del 2006 a seguito di un attentato terroristico di matrice islamica.
Il matrimonio da favola di Giorgio e Francesca è durato poco più di un anno. Il tempo di un soffio. Il tempo dell'idillio. A Francesca è crollato il mondo addosso e per Gigi le cose non sono andate meglio. Da quel tragico giorno sono passati 13 anni, lunghi, freddi e interminabili. Il tempo lenisce le ferite della mente, aiuta a lasciarsi il passato alle spalle ma non riesce a sanare e rimarginare le ferite profonde e sanguinolente del cuore e dell'anima. Francesca, ed io che le sono accanto ad ogni anniversario lo so bene, non riesce a cancellare il ricordo di Giorgio, le sue attenzioni, le sue carinerie, le sue improvvisate e le piccole cose che facevano di lui un uomo di burro, nonostante l'imponente stazza.
Quando ci si sposa spinti da un amore travolgente, puro, sincero ed autentico non c'è tempo e non ci sono parole che possano lenire le ferite ed alleviare il peso dei ricordi. Quando si pronuncia con fede autentica, dinanzi a Dio, il "per sempre" non ci sono mezze misure e la morte terrena non cancella né l'amore né la donazione sponsale del superstite.
Prima di scrivere questa riflessione ho pensato e ripensato se fosse stato il caso ma, poi, mi sono detto: se non ricordo io i momenti felici della vita di Giorgio chi lo fa?
Giorgio voleva lasciare il suo nome nell'Esercito ma, a tutt'oggi, purtroppo questo non è avvenuto o, perlomeno, non in modo serio. Di Alpini sinceramente legati alla memoria di Giorgio ed alla sua storia ne ho conosciuti pochi. L'Esercito Italiano (più volte da noi interpellato affinché si creasse uno spazio pubblico dedicato a lui ed a lui solo) ha fatto sin qui "orecchie da mercante". L'Associazione Nazionale Alpini - che poco dopo il tragico attentato - promise a Francesca l'intitolazione del Gruppo Alpini di Boves pare essersi dimenticata di tali parole e la politica... beh, meglio stia zitto.
Quello che Francesca apprezza, e tiene con grande affetto nel suo cuore, è il grande seguito che voi, miei cari amici dal "Cuore Alpino", date a tutte le iniziative e le commemorazioni che - nel nostro piccolo - cerchiamo di tener in piedi per mantenere in vita la figura di Giorgio. Da molti anni, grazie a Francesca e alla generosità di molti di voi, sosteniamo progetti missionari dei Frati Carmelitani Scalzi e dei Frati Minori Cappuccini in favore dei bambini meno fortunati e manchevoli delle risorse economiche per poter studiare e curarsi dalla terribile piaga africana della malaria.
Ogni anno, con non poche difficoltà, continuiamo a far celebrare l'Eucarestia nel giorno anniversario della dipartita di Giorgio e, ogni qual volta è possibile, prendiamo parte alle cerimonie militari a cui - sempre più raramente - veniamo invitati. In memoria di Giorgio ed in rappresentanza di Francesca (che vive e lavora a Roma) cerco di presenziare sempre alla Festa delle Forze Armate (04 novembre), Festa della Repubblica (02 giugno), alla Memoria dei Caduti della Divisione Alpina Cuneense e a tutti quei momenti di memoria e commemorazione che sono doverosi nei confronti di chi ha posato lo zaino a terra per incamminarsi per l'ultima scalata verso il Cimitero di Cantore.
L'11 settembre, perciò, anche se in modo prettamente virtuale è una di quelle date in cui tengo a far ricordare Giorgio che, con grande gioia, si è unito a Francesca nel sacro vincolo del matrimonio diventando così - anche se la legge e la burocrazia storcono il naso - il padre di Gigi.
Carissimi, nella giornata di domani fatemi una cortesia. Prendetevi un minuto di totale silenzio e - oltre a ricordare le Vittime di New York - rivolgete un sincero pensiero anche a Giorgio e Francesca per augurar loro un buon anniversario di matrimonio. Grazie di cuore per la vostra attenzione e per il seguito che date con affetto a questo mio piccolo blog.
Sinceramente vostro, Elia.
Siamo nel 2005, a Boves, nella splendida cornice del Santuario di Madonna dei Boschi posto sotto il patrocinio della Madonna della Neve tanto cara agli Alpini. Già, parliamo di Alpini e, più nello specifico, di un grande Alpino che, anche nel giorno del suo matrimonio, ha voluto indossare l'uniforme per celebrare dinanzi a Dio e ai suoi cari il sacramento del matrimonio con Francesca e, al tempo stesso, con l'Italia. Queste mie parole sembrano strane e spropositate ma chi ha conosciuto Giorgio sa che non aveva altro desiderio se non quello di lasciare il suo nome nell'Esercito. Con Francesca parlava sempre di quanto amasse il suo lavoro e di quanto fosse orgoglioso di indossare il cappello con la penna nera a servizio del Popolo Italiano.
Giorgio era così: o tutto o niente! Non era capace di fare le cose a metà e non sceglieva mai la via più breve o quella più comoda. Quando ha conosciuto Francesca, Giorgio sapeva bene che ella aveva già un figlio nato da un precedente matrimonio ma questo non lo ha né spaventato né fermato. Da vero Alpino si è preso le sue responsabilità e ha fatto tutto quanto in suo potere per essere un buon compagno di vita per Francesca ed un buon padre per Gigi che lo adorava come fosse il suo padre biologico. In questo senso mi sento di paragonare Giorgio a san Giuseppe che con umiltà e docilità al volere di Dio ha cresciuto un figlio non suo amandolo sopra ogni cosa e accompagnandolo nel difficile sentiero della vita.
Ma torniamo a noi. L'11 settembre 2005 Giorgio prende in moglie Francesca rendendola la donna più felice e realizzata del mondo. Lei venera letteralmente questo marito che per lei ha mille piccole attenzioni e sollecitudini quotidiane. Chi ha conosciuto questa coppia di sposi sa che ciò che dico è vero. Sembravano - a detta di chi ricorda quei giorni - la famiglia del Mulino Bianco.
Giorgio, però, come abbiamo detto, era un Alpino, un Armiere in forza - da poco - presso il 2 Reggimento Alpini di Cuneo dopo aver servito l'Esercito per 10 anni al glorioso 3 Reggimento Alpini di Pinerolo. Da militare e uomo delle istituzioni è stato chiamato a prender parte ad una Missione Internazionale di Pace in Aghanistan, nel territorio di Kabul. Il suo forte senso del dovere, la sua proverbiale abnegazione verso i più deboli e il suo grande amore per il Tricolore lo hanno spinto a prepararsi al meglio per questa missione e lasciare Francesca e Gigi per qualche mese. Purtroppo, come chi legge questo Blog sa, "qualche mese" è diventato "per sempre" visto che Giorgio in quel di Kabul ha trovato la morte il 26 settembre del 2006 a seguito di un attentato terroristico di matrice islamica.
Il matrimonio da favola di Giorgio e Francesca è durato poco più di un anno. Il tempo di un soffio. Il tempo dell'idillio. A Francesca è crollato il mondo addosso e per Gigi le cose non sono andate meglio. Da quel tragico giorno sono passati 13 anni, lunghi, freddi e interminabili. Il tempo lenisce le ferite della mente, aiuta a lasciarsi il passato alle spalle ma non riesce a sanare e rimarginare le ferite profonde e sanguinolente del cuore e dell'anima. Francesca, ed io che le sono accanto ad ogni anniversario lo so bene, non riesce a cancellare il ricordo di Giorgio, le sue attenzioni, le sue carinerie, le sue improvvisate e le piccole cose che facevano di lui un uomo di burro, nonostante l'imponente stazza.
Quando ci si sposa spinti da un amore travolgente, puro, sincero ed autentico non c'è tempo e non ci sono parole che possano lenire le ferite ed alleviare il peso dei ricordi. Quando si pronuncia con fede autentica, dinanzi a Dio, il "per sempre" non ci sono mezze misure e la morte terrena non cancella né l'amore né la donazione sponsale del superstite.
Prima di scrivere questa riflessione ho pensato e ripensato se fosse stato il caso ma, poi, mi sono detto: se non ricordo io i momenti felici della vita di Giorgio chi lo fa?
Giorgio voleva lasciare il suo nome nell'Esercito ma, a tutt'oggi, purtroppo questo non è avvenuto o, perlomeno, non in modo serio. Di Alpini sinceramente legati alla memoria di Giorgio ed alla sua storia ne ho conosciuti pochi. L'Esercito Italiano (più volte da noi interpellato affinché si creasse uno spazio pubblico dedicato a lui ed a lui solo) ha fatto sin qui "orecchie da mercante". L'Associazione Nazionale Alpini - che poco dopo il tragico attentato - promise a Francesca l'intitolazione del Gruppo Alpini di Boves pare essersi dimenticata di tali parole e la politica... beh, meglio stia zitto.
Quello che Francesca apprezza, e tiene con grande affetto nel suo cuore, è il grande seguito che voi, miei cari amici dal "Cuore Alpino", date a tutte le iniziative e le commemorazioni che - nel nostro piccolo - cerchiamo di tener in piedi per mantenere in vita la figura di Giorgio. Da molti anni, grazie a Francesca e alla generosità di molti di voi, sosteniamo progetti missionari dei Frati Carmelitani Scalzi e dei Frati Minori Cappuccini in favore dei bambini meno fortunati e manchevoli delle risorse economiche per poter studiare e curarsi dalla terribile piaga africana della malaria.
Ogni anno, con non poche difficoltà, continuiamo a far celebrare l'Eucarestia nel giorno anniversario della dipartita di Giorgio e, ogni qual volta è possibile, prendiamo parte alle cerimonie militari a cui - sempre più raramente - veniamo invitati. In memoria di Giorgio ed in rappresentanza di Francesca (che vive e lavora a Roma) cerco di presenziare sempre alla Festa delle Forze Armate (04 novembre), Festa della Repubblica (02 giugno), alla Memoria dei Caduti della Divisione Alpina Cuneense e a tutti quei momenti di memoria e commemorazione che sono doverosi nei confronti di chi ha posato lo zaino a terra per incamminarsi per l'ultima scalata verso il Cimitero di Cantore.
L'11 settembre, perciò, anche se in modo prettamente virtuale è una di quelle date in cui tengo a far ricordare Giorgio che, con grande gioia, si è unito a Francesca nel sacro vincolo del matrimonio diventando così - anche se la legge e la burocrazia storcono il naso - il padre di Gigi.
Carissimi, nella giornata di domani fatemi una cortesia. Prendetevi un minuto di totale silenzio e - oltre a ricordare le Vittime di New York - rivolgete un sincero pensiero anche a Giorgio e Francesca per augurar loro un buon anniversario di matrimonio. Grazie di cuore per la vostra attenzione e per il seguito che date con affetto a questo mio piccolo blog.
Sinceramente vostro, Elia.
venerdì 15 febbraio 2019
#12febbraio - Compleanno del Caduto Langella
Carissimi amici dal "Cuore Alpino", il 12 febbraio 1975 a Diano Marina, piccolo comune della provincia di Imperia, nasceva il Caporal Maggiore Capo Scelto Giorgio Langella che, tutti voi, conoscete ormai come Caduto per la Pace.
Nonostante sia caduto in quel di Kabul (Afghanistan) il 26 settembre 2006, noi che non dimentichiamo Giorgio Langella continuiamo a ricordarlo e farlo ricordare nella data del suo compleanno.
Molti ci hanno criticati per questo dicendoci che quando uno muore ormai è inutile "festeggiare" il compleanno. Ma si può davvero affermare che il ricordo sia inutile? Io credo di no!
Non è inutile ricordare in un'Italia dove gli striscioni gialli sono appesi a tutti i balconi comunali ma la memoria dei Caduti è un optional.
Non è inutile ricordare in un'Italia dove ci sono dei decerebrati che il 25 dicembre vanno ad incendiare la tomba di un Caduto.
Non è inutile ricordare in un'Italia dove ci sono personaggi di pezza col cuore di stoffa che il 4 novembre vanno a gettare a terra i fiori che l'Esercito pone sulla tomba del suo commilitone Caduto.
Non è inutile ricordare in un'Italia dove ci sono amministratori locali che confondono chi partecipa alle Missioni Onu e Nato con i mercenari.
Non è inutile ricordare in un'Italia che - il più delle volte - si vergogna del Tricolore tanto da rimuoverlo dai pennoni per far posto alle bandiere arcobaleno.
Giorgio, quando è partito per l'Afghanistan, lo ha fatto con la convinzione e la determinazione di chi sa che, quando si fa il proprio dovere, nulla è così spaventoso da poter fermare il giusto che si mette a servizio della Patria.
Giorgio, quando era in Afghanistan, durante il tempo libero dai turni di servizio, usciva dalla base e andava in mezzo alla popolazione civile per donare giocattoli, cibo e carezze ai bambini afghani. Già, Giorgio amava questi piccoli bambinetti sporchi e impolverati che, anziché poter giocare con serenità, passavano il loro tempo nel terrore e nella paura per i continui attentati e le continue rappresaglie messe in atto dai talebani.
L'Afghanistan, quello vero, è questo: violenza, paura, terrore, islam radicale, ingiustizia sociale, ... e il nostro Esercito Italiano va la per preparare tatticamente e culturalmente le forze di polizia afghane affinché siano pronte a fronteggiare i talebani con forza e fermezza.
Questo ai criminali e ai trafficanti di oppio crea problemi! Il fatto che l'Esercito Italiano vada in Afghanistan per portare pace e legalità da fastidio a molti e, credetemi, spesso ho sentito marocchini, egiziani, tunisini e turchi nati e cresciuti in Italia dire: "se non andassero nei nostri paesi con le armi nulla gli accadrebbe".
Dopo aver sentito più volte frasi come queste mi chiedo: "è davvero inutile ricordare?"
No, non è inutile ma, al contrario, è fondamentale visto cosa accade - ogni giorno - nei paesi in cui la cultura islamica prolifera e si diffonde.
L'odio per l'Occidente, per i Cristiani, per chi ama l'uguaglianza sostanziale fra l'uomo e la donna cresce e prolifera subdolo e silenzioso anche nelle nostre città. L'integrazione nell'80% dei casi rappresenta solo una facciata mal intonacata che, al primo interperio, non stenta a crollare per far posto alla vera natura del cosiddetto "integrato".
Carissimi, non mi stancherò mai di dire che la mia missione è quella di ricordare gli uomini e le donne Caduti nell'adempimento del loro dovere, portarne avanti la memoria affinché le giovani generazioni sappiano che il Tricolore non è una pezza colorata ma la Bandiera orgogliosa di una Nazione composta da eroi. Tutto il resto per me è vano e secondario.
Finché ci sarà anche un solo italiano che non si riconoscerà nei valori della democrazia, della libertà e della gloria nazionale, continuerò a scrivere e girare per le strade spiegando le ragioni del mio impegno e del mio amore per il vessillo italico chiamato Tricolore.
Viva l'Italia, viva l'Esercito, onore ai Caduti!
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella
Nonostante sia caduto in quel di Kabul (Afghanistan) il 26 settembre 2006, noi che non dimentichiamo Giorgio Langella continuiamo a ricordarlo e farlo ricordare nella data del suo compleanno.
Molti ci hanno criticati per questo dicendoci che quando uno muore ormai è inutile "festeggiare" il compleanno. Ma si può davvero affermare che il ricordo sia inutile? Io credo di no!
Non è inutile ricordare in un'Italia dove gli striscioni gialli sono appesi a tutti i balconi comunali ma la memoria dei Caduti è un optional.
Non è inutile ricordare in un'Italia dove ci sono dei decerebrati che il 25 dicembre vanno ad incendiare la tomba di un Caduto.
Non è inutile ricordare in un'Italia dove ci sono personaggi di pezza col cuore di stoffa che il 4 novembre vanno a gettare a terra i fiori che l'Esercito pone sulla tomba del suo commilitone Caduto.
Non è inutile ricordare in un'Italia dove ci sono amministratori locali che confondono chi partecipa alle Missioni Onu e Nato con i mercenari.
Non è inutile ricordare in un'Italia che - il più delle volte - si vergogna del Tricolore tanto da rimuoverlo dai pennoni per far posto alle bandiere arcobaleno.
Giorgio, quando è partito per l'Afghanistan, lo ha fatto con la convinzione e la determinazione di chi sa che, quando si fa il proprio dovere, nulla è così spaventoso da poter fermare il giusto che si mette a servizio della Patria.
Giorgio, quando era in Afghanistan, durante il tempo libero dai turni di servizio, usciva dalla base e andava in mezzo alla popolazione civile per donare giocattoli, cibo e carezze ai bambini afghani. Già, Giorgio amava questi piccoli bambinetti sporchi e impolverati che, anziché poter giocare con serenità, passavano il loro tempo nel terrore e nella paura per i continui attentati e le continue rappresaglie messe in atto dai talebani.
L'Afghanistan, quello vero, è questo: violenza, paura, terrore, islam radicale, ingiustizia sociale, ... e il nostro Esercito Italiano va la per preparare tatticamente e culturalmente le forze di polizia afghane affinché siano pronte a fronteggiare i talebani con forza e fermezza.
Questo ai criminali e ai trafficanti di oppio crea problemi! Il fatto che l'Esercito Italiano vada in Afghanistan per portare pace e legalità da fastidio a molti e, credetemi, spesso ho sentito marocchini, egiziani, tunisini e turchi nati e cresciuti in Italia dire: "se non andassero nei nostri paesi con le armi nulla gli accadrebbe".
Dopo aver sentito più volte frasi come queste mi chiedo: "è davvero inutile ricordare?"
No, non è inutile ma, al contrario, è fondamentale visto cosa accade - ogni giorno - nei paesi in cui la cultura islamica prolifera e si diffonde.
L'odio per l'Occidente, per i Cristiani, per chi ama l'uguaglianza sostanziale fra l'uomo e la donna cresce e prolifera subdolo e silenzioso anche nelle nostre città. L'integrazione nell'80% dei casi rappresenta solo una facciata mal intonacata che, al primo interperio, non stenta a crollare per far posto alla vera natura del cosiddetto "integrato".
Carissimi, non mi stancherò mai di dire che la mia missione è quella di ricordare gli uomini e le donne Caduti nell'adempimento del loro dovere, portarne avanti la memoria affinché le giovani generazioni sappiano che il Tricolore non è una pezza colorata ma la Bandiera orgogliosa di una Nazione composta da eroi. Tutto il resto per me è vano e secondario.
Finché ci sarà anche un solo italiano che non si riconoscerà nei valori della democrazia, della libertà e della gloria nazionale, continuerò a scrivere e girare per le strade spiegando le ragioni del mio impegno e del mio amore per il vessillo italico chiamato Tricolore.
Viva l'Italia, viva l'Esercito, onore ai Caduti!
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella
giovedì 1 novembre 2018
Ciao Luigi, ciao "amico combattente"!
Carissimi amici dal "Cuore Alpino", sono le 23:31 del 31 ottobre e - mentre gli altri sono a festeggiare Halloween in questa o quella discoteca - io mi trovo nella mia cucina a fissare lo schermo del computer sul quale ho le foto che ho fatto stamattina al funerale del Caporal Maggiore Capo Luigi Sorrentino presso la Chiesa di Sant'Alfonso in Torino.
Non posso ancora credere che tutto questo sia successo. Non voglio credere che Luigi non sarà più con noi.
Molti di voi si chiederanno perché abbia deciso di scrivere di Luigi Sorrentino e molti altri ancora si chiederanno chi sia costui. Bene, è bene che vi risponda.
Luigi Sorrentino era un Alpino, un Alpino con la "A" maiuscola. Luigi Sorrentino prestava servizio al 2 Reggimento Alpini di Cuneo. Luigi Sorrentino, il 26 settembre 2006, era a Kabul su un mezzo dell'Esercito Italiano e - durante una ricognizione come tante - ha visto saltare in aria e morire il nostro amato Giorgio Langella.
Luigi Sorrentino era il fratello che Giorgio non aveva mai avuto e loro si chiamavano reciprocamente "fratello". Oggi, dunque, abbiamo dato l'estremo saluto al fratello di Giorgio.
Non posso descrivervi la sofferenza che ho provato quando, appena smontato dal lavoro, Francesca, la moglie di Giorgio, mi ha telefonato e mi ha dato la triste notizia. Io Luigi l'ho incontrato solo due volte ma quelle due volte mi sono bastate per capire che ero in presenza di un eroe.
Luigi in Afghanistan si ammalò di Leucemia ma la combatté con tutte le sue forze e la sconfisse. Luigi desiderava con tutto se stesso tornare operativo presso il 2 Reggimento Alpini ma il destino sembrava volerglielo impedire. Da qualche anno ormai prestava servizio presso la Scuola di Applicazione ma il suo cuore era ancora al "Doi" e la sua testa pure. Luigi desiderava riabbracciare i suoi commilitoni e continuare a marciare in quel di Cuneo.
Il destino avverso non glielo ha permesso e lui ha sofferto, sofferto tanto. Ogni volta che gli ho parlato, ogni volta che telefonava a Francesca, Luigi dava a vedere una grande forza ma, sotto sotto, dimostrava di soffrire come un cane per quello che la vita gli stava chiedendo. Non aveva avuto paura della leucemia ma aveva il terrore di non poter tornare più al Secondo.
Il suo terrore si è concretizzato. Luigi, il 25 ottobre 2018, nella sua casa di Torino ha deciso di fare i conti col suo destino e si è tolto la vita. Come vi ho scritto poc'anzi, ancora non ci credo. Non posso credere che un combattente come lui abbia lasciato spazio allo sconforto e abbia deciso di chiudere la sua vita in questo modo.
Stamattina ero lì. Ero a Torino, nella parrocchia di Luigi e ho avuto l'onore e il privilegio di poter toccare la sua bara per l'ultima volta e dirgli il mio ultimo ed insignificante "grazie" per esser stato l'ultimo a mettere il cappello alpino sulla bara di Giorgio prima che venisse aerotrasportato in Italia dopo l'attentato.
Stamattina ero a fianco di Francesca, come ormai faccio da anni, e quando l'ho vista piangere mi è caduto il mondo addosso perché so bene che in cuor suo ha rivissuto la morte di Giorgio e i terribili giorni che ne sono seguiti.
Mi sono nuovamente chiesto perché? Perché devono sempre soffrire le stesse persone? Perché in questo mondo ci sono persone che soffrono le pene dell'inferno e altre che stanno benissimo?
Queste sono domande a cui non sono in grado di rispondere e so che solo la fede può dare un senso a tutto questo ma ciò non toglie che - come tutti - io abbia il diritto di pormele.
Anni fa, l'8 dicembre 2010, dinanzi ad una bellissima effige della Madonna Addolorata custodita in un santuario delle montagne ossolane, chiesi alla Madre di Dio di mai più far morire un Alpino del Doi ma di prendere piuttosto la mia vita. Ogni volta che un soldato del 2 Reggimento Alpini posa lo zaino a terra, per avviarsi verso il Paradiso di Cantore, l'Italia perde un brandello della sua Bandiera, il Tricolore perde un po' del suo colore, la società perde un importante membro della sua storia.
Al momento il Signore non ha accettato la mia richiesta ed io accetto la sua sacro santa volontà: fiat voluntas Sua! Ma, oggi, in quella splendida chiesa torinese, ho rinnovato il mio voto. Ho chiesto al Signore delle Cime di risparmiare le sofferenze agli Alpini del Doi e di farmi strumento per esser loro di aiuto e di sostegno.
Luigi ora, da lassù, assieme a Giorgio, potrà aiutarmi ad essere una persona migliore ma, soprattutto, potrà insegnarmi ad essere maggiormente capace di stare al fianco delle Truppe Alpine con special affetto per il Doi.
Carissimi, unitevi a me nella preghiera affinché il Signore accetti il caro Luigi nel Suo Regno e porti a ciascuno di noi un po' dell'amore che egli aveva per l'Esercito, la Patria e le istituzioni tutte.
Viva l'Italia, viva gli Alpini, onore al 2 Reggimento Alpini!
Elia
Non posso ancora credere che tutto questo sia successo. Non voglio credere che Luigi non sarà più con noi.
Molti di voi si chiederanno perché abbia deciso di scrivere di Luigi Sorrentino e molti altri ancora si chiederanno chi sia costui. Bene, è bene che vi risponda.
Luigi Sorrentino era un Alpino, un Alpino con la "A" maiuscola. Luigi Sorrentino prestava servizio al 2 Reggimento Alpini di Cuneo. Luigi Sorrentino, il 26 settembre 2006, era a Kabul su un mezzo dell'Esercito Italiano e - durante una ricognizione come tante - ha visto saltare in aria e morire il nostro amato Giorgio Langella.
Luigi Sorrentino era il fratello che Giorgio non aveva mai avuto e loro si chiamavano reciprocamente "fratello". Oggi, dunque, abbiamo dato l'estremo saluto al fratello di Giorgio.
Non posso descrivervi la sofferenza che ho provato quando, appena smontato dal lavoro, Francesca, la moglie di Giorgio, mi ha telefonato e mi ha dato la triste notizia. Io Luigi l'ho incontrato solo due volte ma quelle due volte mi sono bastate per capire che ero in presenza di un eroe.
Luigi in Afghanistan si ammalò di Leucemia ma la combatté con tutte le sue forze e la sconfisse. Luigi desiderava con tutto se stesso tornare operativo presso il 2 Reggimento Alpini ma il destino sembrava volerglielo impedire. Da qualche anno ormai prestava servizio presso la Scuola di Applicazione ma il suo cuore era ancora al "Doi" e la sua testa pure. Luigi desiderava riabbracciare i suoi commilitoni e continuare a marciare in quel di Cuneo.
Il destino avverso non glielo ha permesso e lui ha sofferto, sofferto tanto. Ogni volta che gli ho parlato, ogni volta che telefonava a Francesca, Luigi dava a vedere una grande forza ma, sotto sotto, dimostrava di soffrire come un cane per quello che la vita gli stava chiedendo. Non aveva avuto paura della leucemia ma aveva il terrore di non poter tornare più al Secondo.
Il suo terrore si è concretizzato. Luigi, il 25 ottobre 2018, nella sua casa di Torino ha deciso di fare i conti col suo destino e si è tolto la vita. Come vi ho scritto poc'anzi, ancora non ci credo. Non posso credere che un combattente come lui abbia lasciato spazio allo sconforto e abbia deciso di chiudere la sua vita in questo modo.
Stamattina ero lì. Ero a Torino, nella parrocchia di Luigi e ho avuto l'onore e il privilegio di poter toccare la sua bara per l'ultima volta e dirgli il mio ultimo ed insignificante "grazie" per esser stato l'ultimo a mettere il cappello alpino sulla bara di Giorgio prima che venisse aerotrasportato in Italia dopo l'attentato.
Stamattina ero a fianco di Francesca, come ormai faccio da anni, e quando l'ho vista piangere mi è caduto il mondo addosso perché so bene che in cuor suo ha rivissuto la morte di Giorgio e i terribili giorni che ne sono seguiti.
Mi sono nuovamente chiesto perché? Perché devono sempre soffrire le stesse persone? Perché in questo mondo ci sono persone che soffrono le pene dell'inferno e altre che stanno benissimo?
Queste sono domande a cui non sono in grado di rispondere e so che solo la fede può dare un senso a tutto questo ma ciò non toglie che - come tutti - io abbia il diritto di pormele.
Anni fa, l'8 dicembre 2010, dinanzi ad una bellissima effige della Madonna Addolorata custodita in un santuario delle montagne ossolane, chiesi alla Madre di Dio di mai più far morire un Alpino del Doi ma di prendere piuttosto la mia vita. Ogni volta che un soldato del 2 Reggimento Alpini posa lo zaino a terra, per avviarsi verso il Paradiso di Cantore, l'Italia perde un brandello della sua Bandiera, il Tricolore perde un po' del suo colore, la società perde un importante membro della sua storia.
Al momento il Signore non ha accettato la mia richiesta ed io accetto la sua sacro santa volontà: fiat voluntas Sua! Ma, oggi, in quella splendida chiesa torinese, ho rinnovato il mio voto. Ho chiesto al Signore delle Cime di risparmiare le sofferenze agli Alpini del Doi e di farmi strumento per esser loro di aiuto e di sostegno.
Luigi ora, da lassù, assieme a Giorgio, potrà aiutarmi ad essere una persona migliore ma, soprattutto, potrà insegnarmi ad essere maggiormente capace di stare al fianco delle Truppe Alpine con special affetto per il Doi.
Carissimi, unitevi a me nella preghiera affinché il Signore accetti il caro Luigi nel Suo Regno e porti a ciascuno di noi un po' dell'amore che egli aveva per l'Esercito, la Patria e le istituzioni tutte.
Viva l'Italia, viva gli Alpini, onore al 2 Reggimento Alpini!
Elia
mercoledì 26 settembre 2018
12esimo anniversario della morte di Giorgio Langella
Carissimi amici dal "Cuore Alpino", come vi ho promesso nei giorni scorsi, vi riporto di seguito il breve "discorso" che ho tenuto al Cimitero Urbano di Boves (Cuneo) sulla tomba del Caduto per la Pace Giorgio Langella nel 12esimo anniversario dell'attentato che ce lo ha portato via.
A nome e per conto della Famiglia Langella porgo il mio più sincero saluto a tutti voi che, per la dodicesima volta, avete voluto essere presenti nel giorno anniversario della morte di Giorgio Langella.
Un affettuoso e rispettoso saluto lo porgo ai cari Alpini qui presenti che, nonostante l'esiguo numero di militari in caserma per via dell'Operazione "Strade Sicure", hanno voluto essere qui per onorare Giorgio e la sua memoria.
Al neo-arrivato Comandante del Doi voglio augurare tutto il meglio per ciò che sarà chiamato a svolgere in questo celebre e glorioso Reggimento che è senza dubbio custode della storia alpina.
Agli Ufficiali, sottufficiali, soldati di truppa e graduati voglio assicurare il mio ricordo nella preghiera, la mia personale vicinanza e l'affetto di tutta la popolazione civile che segue le iniziative e gli scritti del Gruppo "Cuore Alpino" da me fondato.
Dal 26 settembre del 2006 sono passati 12 anni.
12 anni di sofferenza per la mamma Giuliana e per la vedova Francesca.
12 anni di sofferenza per i colleghi, gli amici e i conoscenti.
12 anni che hanno stravolto le vite di Ida, Luigi, Gigi e quanti hanno avuto l'onore ed il privilegio di conoscere Giorgio.
In questi ultimi anni ho iniziato a portare personalmente la storia di Giorgio negli ambienti giovanili e in giro per l'Italia. Sono stato invitato a parlare di lui in molti luoghi e ho messo on-line un Blog per farlo conoscere, amare ed apprezzare.
Di Giorgio si parla nel mondo alpino ma anche e soprattutto in quello dell'Arma dei Carabinieri che, da quando ho iniziato la mia missione, mi è stata vicina e ha collaborato.
Di Giorgio si parla alla Scuola Allievi Carabinieri "Cernaia" di Torino, al 7 Reggimento Carabinieri Trentino Alto Adige "Laives" e negli Stormi dell'Av.Es. ove numerosi amici prestano servizio.
La maggior parte delle persone che parla di Giorgio o che viene devotamente sulla sua tomba non lo ha conosciuto ma sente la necessità di onorare un Caduto che ha avuto una sola colpa: mettere il Tricolore e l'Esercito Italiano in cima alle sue priorità di vita.
Di Giorgio si parla in Repubblica Centrafricana dove noi di "Cuore Alpino" abbiamo donato decine di alberi da frutta ai bambini di Bozoum che sono privi del necessario.
Di Giorgio si parla in Benin, Etiopia, Somalia ed Eritrea dove, grazie ai Frati Minori Cappuccini, noi di "Cuore Alpino" riusciamo a curare i bimbi affetti da malaria.
Di Giorgio si parla all'Ospedale "Bambin Gesù" di Roma dove, grazie alla generosità di Francesca, c'è una macchina salvavita per i bimbi pediatrici colpiti da tumore.
Un motto dice che "nessuno muore davvero fino a quando ci sarà anche una sola persona che lo porta nel cuore". Questo significa che Giorgio è vivo qui, in mezzo a noi, perché nel nostro cuore un posto per lui c'è e ci sarà sempre.
Sono 12 anni che portiamo avanti iniziative in onore di Giorgio. Molti ci hanno criticato per questo. Qualcuno ha rubato le statuette dalla tomba. A Natale di qualche anno fa qualcuno si è preso il piacere di bruciargli la tomba. L'anno scorso qualche solerte bovesano si è rivolto alla stampa locale per far rimuovere l'alberello di Natale fatto allestire con amore dalla moglie ma noi che abbiamo il "Cuore Alpino" non ci rassegniamo.
Concludo con un pensiero affettuoso rivolto a chi in questi anni ha sostenuto la nostra causa e le nostre battaglie.
Un particolare ricordo va al Colonnello Fabrizio Recchi che, per primo, si è speso affinché qui a Boves si intitolasse un luogo al Caduto Langella; ed un ricordo speciale va ai nostri ragazzo del Doi che oggi sono dislocati in varie località italiane per pattugliare e presidiare luoghi sensibili a tutela del Popolo Italiano.
Loro, questi soldati, sono la parte sana della nostra Nazione e Giorgio, il nostro Giorgio, da lassù li protegge.
Viva l'Italia, viva gli Alpini, onori ai Caduti del Doi!
Mentre noi eravamo a Boves per celebrare la Santa Messa e per portare i dovuti onori sulla tomba di Giorgio, in Liguria, a Diano Marina (Imperia), la signora Giuliana e la sua amica Antonella erano con una delegazione dell'Esercito e della Croce Rossa Italiana a rendere i medesimi onori nella cittadina che ha dato i natali all'"Angelo dei Bambini".
Carissimi, a conclusione di questo mio post desidero ringraziare ancora una volta il Colonnello Orsi, Comandante del 2 Reggimento Alpini, per l'affetto e la stima che ha dimostrato stamane con la sua presenza e le sue parole e Don Mauro Cappello, Cappellano Militare del Doi, per le belle parole e la gradita benedizione che ci ha impartito al campo santo.
La memoria di Giorgio vive in questi piccoli gesti fatti da uomini veri che non cercano la gloria ma solo la giustizia sociale e il vero sapore della verità.
Grazie a tutti voi per la pazienza e la costanza con cui seguite tutto ciò che pubblico su "Cuore Alpino"; senza di voi tutto questo non sarebbe possibile. Grazie di cuore. Sempre vostro.
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella
A nome e per conto della Famiglia Langella porgo il mio più sincero saluto a tutti voi che, per la dodicesima volta, avete voluto essere presenti nel giorno anniversario della morte di Giorgio Langella.
Un affettuoso e rispettoso saluto lo porgo ai cari Alpini qui presenti che, nonostante l'esiguo numero di militari in caserma per via dell'Operazione "Strade Sicure", hanno voluto essere qui per onorare Giorgio e la sua memoria.
Al neo-arrivato Comandante del Doi voglio augurare tutto il meglio per ciò che sarà chiamato a svolgere in questo celebre e glorioso Reggimento che è senza dubbio custode della storia alpina.
Agli Ufficiali, sottufficiali, soldati di truppa e graduati voglio assicurare il mio ricordo nella preghiera, la mia personale vicinanza e l'affetto di tutta la popolazione civile che segue le iniziative e gli scritti del Gruppo "Cuore Alpino" da me fondato.
Dal 26 settembre del 2006 sono passati 12 anni.
12 anni di sofferenza per la mamma Giuliana e per la vedova Francesca.
12 anni di sofferenza per i colleghi, gli amici e i conoscenti.
12 anni che hanno stravolto le vite di Ida, Luigi, Gigi e quanti hanno avuto l'onore ed il privilegio di conoscere Giorgio.
In questi ultimi anni ho iniziato a portare personalmente la storia di Giorgio negli ambienti giovanili e in giro per l'Italia. Sono stato invitato a parlare di lui in molti luoghi e ho messo on-line un Blog per farlo conoscere, amare ed apprezzare.
Di Giorgio si parla nel mondo alpino ma anche e soprattutto in quello dell'Arma dei Carabinieri che, da quando ho iniziato la mia missione, mi è stata vicina e ha collaborato.
Di Giorgio si parla alla Scuola Allievi Carabinieri "Cernaia" di Torino, al 7 Reggimento Carabinieri Trentino Alto Adige "Laives" e negli Stormi dell'Av.Es. ove numerosi amici prestano servizio.
La maggior parte delle persone che parla di Giorgio o che viene devotamente sulla sua tomba non lo ha conosciuto ma sente la necessità di onorare un Caduto che ha avuto una sola colpa: mettere il Tricolore e l'Esercito Italiano in cima alle sue priorità di vita.
Di Giorgio si parla in Repubblica Centrafricana dove noi di "Cuore Alpino" abbiamo donato decine di alberi da frutta ai bambini di Bozoum che sono privi del necessario.
Di Giorgio si parla in Benin, Etiopia, Somalia ed Eritrea dove, grazie ai Frati Minori Cappuccini, noi di "Cuore Alpino" riusciamo a curare i bimbi affetti da malaria.
Di Giorgio si parla all'Ospedale "Bambin Gesù" di Roma dove, grazie alla generosità di Francesca, c'è una macchina salvavita per i bimbi pediatrici colpiti da tumore.
Un motto dice che "nessuno muore davvero fino a quando ci sarà anche una sola persona che lo porta nel cuore". Questo significa che Giorgio è vivo qui, in mezzo a noi, perché nel nostro cuore un posto per lui c'è e ci sarà sempre.
Sono 12 anni che portiamo avanti iniziative in onore di Giorgio. Molti ci hanno criticato per questo. Qualcuno ha rubato le statuette dalla tomba. A Natale di qualche anno fa qualcuno si è preso il piacere di bruciargli la tomba. L'anno scorso qualche solerte bovesano si è rivolto alla stampa locale per far rimuovere l'alberello di Natale fatto allestire con amore dalla moglie ma noi che abbiamo il "Cuore Alpino" non ci rassegniamo.
Concludo con un pensiero affettuoso rivolto a chi in questi anni ha sostenuto la nostra causa e le nostre battaglie.
Un particolare ricordo va al Colonnello Fabrizio Recchi che, per primo, si è speso affinché qui a Boves si intitolasse un luogo al Caduto Langella; ed un ricordo speciale va ai nostri ragazzo del Doi che oggi sono dislocati in varie località italiane per pattugliare e presidiare luoghi sensibili a tutela del Popolo Italiano.
Loro, questi soldati, sono la parte sana della nostra Nazione e Giorgio, il nostro Giorgio, da lassù li protegge.
Viva l'Italia, viva gli Alpini, onori ai Caduti del Doi!
Mentre noi eravamo a Boves per celebrare la Santa Messa e per portare i dovuti onori sulla tomba di Giorgio, in Liguria, a Diano Marina (Imperia), la signora Giuliana e la sua amica Antonella erano con una delegazione dell'Esercito e della Croce Rossa Italiana a rendere i medesimi onori nella cittadina che ha dato i natali all'"Angelo dei Bambini".
Carissimi, a conclusione di questo mio post desidero ringraziare ancora una volta il Colonnello Orsi, Comandante del 2 Reggimento Alpini, per l'affetto e la stima che ha dimostrato stamane con la sua presenza e le sue parole e Don Mauro Cappello, Cappellano Militare del Doi, per le belle parole e la gradita benedizione che ci ha impartito al campo santo.
La memoria di Giorgio vive in questi piccoli gesti fatti da uomini veri che non cercano la gloria ma solo la giustizia sociale e il vero sapore della verità.
Grazie a tutti voi per la pazienza e la costanza con cui seguite tutto ciò che pubblico su "Cuore Alpino"; senza di voi tutto questo non sarebbe possibile. Grazie di cuore. Sempre vostro.
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella
lunedì 10 settembre 2018
2 Reggimento Alpini: il Colonnello Fontana cede il comando al Colonnello Orsi
Carissimi amici al "Cuore Alpino", tre giorni fa, il 7 settembre 2018, nella piazza d'armi della Caserma "Ignazio Vian" di Cuneo vi è stata l'importante cerimonia di cambio del comando al 2 Reggimento Alpini.
Il Colonnello Enrico Fontana, dopo un anno e mezzo di valido e riconosciuto impegno militare, ha lasciato al guida del Doi nelle mani del Colonnello Marcello Orsi. Fontana verrà ricordato soprattutto per aver portato, nel secondo semestre del 2017, gli uomini del 2 Alpini in Afghanistan e riaverli portati tutti sani e salvi in Italia.
Il Colonnello Orsi, ancora poco conosciuto in Granda, è preceduto da un importantissimo curriculum che lo vede Ufficiale di comprovata esperienza in Italia e all'estero. Prima di essere assegnato alla guida del 2 Alpini, Orsi operava presso il Dipartimento Impiego del Personale dello Stato Maggiore dell'Esercito.
La cerimonia del passaggio di consegne con il toccante momento dello scambio della Bandiera di Guerra del Reggimento si è svolta dinanzi al Generale Massimo Biagini, Comandante della Brigata Alpina Taurinense e delle massime Autorità Militari e Civili della provincia di Cuneo.
Toccanti le parole del Colonnello Fontana che, come riporta "La Stampa", ha detto: "Lascio nelle mani del colonnello Orsi un’unità alpina e solida, composta da personale addestrato, di forte tempra e provata esperienza, maturata in territorio nazionale e internazionale.
Attualmente, il 2 Reggimento Alpini opera, con oltre 400 alpini, nelle operazioni di pubblica sicurezza nelle città di Torino, Vercelli, Aosta, Bardonecchia, Ventimiglia, Genova, Roma (Fiumicino) e Brescia".
Carissimi, vi riporto questa notizia pur non avendola vissuta personalmente visto che non ho ricevuto l'invito per partecipare alla cerimonia. Nonostante ciò, però, tengo a dire che la mia vicinanza non è mancata e che la Famiglia del Caduto per la Pace Giorgio Langella, Caduto del 2 Reggimento Alpini, non smette mai di pregare per tutti i membri del Reggimento con particolare attenzione per quelli che prendono parte alle Missioni Internazionali di Pace.
Faccio i miei personali auguri al Colonnello Orsi per il nuovo incarico e porgo un sincero ringraziamento al Colonello Fontana per quanto fatto al Doi e per l'Italia.
Viva l'Italia, viva gli Alpini!
Andrea Elia Rovera
Responsabile per la Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella
Il Colonnello Enrico Fontana, dopo un anno e mezzo di valido e riconosciuto impegno militare, ha lasciato al guida del Doi nelle mani del Colonnello Marcello Orsi. Fontana verrà ricordato soprattutto per aver portato, nel secondo semestre del 2017, gli uomini del 2 Alpini in Afghanistan e riaverli portati tutti sani e salvi in Italia.
Il Colonnello Orsi, ancora poco conosciuto in Granda, è preceduto da un importantissimo curriculum che lo vede Ufficiale di comprovata esperienza in Italia e all'estero. Prima di essere assegnato alla guida del 2 Alpini, Orsi operava presso il Dipartimento Impiego del Personale dello Stato Maggiore dell'Esercito.
La cerimonia del passaggio di consegne con il toccante momento dello scambio della Bandiera di Guerra del Reggimento si è svolta dinanzi al Generale Massimo Biagini, Comandante della Brigata Alpina Taurinense e delle massime Autorità Militari e Civili della provincia di Cuneo.
Toccanti le parole del Colonnello Fontana che, come riporta "La Stampa", ha detto: "Lascio nelle mani del colonnello Orsi un’unità alpina e solida, composta da personale addestrato, di forte tempra e provata esperienza, maturata in territorio nazionale e internazionale.
Attualmente, il 2 Reggimento Alpini opera, con oltre 400 alpini, nelle operazioni di pubblica sicurezza nelle città di Torino, Vercelli, Aosta, Bardonecchia, Ventimiglia, Genova, Roma (Fiumicino) e Brescia".
Carissimi, vi riporto questa notizia pur non avendola vissuta personalmente visto che non ho ricevuto l'invito per partecipare alla cerimonia. Nonostante ciò, però, tengo a dire che la mia vicinanza non è mancata e che la Famiglia del Caduto per la Pace Giorgio Langella, Caduto del 2 Reggimento Alpini, non smette mai di pregare per tutti i membri del Reggimento con particolare attenzione per quelli che prendono parte alle Missioni Internazionali di Pace.
Faccio i miei personali auguri al Colonnello Orsi per il nuovo incarico e porgo un sincero ringraziamento al Colonello Fontana per quanto fatto al Doi e per l'Italia.
Viva l'Italia, viva gli Alpini!
Andrea Elia Rovera
Responsabile per la Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella
sabato 21 luglio 2018
Cuore Alpino in numeri
Carissimi amici dal "Cuore Alpino", alla vigilia del mio 31esimo genetliaco ho deciso di tirare le somme di quanto fatto sin ora.
Il 9 settembre 2015 ho dato i natali al Blog "Cuore Alpino" per far conoscere la figura del Caporal Maggiore Capo Scelto Giorgio Langella, appartenente alla Brigata Alpina Taurinense, in forza presso il 2 Reggimento Alpini di Cuneo, Caduto per la Pace a Kabul (Afghanistan) il 26 settembre 2006.
In questo Blog, come chi lo segue sa, ho parlato in modo diffuso, puntuale ed approfondito delle Forze Armate italiane, delle Forze dell'Ordine e delle Guardie Particolari Giurate in quanto Incaricate di Pubblico Servizio.
Con questo Blog ho voluto unire - seppur virtualmente - tutte quelle persone che hanno stima e affetto per chi indossa una divisa e ho dato vita a diversi Progetti di Solidarietà che molti tra voi hanno sostenuto con emozionante generosità.
In origine, coadiuvato dal disciolto Gruppo Cvm Cuneo, ho sostenuto la Missione Carmelitana di Bozoum (Repubblica Centrafricana) guidata dal Cuneese Padre Aurelio Gazzera.
In seguito, per dare maggiore attenzione ai bambini di cui Giorgio Langella venne definito "L'angelo", ho deciso di sostenere le Missioni Estere dei Frati Minori Cappuccini delle Marche che si occupano dei bambini del Corno d'Africa.
A loro, grazie al vostro aiuto ed alla vostra collaborazione sincera, ho potuto donare:
480 euro per curare i bambini affetti da malaria
120 euro per sostenere i piccoli presenti nel territorio della missione
E, lo dico con grande soddisfazione, al momento "in cassa" ci sono €uro 369,78 che aspettano solo di essere incrementati e poi destinati per fare ancora del bene nel nome e nel ricordo di Giorgione.
Dal 9 settembre 2015 ad oggi, 21 luglio 2018, il Blog "Cuore Alpino" ha ricevuto 182mila346 visite con una media costante di 174 visite al giorno!
Con un semplice - e nemmeno troppo elaborato - Blog sono riuscito a raggiungere migliaia di persone condividendo con esse l'amore per la Patria, la stima per chi La serve e la sincera sottomissione al Tricolore che, per me, rappresenta una madre, un padre e tutto ciò che di bello si possa immaginare.
Tirando le somme di questi 31 anni mi sono reso conto di non aver fatto grandi cose e di esser stato un italiano piuttosto mediocre. Sicuramente ho messo il cuore in questo progetto e ho cercato, in ogni modo, di far sì che la memoria dei nostri Caduti non finisse nell'oblio e nel dimenticatoio. Spero, almeno in piccolo, di esserci riuscito.
Non so quanti anni il Signore mi concederà ancora ma, questo lo prometto, spenderò ogni giorno a mia disposizione per onorare chi indossa una divisa, chi l'ha indossata e chi indossandola è morto.
Il Tricolore vive in ogni singolo Italiano che ha giurato di servire la Patria ed è presenza reale nelle Caserme, nelle Questure, nei Reggimenti e nei Comandi della nostra splendida Penisola Italica.
Non avendo né famiglia né figli ho deciso, già molti anni fa, di spendere ogni mia energia per amare la Patria, il Tricolore e chi indossa una divisa con particolare affetto per le Truppe Alpine che, per me, sono la rappresentazione fisica del senso di italianità.
Vi ringrazio di cuore per il tempo che dedicate a "Cuore Alpino" e vi chiedo una prece per la mia persona in questo momento non proprio roseo e spensierato.
Viva l'Italia, viva gli Alpini, onore ai Caduti!
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella
Il 9 settembre 2015 ho dato i natali al Blog "Cuore Alpino" per far conoscere la figura del Caporal Maggiore Capo Scelto Giorgio Langella, appartenente alla Brigata Alpina Taurinense, in forza presso il 2 Reggimento Alpini di Cuneo, Caduto per la Pace a Kabul (Afghanistan) il 26 settembre 2006.
In questo Blog, come chi lo segue sa, ho parlato in modo diffuso, puntuale ed approfondito delle Forze Armate italiane, delle Forze dell'Ordine e delle Guardie Particolari Giurate in quanto Incaricate di Pubblico Servizio.
Con questo Blog ho voluto unire - seppur virtualmente - tutte quelle persone che hanno stima e affetto per chi indossa una divisa e ho dato vita a diversi Progetti di Solidarietà che molti tra voi hanno sostenuto con emozionante generosità.
In origine, coadiuvato dal disciolto Gruppo Cvm Cuneo, ho sostenuto la Missione Carmelitana di Bozoum (Repubblica Centrafricana) guidata dal Cuneese Padre Aurelio Gazzera.
In seguito, per dare maggiore attenzione ai bambini di cui Giorgio Langella venne definito "L'angelo", ho deciso di sostenere le Missioni Estere dei Frati Minori Cappuccini delle Marche che si occupano dei bambini del Corno d'Africa.
A loro, grazie al vostro aiuto ed alla vostra collaborazione sincera, ho potuto donare:
480 euro per curare i bambini affetti da malaria
120 euro per sostenere i piccoli presenti nel territorio della missione
E, lo dico con grande soddisfazione, al momento "in cassa" ci sono €uro 369,78 che aspettano solo di essere incrementati e poi destinati per fare ancora del bene nel nome e nel ricordo di Giorgione.
Dal 9 settembre 2015 ad oggi, 21 luglio 2018, il Blog "Cuore Alpino" ha ricevuto 182mila346 visite con una media costante di 174 visite al giorno!
Con un semplice - e nemmeno troppo elaborato - Blog sono riuscito a raggiungere migliaia di persone condividendo con esse l'amore per la Patria, la stima per chi La serve e la sincera sottomissione al Tricolore che, per me, rappresenta una madre, un padre e tutto ciò che di bello si possa immaginare.
Tirando le somme di questi 31 anni mi sono reso conto di non aver fatto grandi cose e di esser stato un italiano piuttosto mediocre. Sicuramente ho messo il cuore in questo progetto e ho cercato, in ogni modo, di far sì che la memoria dei nostri Caduti non finisse nell'oblio e nel dimenticatoio. Spero, almeno in piccolo, di esserci riuscito.
Non so quanti anni il Signore mi concederà ancora ma, questo lo prometto, spenderò ogni giorno a mia disposizione per onorare chi indossa una divisa, chi l'ha indossata e chi indossandola è morto.
Il Tricolore vive in ogni singolo Italiano che ha giurato di servire la Patria ed è presenza reale nelle Caserme, nelle Questure, nei Reggimenti e nei Comandi della nostra splendida Penisola Italica.
Non avendo né famiglia né figli ho deciso, già molti anni fa, di spendere ogni mia energia per amare la Patria, il Tricolore e chi indossa una divisa con particolare affetto per le Truppe Alpine che, per me, sono la rappresentazione fisica del senso di italianità.
Vi ringrazio di cuore per il tempo che dedicate a "Cuore Alpino" e vi chiedo una prece per la mia persona in questo momento non proprio roseo e spensierato.
Viva l'Italia, viva gli Alpini, onore ai Caduti!
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella
sabato 5 maggio 2018
157 anni di Esercito Italiano e di Memoria dei Caduti
Carissimi amici dal "Cuore Alpino", con voluto ritardo desidero scrivere qualcosa sul 157esimo compleanno dell'Esercito Italiano festeggiato ieri, 4 maggio 2018.
Non ho voluto spendere parole in tale occasione per non "rubare la scena" a genarali, politici e addetti ai lavori vari. Oggi, però, a cose passate, desidero dire la mia rivolgendomi soprattutto ai giovani che numerosissimi seguono questo mio blog.
Come ogni anno Roma - la nostra capitale - ha ospitato un'intensa cerimonia alla quale hanno preso parte Roberta Pinotti, Ministro della Difesa, il Generale Claudio Graziano, Capo di Stato Maggiore della Difesa e il Generale Salvatore Farina, Capo di Stato Maggiore dell'Esercito.
Nell'Ippodromo Militare di Tor di Quinto, che ha fatto da sfondo a questo importante genetliaco, sono stati schierati numerosi reparti dell'Esercito, numerose Bandiere di Guerra dei Reggimenti italiani e diverse delegazioni delle Associazioni Combattentistiche e d'Arma.
Dinanzi a loro hanno marciato il Ministro e i due Capi di Stato Maggiore per la rassegna e, al termine dei soliti discorsi prolissi di rito, sono stati premiati alcuni soldati distintisi durante il servizio, nell'adempimento del proprio dovere, in ossequio al Tricolore.
Oggi, gli uomini e le donne in grigio-verde, sono circa 11mila e, 4mila di loro sono impegnati nelle missioni all'estero e nei teatri operativi più ardui ed impegnativi.
Tra questi, quello che ricordo sempre con maggiore affetto, senza nulla togliere agli altri, è l'Afghanistan ove nel 2006 è Caduto nell'adempimento del proprio dovere il Caporal Maggiore Capo Scelto Giorgio Langella in forza al 2 Reggimento Alpini di Cuneo. In quel di Kabul è colato il suo sangue, le strade polverose e desertiche dell'Afghanistan hanno avuto l'onore ed il privilegio di esser macchiate del sangue di un Alpino che, come i suoi colleghi, aveva l'unico desiderio di servire l'Italia e portare la Pace ove ancora non c'era.
Il terrorismo islamico in quell'occasione ha trionfato ma chi è credente come me sa che il male non trionferà mai e, soprattutto, che l'Esercito Italiano piange i propri Caduti ma da essi trae nuova linfa e nuovo slancio per fare sempre di più e sempre meglio.
Carissimi, in questa solenne e straordinaria occasione nella quale, peraltro, si fa anche memoria della fine della Prima Guerra Mondiale desidero dire "grazie" a tutti quei soldati che ho conosciuto in questi anni di personale impegno accanto agli Alpini.
In modo peculiare e speciale voglio ringraziare il Colonnello Fabrizio Recchi che, da Comandante del 2 Reggimento Alpini, ha presenziato a tutte le cerimonie e commemorazioni in memoria del Caduto Langella. Non lo ha fatto per obbligo istituzionale o per opportunità ma per spirito di Corpo, sincero amore per il Cappello che porta e profonda devozione per la Nazione che serve.
In tanti anni di impegno per la memoria non ho mai trovato un altro militare che sapesse vivere il ricordo dei Caduti come ha fatto lui. L'Italia ha grandi militari e mirabili comandanti. Mai dimenticarselo.
Viva l'Italia, viva l'Esercito Italiano, onore ai Caduti!
Andrea Elia Rovera
Responsabile per la Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella
Non ho voluto spendere parole in tale occasione per non "rubare la scena" a genarali, politici e addetti ai lavori vari. Oggi, però, a cose passate, desidero dire la mia rivolgendomi soprattutto ai giovani che numerosissimi seguono questo mio blog.
Come ogni anno Roma - la nostra capitale - ha ospitato un'intensa cerimonia alla quale hanno preso parte Roberta Pinotti, Ministro della Difesa, il Generale Claudio Graziano, Capo di Stato Maggiore della Difesa e il Generale Salvatore Farina, Capo di Stato Maggiore dell'Esercito.
Nell'Ippodromo Militare di Tor di Quinto, che ha fatto da sfondo a questo importante genetliaco, sono stati schierati numerosi reparti dell'Esercito, numerose Bandiere di Guerra dei Reggimenti italiani e diverse delegazioni delle Associazioni Combattentistiche e d'Arma.
Dinanzi a loro hanno marciato il Ministro e i due Capi di Stato Maggiore per la rassegna e, al termine dei soliti discorsi prolissi di rito, sono stati premiati alcuni soldati distintisi durante il servizio, nell'adempimento del proprio dovere, in ossequio al Tricolore.
Oggi, gli uomini e le donne in grigio-verde, sono circa 11mila e, 4mila di loro sono impegnati nelle missioni all'estero e nei teatri operativi più ardui ed impegnativi.
Tra questi, quello che ricordo sempre con maggiore affetto, senza nulla togliere agli altri, è l'Afghanistan ove nel 2006 è Caduto nell'adempimento del proprio dovere il Caporal Maggiore Capo Scelto Giorgio Langella in forza al 2 Reggimento Alpini di Cuneo. In quel di Kabul è colato il suo sangue, le strade polverose e desertiche dell'Afghanistan hanno avuto l'onore ed il privilegio di esser macchiate del sangue di un Alpino che, come i suoi colleghi, aveva l'unico desiderio di servire l'Italia e portare la Pace ove ancora non c'era.
Il terrorismo islamico in quell'occasione ha trionfato ma chi è credente come me sa che il male non trionferà mai e, soprattutto, che l'Esercito Italiano piange i propri Caduti ma da essi trae nuova linfa e nuovo slancio per fare sempre di più e sempre meglio.
Carissimi, in questa solenne e straordinaria occasione nella quale, peraltro, si fa anche memoria della fine della Prima Guerra Mondiale desidero dire "grazie" a tutti quei soldati che ho conosciuto in questi anni di personale impegno accanto agli Alpini.
In modo peculiare e speciale voglio ringraziare il Colonnello Fabrizio Recchi che, da Comandante del 2 Reggimento Alpini, ha presenziato a tutte le cerimonie e commemorazioni in memoria del Caduto Langella. Non lo ha fatto per obbligo istituzionale o per opportunità ma per spirito di Corpo, sincero amore per il Cappello che porta e profonda devozione per la Nazione che serve.
In tanti anni di impegno per la memoria non ho mai trovato un altro militare che sapesse vivere il ricordo dei Caduti come ha fatto lui. L'Italia ha grandi militari e mirabili comandanti. Mai dimenticarselo.
Viva l'Italia, viva l'Esercito Italiano, onore ai Caduti!
Andrea Elia Rovera
Responsabile per la Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella
mercoledì 17 gennaio 2018
A Saluzzo una solenne commemorazione per i Caduti della Battaglia di Nowo Postojalowka
Carissimi amici dal "Cuore Alpino", domenica 14 gennaio, nella bellissima cornice del Comune di Saluzzo (Cuneo), oltre duemila penne nere si sono riunite per commemorare il 75esimo anniversario della Battaglia di Nowo Postojalowka.
La capitale del Marchesato è stata letteralmente inondata da un fiume di uomini con il cappello alpino in testa, lo stemma dell'Associazione Nazionale Alpini sul braccio e il cuore traboccante di emozione e logica mestizia per gli Alpini della Divisione Alpina Cuneense andati avanti in quella che fu la tragica Campagna di Russia.
A rendere ancor più sentita la commemorazione il Labaro dell'Associazione Nazionale Alpini "scortato" da Sebastiano Favero, presidente nazionale ANA, Mauro Barbieri, presidente della Sezione ANA di Saluzzo, Mauro Calderoni, Sindaco di Saluzzo, Federico Borgna, Presidente della Provincia di Cuneo, Paolo Alemanno, Consigliere Regionale del Piemonte e già sindaco di Saluzzo, parlamentari e rappresentanti delle istituzioni.
Ad impreziosire e solennizzare la grande adunata commemorativa un picchetto preciso e composto del 1 Reggimento Artiglieria Terrestre di Fossano.
Fra i presenti vi era anche il Colonnello Enrico Fontana, Comandante del 2 Reggimento Alpini di Cuneo, già Capo Sezione dell'Ufficio Pianificazione Generale dello Stato Maggiore della Difesa e Ufficiale di lungo corso del 3 Reggimento Alpini di Pinerolo (Torino).
Il Colonnello Fontana, ancora una volta, ha voluto essere presente ad una cerimonia di commemorazione di chi non c'è più onorando la sua storia personale e quella del valoroso Corpo degli Alpini che - generalmente - non lascia cadere nell'oblio il ricordo dei commilitoni Caduti nell'adempimento del proprio dovere.
Toccanti e sentite anche le parole di Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Cristiano Bodo, Vescovo di Saluzzo, che ha presieduto la Solenne Celebrazione Eucaristica commemorativa tenutasi presso il "Pala Crs".
Noi che non dimentichiamo Giorgio Langella siamo contenti di vedere che vi sono momenti ed occasioni per ricordare chi è "andato avanti nel Paradiso di Cantore". Speriamo ed auspichiamo che presto - anche nel Cuneese - ci si mobiliti per commemorare e ricordare gli Alpini Caduti durante le Missioni Internazionali di Pace.
In molte città italiane sono state dedicate vie, piazze, statue e luoghi di aggregazione ai Caduti dell'Afghanistan perché molti sindaci hanno chiaro che senza luoghi della memoria diventa difficile creare buone fondamenta per un futuro pacifico e democratico.
Da anni - assieme alla Vedova del Caporal Maggiore Capo Scelto Langella - mi batto affinché in terra cuneese spunti qualche spazio dedicato alla memoria del nostro Giorgio ma, ad oggi, nulla.
Molti cittadini - per lo più allievi delle scuole superiori, militari e congedati del Battaglione Alpini Susa di Pinerolo - sono venuti con me sulla tomba di Langella per rendere onore ad un Caduto per la Pace troppo spesso dimenticato.
Tutto questo ci da la forza di sperare in un futuro migliore e di continuare a lottare per portare alle future generazioni l'esempio e l'amore per il Tricolore che avevano Giorgio e gli altri 53 Caduti delle Missioni Internazionali di Pace.
Viva l'Italia, viva gli Alpini, onore ai Caduti!
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella
La capitale del Marchesato è stata letteralmente inondata da un fiume di uomini con il cappello alpino in testa, lo stemma dell'Associazione Nazionale Alpini sul braccio e il cuore traboccante di emozione e logica mestizia per gli Alpini della Divisione Alpina Cuneense andati avanti in quella che fu la tragica Campagna di Russia.
A rendere ancor più sentita la commemorazione il Labaro dell'Associazione Nazionale Alpini "scortato" da Sebastiano Favero, presidente nazionale ANA, Mauro Barbieri, presidente della Sezione ANA di Saluzzo, Mauro Calderoni, Sindaco di Saluzzo, Federico Borgna, Presidente della Provincia di Cuneo, Paolo Alemanno, Consigliere Regionale del Piemonte e già sindaco di Saluzzo, parlamentari e rappresentanti delle istituzioni.
![]() |
| Colonnello Enrico Fontana, Comandante del "Doi" |
Fra i presenti vi era anche il Colonnello Enrico Fontana, Comandante del 2 Reggimento Alpini di Cuneo, già Capo Sezione dell'Ufficio Pianificazione Generale dello Stato Maggiore della Difesa e Ufficiale di lungo corso del 3 Reggimento Alpini di Pinerolo (Torino).
Il Colonnello Fontana, ancora una volta, ha voluto essere presente ad una cerimonia di commemorazione di chi non c'è più onorando la sua storia personale e quella del valoroso Corpo degli Alpini che - generalmente - non lascia cadere nell'oblio il ricordo dei commilitoni Caduti nell'adempimento del proprio dovere.
Toccanti e sentite anche le parole di Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Cristiano Bodo, Vescovo di Saluzzo, che ha presieduto la Solenne Celebrazione Eucaristica commemorativa tenutasi presso il "Pala Crs".
Noi che non dimentichiamo Giorgio Langella siamo contenti di vedere che vi sono momenti ed occasioni per ricordare chi è "andato avanti nel Paradiso di Cantore". Speriamo ed auspichiamo che presto - anche nel Cuneese - ci si mobiliti per commemorare e ricordare gli Alpini Caduti durante le Missioni Internazionali di Pace.
In molte città italiane sono state dedicate vie, piazze, statue e luoghi di aggregazione ai Caduti dell'Afghanistan perché molti sindaci hanno chiaro che senza luoghi della memoria diventa difficile creare buone fondamenta per un futuro pacifico e democratico.
Da anni - assieme alla Vedova del Caporal Maggiore Capo Scelto Langella - mi batto affinché in terra cuneese spunti qualche spazio dedicato alla memoria del nostro Giorgio ma, ad oggi, nulla.
Molti cittadini - per lo più allievi delle scuole superiori, militari e congedati del Battaglione Alpini Susa di Pinerolo - sono venuti con me sulla tomba di Langella per rendere onore ad un Caduto per la Pace troppo spesso dimenticato.
Tutto questo ci da la forza di sperare in un futuro migliore e di continuare a lottare per portare alle future generazioni l'esempio e l'amore per il Tricolore che avevano Giorgio e gli altri 53 Caduti delle Missioni Internazionali di Pace.
Viva l'Italia, viva gli Alpini, onore ai Caduti!
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella
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sabato 13 gennaio 2018
Non tutti ce l'hanno con il Caduto Langella
Carissimi amici dal "Cuore Alpino", quest'oggi mi sono sentito con Francesca, vedova di Giorgio Langella, Caduto per la Pace in Afghanistan e sono stato messo al corrente del fatto che un Cittadino ha scritto al settimanale cattolico "La Guida" per replicare ad una lettera contro l'albero di Natale di qualche settimana fa.
Come pubblicai quella, per dovere di cronaca, pubblico anche questa:
"Egregio Direttore, vorrei rispondere alla lettera "Albero di Natale al cimitero". Premetto che non ho visto l'albero in questione ma posso immaginare dove fosse collocato... Però non vedo proprio che mettendo un albero di Natale non si possa avere rispetto dei nostri defunti, ho visto altre tombe che hanno messo degli alberelli, stelle, candele di Natale. Anzi forse è un modo per essere più vicini ai nostri defunti che sono mancati in giovane età! Il Natale è luce, gioia, famiglia... apriamo un po' di più i nostri cuori così avremo rispetto dei nostri cari defunti! Lettera firmata".
Non riesco sinceramente a capire il motivo per il quale contro Giorgio Langella ci siano tutto questo odio e questa acredine ma sono contento che ci siano cittadini onesti che hanno il coraggio di schierarsi dalla sua parte senza paura.
Sempre oggi ho incontrato degli ex-Alpini che si sono meravigliati per tutto quello che la memoria del Caduto Langella ha dovuto subire in questi anni. Ho spiegato loro un po' di cose nella speranza che possano aiutarmi nella diffusione della storia di Giorgio e degli altri 53 Caduti delle Missioni Internazionali di Pace.
Mi sono parsi tutti ricettivi e ben disposti. Vedremo come evolverà la situazione. Per il momento mi limito a quel che ho visto e ringrazio di cuore il misterioso autore della lettera replicatoria comparsa su "La Guida".
In attesa di comunicarvi nuovi ed eventuali sviluppi vi saluto e vi ringrazio per l'affetto con cui seguite questo mio Blog.
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella
Come pubblicai quella, per dovere di cronaca, pubblico anche questa:
"Egregio Direttore, vorrei rispondere alla lettera "Albero di Natale al cimitero". Premetto che non ho visto l'albero in questione ma posso immaginare dove fosse collocato... Però non vedo proprio che mettendo un albero di Natale non si possa avere rispetto dei nostri defunti, ho visto altre tombe che hanno messo degli alberelli, stelle, candele di Natale. Anzi forse è un modo per essere più vicini ai nostri defunti che sono mancati in giovane età! Il Natale è luce, gioia, famiglia... apriamo un po' di più i nostri cuori così avremo rispetto dei nostri cari defunti! Lettera firmata".
Non riesco sinceramente a capire il motivo per il quale contro Giorgio Langella ci siano tutto questo odio e questa acredine ma sono contento che ci siano cittadini onesti che hanno il coraggio di schierarsi dalla sua parte senza paura.
Sempre oggi ho incontrato degli ex-Alpini che si sono meravigliati per tutto quello che la memoria del Caduto Langella ha dovuto subire in questi anni. Ho spiegato loro un po' di cose nella speranza che possano aiutarmi nella diffusione della storia di Giorgio e degli altri 53 Caduti delle Missioni Internazionali di Pace.
Mi sono parsi tutti ricettivi e ben disposti. Vedremo come evolverà la situazione. Per il momento mi limito a quel che ho visto e ringrazio di cuore il misterioso autore della lettera replicatoria comparsa su "La Guida".
In attesa di comunicarvi nuovi ed eventuali sviluppi vi saluto e vi ringrazio per l'affetto con cui seguite questo mio Blog.
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella
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#StoriadItalia
martedì 9 gennaio 2018
Il Colonnello Carlo Calcagni - Un uomo dal "Cuore Alpino"
Carissimi amici dal "Cuore Alpino", quest'oggi torno a scrivervi per raccontarvi l'ennesimo grande gesto di solidarietà compiuto in favore del Caporal Maggiore Capo Scelto Giorgio Langella, Caduto per la Pace nel 2006.
A compierlo è stato un uomo granitico, un uomo dal cuore grande, un militare affetto da una grave malattia neurologica cronica, degenerativa, irreversibile, causatagli dall'esposizione all'uranio impoverito durante una Missione Internazionale di Pace nel 1996 in terra balcana.
Il nome di questo gigante della moralità e del senso del dovere è Carlo Calcagni, Colonnello del Ruolo d'Onore dell'Esercito Italiano.
Carlo, mi permetto di chiamarlo per nome visti l'affetto e l'amicizia che ci legano, è una specie di supereroe. Ne passa ogni giorno di cotte e di crude: quotidianamente si sottopone a diciotto ore di ossigenoterapia per alleviare la sua grave ipossia dei tessuti, sette iniezioni di immunoterapia a basso dosaggio, quattro o cinque ore di flebo cariche di farmaci, un'ora di sauna ad infrarossi, plasmaferesi (una sorta di dialisi), trecento compresse e pastiglie unite ad un'intera notte di ventilazione polmonare attaccato ad una macchina.
Carlo vive una vita completamente impregnata di dolori, sofferenze e difficoltà ma ha un motto che recita come un mantra: #maiarrendersi! Se uno gli chiede come affronta tutto questo lui gli risponde: "Chi è stato militare un giorno lo è e lo sarà per sempre. La mia professione? Una vera e propria passione, oltre ad un'innata attitudine. Sono un pilota ed istruttore di elicotteri militari, ho partecipato come pilota in numerose Missioni Internazionali di Pace, ho salvato delle vite e ho reso fiera la mia Nazione. Facendo questo sono rimasto vittima dell'uranio impoverito".
La vita del Colonnello Calcagni è un'intera missione. Tutto quello che fa lo fa sapendo che può essere d'esempio, d'aiuto o di sprono per qualcuno. Carlo Calcagni non è un uomo come gli altri. Carlo Calcagni è il padre che non ho mai avuto e che avrei tanto desiderato avere!
Qualche tempo fa, nonostante le sue mille preoccupazioni, Carlo ha scoperto che raccolgo le monetine rosse per portare avanti progetti in memoria del Caduto Langella e si è offerto di aiutarmi. Inizialmente non mi sembrava giusto perché lui sta già affrontando tante difficoltà e sta dando l'esempio a migliaia di giovani aspiranti militari ma poi mi sono detto: chi sono io per impedire ad un così grande uomo di aiutarmi a donare la speranza grazie alla voce del Vangelo?
Mi sono sentito onorato di poter fare qualcosa assieme ad un grande Ufficiale come Carlo Calcagni. Con lui e grazie a lui ho vissuto il passo evangelico più caro a Gesù: "Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me". (Matteo 25:40)
Carissimi amici, la Raccolta Fondi in favore dei bambini affidati alle cure dei Frati Minori Cappuccini operanti in Etiopia, Benin, Burkina Faso e Ghana continua e, grazie alla generosa offerta di €uro 100,00, che il Colonnello Calcagni mi ha fatto, "in cassa" ci sono €uro 362,57.
Il mio impegno affinché Giorgio Langella possa vivere nel sorriso dei bambini - che egli tanto amava - non si ferma e non si interrompe. Chi vorrà collaborare con me alla realizzazione di sì alto ideale mi contatti senza problema. Un abbraccio.
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella
A compierlo è stato un uomo granitico, un uomo dal cuore grande, un militare affetto da una grave malattia neurologica cronica, degenerativa, irreversibile, causatagli dall'esposizione all'uranio impoverito durante una Missione Internazionale di Pace nel 1996 in terra balcana.
Il nome di questo gigante della moralità e del senso del dovere è Carlo Calcagni, Colonnello del Ruolo d'Onore dell'Esercito Italiano.
Carlo, mi permetto di chiamarlo per nome visti l'affetto e l'amicizia che ci legano, è una specie di supereroe. Ne passa ogni giorno di cotte e di crude: quotidianamente si sottopone a diciotto ore di ossigenoterapia per alleviare la sua grave ipossia dei tessuti, sette iniezioni di immunoterapia a basso dosaggio, quattro o cinque ore di flebo cariche di farmaci, un'ora di sauna ad infrarossi, plasmaferesi (una sorta di dialisi), trecento compresse e pastiglie unite ad un'intera notte di ventilazione polmonare attaccato ad una macchina.
Carlo vive una vita completamente impregnata di dolori, sofferenze e difficoltà ma ha un motto che recita come un mantra: #maiarrendersi! Se uno gli chiede come affronta tutto questo lui gli risponde: "Chi è stato militare un giorno lo è e lo sarà per sempre. La mia professione? Una vera e propria passione, oltre ad un'innata attitudine. Sono un pilota ed istruttore di elicotteri militari, ho partecipato come pilota in numerose Missioni Internazionali di Pace, ho salvato delle vite e ho reso fiera la mia Nazione. Facendo questo sono rimasto vittima dell'uranio impoverito".
La vita del Colonnello Calcagni è un'intera missione. Tutto quello che fa lo fa sapendo che può essere d'esempio, d'aiuto o di sprono per qualcuno. Carlo Calcagni non è un uomo come gli altri. Carlo Calcagni è il padre che non ho mai avuto e che avrei tanto desiderato avere!
Qualche tempo fa, nonostante le sue mille preoccupazioni, Carlo ha scoperto che raccolgo le monetine rosse per portare avanti progetti in memoria del Caduto Langella e si è offerto di aiutarmi. Inizialmente non mi sembrava giusto perché lui sta già affrontando tante difficoltà e sta dando l'esempio a migliaia di giovani aspiranti militari ma poi mi sono detto: chi sono io per impedire ad un così grande uomo di aiutarmi a donare la speranza grazie alla voce del Vangelo?
Mi sono sentito onorato di poter fare qualcosa assieme ad un grande Ufficiale come Carlo Calcagni. Con lui e grazie a lui ho vissuto il passo evangelico più caro a Gesù: "Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me". (Matteo 25:40)
Carissimi amici, la Raccolta Fondi in favore dei bambini affidati alle cure dei Frati Minori Cappuccini operanti in Etiopia, Benin, Burkina Faso e Ghana continua e, grazie alla generosa offerta di €uro 100,00, che il Colonnello Calcagni mi ha fatto, "in cassa" ci sono €uro 362,57.
Il mio impegno affinché Giorgio Langella possa vivere nel sorriso dei bambini - che egli tanto amava - non si ferma e non si interrompe. Chi vorrà collaborare con me alla realizzazione di sì alto ideale mi contatti senza problema. Un abbraccio.
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella
giovedì 21 dicembre 2017
L'albero di Natale per Langella da fastidio
Carissimi amici dal "Cuore Alpino", questo pomeriggio ho ricevuto una telefonata dalla vedova del Caduto per la Pace Giorgio Langella che mi esprimeva il suo dolore riguardo al fatto che qualche buon cittadino di Boves ha scritto una lettera al Direttore del Settimanale Cattolico "La Guida" dal titolo: "Albero di Natale e Cimitero". Di seguito vi riporto il testo della lettera cosicché possiate capire il dolore di Francesca di fronte a simile questione:
"Egregio Direttore, volevo segnalare una bizzarra presenza all'ingresso del cimitero di Boves.
Qualcuno ha pensato di fare l'albero di Natale con tanto di addobbi e luminarie.
Ho chiesto chiarimenti in Comune: nessuno ne sapeva nulla. Saranno stati gli Elfi? Forse sono una persona un po' brontolona e non al passo coi tempi. Ritengo sia pregevole manifestare l'affetto ai propri defunti in questo importante periodo dell'anno in cui tendenzialmente ci si scorda di chi non c'è più, ma ci vorrebbe sobrietà. Il cimitero è un luogo di culti dove non bisognerebbe lasciarsi andare a dimostrazioni di affetto eccessive che possono non essere gradite da tutta la popolazione. Di questo passo nel periodo di Carnevale troveremo coriandoli e stelle filanti? E a Pasqua l'uovo?
Chiedo solamente che si tolga l'albero e che si abbia un po' di rispetto per i nostri cari defunti.
Lettera firmata".
Quando ho letto questo scritto mi sono fatto una domanda.
Chi ha solertemente scritto al direttore de "La Guida" è conscio del fatto che - pochi anni orsono - proprio nel giorno di Natale qualche inqualificabile soggetto è andato a dar fuoco al cordolo che perimetra l'urna delle medaglie al valore acquisite sul campo da Giorgio stesso?
Quando successe questo fatto la signora Langella era a Roma e mi avvisò prontamente per telefono. Io, altrettanto prontamente, avvisai il Sindaco di Boves, del gravissimo vilipendio perpetrato ai danni di un Caduto dell'Esercito Italiano affinché si facessero le dovute indagini e si consegnassero i soggetti in dolo all'autorità giudiziaria. Il sindaco, come sempre, fu cordiale e mi garantì maggiori controlli.
A questo vergognoso atto non ci furono conseguenze e, tra l'altro, tutti i militari che da anni vengono sulla tomba del Caduto Langella possono "ammirare" la conseguenza del suddetto rogo!
L'albero di Natale vilipende, oltraggia ed offende la quiete delle persone che riposano nel Cimitero di Boves; sapere che ci sono dei soggetti che sotto Natale vanno a bruciare la tomba di un militare morto in servizio durante una Missione Internazionale di Pace no!
Il sottoscritto, comunque, per "non saper né leggere né scrivere", ha raccontato del rogo alla Prefettura di Cuneo, al Questore di Cuneo, al Presidente della Provincia di Cuneo e alla Digos della Polizia di Stato che è presso Cuneo.
Non so chi ha scritto la lettera e non voglio né posso entrare in questioni giuridiche a me sconosciute. Non so se l'albero di Natale per legge oltraggia o manca di rispetto alla memoria dei defunti tumulati presso il cimitero urbano in oggetto.
Non so se un semplice simbolo del Natale - che rende felici migliaia di bambini e non pochi adulti - possa e debba creare una così tanta acretudine proprio a ridosso della festa in cui milioni di persone attendono l'avvento di Cristo Gesù.
Una cosa è certa: da persona che spende ogni suo attimo di vita ad amare, apprezzare e far conoscere le Forze Armate e le Forze dell'Ordine mi sento offeso e deluso dalla lettera in oggetto.
Nel rammarico di questa triste vicenda mi congedo ed auguro un sereno Natale a tutti voi che con affetto seguite questo mio piccolo, umile e semplice blog.
Il Bambinello Gesù rischiari il cuore di noi tutti, porti pace e consolazione anche a chi si turba per un alberello di Natale apposto sotto la targa di un Caduto nell'adempimento del proprio dovere.
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella
"Egregio Direttore, volevo segnalare una bizzarra presenza all'ingresso del cimitero di Boves.
Qualcuno ha pensato di fare l'albero di Natale con tanto di addobbi e luminarie.
Ho chiesto chiarimenti in Comune: nessuno ne sapeva nulla. Saranno stati gli Elfi? Forse sono una persona un po' brontolona e non al passo coi tempi. Ritengo sia pregevole manifestare l'affetto ai propri defunti in questo importante periodo dell'anno in cui tendenzialmente ci si scorda di chi non c'è più, ma ci vorrebbe sobrietà. Il cimitero è un luogo di culti dove non bisognerebbe lasciarsi andare a dimostrazioni di affetto eccessive che possono non essere gradite da tutta la popolazione. Di questo passo nel periodo di Carnevale troveremo coriandoli e stelle filanti? E a Pasqua l'uovo?
Chiedo solamente che si tolga l'albero e che si abbia un po' di rispetto per i nostri cari defunti.
Lettera firmata".
Quando ho letto questo scritto mi sono fatto una domanda.
Chi ha solertemente scritto al direttore de "La Guida" è conscio del fatto che - pochi anni orsono - proprio nel giorno di Natale qualche inqualificabile soggetto è andato a dar fuoco al cordolo che perimetra l'urna delle medaglie al valore acquisite sul campo da Giorgio stesso?
Quando successe questo fatto la signora Langella era a Roma e mi avvisò prontamente per telefono. Io, altrettanto prontamente, avvisai il Sindaco di Boves, del gravissimo vilipendio perpetrato ai danni di un Caduto dell'Esercito Italiano affinché si facessero le dovute indagini e si consegnassero i soggetti in dolo all'autorità giudiziaria. Il sindaco, come sempre, fu cordiale e mi garantì maggiori controlli.
A questo vergognoso atto non ci furono conseguenze e, tra l'altro, tutti i militari che da anni vengono sulla tomba del Caduto Langella possono "ammirare" la conseguenza del suddetto rogo!
L'albero di Natale vilipende, oltraggia ed offende la quiete delle persone che riposano nel Cimitero di Boves; sapere che ci sono dei soggetti che sotto Natale vanno a bruciare la tomba di un militare morto in servizio durante una Missione Internazionale di Pace no!
Il sottoscritto, comunque, per "non saper né leggere né scrivere", ha raccontato del rogo alla Prefettura di Cuneo, al Questore di Cuneo, al Presidente della Provincia di Cuneo e alla Digos della Polizia di Stato che è presso Cuneo.
Non so chi ha scritto la lettera e non voglio né posso entrare in questioni giuridiche a me sconosciute. Non so se l'albero di Natale per legge oltraggia o manca di rispetto alla memoria dei defunti tumulati presso il cimitero urbano in oggetto.
Non so se un semplice simbolo del Natale - che rende felici migliaia di bambini e non pochi adulti - possa e debba creare una così tanta acretudine proprio a ridosso della festa in cui milioni di persone attendono l'avvento di Cristo Gesù.
Una cosa è certa: da persona che spende ogni suo attimo di vita ad amare, apprezzare e far conoscere le Forze Armate e le Forze dell'Ordine mi sento offeso e deluso dalla lettera in oggetto.
Nel rammarico di questa triste vicenda mi congedo ed auguro un sereno Natale a tutti voi che con affetto seguite questo mio piccolo, umile e semplice blog.
Il Bambinello Gesù rischiari il cuore di noi tutti, porti pace e consolazione anche a chi si turba per un alberello di Natale apposto sotto la targa di un Caduto nell'adempimento del proprio dovere.
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella
giovedì 7 dicembre 2017
Anche a Diano Marina si ricorda il Caduto Giorgio Langella
Carissimi amici dal "Cuore Alpino", questa mattina sono stato messo al corrente del fatto che - il 26 settembre 2017 - mentre a Boves commemoravo l'XI anniversario della dipartita di Giorgio Langella con la Vedova Francesca e i suoceri Luigi e Ida - a Diano Marina (Imperia) si svolgeva una sobria ma sentita cerimonia presso il Cimitero Urbano in presenza della signora Giuliana, mamma di Giorgio.
Nonostante l'eroica salma di Giorgio Langella sia tumulata nel Cimitero Urbano di Boves (Cuneo) l'Amministrazione Comunale ed il Comando Militare Liguria non hanno voluto far mancare il loro affetto e la loro vicinanza alla signora Giuliana ed alla famiglia tutta.
Alla commemorazione dianese erano presenti Cristiano Za Garibaldi, Vice Sindaco di Diano Marina, Daniela Bozzano, Comandante della Polizia Locale di Diano Marina, il Luogotenente Umberto Salvatico, della Stazione Carabinieri di Diano Marina, alcuni membri della locale Associazione Nazionale Alpini e una delegazione del Comando Militare Liguria.
La cosa che mi ha maggiormente colpito è che due città in contemporanea commemorassero un solo uomo in virtù del coraggio, dell'altruismo e della bontà d'animo che lo hanno contraddistinto lungo tutto il suo pellegrinaggio terreno.
Dopo alcuni brevi discorsi di rito tenuti dai presenti è arrivato il momento toccante e doveroso della resa degli onori che si tributano agli eroi come Giorgio Langella è stato.
Carissimi, prima di concludere questa mia, tengo a fare un ringraziamento speciale alla signora Antonella Apicella che, in terra ligure, cerca di tenere viva ed accesa la memoria del Caduto Langella e tiene compagnia alla signora Giuliana che, da 11 anni, piange la morte di un figlio perso nel fiore degli anni.
La memoria di chi "è andato avanti" è un dovere di chi ancora può scarpinare sui sentieri della vita. Non dimentichiamolo mai!
Ringraziandovi per il tempo e l'attenzione dedicatemi vi saluto.
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella
Nonostante l'eroica salma di Giorgio Langella sia tumulata nel Cimitero Urbano di Boves (Cuneo) l'Amministrazione Comunale ed il Comando Militare Liguria non hanno voluto far mancare il loro affetto e la loro vicinanza alla signora Giuliana ed alla famiglia tutta.
Alla commemorazione dianese erano presenti Cristiano Za Garibaldi, Vice Sindaco di Diano Marina, Daniela Bozzano, Comandante della Polizia Locale di Diano Marina, il Luogotenente Umberto Salvatico, della Stazione Carabinieri di Diano Marina, alcuni membri della locale Associazione Nazionale Alpini e una delegazione del Comando Militare Liguria.
La cosa che mi ha maggiormente colpito è che due città in contemporanea commemorassero un solo uomo in virtù del coraggio, dell'altruismo e della bontà d'animo che lo hanno contraddistinto lungo tutto il suo pellegrinaggio terreno.
Dopo alcuni brevi discorsi di rito tenuti dai presenti è arrivato il momento toccante e doveroso della resa degli onori che si tributano agli eroi come Giorgio Langella è stato.
Carissimi, prima di concludere questa mia, tengo a fare un ringraziamento speciale alla signora Antonella Apicella che, in terra ligure, cerca di tenere viva ed accesa la memoria del Caduto Langella e tiene compagnia alla signora Giuliana che, da 11 anni, piange la morte di un figlio perso nel fiore degli anni.
La memoria di chi "è andato avanti" è un dovere di chi ancora può scarpinare sui sentieri della vita. Non dimentichiamolo mai!
Ringraziandovi per il tempo e l'attenzione dedicatemi vi saluto.
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella
venerdì 17 novembre 2017
Donare la speranza grazie alla memoria di Giorgio Langella
Carissimi, vengo a voi con questa mia per portarvi a conoscenza della situazione economica della raccolta missionaria in memoria dell'"Angelo dei Bambini" Giorgio Langella.
L'ultimo versamento che ho fatto al Servizio Missioni Estere dei Frati Minori Cappuccini delle Marche risale al 20 maggio 2016 ed ammontava ad €uro 120,00.
Con quell'offerta abbiamo permesso ai Frati Cappuccini di procurarsi dei kit utili per la cura dei bimbi affetti da malaria e dei kit necessari per la formazione scolastica dei piccoli.
Da allora abbiamo raccolto altri 220,22 €uro che dovremo utilizzare per sostenere di nuovo qualche progetto a favore dei bambini affinché il mondo continui a sperimentare la bontà e il gran cuore che distinguevano il nostro "Angelo dei Bambini".
Con Francesca, vedova di Giorgio, da anni condividiamo l'impegno missionario per permettere a sempre più bambini di avere una vita dignitosa e serena. Giorgio è morto in un attentato terroristico di matrice islamica. Nonostante ciò, nel nostro cuore, non c'è mai stato posto per l'odio ma, è questo è bellissimo, ci sono sempre stati sentimenti di aiuto, abnegazione, solidarietà e carità cristiana.
In questi anni abbiamo cercato di fare tutto quanto in nostro potere per far sì che da un male come un attentato potessero nascere situazioni di bene atte ad arrecare gioia a quanti ne fossero stati destinatari.
Dalle lettere di affetto e riconoscenza che ci sono state inviate da Fra Francesco Pettinelli, Responsabile del Servizio Missioni Estere dei Frati Minori Cappuccini, si evince che il nostro contributo è stato fattivo e utile per la realizzazione di progetti cristiani in favore dell'infanzia.
Quello che abbiamo realizzato sin ora e che potete vedere su "Cuore Alpino" al tag #ImpegnoMissionario è poca cosa rispetto al tanto bisogno ed alle tante necessità che hanno i piccoli di tutto il mondo.
Noi siamo pochi e non possiamo fare tutto ma, grazie all'aiuto ed alla collaborazione di molti di voi, stiamo riuscendo a fare ogni anno (alle volte pure più volte durante l'anno) qualcosa di bello per qualche bimbetto.
Quest'anno, come già altre volte ho fatto, intendo invitarvi a prendere parte alla Raccolta Missionaria di Natale che funzionerà così:
Il sottoscritto, una volta raccolti tutti i contributi, si premurerà di spedire il tutto ai Cappuccini e di pubblicare la foto della Ricevuta di Versamento sulla Pagina Facebook "Noi che non dimentichiamo Giorgio Langella" come già avvenuto nelle scorse raccolte.
Carissimi, Giorgio non morirà mai fin tanto che troverà un posto nel nostro cuore e fino a che continueranno iniziative in suo onore ed in sua memoria.
Come molti di voi già sanno ho promesso all'Immacolata che - fino a quando avrò vita - farò tutto quanto in mio potere per far conoscere, amare, ricordare ed apprezzare l'"Angelo dei Bambini" Giorgio Langella.
Quelli che tra voi intendono collaborare con me a sì alta missione mi contattino e mi facciano sapere se hanno intenzione di prender parte a questa specifica iniziativa legata al Santo Natale.
Un sincero abbraccio ed un grande grazie.
Andrea Elia Rovera
Responsabile per la Memoria Storia
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella
L'ultimo versamento che ho fatto al Servizio Missioni Estere dei Frati Minori Cappuccini delle Marche risale al 20 maggio 2016 ed ammontava ad €uro 120,00.
Con quell'offerta abbiamo permesso ai Frati Cappuccini di procurarsi dei kit utili per la cura dei bimbi affetti da malaria e dei kit necessari per la formazione scolastica dei piccoli.
Da allora abbiamo raccolto altri 220,22 €uro che dovremo utilizzare per sostenere di nuovo qualche progetto a favore dei bambini affinché il mondo continui a sperimentare la bontà e il gran cuore che distinguevano il nostro "Angelo dei Bambini".
Con Francesca, vedova di Giorgio, da anni condividiamo l'impegno missionario per permettere a sempre più bambini di avere una vita dignitosa e serena. Giorgio è morto in un attentato terroristico di matrice islamica. Nonostante ciò, nel nostro cuore, non c'è mai stato posto per l'odio ma, è questo è bellissimo, ci sono sempre stati sentimenti di aiuto, abnegazione, solidarietà e carità cristiana.
In questi anni abbiamo cercato di fare tutto quanto in nostro potere per far sì che da un male come un attentato potessero nascere situazioni di bene atte ad arrecare gioia a quanti ne fossero stati destinatari.
Dalle lettere di affetto e riconoscenza che ci sono state inviate da Fra Francesco Pettinelli, Responsabile del Servizio Missioni Estere dei Frati Minori Cappuccini, si evince che il nostro contributo è stato fattivo e utile per la realizzazione di progetti cristiani in favore dell'infanzia.
Quello che abbiamo realizzato sin ora e che potete vedere su "Cuore Alpino" al tag #ImpegnoMissionario è poca cosa rispetto al tanto bisogno ed alle tante necessità che hanno i piccoli di tutto il mondo.
Noi siamo pochi e non possiamo fare tutto ma, grazie all'aiuto ed alla collaborazione di molti di voi, stiamo riuscendo a fare ogni anno (alle volte pure più volte durante l'anno) qualcosa di bello per qualche bimbetto.
Quest'anno, come già altre volte ho fatto, intendo invitarvi a prendere parte alla Raccolta Missionaria di Natale che funzionerà così:
- dotarsi di un barattolino o di un bicchierino dello yoghurt;
- riporre al suo interno le monetine da €uro 0,01 - 0,02 e 0,05 che ci vengono date come resto alla spesa;
- nei giorni successivi al Santo Natale contare e portare in banca (o in posta) per farsele cambiare;
- inviare quanto raccimolato.
Il sottoscritto, una volta raccolti tutti i contributi, si premurerà di spedire il tutto ai Cappuccini e di pubblicare la foto della Ricevuta di Versamento sulla Pagina Facebook "Noi che non dimentichiamo Giorgio Langella" come già avvenuto nelle scorse raccolte.
Carissimi, Giorgio non morirà mai fin tanto che troverà un posto nel nostro cuore e fino a che continueranno iniziative in suo onore ed in sua memoria.
Come molti di voi già sanno ho promesso all'Immacolata che - fino a quando avrò vita - farò tutto quanto in mio potere per far conoscere, amare, ricordare ed apprezzare l'"Angelo dei Bambini" Giorgio Langella.
Quelli che tra voi intendono collaborare con me a sì alta missione mi contattino e mi facciano sapere se hanno intenzione di prender parte a questa specifica iniziativa legata al Santo Natale.
Un sincero abbraccio ed un grande grazie.
Andrea Elia Rovera
Responsabile per la Memoria Storia
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella
mercoledì 25 ottobre 2017
Vivere andando "contro tempo" con i "The Dreamers Band" in memoria di Giorgio Langella
Carissimi lettori di Cuore Alpino, come tutti ormai ben sapete il nostro Giorgio Langella era conosciuto ed apprezzato dai colleghi come "L'Angelo dei Bambini" per il suo amore per i piccoli e gli indifesi. In questi anni nei quali ho curato la sua memoria storica mi sono adoperato per sostenere le missioni dei Frati Carmelitani Scalzi e dei Frati Minori Cappuccini che si occupano dei bambini e della loro formazione scolastica.
Giorgio avrebbe tanto voluto avere dei figli; credeva nei giovani e nel loro potenziale e ogni suo quotidiano gesto era dedicato a loro perché non ha senso comportarsi bene, costruire una buona società se non per lasciarla a chi verrà dopo di noi.
In quest'ottica e in continuità di questo nobile ideale ho deciso di dare spazio a quei giovani di sani principi che vogliono far qualcosa di bello per la nostra Nazione affinché quest'ultima non finisca col diventare una realtà senza futuro e senza speranza. Per questo motivo, oggi, voglio presentarvi un duo musicale che ha delle grandi potenzialità e che, soprattutto, ama l'Italia ed i suoi principi fondanti.
Il nome di questo gruppo è "The Dreamers Band" ed è composto da due giovani: Samuele, voce e testi, classe 1997, e Tiziano, chitarra e partiture, classe 1996.
La loro esperienza è nata e maturata in un piccolo borgo dei Castelli Romani di circa mille abitanti denominato Castel San Pietro Romano. Lì i due giovani hanno iniziato studiando e riproponendo i brani del grande cantautore Rino Gaetano. In quel dei Castelli queste cover sono state molto apprezzate tanto che la stessa famiglia Gaetano ha invitato i due giovani ad esibirsi in un evento dedicato al prematuramente scomparso cantautore.
In modo particolare mi ha colpito il singolo "Contro tempo" nel quale i due ragazzi cantano che "la vita ti prende andando contro tempo vivendo sempre a cento e morendo a stento" e che "non si vive tanto, non si vive a lungo, ma si vive andando contro tempo. Vivi di sorrisi, muori di rimpianti ma tu vivi questi giorni belli e stanchi".
Ho chiuso gli occhi e ho provato a pensare a Giorgio. Ho provato ad immaginare quel 26 settembre 2006, giorno nel quale egli ha rimesso l'anima al Padre a causa di un tragico attentato. Non poteva certo immaginare di "non vivere tanto", "non vivere a lungo" e di andare "contro tempo"... quel tempo che lo aspettava in quel di Kabul per portarlo nel Paradiso di Cantore ove vanno gli Alpini morti nell'adempimento del proprio dovere.
Sentendo questa canzone e pensando a Giorgio mi sono commosso ed ho capito che nella vita non importa indossare la mimetica, non serve essere blasonati o pluridecorati ma importa - senza ombra di dubbio - fare il proprio dovere ogni giorno cercando di aiutare le persone che hanno bisogno.
Giorgio questo lo aveva capito bene ed infatti, durante le missioni di pace, usava tutto il suo tempo libero per portare cibo e giocattoli ai bimbi del posto. Il suo desiderio più grande era quello di rendere felici le persone che lo circondavano. In primis c'erano sua moglie Francesca e il giovane Gigi e a seguire tutti quelli che egli vedeva bisognosi di affetto e di aiuto. Giorgio Langella, al di là della divisa, aveva il Cuore Alpino perché non c'era battito del suo cuore che non fosse speso per la Patria, per la moglie, per i parenti, per i colleghi o per chi gli stava attorno.
In suo onore ed in sua memoria ho deciso di fare lo stesso e ho suggellato questo mio impegno nel cimitero di Boves, sulla tomba di Giorgio, nel giorno del Natale del Signore di qualche anno fa. Ho preso il risoluto impegno di spendere la mia vita per aiutare i giovani e i bambini affinché possano avere una vita felice, dignitosa e ricca di soddisfazioni.
Carissimi, nello scusarmi per la mia prolissità, vi chiedo di cliccare qui per visitare la Pagina Facebook dei "The Dreamers Band" e seguirli nel loro bel cammino musicale e sociale in favore della cultura e dei buoni principi morali.
Nella speranza che lo facciate vi saluto e vi ringrazio per il seguito che date a questo mio piccolo ma grande blog.
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella
Giorgio avrebbe tanto voluto avere dei figli; credeva nei giovani e nel loro potenziale e ogni suo quotidiano gesto era dedicato a loro perché non ha senso comportarsi bene, costruire una buona società se non per lasciarla a chi verrà dopo di noi.
In quest'ottica e in continuità di questo nobile ideale ho deciso di dare spazio a quei giovani di sani principi che vogliono far qualcosa di bello per la nostra Nazione affinché quest'ultima non finisca col diventare una realtà senza futuro e senza speranza. Per questo motivo, oggi, voglio presentarvi un duo musicale che ha delle grandi potenzialità e che, soprattutto, ama l'Italia ed i suoi principi fondanti.
Il nome di questo gruppo è "The Dreamers Band" ed è composto da due giovani: Samuele, voce e testi, classe 1997, e Tiziano, chitarra e partiture, classe 1996.
La loro esperienza è nata e maturata in un piccolo borgo dei Castelli Romani di circa mille abitanti denominato Castel San Pietro Romano. Lì i due giovani hanno iniziato studiando e riproponendo i brani del grande cantautore Rino Gaetano. In quel dei Castelli queste cover sono state molto apprezzate tanto che la stessa famiglia Gaetano ha invitato i due giovani ad esibirsi in un evento dedicato al prematuramente scomparso cantautore.
In modo particolare mi ha colpito il singolo "Contro tempo" nel quale i due ragazzi cantano che "la vita ti prende andando contro tempo vivendo sempre a cento e morendo a stento" e che "non si vive tanto, non si vive a lungo, ma si vive andando contro tempo. Vivi di sorrisi, muori di rimpianti ma tu vivi questi giorni belli e stanchi".
Ho chiuso gli occhi e ho provato a pensare a Giorgio. Ho provato ad immaginare quel 26 settembre 2006, giorno nel quale egli ha rimesso l'anima al Padre a causa di un tragico attentato. Non poteva certo immaginare di "non vivere tanto", "non vivere a lungo" e di andare "contro tempo"... quel tempo che lo aspettava in quel di Kabul per portarlo nel Paradiso di Cantore ove vanno gli Alpini morti nell'adempimento del proprio dovere.
Sentendo questa canzone e pensando a Giorgio mi sono commosso ed ho capito che nella vita non importa indossare la mimetica, non serve essere blasonati o pluridecorati ma importa - senza ombra di dubbio - fare il proprio dovere ogni giorno cercando di aiutare le persone che hanno bisogno.
Giorgio questo lo aveva capito bene ed infatti, durante le missioni di pace, usava tutto il suo tempo libero per portare cibo e giocattoli ai bimbi del posto. Il suo desiderio più grande era quello di rendere felici le persone che lo circondavano. In primis c'erano sua moglie Francesca e il giovane Gigi e a seguire tutti quelli che egli vedeva bisognosi di affetto e di aiuto. Giorgio Langella, al di là della divisa, aveva il Cuore Alpino perché non c'era battito del suo cuore che non fosse speso per la Patria, per la moglie, per i parenti, per i colleghi o per chi gli stava attorno.
In suo onore ed in sua memoria ho deciso di fare lo stesso e ho suggellato questo mio impegno nel cimitero di Boves, sulla tomba di Giorgio, nel giorno del Natale del Signore di qualche anno fa. Ho preso il risoluto impegno di spendere la mia vita per aiutare i giovani e i bambini affinché possano avere una vita felice, dignitosa e ricca di soddisfazioni.
Carissimi, nello scusarmi per la mia prolissità, vi chiedo di cliccare qui per visitare la Pagina Facebook dei "The Dreamers Band" e seguirli nel loro bel cammino musicale e sociale in favore della cultura e dei buoni principi morali.
Nella speranza che lo facciate vi saluto e vi ringrazio per il seguito che date a questo mio piccolo ma grande blog.
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella
martedì 26 settembre 2017
Discorso per l'11esimo anniversario del Caduto Giorgio Langella
Carissimi lettori dal Cuore Alpino, di seguito vi riporto il breve discorso che ho tenuto questa mattina al termine dell'undicesima Santa Messa anniversaria celebrata in onore del Caduto Giorgio Langella, Caporal Maggiore Capo Scelto del 2 Reggimento Alpini di Cuneo, perito in terra afghana nel 2006 durante una Missione Internazionale di Pace.
Boves, 26 settembre 2017
Francesca, Gigi, Ida, Luigi, Comandante Caramia, Signor Sindaco, Ufficiali, Sottufficiali, Graduati, Volontari, uomini delle Associazioni Combattentistiche e d'Arma, presenti tutti, a voi giunga il mio più sincero ed accorato grazie per la partecipazione a questa undicesima celebrazione in onore e in memoria del Caporal Maggiore Capo Scelto degli Alpini Giorgio Langella che, ahimé, nel tragico 2006 ha perduto la vita nel compimento del suo dovere in terra afghana.
Per mio tramite vi porgono i saluti il Colonnello Serafino Canale del Comando Brigata Alpina Taurinense, il Dottor Giovanni Russo, Prefetto della Provincia di Cuneo, il Colonnello Fabrizio Recchi, già Comandante del 2 Reggimento Alpini di Cuneo, il Colonnello del Ruolo d’Onore Carlo Calcagni, vittima dell’Uranio Impoverito durante una Missione di Pace, e molti italiani che – causa distanza geografica – non possono essere qui con noi oggi.
Dopo aver citato così alte figure del nostro panorama istituzionale diventa difficile per me, semplice italiano, proferir parola ma debbo, tuttavia, esprimere un doveroso pensiero sul tema della Memoria Storica.
Da più parti e su più fronti si sente parlare di necessità di raccontare ciò che è accaduto affinché non accada mai più ma, quando si prova a farlo, ci si trova dinanzi a muri a dir poco insormontabili che vengono edificati - ahimé - dagli stessi "addetti ai lavori".
Ogni volta che provo a fare un passo per far conoscere Giorgio - che tra parentesi nelle stesse associazioni d'Arma è ai più sconosciuto - mi trovo di fronte ad istituzioni che mi ostacolano con cavilli e scuse d'ogni genere.
Ogni anno, quando cerchiamo di organizzare le celebrazioni in memoria del compianto Langella, ci troviamo dinanzi alla dissidenza ed al totale disinteresse di chi, però, durante l'anno implora di essere informato sulle iniziative che riguardano Giorgio.
Nonostante ciò, e Francesca lo sa, non ho mai gettato la spugna perché credo sia fondamentale divulgare la figura e il pensiero di Giorgio affinché i giovani di oggi e di domani sappiano che si può servire lo Stato, si può essere un buon soldato e si può dare la vita per ciò in cui si crede.
Ogni anno siamo di meno ad accostarci alla tomba di Giorgio. Di anno in anno la presenza istituzionale cala sensibilmente. Tutto questo, però, permettetemi, non fa altro che rimpolpare le tristi fila dei dimenticati e di quelli che oggi non hanno più neppure una persona che deponga un fiore sulla loro tomba.
Questo, cara Francesca, nel tuo caso non accadrà perché - e lo dico con convinzione - fintanto che il Signore me ne darà facoltà, mi batterò affinché la memoria di tuo marito resti viva e vegeta nella società e negli ambienti giovanili italiani.
"I Caduti sfilano davanti a noi" per qualcuno è solo uno slogan; per me - e per molti giovani cuneesi - è uno stile di vita, una missione ed un obiettivo concreto. Totò era "uomo di mondo" perché ha fatto il militare a Cuneo. Giorgio Langella è “uomo di pace” perché ha donato la sua vita affinché altri potessero vivere la propria in un clima di pace, prosperità e democrazia.
Questi sono i valori nei quali crediamo. Questi sono i valori che vogliamo lasciare ai nostri figli. Questi sono i principi per i quali esistono ed operano gli Alpini in Italia ed all'estero.
Viva l'Italia, viva gli Alpini, onore ai Caduti delle Missioni Internazionali di Pace!
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella
Carissimi, a conclusione di questa breve riflessione, vorrei ancora ringraziare l'amico Gabriele Conzano, Alpino in congedo dal 3 Reggimento Alpini di Pinerolo, che - nonostante il lavoro pendolare - ha voluto essere presente alla cerimonia per rendere gli onori ad un suo commilitone del mitico "Battaglione Susa".
Lo spirito di corpo e la vera alpinità vanno oltre la conoscenza personale in quanto l'unione dei valori e degli intenti non conoscono dimensione, tempo o spazio. Tutti i giovani che si stanno interessando a Langella - e che stanno collaborando con me per farlo conoscere nelle scuole, nei luoghi di lavoro, negli oratori e nei luoghi di aggregazione - non hanno conosciuto fisicamente Giorgio ma si stanno impegnando senza eguali per portare agli altri il suo spirito e la sua essenza carismatica.
La Memoria Storica (a me tanto cara) è anche questo: portare nel mondo ciò che il mondo non ha avuto l'onore ed il privilegio di poter conoscere.
A voi, alle vostre famiglie e ai vostri cari auguro tutto il bene possibile chiedendo la fraterna intercessione di Giorgio Langella affinché ci aiuti ad essere Italiani per bene come lo è stato lui prima di noi.
Un abbraccio, Elia.
Boves, 26 settembre 2017
Francesca, Gigi, Ida, Luigi, Comandante Caramia, Signor Sindaco, Ufficiali, Sottufficiali, Graduati, Volontari, uomini delle Associazioni Combattentistiche e d'Arma, presenti tutti, a voi giunga il mio più sincero ed accorato grazie per la partecipazione a questa undicesima celebrazione in onore e in memoria del Caporal Maggiore Capo Scelto degli Alpini Giorgio Langella che, ahimé, nel tragico 2006 ha perduto la vita nel compimento del suo dovere in terra afghana.
Per mio tramite vi porgono i saluti il Colonnello Serafino Canale del Comando Brigata Alpina Taurinense, il Dottor Giovanni Russo, Prefetto della Provincia di Cuneo, il Colonnello Fabrizio Recchi, già Comandante del 2 Reggimento Alpini di Cuneo, il Colonnello del Ruolo d’Onore Carlo Calcagni, vittima dell’Uranio Impoverito durante una Missione di Pace, e molti italiani che – causa distanza geografica – non possono essere qui con noi oggi.
Dopo aver citato così alte figure del nostro panorama istituzionale diventa difficile per me, semplice italiano, proferir parola ma debbo, tuttavia, esprimere un doveroso pensiero sul tema della Memoria Storica.
Da più parti e su più fronti si sente parlare di necessità di raccontare ciò che è accaduto affinché non accada mai più ma, quando si prova a farlo, ci si trova dinanzi a muri a dir poco insormontabili che vengono edificati - ahimé - dagli stessi "addetti ai lavori".
Ogni volta che provo a fare un passo per far conoscere Giorgio - che tra parentesi nelle stesse associazioni d'Arma è ai più sconosciuto - mi trovo di fronte ad istituzioni che mi ostacolano con cavilli e scuse d'ogni genere.
Ogni anno, quando cerchiamo di organizzare le celebrazioni in memoria del compianto Langella, ci troviamo dinanzi alla dissidenza ed al totale disinteresse di chi, però, durante l'anno implora di essere informato sulle iniziative che riguardano Giorgio.
Nonostante ciò, e Francesca lo sa, non ho mai gettato la spugna perché credo sia fondamentale divulgare la figura e il pensiero di Giorgio affinché i giovani di oggi e di domani sappiano che si può servire lo Stato, si può essere un buon soldato e si può dare la vita per ciò in cui si crede.
Ogni anno siamo di meno ad accostarci alla tomba di Giorgio. Di anno in anno la presenza istituzionale cala sensibilmente. Tutto questo, però, permettetemi, non fa altro che rimpolpare le tristi fila dei dimenticati e di quelli che oggi non hanno più neppure una persona che deponga un fiore sulla loro tomba.
Questo, cara Francesca, nel tuo caso non accadrà perché - e lo dico con convinzione - fintanto che il Signore me ne darà facoltà, mi batterò affinché la memoria di tuo marito resti viva e vegeta nella società e negli ambienti giovanili italiani.
"I Caduti sfilano davanti a noi" per qualcuno è solo uno slogan; per me - e per molti giovani cuneesi - è uno stile di vita, una missione ed un obiettivo concreto. Totò era "uomo di mondo" perché ha fatto il militare a Cuneo. Giorgio Langella è “uomo di pace” perché ha donato la sua vita affinché altri potessero vivere la propria in un clima di pace, prosperità e democrazia.
Questi sono i valori nei quali crediamo. Questi sono i valori che vogliamo lasciare ai nostri figli. Questi sono i principi per i quali esistono ed operano gli Alpini in Italia ed all'estero.
Viva l'Italia, viva gli Alpini, onore ai Caduti delle Missioni Internazionali di Pace!
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella
Carissimi, a conclusione di questa breve riflessione, vorrei ancora ringraziare l'amico Gabriele Conzano, Alpino in congedo dal 3 Reggimento Alpini di Pinerolo, che - nonostante il lavoro pendolare - ha voluto essere presente alla cerimonia per rendere gli onori ad un suo commilitone del mitico "Battaglione Susa".
Lo spirito di corpo e la vera alpinità vanno oltre la conoscenza personale in quanto l'unione dei valori e degli intenti non conoscono dimensione, tempo o spazio. Tutti i giovani che si stanno interessando a Langella - e che stanno collaborando con me per farlo conoscere nelle scuole, nei luoghi di lavoro, negli oratori e nei luoghi di aggregazione - non hanno conosciuto fisicamente Giorgio ma si stanno impegnando senza eguali per portare agli altri il suo spirito e la sua essenza carismatica.
La Memoria Storica (a me tanto cara) è anche questo: portare nel mondo ciò che il mondo non ha avuto l'onore ed il privilegio di poter conoscere.
A voi, alle vostre famiglie e ai vostri cari auguro tutto il bene possibile chiedendo la fraterna intercessione di Giorgio Langella affinché ci aiuti ad essere Italiani per bene come lo è stato lui prima di noi.
Un abbraccio, Elia.
mercoledì 13 settembre 2017
XI Celebrazione Eucaristica in memoria del Caduto Langella
OGGETTO: Invito alla Celebrazione Eucaristica in memoria del Caporal Maggiore Capo Scelto degli Alpini Giorgio Langella che si terrà in data 26 settembre 2017
Egregio Lettore di "Cuore Alpino", come ogni anno – anche in questo 2017 – “Noi che non dimentichiamo Giorgio Langella” abbiamo organizzato un momento di preghiera e cordoglio per commemorare l’anima e la memoria del Caporal Maggiore Capo Scelto del 2 Reggimento Alpini Giorgio Langella che, come purtroppo sappiamo, è caduto in Afghanistan nel 2006 nel corso di una Missione Internazionale.
Il programma delle celebrazioni è il seguente:
Ore 08:00
Celebrazione Eucaristica presso la Parrocchia “San Bartolomeo”, sita in Piazza dell’Olmo numero 6, 12012 Boves (Cn).
Ore 09:00
Resa degli Onori Civili e Militari presso il Cimitero Urbano del Comune di Boves, sito in Via Domodossola.
Il 2 Reggimento Alpini di Cuneo, le Associazioni Combattentistiche e d’Arma, la Famiglia Langella, gli amici e i conoscenti renderanno gli Onori Civili e Militari alla Tomba contenente le eroiche spoglie del Caduto Langella.
Ore 09:40
Termine della Commemorazione.
Per consentire all’organizzazione di gestire il tutto al meglio le chiedo la cortesia di comunicare al sottoscritto (ocnss.cn@gmail.com) se la Signoria Vostra sarà presente.
In attesa di riscontro porgo i miei più sinceri e devoti ossequi.
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella
Egregio Lettore di "Cuore Alpino", come ogni anno – anche in questo 2017 – “Noi che non dimentichiamo Giorgio Langella” abbiamo organizzato un momento di preghiera e cordoglio per commemorare l’anima e la memoria del Caporal Maggiore Capo Scelto del 2 Reggimento Alpini Giorgio Langella che, come purtroppo sappiamo, è caduto in Afghanistan nel 2006 nel corso di una Missione Internazionale.
Il programma delle celebrazioni è il seguente:
Ore 08:00
Celebrazione Eucaristica presso la Parrocchia “San Bartolomeo”, sita in Piazza dell’Olmo numero 6, 12012 Boves (Cn).
Ore 09:00
Resa degli Onori Civili e Militari presso il Cimitero Urbano del Comune di Boves, sito in Via Domodossola.
Il 2 Reggimento Alpini di Cuneo, le Associazioni Combattentistiche e d’Arma, la Famiglia Langella, gli amici e i conoscenti renderanno gli Onori Civili e Militari alla Tomba contenente le eroiche spoglie del Caduto Langella.
Ore 09:40
Termine della Commemorazione.
Per consentire all’organizzazione di gestire il tutto al meglio le chiedo la cortesia di comunicare al sottoscritto (ocnss.cn@gmail.com) se la Signoria Vostra sarà presente.
In attesa di riscontro porgo i miei più sinceri e devoti ossequi.
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella
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lunedì 3 luglio 2017
Il 3 Reggimento Alpini vince "Correndo per le Caserme"
Carissimi, circa un mese fa (domenica 11 giugno) si è tenuta al seconda edizione della corsa non competitiva denominata "Correndo per le caserme".
Anche quest'anno la Scuola di Applicazione dell'Esercito Italiano in sinergia con la Brigata Alpina Taurinense, la Scuola Allievi Carabinieri di Torino, il Comando Regionale della Guardia di Finanza del Piemonte e il Gruppo Sportivo Atletica di Nichelino ha voluto dar vita ad una bellissima corsa tra i luoghi più suggestivi della Difesa torinese: Caserma "Monte Grappa", sede della Brigata Alpina Taurinense; Caserma "Cernaia", sede della Scuola Allievi Carabinieri; "Palazzo Arsenale", sede della Scuola di Applicazione dell'Esercito Italiano e la Caserma "Emanuele Filiberto", sede del Comando Regionale della Guardia di Finanza.
Per dimostrare l'amicizia, la stima e l'affetto tra le forze di sicurezza del capoluogo piemontese all'evento ha partecipato anche il corpo civile della Polizia di Stato che ha mandato all'evento 12 poliziotti e 3 poliziotte.
Con grande ed immensa gioia sono qui a comunicarvi che il primo posto assoluto è stato conquistato ed espugnato da Gianluca Ferrato del 3 Reggimento Alpini di Pinerolo che ha compiuto tutto il suddetto giro in 33 minuti e 29 secondi.
Il secondo posto è andato a William Maiolo, Assistente Capo di Polizia in servizio presso la Squadra Mobile di Torino che ha compiuto il giro in 34 minuti e 32 secondi.
Al terzo posto si è piazzato, infine, Luigi Ciamarella del Cus di Torino che ha compiuto il giro in 34 minuti e 38 secondi.
Come sempre accade quando l'Esercito scende in campo nello sport, il ricavato dell'evento è stato devoluto interamente alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro di Candiolo.
Carissimi, a conclusione di questa mia, voglio esprimere la mia grande gioia per l'ennesimo successo del 3 Reggimento Alpini di Pinerolo che, in ogni ambito in cui si cimenta, dimostra una superiorità tecnica, professionale e valoriale senza eguali.
In questo magnifico Reggimento il nostro Giorgio Langella ha trascorso 10 anni della sua carriera militare in qualità di Armiere della "Berardi" e questo risultato credo che lo renderà felice là nel Paradiso di Cantore ove si trova.
Come dice il motto del 3 Reggimento, "Tendiamo in alto" perché solo così faremo cose grandi e degne di nota.
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella
Anche quest'anno la Scuola di Applicazione dell'Esercito Italiano in sinergia con la Brigata Alpina Taurinense, la Scuola Allievi Carabinieri di Torino, il Comando Regionale della Guardia di Finanza del Piemonte e il Gruppo Sportivo Atletica di Nichelino ha voluto dar vita ad una bellissima corsa tra i luoghi più suggestivi della Difesa torinese: Caserma "Monte Grappa", sede della Brigata Alpina Taurinense; Caserma "Cernaia", sede della Scuola Allievi Carabinieri; "Palazzo Arsenale", sede della Scuola di Applicazione dell'Esercito Italiano e la Caserma "Emanuele Filiberto", sede del Comando Regionale della Guardia di Finanza.
Per dimostrare l'amicizia, la stima e l'affetto tra le forze di sicurezza del capoluogo piemontese all'evento ha partecipato anche il corpo civile della Polizia di Stato che ha mandato all'evento 12 poliziotti e 3 poliziotte.
Con grande ed immensa gioia sono qui a comunicarvi che il primo posto assoluto è stato conquistato ed espugnato da Gianluca Ferrato del 3 Reggimento Alpini di Pinerolo che ha compiuto tutto il suddetto giro in 33 minuti e 29 secondi.
Il secondo posto è andato a William Maiolo, Assistente Capo di Polizia in servizio presso la Squadra Mobile di Torino che ha compiuto il giro in 34 minuti e 32 secondi.
Al terzo posto si è piazzato, infine, Luigi Ciamarella del Cus di Torino che ha compiuto il giro in 34 minuti e 38 secondi.
Come sempre accade quando l'Esercito scende in campo nello sport, il ricavato dell'evento è stato devoluto interamente alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro di Candiolo.
Carissimi, a conclusione di questa mia, voglio esprimere la mia grande gioia per l'ennesimo successo del 3 Reggimento Alpini di Pinerolo che, in ogni ambito in cui si cimenta, dimostra una superiorità tecnica, professionale e valoriale senza eguali.
In questo magnifico Reggimento il nostro Giorgio Langella ha trascorso 10 anni della sua carriera militare in qualità di Armiere della "Berardi" e questo risultato credo che lo renderà felice là nel Paradiso di Cantore ove si trova.
Come dice il motto del 3 Reggimento, "Tendiamo in alto" perché solo così faremo cose grandi e degne di nota.
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella
sabato 24 giugno 2017
Un "obolo della vedova" in memoria di Giorgio Langella
Carissimi, vengo a voi con questa mia per aggiornarvi sull'andamento della Raccolta di Solidarietà che sto portando avanti in memoria del Caporal Maggiore Capo Scelto degli Alpini Giorgio Langella.
In questi anni abbiamo fatto molto bene in suo nome. Siamo riusciti a sostenere le Missioni dei Carmelitani Scalzi operanti in Repubblica Centrafricana e quelle dei Frati Minori Cappuccini operanti nel Corno d'Africa.
La mia formazione Cristiana Cattolica mi ha insegnato che nessuno muore davvero fino a quando è presente il suo ricordo nel cuore di qualcun altro. E quale modo migliore di far vivere qualcuno se non quello di compiere azioni di carità e di solidarietà in suo nome?
Ieri sera un ragazzo di 19 anni, che conosco da un po', mi ha incontrato vicino casa e mi ha chiesto: "Raccogli sempre le monetine rosse per le missioni?". Gli ho risposto di sì e lui ha prontamente aperto il portafoglio versandomi in mano le monetine che aveva. Mi ha detto: "Ora ho solo queste ma appena mi ricordo te ne porto delle altre".
Come spesso mi accade in questi momenti mi sono emozionato perché vedere la generosità delle persone è sempre una bella cosa. Questo ragazzo (che mi ha pregato di non rivelare la sua identità) con un semplice gesto ha donato €uro 0,69 che ho prontamente unito agli €uro 168,94 che avevo già "in cassa" cosicché oggi ci sono €uro 169,63.
Questo gesto mi ha ricordato un passo del Vangelo di Luca nel quale una povera vedova si trova nella zona del Tempio dove gli Ebrei sono soliti fare offerte al Signore.
I Farisei, come loro solito, mettono varie monete nelle cassette delle offerte per farsi vedere e per poter dire: "Vedi come sono stato bravo io? Ho donato molto per il Tempio del mio Signore". La povera donna, invece, prende le ultime due monete che le restano e le ripone nella cassettina.
Gesù la vede e dice: "In verità vi dico: questa vedova, povera com'è, ha offerto più di tutti gli altri. Tutti costoro infatti hanno dato come offerta parte del loro superfluo, questa donna invece ha dato, nella sua miseria, tutto il necessario per vivere". (Luca 21: 1-4)
Carissimi, le cose fatte con il cuore sono le più gradite agli occhi di Dio e sono quelle che prima o dopo torneranno con frutti sovrabbondanti. Giorgio ha donato la sua vita, l'unica cosa preziosa che aveva, per la Patria e i suoi cittadini. Il minimo che io possa fare è farlo ricordare facendo, come la vedova, gesti che servano a dare sollievo a chi è nel bisogno.
Se qualcuno volesse partecipare mi contatti pure senza problemi.
Un abbraccio, Elia.
In questi anni abbiamo fatto molto bene in suo nome. Siamo riusciti a sostenere le Missioni dei Carmelitani Scalzi operanti in Repubblica Centrafricana e quelle dei Frati Minori Cappuccini operanti nel Corno d'Africa.
La mia formazione Cristiana Cattolica mi ha insegnato che nessuno muore davvero fino a quando è presente il suo ricordo nel cuore di qualcun altro. E quale modo migliore di far vivere qualcuno se non quello di compiere azioni di carità e di solidarietà in suo nome?
Ieri sera un ragazzo di 19 anni, che conosco da un po', mi ha incontrato vicino casa e mi ha chiesto: "Raccogli sempre le monetine rosse per le missioni?". Gli ho risposto di sì e lui ha prontamente aperto il portafoglio versandomi in mano le monetine che aveva. Mi ha detto: "Ora ho solo queste ma appena mi ricordo te ne porto delle altre".
Come spesso mi accade in questi momenti mi sono emozionato perché vedere la generosità delle persone è sempre una bella cosa. Questo ragazzo (che mi ha pregato di non rivelare la sua identità) con un semplice gesto ha donato €uro 0,69 che ho prontamente unito agli €uro 168,94 che avevo già "in cassa" cosicché oggi ci sono €uro 169,63.
Questo gesto mi ha ricordato un passo del Vangelo di Luca nel quale una povera vedova si trova nella zona del Tempio dove gli Ebrei sono soliti fare offerte al Signore.
I Farisei, come loro solito, mettono varie monete nelle cassette delle offerte per farsi vedere e per poter dire: "Vedi come sono stato bravo io? Ho donato molto per il Tempio del mio Signore". La povera donna, invece, prende le ultime due monete che le restano e le ripone nella cassettina.
Gesù la vede e dice: "In verità vi dico: questa vedova, povera com'è, ha offerto più di tutti gli altri. Tutti costoro infatti hanno dato come offerta parte del loro superfluo, questa donna invece ha dato, nella sua miseria, tutto il necessario per vivere". (Luca 21: 1-4)
Carissimi, le cose fatte con il cuore sono le più gradite agli occhi di Dio e sono quelle che prima o dopo torneranno con frutti sovrabbondanti. Giorgio ha donato la sua vita, l'unica cosa preziosa che aveva, per la Patria e i suoi cittadini. Il minimo che io possa fare è farlo ricordare facendo, come la vedova, gesti che servano a dare sollievo a chi è nel bisogno.
Se qualcuno volesse partecipare mi contatti pure senza problemi.
Un abbraccio, Elia.
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