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lunedì 16 luglio 2018

In memoria del Caporal Maggiore Scelto Maurizio Giordano

Carissimi amici dal "Cuore Alpino", dopo un mese di assenza, torno a scrivervi di un angelo dell'Esercito Italiano che l'11 luglio ha posato lo zaino a terra ed "è andato avanti".
Il Caporal Maggiore Scelto Maurizio Giordano, in forza presso il Centro Addestramento Alpino di Aosta della Brigata Alpina Taurinense, "ha posato lo zaino" sulla "seraccata degli Italiani", passaggio obbligato per chi vuole raggiungere la vetta del Gasherbrum IV, nella Catena del Karakorum in Pakistan.
Il CMS Giordano aveva 32 anni ed era in servizio effettivo presso il Reparto Attività Sportiva del Centro Addestramento Alpino oltreché apprezzato membro della Sezione Militare di Alta Montagna. Era un soldato preparato, ligio, addestrato e competente ma, ahimé, tutto questo non è stato sufficiente a raggiungere la vetta del Gasherbrum IV a quota 7925 metri sul confine fra Cina e Pakistan.
Il tragico incidente è accaduto quando, assieme ai suoi compagni di spedizione, il CMS Giordano rientrava presso il Campo 1 con la tecnica della calata in corda doppia. Purtroppo, però, durante la discesa un pezzo di seraccata si è distaccato e ha travolto in pieno l'Alpino cuneese non dandogli possibilità di scampo.
Maurizio Giordano era originario di Cuneo, aveva un'alta formazione alpinistica militare e un innato amore per il paracadutismo che ha esercitato per anni quando prestava servizio presso il 4 Reggimento Alpini Paracadutisti della Brigata Alpina Julia.
L'amore per la montagna, però, lo aveva riavvicinato al suo Piemonte e lo aveva spinto ad entrare al Centro Addestramento Alpino di Aosta dove, negli ultimi anni, aveva anche acquisito la qualifica di Aspirante Guida Alpina.
La partenza del Caporal Maggiore Scelto Maurizio Giordano per il Paradiso di Cantore è motivo di tristezza e di vuoto interiore per il Comando Truppe Alpine, per il Centro Addestramento Alpino e per tutte quelle persone che amano gli Alpini ed il loro continuo e costante operato per il bene del Paese.
Come ormai ben sapete, sono una persona che non manda a dire nulla e che valuta con occhio critico tutto ciò che avviene nel mondo Alpino e nel mondo della Difesa in generale.
In questi giorni, infatti, ho parlato con un po' di persone di questa triste dipartita e ho visto facce stralunate perché i miei interlocutori non avevano saputo del triste incidente.
Tutti però - e questo mi fa "incacchiare" non poco - sapevano che la Juventus ha ascquistato Cristiano Ronaldo e si sono dati un gran da fare per condividere la notizia su tutti i Social possibili e immaginabili.
Ancora una volta mi sono tristemente reso conto del fatto che si sentono tutti italiani quando c'è da parlare di sport ma, purtroppo, l'italianità svanisce quando perde la vita un Servitore della Patria che il Tricolore non lo sventola per protocollo ma lo porta cucito in modo indelebile prima sul cuore e poi sulla divisa.
In Italia c'è ancora la triste concezione che chi indossa una divisa non è degno dell'attenzione della popolazione civile e non merita la riconoscenza che, invece, si dovrebbe a chiunque fa qualcosa per il bene di qualcun altro.
Carissimi, nel chiedervi scusa per lo sfogo e per la vena polemica di queste ultime mie righe vi saluto con affetto e vi chiedo di non dimenticare mai nessuno dei nostri angeli che indossano una divisa per il bene della Nazione e dei suoi Cittadini.
Viva l'Italia, viva gli Alpini, onori al Caporal Maggiore Scelto Maurizio Giordano!
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella

giovedì 15 ottobre 2015

143anni di Truppe Alpine. Auguri eroi!

Carissimi, Re Vittorio Emanuele II di Savoia, nel Regio Decreto del 15 ottobre 1872, dà il via alla formazione di 15 Compagnie Alpine.
Da queste prime 15 Compagnie avranno origine numerosi e gloriosi Battaglioni che, a differenza di altri corpi del Regio Esercito, prenderanno il nome dalle cittadine più prossime agli stanziamenti dei soldati.
Tra l'altro, non tutti lo sanno, i Battaglioni Alpini, sin da allora, venivano riconosciuti dal colore della nappina (il "batuffolo" che sul cappello sostiene la caratteristica penna).
Le varie pianificazioni e i numerosi riordini interni all'Esercito hanno riunito i Battaglioni Alpini in Reggimenti che, a loro volta, hanno dato origine alle Brigate Alpine ed alle Divisioni.
Nel 1930, poi, per volontà di Benito Mussolini l'Esercito dota le Truppe Alpine di Compagnie composte da Genieri. Nasce così il Genio Alpino.
Gli eroi con la penna hanno da sempre servito la Patria con umiltà e competenza tant'è che verranno impiegati nella Guerra d'Eritrea, nella Guerra di Libia, nella Prima Guerra Mondiale (pensiamo alla gloriosa Divisione Alpina Cuneense), nella Guerra d'Etiopia, nella Guerra di Grecia, nelle Guerre dei Balcani, nella Guerra di Russia, nella Seconda Guerra Mondiale ed in tutte le Missioni Internazionali di Pace volute dalla NATO.
Le Truppe Alpine dell'Esercito Italiano hanno perso molti soldati nelle varie guerre e missioni ma non hanno mai smesso di far battere il loro cuore per il glorioso Tricolore. Nell'immaginario collettivo, infatti, gli Alpini sono quelli che spalano il fango nelle alluvioni, che rimuovono le macerie nei terremoti e che distribuiscono caramelle ai bambini dell'Afghanistan, del Centrafrica o del Kosovo.
Per me, che di militari in servizio ne conosco un po', gli Alpini sono un gruppo di uomini e donne che con grande Amor di Patria, con grande professionalità e dopo lungo addestramento lasciano casa, famiglia e affetti per rendere concreto il "siam pronti alla morte, l'Italia chiamò" dell'Inno Nazionale.
Carissimi, le Truppe Alpine oggi hanno compiuto 143anni ma a quanto pare non li sentono visto che sono sempre vigili e pronti a difendere la Patria come hanno iniziato a fare nel 1872.
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica del Caporal Maggiore Capo Scelto degli Alpini Giorgio Langella - Caduto dell'Afghanistan

martedì 15 settembre 2015

Alla scoperta del Centro Addestramento Alpini di Aosta

Carissimi, quest'oggi - in questo mio post - voglio parlarvi di un'eccellenza dell'Esercito Italiano: il Centro Addestramento Alpini di Aosta.
«L'esigenza della preparazione sci-alpinistica dei Quadri destinati ad addestrare e guidare le Truppe negli scacchieri operativi alpini, unitamente allo studio del loro armamento ed equipaggiamento, porta alla costituzione della Scuola Centrale Militare di Alpinismo, inaugurata ad Aosta il 9 gennaio 1934.
La Scuola impone subito la sua notorietà ed il suo prestigio vincendo nel 1936 a Garmisch la gara olimpica di pattuglia militare e nel triennio 1935-36-37 il Trofeo Mezzalama, vero campionato mondiale di sci-alpinismo.
Durante il secondo conflitto mondiale il Battaglione "Duca degli Abruzzi" dell'Istituto partecipa attivamente alla campagna sul Fronte Occidentale, mentre nella guerra di Grecia ed in quella di Russia il leggendario Battaglione "Monte Cervino" - costituito dai Quadri migliori della Scuola - viene decorato di Medaglia d'Oro al Valor Militare.
La scuola, cessata ogni attività l'8 settembre 1943, viene ricostruita il 1° luglio 1948, con la nuova denominazione di Scuola Militare Alpina. Il 21 novembre dello stesso anno riceve in consegna la Bandiera d'Istituto. Riprende così la sua tradizionale attività in campo sci-alpinistico a favore di tutti i Quadri delle Truppe Alpine, con la partecipazione sempre più numerosa di Ufficiali e Sottufficiali di altre Specialità dell'Esercito, della Marina e di personale appartenente a Forze Armate di Nazioni estere.
Nel 1953 viene affidato alla Scuola il compito della preparazione degli Allievi Sergenti di Complemento e nel 1964 l'intero ciclo addestrativo degli Allievi Ufficiali di Complemento passa sotto la responsabilita' della Scuola Militare Alpina. In campo sportivo il glorioso nucleo sci-agonistico erede delle pattuglie sci-veloci degli anni '30 con il nome di Plotone Speciale Atleti del Centro Sportivo Esercito rinverdisce con brillanti affermazioni i successi dell' anteguerra.
Lo studio dei problemi connessi al movimento ed alla sicurezza in montagna, ai materiali ed all'equipaggiamento è affidato all'Ufficio Studi, Esperienze e Valanghe che, inserito nel servizio Meteomont, consente ai reparti di operare in montagna in una cornice di sicurezza. Nel 1971 entra a far parte della Scuola un reparto di elicotteri destinati anche ad assolvere impegni di soccorso a favore della popolazione civile. Dopo lo scioglimento del 545° Squadrone la funzione continua ad essere assolta con la collaborazione delle unità elicotteri del 4° Corpo d'Armata Alpino.
Per le brillanti operazioni svolte da tale unità, nel 1975 la Bandiera della Scuola Militare Alpina viene decorata di Medaglia d'Argento al Valor Civile.
Nel 1975 passa alle dipendenze della Scuola, con compiti dimostrativo-operativi, il glorioso Battaglione Alpini "Aosta", custode della Bandiera e delle tradizioni del 4° Reggimento Alpini.
La Scuola, oggi alle dipendenze del Comando Truppe Alpine, ha l'alta responsabilità di dare alle Brigate Alpine Ufficiali, Sottufficiali e Soldati sempre meglio preparati alle esigenze della montagna». (Fonte: Truppe Alpine)
Carissimi, quando si dice "Alpini" si dice "Eroi". Non dimentichiamolo mai.
Un abbraccio, Elia