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mercoledì 19 giugno 2019

Un po' di giustizia per il Caporal Maggiore Scelto Luigi Sorrentino

Carissimi amici dal "Cuore Alpino", quest'oggi torno a parlarvi di un tema che mi sta molto a cuore: il rapporto fra soldati e uranio impoverito.
Il Ministero della Difesa e gli alti "papaveri" delle Forze Armate negano la correlazione fra tumori, linfomi, mielomi, carcinomi, ... e uranio impoverito presente nelle terre di missione ma in Italia, grazie a Dio, c'è un organismo coraggioso e leale che da voce ai famigliari dei soldati ammalatisi e deceduti; sto parlando dell'Osservatorio Militare.
Proprio in questi giorni l'Osservatorio Militare ha diramato un comunicato stampa nel quale asserisce che è stato trovato dell'uranio impoverito nel midollo di Luigi Sorrentino che, per chi non lo sapesse, per il nostro Giorgio Langella era come un fratello.
La dottoressa Rita Celli, già consulente della IV Commissione d'inchiesta sui danni da uranio e il prof. Claudio Medana, Dipartimento di Biotecnologie molecolari e Scienze della Salute dell'Università degli Studi di Torino, hanno effettuato l'analisi con MS spettrometria di massa ed hanno rilevato presenza di U 238 nel campione midollare di Luigi Sorrentino, Caporal Maggiore Scelto della Brigata Alpina Taurinense.
Con la vedova di Giorgio Langella, nel 2018, sono andato alle esequie di Luigi che il 23 ottobre ha deciso di togliersi la vita impiccandosi nel suo appartamento dopo anni di battaglie e di porte chiuse in faccia.
Luigi, tornato da una Missione internazionale in Afghanistan, aveva sviluppato una Leucemia Linfoblastica acuta e si era visto negare il sostegno e l'aiuto dell'Amministrazione Militare. Questo atteggiamento assunto da quello Stato che egli ha sempre servito e amato fedelmente lo ha portato a cadere in una bruttissima depressione.
Il giorno del funerale, tenutosi il 31 ottobre 2018 nella Chiesa di Sant'Alfonso in Torino, ho visto alpini in uniforme con le lacrime che gli rigavano il volto, famigliari distrutti e dilaniati dal dolore, il figlio di Luigi preso da un senso di vuoto che non sono in grado di descrivervi. Sembrava che tutto fosse finito ma, per fortuna, non è così. Questo risultato analitico fatto da eminenti professori è un'autentica svolta sul fronte della battaglia contro le contaminazioni da uranio impoverito. Da questo risultato si evince che nessuno potrà più negare la pericolosità dell'uranio impoverito e delle implicazioni nocive nell'organismo di chi vi è stato esposto.
Un particolare "grazie" va rivolto all'avvocato Angelo Fiore Tartaglia dell'Osservatorio Militare che non ha mai gettato la spugna e che da oltre vent'anni si batte affinché non cali il sipario su questa incresciosa vicenda di Stato. Grazie al suo impegno e alla collaborazione di tutto l'osservatorio ad oggi si contano oltre 120 sentenze di condanna ai danni dell'Amministrazione e centinaia di articoli cartacei e web che hanno attirato l'attenzione della comunità internazionale.
Al Simposio Internazionale sull'Uranio Impoverito che si è tenuto a Nish in Serbia il giorno 17 giugno Tartaglia e Leggiero dell'Osservatorio Militare hanno tenuto una relazione dettagliata ed esaustiva sull'avanzamento della battaglia giuridica di famigliari e congiunti di soldati contaminati ed uccisi dall'esposizione all'uranio impoverito.
L'Osservatorio Militare - che troppi pochi italiani conoscono - ha fin ora assistito le famiglie di 366 soldati deceduti a causa della contaminazione e 7.500 soldati malati che - nella maggior parte dei casi - non riescono a far fronte a spese legali e sanitarie.
Come blogger ho il dovere di dar voce a queste storie perché non cali il sipario sulla vita di chi sta soffrendo o è già passato a miglior vita a causa di un sistema organizzativo che non tutela chi spende la propria esistenza per il Popolo Italiano rappresentato dal Tricolore.
Luigi Sorrentino era un "fratello" di Giorgio, un Alpino convinto, un Militare fedele alla Patria e una bravissima persona. Averlo conosciuto ed avergli potuto parlare mi ha arricchito la vita. Doverosamente, quindi, parlo di lui e di tutti quelli che, come lui, hanno reso grande la nostra Nazione nel mondo.
Viva l'Italia, onore ai Caduti!
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella




giovedì 1 novembre 2018

Ciao Luigi, ciao "amico combattente"!

Carissimi amici dal "Cuore Alpino", sono le 23:31 del 31 ottobre e - mentre gli altri sono a festeggiare Halloween in questa o quella discoteca - io mi trovo nella mia cucina a fissare lo schermo del computer sul quale ho le foto che ho fatto stamattina al funerale del Caporal Maggiore Capo Luigi Sorrentino presso la Chiesa di Sant'Alfonso in Torino.
Non posso ancora credere che tutto questo sia successo. Non voglio credere che Luigi non sarà più con noi.
Molti di voi si chiederanno perché abbia deciso di scrivere di Luigi Sorrentino e molti altri ancora si chiederanno chi sia costui. Bene, è bene che vi risponda.
Luigi Sorrentino era un Alpino, un Alpino con la "A" maiuscola. Luigi Sorrentino prestava servizio al 2 Reggimento Alpini di Cuneo. Luigi Sorrentino, il 26 settembre 2006, era a Kabul su un mezzo dell'Esercito Italiano e - durante una ricognizione come tante - ha visto saltare in aria e morire il nostro amato Giorgio Langella.
Luigi Sorrentino era il fratello che Giorgio non aveva mai avuto e loro si chiamavano reciprocamente "fratello". Oggi, dunque, abbiamo dato l'estremo saluto al fratello di Giorgio.
Non posso descrivervi la sofferenza che ho provato quando, appena smontato dal lavoro, Francesca, la moglie di Giorgio, mi ha telefonato e mi ha dato la triste notizia. Io Luigi l'ho incontrato solo due volte ma quelle due volte mi sono bastate per capire che ero in presenza di un eroe.
Luigi in Afghanistan si ammalò di Leucemia ma la combatté con tutte le sue forze e la sconfisse. Luigi desiderava con tutto se stesso tornare operativo presso il 2 Reggimento Alpini ma il destino sembrava volerglielo impedire. Da qualche anno ormai prestava servizio presso la Scuola di Applicazione ma il suo cuore era ancora al "Doi" e la sua testa pure. Luigi desiderava riabbracciare i suoi commilitoni e continuare a marciare in quel di Cuneo.
Il destino avverso non glielo ha permesso e lui ha sofferto, sofferto tanto. Ogni volta che gli ho parlato, ogni volta che telefonava a Francesca, Luigi dava a vedere una grande forza ma, sotto sotto, dimostrava di soffrire come un cane per quello che la vita gli stava chiedendo. Non aveva avuto paura della leucemia ma aveva il terrore di non poter tornare più al Secondo.
Il suo terrore si è concretizzato. Luigi, il 25 ottobre 2018, nella sua casa di Torino ha deciso di fare i conti col suo destino e si è tolto la vita. Come vi ho scritto poc'anzi, ancora non ci credo. Non posso credere che un combattente come lui abbia lasciato spazio allo sconforto e abbia deciso di chiudere la sua vita in questo modo.
Stamattina ero lì. Ero a Torino, nella parrocchia di Luigi e ho avuto l'onore e il privilegio di poter toccare la sua bara per l'ultima volta e dirgli il mio ultimo ed insignificante "grazie" per esser stato l'ultimo a mettere il cappello alpino sulla bara di Giorgio prima che venisse aerotrasportato in Italia dopo l'attentato.
Stamattina ero a fianco di Francesca, come ormai faccio da anni, e quando l'ho vista piangere mi è caduto il mondo addosso perché so bene che in cuor suo ha rivissuto la morte di Giorgio e i terribili giorni che ne sono seguiti.
Mi sono nuovamente chiesto perché? Perché devono sempre soffrire le stesse persone? Perché in questo mondo ci sono persone che soffrono le pene dell'inferno e altre che stanno benissimo?
Queste sono domande a cui non sono in grado di rispondere e so che solo la fede può dare un senso a tutto questo ma ciò non toglie che - come tutti - io abbia il diritto di pormele.
Anni fa, l'8 dicembre 2010, dinanzi ad una bellissima effige della Madonna Addolorata custodita in un santuario delle montagne ossolane, chiesi alla Madre di Dio di mai più far morire un Alpino del Doi ma di prendere piuttosto la mia vita. Ogni volta che un soldato del 2 Reggimento Alpini posa lo zaino a terra, per avviarsi verso il Paradiso di Cantore, l'Italia perde un brandello della sua Bandiera, il Tricolore perde un po' del suo colore, la società perde un importante membro della sua storia.
Al momento il Signore non ha accettato la mia richiesta ed io accetto la sua sacro santa volontà: fiat voluntas Sua! Ma, oggi, in quella splendida chiesa torinese, ho rinnovato il mio voto. Ho chiesto al Signore delle Cime di risparmiare le sofferenze agli Alpini del Doi e di farmi strumento per esser loro di aiuto e di sostegno.
Luigi ora, da lassù, assieme a Giorgio, potrà aiutarmi ad essere una persona migliore ma, soprattutto, potrà insegnarmi ad essere maggiormente capace di stare al fianco delle Truppe Alpine con special affetto per il Doi.
Carissimi, unitevi a me nella preghiera affinché il Signore accetti il caro Luigi nel Suo Regno e porti a ciascuno di noi un po' dell'amore che egli aveva per l'Esercito, la Patria e le istituzioni tutte.
Viva l'Italia, viva gli Alpini, onore al 2 Reggimento Alpini!
Elia

mercoledì 26 settembre 2018

12esimo anniversario della morte di Giorgio Langella

Carissimi amici dal "Cuore Alpino", come vi ho promesso nei giorni scorsi, vi riporto di seguito il breve "discorso" che ho tenuto al Cimitero Urbano di Boves (Cuneo) sulla tomba del Caduto per la Pace Giorgio Langella nel 12esimo anniversario dell'attentato che ce lo ha portato via.
A nome e per conto della Famiglia Langella porgo il mio più sincero saluto a tutti voi che, per la dodicesima volta, avete voluto essere presenti nel giorno anniversario della morte di Giorgio Langella.
Un affettuoso e rispettoso saluto lo porgo ai cari Alpini qui presenti che, nonostante l'esiguo numero di militari in caserma per via dell'Operazione "Strade Sicure", hanno voluto essere qui per onorare Giorgio e la sua memoria.
Al neo-arrivato Comandante del Doi voglio augurare tutto il meglio per ciò che sarà chiamato a svolgere in questo celebre e glorioso Reggimento che è senza dubbio custode della storia alpina.
Agli Ufficiali, sottufficiali, soldati di truppa e graduati voglio assicurare il mio ricordo nella preghiera, la mia personale vicinanza e l'affetto di tutta la popolazione civile che segue le iniziative e gli scritti del Gruppo "Cuore Alpino" da me fondato.
Dal 26 settembre del 2006 sono passati 12 anni.
12 anni di sofferenza per la mamma Giuliana e per la vedova Francesca.
12 anni di sofferenza per i colleghi, gli amici e i conoscenti.
12 anni che hanno stravolto le vite di Ida, Luigi, Gigi e quanti hanno avuto l'onore ed il privilegio di conoscere Giorgio.
In questi ultimi anni ho iniziato a portare personalmente la storia di Giorgio negli ambienti giovanili e in giro per l'Italia. Sono stato invitato a parlare di lui in molti luoghi e ho messo on-line un Blog per farlo conoscere, amare ed apprezzare.
Di Giorgio si parla nel mondo alpino ma anche e soprattutto in quello dell'Arma dei Carabinieri che, da quando ho iniziato la mia missione, mi è stata vicina e ha collaborato.
Di Giorgio si parla alla Scuola Allievi Carabinieri "Cernaia" di Torino, al 7 Reggimento Carabinieri Trentino Alto Adige "Laives" e negli Stormi dell'Av.Es. ove numerosi amici prestano servizio.
La maggior parte delle persone che parla di Giorgio o che viene devotamente sulla sua tomba non lo ha conosciuto ma sente la necessità di onorare un Caduto che ha avuto una sola colpa: mettere il Tricolore e l'Esercito Italiano in cima alle sue priorità di vita.
Di Giorgio si parla in Repubblica Centrafricana dove noi di "Cuore Alpino" abbiamo donato decine di alberi da frutta ai bambini di Bozoum che sono privi del necessario.
Di Giorgio si parla in Benin, Etiopia, Somalia ed Eritrea dove, grazie ai Frati Minori Cappuccini, noi di "Cuore Alpino" riusciamo a curare i bimbi affetti da malaria.
Di Giorgio si parla all'Ospedale "Bambin Gesù" di Roma dove, grazie alla generosità di Francesca, c'è una macchina salvavita per i bimbi pediatrici colpiti da tumore.
Un motto dice che "nessuno muore davvero fino a quando ci sarà anche una sola persona che lo porta nel cuore". Questo significa che Giorgio è vivo qui, in mezzo a noi, perché nel nostro cuore un posto per lui c'è e ci sarà sempre.
Sono 12 anni che portiamo avanti iniziative in onore di Giorgio. Molti ci hanno criticato per questo. Qualcuno ha rubato le statuette dalla tomba. A Natale di qualche anno fa qualcuno si è preso il piacere di bruciargli la tomba. L'anno scorso qualche solerte bovesano si è rivolto alla stampa locale per far rimuovere l'alberello di Natale fatto allestire con amore dalla moglie ma noi che abbiamo il "Cuore Alpino" non ci rassegniamo.
Concludo con un pensiero affettuoso rivolto a chi in questi anni ha sostenuto la nostra causa e le nostre battaglie.
Un particolare ricordo va al Colonnello Fabrizio Recchi che, per primo, si è speso affinché qui a Boves si intitolasse un luogo al Caduto Langella; ed un ricordo speciale va ai nostri ragazzo del Doi che oggi sono dislocati in varie località italiane per pattugliare e presidiare luoghi sensibili a tutela del Popolo Italiano.
Loro, questi soldati, sono la parte sana della nostra Nazione e Giorgio, il nostro Giorgio, da lassù li protegge.
Viva l'Italia, viva gli Alpini, onori ai Caduti del Doi!
Mentre noi eravamo a Boves per celebrare la Santa Messa e per portare i dovuti onori sulla tomba di Giorgio, in Liguria, a Diano Marina (Imperia), la signora Giuliana e la sua amica Antonella erano con una delegazione dell'Esercito e della Croce Rossa Italiana a rendere i medesimi onori nella cittadina che ha dato i natali all'"Angelo dei Bambini".
Carissimi, a conclusione di questo mio post desidero ringraziare ancora una volta il Colonnello Orsi, Comandante del 2 Reggimento Alpini, per l'affetto e la stima che ha dimostrato stamane con la sua presenza e le sue parole e Don Mauro Cappello, Cappellano Militare del Doi, per le belle parole e la gradita benedizione che ci ha impartito al campo santo.
La memoria di Giorgio vive in questi piccoli gesti fatti da uomini veri che non cercano la gloria ma solo la giustizia sociale e il vero sapore della verità.
Grazie a tutti voi per la pazienza e la costanza con cui seguite tutto ciò che pubblico su "Cuore Alpino"; senza di voi tutto questo non sarebbe possibile. Grazie di cuore. Sempre vostro.
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella

lunedì 10 settembre 2018

2 Reggimento Alpini: il Colonnello Fontana cede il comando al Colonnello Orsi

Carissimi amici al "Cuore Alpino", tre giorni fa, il 7 settembre 2018, nella piazza d'armi della Caserma "Ignazio Vian" di Cuneo vi è stata l'importante cerimonia di cambio del comando al 2 Reggimento Alpini.
Il Colonnello Enrico Fontana, dopo un anno e mezzo di valido e riconosciuto impegno militare, ha lasciato al guida del Doi nelle mani del Colonnello Marcello Orsi. Fontana verrà ricordato soprattutto per aver portato, nel secondo semestre del 2017, gli uomini del 2 Alpini in Afghanistan e riaverli portati tutti sani e salvi in Italia.
Il Colonnello Orsi, ancora poco conosciuto in Granda, è preceduto da un importantissimo curriculum che lo vede Ufficiale di comprovata esperienza in Italia e all'estero. Prima di essere assegnato alla guida del 2 Alpini, Orsi operava presso il Dipartimento Impiego del Personale dello Stato Maggiore dell'Esercito.
La cerimonia del passaggio di consegne con il toccante momento dello scambio della Bandiera di Guerra del Reggimento si è svolta dinanzi al Generale Massimo Biagini, Comandante della Brigata Alpina Taurinense e delle massime Autorità Militari e Civili della provincia di Cuneo.
Toccanti le parole del Colonnello Fontana che, come riporta "La Stampa", ha detto: "Lascio nelle mani del colonnello Orsi un’unità alpina e solida, composta da personale addestrato, di forte tempra e provata esperienza, maturata in territorio nazionale e internazionale. 
Attualmente, il 2 Reggimento Alpini opera, con oltre 400 alpini, nelle operazioni di pubblica sicurezza nelle città di Torino, Vercelli, Aosta, Bardonecchia, Ventimiglia, Genova, Roma (Fiumicino) e Brescia".
Carissimi, vi riporto questa notizia pur non avendola vissuta personalmente visto che non ho ricevuto l'invito per partecipare alla cerimonia. Nonostante ciò, però, tengo a dire che la mia vicinanza non è mancata e che la Famiglia del Caduto per la Pace Giorgio Langella, Caduto del 2 Reggimento Alpini, non smette mai di pregare per tutti i membri del Reggimento con particolare attenzione per quelli che prendono parte alle Missioni Internazionali di Pace.
Faccio i miei personali auguri al Colonnello Orsi per il nuovo incarico e porgo un sincero ringraziamento al Colonello Fontana per quanto fatto al Doi e per l'Italia.
Viva l'Italia, viva gli Alpini!
Andrea Elia Rovera
Responsabile per la Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella

sabato 9 giugno 2018

Festa del 2 Reggimento Alpini di Cuneo

Carissimi amici dal "Cuore Alpino", ieri mattina ho preso parte alla cerimonia nella quale il 2 Reggimento Alpini di Cuneo ha celebrato il suo 136esimo "compleanno".
Alle 10:30 gli altoparlanti hanno iniziato a diffondere le solenni note della "Trentatré" e nella piazza d'armi della Caserma "Ignazio Vian" hanno iniziato a fare il loro ingresso la Compagnia Comando di Reggimento, la Compagnia Comando e Servizio Logistico, la 23esima Compagnia, la 22esima Compagnia, la 21esima Compagnia, la 106esima Compagnia e la Bandiera di Guerra del Doi.
Ad attenderli sull'attenti vi era il Tenente Colonnello Claudio Caramia, Comandante del Battaglione Saluzzo, pronto per presentare tutti i reparti schierati al Colonnello Enrico Fontana, Comandante del 2 Reggimento Alpini.
L'emozione è stata palpabile. Vedere tanti Alpini schierati a fianco della Bandiera di Guerra, dinanzi al loro comandante, al Prefetto e alle autorità civili del Cuneese è sempre suggestivo.
Al termine della rassegna il Colonnello Fontana, nonostante una pioggia scrosciante, ha preso la parola ed ha fatto il discorso di rito. In un quarto d'ora ha ripercorso i 136 anni di storia del "Doi", ha spiegato che cosa il Reggimento fa quando va in missione all'estero e ha annunciato che, a breve, il Battaglione Saluzzo verrà impegnato nell'Operazione "Strade Sicure" nelle maggiori città italiane, a fianco delle Forze dell'Ordine, per la sicurezza nazionale e la lotta al terrorismo.
Un buon tempo del discorso, poi, il Comandante lo ha dedicato ai Caduti delle Missioni internazionali di Pace del 2006 e del 2012 e ha rammentato a tutti i presenti che i Caduti devono avere un ruolo privilegiato nella vita del Reggimento e in quella di tutti quelli che frequentano il mondo alpino.
Il Colonnello Fontana si è poi recato con il Signore Prefetto, il Comandante del Saluzzo e il Cappellano Militare al Ceppo in memoria dei Caduti del Doi per deporre una corona d'alloro in segno di sincera e sentita vicinanza del Reggimento alle famiglie degli Alpini "andati avanti".
Al termine di questo significativo momento una soldatessa ha dato lettura della Preghiera dell'Alpino dando così il termine alla cerimonia.
Come sapete, sono ormai molti anni che mi occupo di tener viva la memoria del Caduto per la Pace Giorgio Langella. In moltissime occasioni ho dovuto raccontarvi di come le istituzioni e, ahimé, anche alcuni militari facciano di tutto per negare a Giorgio un luogo per la memoria ed il ricordo. Quest'oggi, invece, con questa riflessione, voglio dirvi che il Colonnello Fontana crede nel valore della memoria storica e nella necessità di postulare i valori degli Alpini Caduti nell'adempimento del dovere, per amore del Tricolore e del Popolo Italiano.
Non respiravo quest'aria dai tempi in cui al Comando del Doi vi era il Colonnello Fabrizio Recchi che, in ogni occasione pubblica o privata, non negava mai un pensiero ai Caduti ed alle loro famiglie.
Carissimi, le Truppe Alpine sono composte da un nutrito numero di uomini e donne che, ogni giorno, mettono a repentaglio la loro vita per servire la Nazione e garantire a noi Italiani pace, sicurezza e prosperità. Cerchiamo di non dimenticarcelo mai e, se ci è possibile, quando incontriamo un Alpino fermiamoci un momento per dirgli una sola e semplice parola: "Grazie". Vi garantisco che gli faremo un gran regalo. La riconoscenza della Popolazione Civile è, per un Alpino, la migliore delle medaglie.
Viva l'Italia, viva il 2 Reggimento Alpini, onore ai Caduti!
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella

mercoledì 17 gennaio 2018

A Saluzzo una solenne commemorazione per i Caduti della Battaglia di Nowo Postojalowka

Carissimi amici dal "Cuore Alpino", domenica 14 gennaio, nella bellissima cornice del Comune di Saluzzo (Cuneo), oltre duemila penne nere si sono riunite per commemorare il 75esimo anniversario della Battaglia di Nowo Postojalowka.
La capitale del Marchesato è stata letteralmente inondata da un fiume di uomini con il cappello alpino in testa, lo stemma dell'Associazione Nazionale Alpini sul braccio e il cuore traboccante di emozione e logica mestizia per gli Alpini della Divisione Alpina Cuneense andati avanti in quella che fu la tragica Campagna di Russia.
A rendere ancor più sentita la commemorazione il Labaro dell'Associazione Nazionale Alpini "scortato" da Sebastiano Favero, presidente nazionale ANA, Mauro Barbieri, presidente della Sezione ANA di Saluzzo, Mauro Calderoni, Sindaco di Saluzzo, Federico Borgna, Presidente della Provincia di Cuneo, Paolo Alemanno, Consigliere Regionale del Piemonte e già sindaco di Saluzzo, parlamentari e rappresentanti delle istituzioni.
Colonnello Enrico Fontana, Comandante del "Doi"
Ad impreziosire e solennizzare la grande adunata commemorativa un picchetto preciso e composto del 1 Reggimento Artiglieria Terrestre di Fossano.
Fra i presenti vi era anche il Colonnello Enrico Fontana, Comandante del 2 Reggimento Alpini di Cuneo, già Capo Sezione dell'Ufficio Pianificazione Generale dello Stato Maggiore della Difesa e Ufficiale di lungo corso del 3 Reggimento Alpini di Pinerolo (Torino).
Il Colonnello Fontana, ancora una volta, ha voluto essere presente ad una cerimonia di commemorazione di chi non c'è più onorando la sua storia personale e quella del valoroso Corpo degli Alpini che - generalmente - non lascia cadere nell'oblio il ricordo dei commilitoni Caduti nell'adempimento del proprio dovere.
Toccanti e sentite anche le parole di Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Cristiano Bodo, Vescovo di Saluzzo, che ha presieduto la Solenne Celebrazione Eucaristica commemorativa tenutasi presso il "Pala Crs".
Noi che non dimentichiamo Giorgio Langella siamo contenti di vedere che vi sono momenti ed occasioni per ricordare chi è "andato avanti nel Paradiso di Cantore". Speriamo ed auspichiamo che presto - anche nel Cuneese - ci si mobiliti per commemorare e ricordare gli Alpini Caduti durante le Missioni Internazionali di Pace.
In molte città italiane sono state dedicate vie, piazze, statue e luoghi di aggregazione ai Caduti dell'Afghanistan perché molti sindaci hanno chiaro che senza luoghi della memoria diventa difficile creare buone fondamenta per un futuro pacifico e democratico.
Da anni - assieme alla Vedova del Caporal Maggiore Capo Scelto Langella - mi batto affinché in terra cuneese spunti qualche spazio dedicato alla memoria del nostro Giorgio ma, ad oggi, nulla.
Molti cittadini - per lo più allievi delle scuole superiori, militari e congedati del Battaglione Alpini Susa di Pinerolo - sono venuti con me sulla tomba di Langella per rendere onore ad un Caduto per la Pace troppo spesso dimenticato.
Tutto questo ci da la forza di sperare in un futuro migliore e di continuare a lottare per portare alle future generazioni l'esempio e l'amore per il Tricolore che avevano Giorgio e gli altri 53 Caduti delle Missioni Internazionali di Pace.
Viva l'Italia, viva gli Alpini, onore ai Caduti!
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella

giovedì 21 dicembre 2017

L'albero di Natale per Langella da fastidio

Carissimi amici dal "Cuore Alpino", questo pomeriggio ho ricevuto una telefonata dalla vedova del Caduto per la Pace Giorgio Langella che mi esprimeva il suo dolore riguardo al fatto che qualche buon cittadino di Boves ha scritto una lettera al Direttore del Settimanale Cattolico "La Guida" dal titolo: "Albero di Natale e Cimitero". Di seguito vi riporto il testo della lettera cosicché possiate capire il dolore di Francesca di fronte a simile questione:
"Egregio Direttore, volevo segnalare una bizzarra presenza all'ingresso del cimitero di Boves. 
Qualcuno ha pensato di fare l'albero di Natale con tanto di addobbi e luminarie.
Ho chiesto chiarimenti in Comune: nessuno ne sapeva nulla. Saranno stati gli Elfi? Forse sono una persona un po' brontolona e non al passo coi tempi. Ritengo sia pregevole manifestare l'affetto ai propri defunti in questo importante periodo dell'anno in cui tendenzialmente ci si scorda di chi non c'è più, ma ci vorrebbe sobrietà. Il cimitero è un luogo di culti dove non bisognerebbe lasciarsi andare a dimostrazioni di affetto eccessive che possono non essere gradite da tutta la popolazione. Di questo passo nel periodo di Carnevale troveremo coriandoli e stelle filanti? E a Pasqua l'uovo?
Chiedo solamente che si tolga l'albero e che si abbia un po' di rispetto per i nostri cari defunti.
Lettera firmata".
Quando ho letto questo scritto mi sono fatto una domanda.
Chi ha solertemente scritto al direttore de "La Guida" è conscio del fatto che - pochi anni orsono - proprio nel giorno di Natale qualche inqualificabile soggetto è andato a dar fuoco al cordolo che perimetra l'urna delle medaglie al valore acquisite sul campo da Giorgio stesso?
Quando successe questo fatto la signora Langella era a Roma e mi avvisò prontamente per telefono. Io, altrettanto prontamente, avvisai il Sindaco di Boves, del gravissimo vilipendio perpetrato ai danni di un Caduto dell'Esercito Italiano affinché si facessero le dovute indagini e si consegnassero i soggetti in dolo all'autorità giudiziaria. Il sindaco, come sempre, fu cordiale e mi garantì maggiori controlli.
A questo vergognoso atto non ci furono conseguenze e, tra l'altro, tutti i militari che da anni vengono sulla tomba del Caduto Langella possono "ammirare" la conseguenza del suddetto rogo!
L'albero di Natale vilipende, oltraggia ed offende la quiete delle persone che riposano nel Cimitero di Boves; sapere che ci sono dei soggetti che sotto Natale vanno a bruciare la tomba di un militare morto in servizio durante una Missione Internazionale di Pace no!
Il sottoscritto, comunque, per "non saper né leggere né scrivere", ha raccontato del rogo alla Prefettura di Cuneo, al Questore di Cuneo, al Presidente della Provincia di Cuneo e alla Digos della Polizia di Stato che è presso Cuneo.
Non so chi ha scritto la lettera e non voglio né posso entrare in questioni giuridiche a me sconosciute. Non so se l'albero di Natale per legge oltraggia o manca di rispetto alla memoria dei defunti tumulati presso il cimitero urbano in oggetto.
Non so se un semplice simbolo del Natale - che rende felici migliaia di bambini e non pochi adulti - possa e debba creare una così tanta acretudine proprio a ridosso della festa in cui milioni di persone attendono l'avvento di Cristo Gesù.
Una cosa è certa: da persona che spende ogni suo attimo di vita ad amare, apprezzare e far conoscere le Forze Armate e le Forze dell'Ordine mi sento offeso e deluso dalla lettera in oggetto.
Nel rammarico di questa triste vicenda mi congedo ed auguro un sereno Natale a tutti voi che con affetto seguite questo mio piccolo, umile e semplice blog.
Il Bambinello Gesù rischiari il cuore di noi tutti, porti pace e consolazione anche a chi si turba per un alberello di Natale apposto sotto la targa di un Caduto nell'adempimento del proprio dovere.
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella

martedì 26 settembre 2017

Discorso per l'11esimo anniversario del Caduto Giorgio Langella

Carissimi lettori dal Cuore Alpino, di seguito vi riporto il breve discorso che ho tenuto questa mattina al termine dell'undicesima Santa Messa anniversaria celebrata in onore del Caduto Giorgio Langella, Caporal Maggiore Capo Scelto del 2 Reggimento Alpini di Cuneo, perito in terra afghana nel 2006 durante una Missione Internazionale di Pace.

Boves, 26 settembre 2017
Francesca, Gigi, Ida, Luigi, Comandante Caramia, Signor Sindaco, Ufficiali, Sottufficiali, Graduati, Volontari, uomini delle Associazioni Combattentistiche e d'Arma, presenti tutti, a voi giunga il mio più sincero ed accorato grazie per la partecipazione a questa undicesima celebrazione in onore e in memoria del Caporal Maggiore Capo Scelto degli Alpini Giorgio Langella che, ahimé, nel tragico 2006 ha perduto la vita nel compimento del suo dovere in terra afghana.
Per mio tramite vi porgono i saluti il Colonnello Serafino Canale del Comando Brigata Alpina Taurinense, il Dottor Giovanni Russo, Prefetto della Provincia di Cuneo, il Colonnello Fabrizio Recchi, già Comandante del 2 Reggimento Alpini di Cuneo, il Colonnello del Ruolo d’Onore Carlo Calcagni, vittima dell’Uranio Impoverito durante una Missione di Pace, e molti italiani che – causa distanza geografica – non possono essere qui con noi oggi.
Dopo aver citato così alte figure del nostro panorama istituzionale diventa difficile per me, semplice italiano, proferir parola ma debbo, tuttavia, esprimere un doveroso pensiero sul tema della Memoria Storica.
Da più parti e su più fronti si sente parlare di necessità di raccontare ciò che è accaduto affinché non accada mai più ma, quando si prova a farlo, ci si trova dinanzi a muri a dir poco insormontabili che vengono edificati - ahimé - dagli stessi "addetti ai lavori".
Ogni volta che provo a fare un passo per far conoscere Giorgio - che tra parentesi nelle stesse associazioni d'Arma è ai più sconosciuto - mi trovo di fronte ad istituzioni che mi ostacolano con cavilli e scuse d'ogni genere.
Ogni anno, quando cerchiamo di organizzare le celebrazioni in memoria del compianto Langella, ci troviamo dinanzi alla dissidenza ed al totale disinteresse di chi, però, durante l'anno implora di essere informato sulle iniziative che riguardano Giorgio.
Nonostante ciò, e Francesca lo sa, non ho mai gettato la spugna perché credo sia fondamentale divulgare la figura e il pensiero di Giorgio affinché i giovani di oggi e di domani sappiano che si può servire lo Stato, si può essere un buon soldato e si può dare la vita per ciò in cui si crede.
Ogni anno siamo di meno ad accostarci alla tomba di Giorgio. Di anno in anno la presenza istituzionale cala sensibilmente. Tutto questo, però, permettetemi, non fa altro che rimpolpare le tristi fila dei dimenticati e di quelli che oggi non hanno più neppure una persona che deponga un fiore sulla loro tomba.
Questo, cara Francesca, nel tuo caso non accadrà perché - e lo dico con convinzione - fintanto che il Signore me ne darà facoltà, mi batterò affinché la memoria di tuo marito resti viva e vegeta nella società e negli ambienti giovanili italiani.
"I Caduti sfilano davanti a noi" per qualcuno è solo uno slogan; per me - e per molti giovani cuneesi - è uno stile di vita, una missione ed un obiettivo concreto. Totò era "uomo di mondo" perché ha fatto il militare a Cuneo. Giorgio Langella è “uomo di pace” perché ha donato la sua vita affinché altri potessero vivere la propria in un clima di pace, prosperità e democrazia.
Questi sono i valori nei quali crediamo. Questi sono i valori che vogliamo lasciare ai nostri figli. Questi sono i principi per i quali esistono ed operano gli Alpini in Italia ed all'estero.
Viva l'Italia, viva gli Alpini, onore ai Caduti delle Missioni Internazionali di Pace!
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella

Carissimi, a conclusione di questa breve riflessione, vorrei ancora ringraziare l'amico Gabriele Conzano, Alpino in congedo dal 3 Reggimento Alpini di Pinerolo, che - nonostante il lavoro pendolare - ha voluto essere presente alla cerimonia per rendere gli onori ad un suo commilitone del mitico "Battaglione Susa".
Lo spirito di corpo e la vera alpinità vanno oltre la conoscenza personale in quanto l'unione dei valori e degli intenti non conoscono dimensione, tempo o spazio. Tutti i giovani che si stanno interessando a Langella - e che stanno collaborando con me per farlo conoscere nelle scuole, nei luoghi di lavoro, negli oratori e nei luoghi di aggregazione - non hanno conosciuto fisicamente Giorgio ma si stanno impegnando senza eguali per portare agli altri il suo spirito e la sua essenza carismatica.
La Memoria Storica (a me tanto cara) è anche questo: portare nel mondo ciò che il mondo non ha avuto l'onore ed il privilegio di poter conoscere.
A voi, alle vostre famiglie e ai vostri cari auguro tutto il bene possibile chiedendo la fraterna intercessione di Giorgio Langella affinché ci aiuti ad essere Italiani per bene come lo è stato lui prima di noi.
Un abbraccio, Elia.

giovedì 15 giugno 2017

Onore alla Taurinense impegnata in Afghanistan, Iraq e Libia

Carissimi, dopo qualche giorno di silenzio torno a scrivervi per parlarvi dei nostri amati militari della Taurinense che il 26 maggio ci hanno salutati in una toccante cerimonia che si è tenuta presso la Caserma "Monte Grappa" di Torino, sede della Brigata.
Devo confessarvi che è stata un'esperienza unica ed irripetibile che porterò in un posto speciale del mio cuore per sempre.
Vedere tre reggimenti compostamente schierati pochi giorni prima di partire per i contingenti internazionali nei quali sarà impiegata la Brigata non ha prezzo. In quelle rigide colonne di soldati in mimetica ed anfibi c'erano figli, mariti, fratelli, padri, cittadini, ... pronti a servire la Patria nonostante il dolore di dover lasciare in Italia i propri affetti.
Qualche sinistroide ben pensante continua a chiamarli "mercenari" e a dire che partono per le missioni all'estero solo perché "profumatamente pagati". A questi personaggi non merita neppure dare risposta perché solo chi ha conosciuto un soldato italiano sa cosa ci sia davvero nel suo cuore e nella sua testa.
In quei frangenti non ho potuto non pensare ai soldati della Taurinense che sono partiti per le missioni ma purtroppo vi sono tornati in una bara avvolta nel Tricolore perché uccisi da vili attentanti terroristici di matrice islamica.
In modo particolare il mio pensiero è andato al Caporal Maggiore Capo Scelto del 2 Reggimento Alpini Giorgio Langella, caduto a Kabul (Afghanistan) il 26 settembre del 2006.
Con me e come me anche il Generali alpini Bonato e Biagini hanno voluto ricordare i Caduti della Brigata e hanno fatto sentire la loro sincera vicinanza ai famigliari presenti quel giorno alla "Monte Grappa".
Mentre andavo da Cuneo a Torino per prender parte alla cerimonia, scorrevano nella mia mente i volti degli Alpini che conosco personalmente e delle loro mogli/compagne che per sei mesi dovranno stare lontani pur avendo i cuori costantemente legati ed in apprensione l'uno per l'altra. Le missioni internazionali, infatti, non coinvolgono solo il soldato ma anche e soprattutto la sua famiglia che ogni giorno, ogni ora, ogni minuto è pervasa da un mix di orgoglio e terrore per il proprio caro impegnato in terra straniera.
Un particolare ricordo l'ho rivolto a Giulia, moglie di un Alpino e mia ex insegnante, che segue con amore ed apprensione non solo suo marito ma tutti i nostri militari impegnati in Italia ed all'estero. Persone così andrebbero insignite delle più alte onoreficenze repubblicane visto che in questo Paese sono più gli italioti che criticano le forze armate che gli Italiani che le onorano e le rispettano.
In questi mesi in cui i nostri eroi saranno oltre oceano vi chiedo di recitare Tre Ave Maria ogni giorno:

  1. una per il 2 Reggimento Alpini di Cuneo che in Afghanistan assumerà il comando del Train Advise Command, nell'ambito della missione Nato Resolute Support. 
  2. una per il 3 Reggimento Alpini di Pinerolo che in Iraq assumerà la guida della Task Force a protezione della diga di Mosul
  3. una per il 9 Reggimento Alpini de L'Aquila che a Misurata, in Libia, assumerà il comando della della Task Force impegnata nella missione Ippocrate di aiuti alla popolazione.

Questi tre Reggimenti rappresentano il meglio della nostra Nazione, il sano della nostra società, l'orgoglio della nostra Bandiera.
Viva l'Italia, viva gli Alpini, onore ai soldati della "Tau"!
Andrea Elia Rovera
Resposabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella

martedì 21 marzo 2017

La Rivoluzione Industriale e i Servizi Antincendio

Carissimi, l'Associazione Nazionale Vigili del Fuoco e il Corpo Nazionale Vigili del Fuoco - Comando Provinciale di Cuneo hanno organizzato un ciclo di mostre, convegni, didattica e dimostrazioni pratiche sul tema "La Rivoluzione Industriale e i Servizi Antincendio" che si terrà presso il Centro Incontri della Provincia di Cuneo sito in Corse Dante, 41 e presso la Sala Mostre sita in Corso Nizza, 21 (angolo Corso Dante) dal 20 al 26 marzo 2017.
Ieri un Vigile del Fuoco che conosco da anni mi ha portato la brochure d'invito chiedendomi di dare massimo risalto all'iniziativa perché, purtroppo, in Italia si parla troppo poco - e solo in occasione di calamità naturali - dell'importanza e della competenza del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
Dunque ho ritenuto opportuno scrivere qualcosa su questo blog - grazie a Dio - seguitissimo per portarvi a conoscenza del fatto che chi visiterà la mostra permanente "avrà la netta percezione che ogni oggetto esposto è la risultanza della passione e dell'inventiva delle persone. Naturalmente le scoperte che hanno rivoluzionato le nostre vite hanno avuto un risvolto positivo anche nel "soccorso tecnico urgente" di cui tante istituzioni sono state protagoniste attive nei tristi eventi del terremoto in centro Italia. Il "cortile delle istituzioni" vuole rendere omaggio a questi uomini e donne, illustri ospiti che dedicheranno una giornata a contatto con i visitatori: Vigili del Fuoco, Soccorso Alpino, 2 Reggimento Alpini, Croce Rossa Italiana, Pompieri senza Frontiere - Cinofili". (Fonte: brochure dell'evento)
Un importante #grazie va rivolto senz'altro alla Provincia di Cuneo ed al Comune di Cuneo che hanno voluto patrocinare l'evento, al 2 Reggimento Alpini, al Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, alla Croce Rossa Italiana ed a Pompieri Senza Frontiere - Squadra Cinofili per la fattiva collaborazione.
Carissimi, i Vigili del Fuoco sono dei veri angeli custodi che, ogni giorno, in silenzio, umilmente e senza far rumore, salvano vite, domano incendi, fronteggiano alluvioni, ecc...
Non dimentichiamoci di loro ed affidiamoli con fede alla protezione di santa Barbara, Patrona del Corpo, affinché custodisca loro, il loro operato e le loro famiglie.
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella

lunedì 20 febbraio 2017

Trofeo "Divisione Alpina Cuneense" dedicato al CMCS Langella

Carissimi, il 04 marzo 2017 nel Comune di Argentera, presso l'"Argentera Sky" si terrà la 12esima edizione del Trofeo "Divisione Alpina Cuneense" che quest'anno - per volontà di Mario Leone, Presidente dell'Associazione Nazionale Alpini di Cuneo e di Marco Agnello, Responsabile dell'evento - sarà dedicato al Caporal Maggiore Capo Scelto degli Alpini Giorgio Langella, Caduto a Kabul (Afghanistan), il 26 settembre 2006.
Vi ho voluto dare questa notizia perché questo evento avviene in un momento speciale e delicato visto che il 2 Reggimento Alpini di Cuneo quest'anno partirà nuovamente per l'Afghanistan. Nel 2006 lo stesso Reggimento, durante un'analoga missione, perse cinque valorosi soldati tra cui il nostro Giorgio.
Carissimi, a termine di questo mio breve scritto vorrei chiedervi una preghiera per i ragazzi del 2 Reggimento Alpini di Cuneo che andranno in Afghanistan ma anche una preghiera per i ragazzi del 3 Reggimento Alpini di Pinerolo che andranno in Iraq.
A questi ragazzi ho promesso di spendere ogni mio pensiero e ogni mia preghiera. Aiutatemi a mantenere la promessa.
Un abbraccio, Elia.



domenica 12 febbraio 2017

42esimo compleanno per Giorgio Langella

Carissimi, il 12 febbraio 1975 nasceva il Caporal Maggiore Capo Scelto degli Alpini Giorgio Langella che, purtroppo, il 26 settembre 2006 è rimasto vittima di un attentato terroristico a Kabul in Afghanistan. Da quel giorno sono passati 42 anni anche se lui, ahimé, ne ha vissuti soltanto 32.
Da anni mi occupo della sua memoria storica; cerco di farlo ricordare a chi lo ha conosciuto e di farlo conoscere a chi non ha avuto questa fortuna e questo privilegio.
Purtroppo - e lo dico con molta sofferenza e delusione - le istituzioni italiane sono le prime ad averlo dimenticato e ad averlo messo dietro le quinte facendo calare il sipario sulla sua triste vicenda.
In questi anni ho conosciuto parecchi soldati in congedo provenienti dal glorioso 3 Reggimento Alpini di Pinerolo (To) dove Giorgio ha prestato 10anni di onorato servizio come armiere. Tutti lo ricordano come un gigante buono che sapeva essere scherzoso, gioviale, conviviale, ... un vero Alpino insomma.
Ho conosciuto qualche militare del 2 Reggimento Alpini di Cuneo (Cn) ove Giorgio ha prestato l'ultimo periodo del suo servizio. Anche lì lo ricordano tutti con affetto e stima.
Allora perché il Sindaco del Comune ove egli è sepolto e gli alti vertici dello Stato Maggiore dell'Esercito e della Difesa non si adoperano per intitolargli una via, una saletta, una stanza o un luogo per lasciare ai giovani di oggi e di domani il fulgido ricordo di un uomo che ha vissuto l'Amor di Patria fino alla tragica ed effettiva effusione del sangue?
Non voglio fare polemica. In questi anni ne abbiamo fatta anche troppa.
Desidero solo che l'opinione pubblica sappia che l'Italia dedica piazze, cippi, monumenti ai no-global che aggredirono un Carabiniere in servizio; dedica manifestazioni a personaggi politici propagandatori di aborto, eutanasia, ... ma non si adopera in nessun modo per ricordare un Alpino Caduto in servizio nell'adempimento del suo dovere.
Giorgio sa quante persone ho interpellato per far si che la sua memoria non venisse cancellata e sa anche quante porte mi son visto sbattere sul naso da civili e militari. Non ho mai mollato, non mi sono mai dato per vinto, non ho mai gettato la spugna... e mai lo farò.
Carissimi, a conclusione di questo breve ricordo voglio chiedervi una cosa: aiutatemi a non far calare il sipario sulla vita e sulla figura del CMCS Giorgio Langella. Non merita di finire nell'oblio e nel dimenticatoio perché è morto per noi, per la democrazia per il Tricolore!
Chi dimentica un figlio della Patria che ha effuso il suo sangue per la collettività non è un Italiano ma un mediocre e triste pupazzo di pezza con il cuore di stoffa. Ricordare chi "è andato avanti" è un dovere di chi vuole sentirsi chiamare Italiano.
Viva l'Italia, viva gli Alpini!
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella

domenica 6 novembre 2016

A Cuneo la giornata delle Forze Armate e dell'Unità Nazionale

Carissimi, due giorni fa l'Italia ha celebrato il Giorno dell'Unità Nazionale e la Giornata delle Forze Armate.  Come ogni anno vi ho preso parte in quel di Cuneo, mia città e terra di Alpini.
Dopo l'omaggio al "Monumento ai Caduti del 2 Reggimento Alpini" abbiamo fatto una breve processione per rendere i dovuti onori ai "Ragazzi del '99" che hanno perso la vita durante la Prima Guerra Mondiale. Lì, di fronte a questo piccolo lembo di terra - nel quale sono stati posti una colonnina ed una targa - ho visto la commozione ed il rispetto che i Comandanti avevano negli occhi mentre, con la mano al cappello, porgevano il doveroso e sentito saluto a chi è "andato avanti" per amore della Patria.
Successivamente abbiamo percorso tutto Corso Dante e siamo andati al Parco della Resistenza per ascoltare il Messaggio per il 4 Novembre del Capo dello Stato.
Al centro dello spiazzo è stato montato un palco sul quale sono salite le autorità Civili e Militari.
Alla destra del palco vi era il Picchetto d'Onore composto da Alpini, Carabinieri, Finanzieri, Forestali, Poliziotti, Poliziotti Penitenziari, Vigili del Fuoco e Crocerossine.
Alla sinistra del palco, invece, vi erano le Associazioni Combattentistiche ed Arma, la Protezione Civile, il Gonfalone del Comune di Cuneo, il Gonfalone della Provincia di Cuneo e la rappresentanza della Polizia Locale di Cuneo.
Prima di salire sul palco il Signor Prefetto ha ricevuto la resa degli onori da parte di un Tenente del 2 Reggimento Alpini e ha poi, assieme al Comandante del 2 Reggimento, passato in rassegna il picchetto schierato sull'attenti.
Una volta che tutte le autorità hanno preso posto sul palco, un'Alpina - con voce chiara e ferma - ha dato lettura del Messaggio del Capo dello Stato.
Ero lì. Ho ascoltato ed assaporato ogni parola. Mi sono emozionato. Ho sentito vibrare nel mio cuore le parole di Mattarella che, con stima e affetto, ha detto: "Lo strumento militare rivolge la sua attenzione alla salvaguardia della vita dei nostri concittadini e della stabilità internazionale, mettendo in evidenza qualità e capacità professionali e collaborando con Paesi alleati ed amici, per realizzare un ambiente nel quale possano prosperare la pace e lo sviluppo dei principi democratici e dei diritti della persona, nel rispetto delle differenti culture e sensibilità".
Queste parole non hanno bisogno di commento ma solo di tempo per essere assorbite bene da tutto il nostro essere. I militari italiani non sono mercenari, non sono "personaggi strapagati" che "si arruolano solo perché non trovano lavoro"; i militari italiani sono uomini e donne che mettono a repentaglio la loro vita per la "salvaguardia della vita dei nostri concittadini e della stabilità internazionale". Ricordiamocelo sempre!
Al termine della lettura del toccante messaggio del Presidente della Repubblica è stata data la parola al Comandante del 2 Reggimento Alpini che ha tenuto un breve ma emozionante discorso nel quale ha ricordato chi non c'è più e chi - ogni giorno - indossa la mimetica, si rimbocca le maniche e serve la Patria ed il suo glorioso Popolo Italiano.
Carissimi, nello scusarmi per esser stato prolisso e logorroico, vi chiedo di non smettere mai di pregare per i membri delle Forze Armate. A vederli così sono uomini e donne senza paura, senza bisogni, senza timori... ma - ricordiamolo sempre - dietro alla divisa ci sono mamme, figli, sorelle, fratelli, padri, spose che - come tutti - hanno un cuore, un'anima e dei sentimenti. Non lasciamoli soli, non manchiamo loro di rispetto, non giudichiamo ciò che fanno.
Il loro lavoro - che io preferisco definire Missione - è fondamentale per garantire a ciascuno di noi un presente sereno ed un futuro di pace e di prosperità.
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella

lunedì 3 ottobre 2016

Nuovo dispetto alla Tomba del Caduto Langella

Carissimi, purtroppo nella giornata di venerdì la suocera del Caduto Langella  mi ha comunicato un fatto spiacevole - e consentitemi vile e spregevole - perpetrato alla Tomba del Caporal Maggiore Capo Scelto degli Alpini Giorgio Langella, Caduto il 26 settembre 2006 a Kabul durante una Missione di Pace.
Di seguito condivido con voi la lettera che ho inviato sabato al Sindaco del Comune di Boves per renderLo edotto della questione.
Egregio Avvocato Paoletti, vengo a Lei con questo mio in primo luogo per ringraziarla della sua presenza alle Celebrazioni in memoria del Caduto Langella. 
La presenza reale e silenziosa dell'Amministrazione Comunale è stata per noi una boccata di ossigeno in una Nazione che troppo spesso tende a dimenticare chi ha fatto il suo dovere ed è morto nell'adempimento di esso.
In secondo luogo, purtroppo, le devo dire che ieri la Signora Ida, suocera del Caduto Langella, mi ha comunicato l'ennesimo atto di vilipendio perpetrato alla tomba del suddetto Caduto dell'Esercito.
In data 26 settembre - come Lei ben ricorderà - il 2 Reggimento Alpini ha deposto un bel mazzo di fiori sulla tomba del Caduto per dimostrare e testimoniare l'affetto di tutta la Caserma.
In data 27 settembre, al mattino, la signora Ida (come ogni giorno) è andata al cimitero per pulire la tomba e curare i fiori. Al suo arrivo ha trovato l'involucro dei fiori tutto ciancicato e i fiori buttati e sparpagliati sul retro della tomba. 
Come ben ricorderà nel 2014 (durante le festività natalizie) qualcuno aveva già bruciato il cordolo della targa apposto sulla tomba e aveva già asportato (o meglio dire rubato) un angioletto di ceramica che la vedova di Giorgio aveva apposto sulla tomba del suo amato marito.
Questi atti iniziano a destare il sospetto che qualcuno si diverta a vilipendere la tomba del Caduto Langella perché una volta può essere una casualità ma la seconda volta diventa perseverazione volontaria. 
Ho voluto comunicarLe questa cosa in quanto sono certo che Lei provvederà a compiere i dovuti passi istituzionali per mettere fine a questo disgustoso comportamento lesivo della dignità di un defunto e - mi consenta - dell'Esercito Italiano.
In attesa di suo cortese riscontro porgo ossequiosi saluti.
Andrea Elia Rovera 
Responsabile della Memoria Storica 
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella
In data odierna, lunedì 03 ottobre 2016, il Sindaco di Boves mi ha risposto:
Egregio Signor Rovera, inoltro la Sua segnalazione al nostro Corpo di Polizia Locale.
Non ho dubbi che si tratti di atti di vilipendio finalizzati alla persona; ne sono avvenuti anche per altri due giovani deceduti, con il furto di piccoli ricordi che i famigliari avevano apposto. Ho chiesto ai famigliari di sporgere le relative denunce per far si che vi sia una traccia di ciò che avvenuto. 
Si tratta di comportamenti inqualificabili e che offendono e feriscono tutti. 
Ho già chiesto ai nostri Agenti di intensificare i controlli ma non è semplice acciuffare questi disgraziati e delinquenti che ovviamente agiscono quando sono certi di non essere visti. 
Sappia che faremo il possibile per stroncare questo comportamento vergognoso. 
Cordialità.
Maurizio Paoletti
Sindaco di Boves
Carissimi, spero vivamente che questi "disgraziati" e "delinquenti" vengano presi e puniti come meritano perché chi non rispetta i morti non merita né tolleranza né clemenza.
In attesa di potervi dare notizie più liete vi saluto e vi ringrazio.
Un abbraccio, Andrea Elia Rovera.

lunedì 26 settembre 2016

10 anni senza Giorgio

Carissimi, al termine della Santa Messa anniversaria in memoria del Caduto per la Pace Giorgio Langella ho tenuto un breve "discorso" per ringraziare i convenuti. Di seguito ve ne riporto il testo.

Carissimi, a nome della Famiglia Langella,
ringrazio Don Roberto Durbano, Cappellano dell’ANA di Cuneo che ha celebrato per noi la Messa e che sarà con noi fra poco al Cimitero per onorare la tomba di Giorgio.
Saluto il Tenente Colonnello Luca Petraroli, Comandante del Battaglione Saluzzo, che in questo anno di permanenza al Secondo non ha mai saltato una sola cerimonia in memoria di Giorgio. Con lui saluto tutti gli Ufficiali e i Sottoufficiali del 2 Reggimento Alpini di Cuneo che - da sempre – sono solidali con la sofferenza ed il dolore di Francesca.
Saluto gli Alpini del 3 Reggimento di Pinerolo che hanno voluto essere qui per ricordare il loro mitico armiere Langella. In modo particolare saluto l'amico Pasquale Sica che ci ha aiutato ad organizzare buona parte della giornata.
Saluto il Comandante della Stazione dei Carabinieri di Boves che anche in questa occasione ha voluto portare la vicinanza dell’Arma alla Famiglia Langella. Con lui saluto di vero cuore il Comandante della Polizia Stradale di Cuneo che – per primo – ha risposto al mio invito e ha portato qui tra noi la vicinanza e l’affetto della Polizia di Stato che da sempre è vicina alle famiglie di chi perde qualcuno durante l’adempimento del proprio dovere.
Saluto l'Associazione Nazionale della Polizia Penitenziaria e le altre Associazioni Combattentistiche e d’Arma che hanno voluto essere vicino a noi in questo giorno di memoria.
Saluto il Sindaco e l'Amministrazione Comunale di Boves.
Alzando lo sguardo vedo parecchi ragazzi giovani che hanno messo la loro vita a disposizione della Patria. Molti di loro arrivano dal Sud Italia e dalle Isole. Per svolgere il loro dovere ed onorare il Tricolore hanno lasciato la loro terra, la loro famiglia ed i loro affetti. Hanno indossato la mimetica, si sono rimboccati le maniche e hanno deciso di spendere la loro esistenza per la sicurezza nazionale e per il bene della popolazione.
Non hanno fatto il militare per obbligo di leva e neppure per soldi. Questi ragazzi – e con loro Giorgio – non sono mercenari ma militari che mettono ogni giorno a repentaglio la loro vita per amore della Nazione e della popolazione civile che in loro crede e a loro si affida.
Carissimi, a conclusione di questo breve intervento, vi chiedo una cortesia. Non lasciate che cali il sipario sui Caduti dell’Esercito perché ogni volta che uno di loro perde la vita in servizio la nostra Bandiera nazionale perde un po’ del suo colore.
In fondo, come dice l’Inno, ogni italiano è chiamato a dare la vita quando l’Italia chiama ma solo pochi Italiani – in virtù di un giuramento – hanno il coraggio e l’altruismo di lasciare tutto per adempiere ad una così difficile ed onerosa missione.
Viva l'Italia, viva gli Alpini, onore ai Caduti!
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella

lunedì 19 settembre 2016

In memoria del Caporal Maggiore Giuseppe Orlando, Caduto del 2 Reggimento Alpini

Carissimi, domani l'Italia ricorderà la scomparsa del Caporal Maggiore Giuseppe Orlando, 28enne di Palermo, Caduto del 2 Reggimento Alpini in terra afghana.
Da quel 20 settembre 2006 sono passati 10 lunghi anni ma noi che abbiamo a cuore il mondo alpino non possiamo e non vogliamo dimenticare.
Orlando è morto a causa di un incidente stradale avvenuto alle ore 23:05 (le 20:35 in Italia) in un normale giro di perlustrazione e pattugliamento. Il veicolo blindato usato dai nostri Alpini si è ribaltato in una curva a causa di un cedimento strutturale del manto stradale. Il nostro povero Caporal Maggiore si trovava nella posizione del mitragliere e nel ribaltamento ha perso la vita.
I colleghi che si trovavano con lui sul mezzo erano tutti Alpini effettivi della 22 Compagnia del 2 Reggimento Alpini di Cuneo che era in Afghanistan inquadrato nel Battle Group 3, unità di manovra italiana alle dirette dipendenze del Regional command capital.
Notizie come queste lasciano sempre senza parole anche perché ogni soldato che perde la vita in servizio è un pezzo di cuore della nostra Nazione che si lacera. Ogni soldato che effonde il suo sangue per la pace merita il nostro amore, la nostra vicinanza ed il nostro ricordo. Dimenticare chi - ogni giorno - mette a repentaglio la sua vita per il bene della nostra è ingiusto ed ingrato.
Carissimi, prima di congedarmi vi chiedo un favore: dopo aver letto questa mia lettera recitate un'Ave Maria per l'anima del Caporal Maggiore Orlando chiedendo in modo particolare all'Immacolata di consolare il cuore ferito dei suoi famigliari e delle persone che gli hanno voluto bene.
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella

martedì 12 luglio 2016

L'ultimo saluto al Sergente Maggiore Carmine Ferrara

Carissimi, assieme a Francesca, Vedova del CMCS Giorgio Langella, vengo a voi con questa mia per darvi una triste notizia.
Il Signore Onnipotente ha richiamato a sé il Sergente Maggiore Carmine Ferrara, in forza presso il 2 Reggimento Alpini, di stanza alla Caserma "Ignazio Vian" di Cuneo.
Carmine aveva solo 43 anni e da gennaio aveva scoperto di avere un tumore.
Nella sua lunga ed importante carriera di Alpino ha prestato servizio a L'Aquila, Roma ed Aosta ma, soprattutto, ha partecipato alle Missioni Internazionali dell'Albania, della Bosnia, del Kosovo e dell'Afghanistan.
Con la sua scomparsa il Sergente Maggiore Ferrara lascia la moglie Gina, i figli Antonio (13 anni) e Annalucia (9 anni), la madre Emma, i fratelli Fabio e Stanislao.
Oggi pomeriggio, alle 16:15 prenderò parte al funerale con il quale daremo l'ultimo ed estremo saluto a questo grande eroe che "è andato avanti".
Alla Famiglia, ai Commilitoni e a quanti piangono Carmine assicuro il mio povero ma sincero ricordo nella preghiera affinché la Madonna consoli i loro cuori e lenisca le loro ferite.
Con immenso dolore.
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella

lunedì 11 luglio 2016

Lettera al Sindaco di Boves per chiedere l'intitolazione di qualcosa al Caduto Giorgio Langella

Cuneo, 11 luglio 2016
Alla cortese attenzione
Paoletti Avvocato Maurizio
Sindaco del Comune di Boves
12012 Boves (Cn)
OGGETTO: Richiesta intitolazione di una via, piazza, corso, aula, sala, … in memoria del Caporal Maggiore Capo Scelto degli Alpini Giorgio Langella, Caduto in Missione di Pace a Kabul il 26 settembre 2006
Egregio Paoletti,
Veniamo a Lei con questa nostra per chiederle ufficialmente e formalmente di intitolare una via, piazza, corso, aula, sala… in memoria del Caporal Maggiore Capo Scelto degli Alpini Giorgio Langella, caduto in Missione di Pace a Kabul il 26 settembre 2006.
Giorgio ha prestato servizio presso il 3 Reggimento Alpini di Pinerolo per poi, prima del tragico attentato, entrare in forza presso il 2 Reggimento Alpini di Cuneo.
In questo ultimo periodo della sua troppo breve vita, il nostro caro Giorgio si era sposato al Santuario di Madonna dei Boschi (frazione di Boves) ed abitava al Villaggio U.N.R.R.A. assieme a sua moglie ed ai suoi suoceri.
Dopo il tragico attentato il suo Valoroso Corpo da Eroe è stato tumulato nel Cimitero Urbano del Comune di Boves dove molti Cittadini della Provincia di Cuneo si recano periodicamente per portare il loro accorato saluto alla Salma.
Da dieci anni a questa parte il giorno 26 di ogni mese Francesca, Vedova di Giorgio, fa celebrare una Santa Messa di suffragio presso la Parrocchia “San Bartolomeo” di Boves ed il 26 settembre di ogni anno fa celebrare una Santa Messa Anniversaria sempre nella suddetta Parrocchia a cui prendono parte una delegazione del 2 Reggimento Alpini ed una rappresentanza dell’Associazione Nazionale Alpini – Sezione di Cuneo.
Egregio Paoletti, come lei ben sa, la Legge Italiana consente ai Cittadini, in forma pubblica o privata, di proporre all’Amministrazione Comunale l’intitolazione di una nuova piazza, parco o via ad una persona ed è inoltre possibile richiedere la dedica di un monumento.
La Legge Italiana prevede altresì che è vietato intitolare vie, piazze e luoghi pubblici a persone il cui decesso non supera il periodo minimo richiesto di dieci anni ed è per questo che noi, con un paio di mesi di anticipo ci permettiamo di chiedere a Lei di:
Sottoporre la nostra domanda all’esame dell’Ufficio Toponomastica;
Iniziare l’istruttoria delle pratiche necessarie per la richiesta in oggetto;
Predisporre uno schema deliberativo da sottoporre all’approvazione della Giunta;
Inviare l’eventuale deliberazione della Giunta Comunale di Boves al Signor Prefetto di Cuneo per la definitiva autorizzazione.
Il Comune di Boves – che lei ben rappresenta in qualità di Primo Cittadino – è da sempre impegnato in favore di valori quali la pace e la democrazia, il rispetto del pensiero e delle differenze, la valorizzazione, ricerca, divulgazione del patrimonio storico locale e nazionale per cui siamo certi che la sua sensibilità – e quella dei suoi concittadini – la porteranno senz’altro a dare seguito a questa nostra richiesta.
Prima di salutarla la invitiamo a seguire la Pagina Facebook “Noi che non dimentichiamo Giorgio Langella” nella quale potrà vedere con quanto amore e quanto affetto centinaia di Italiani, Civili e Militari, ricordano Giorgio Langella, Caduto per la Pace in terra afghana.
In attesa di Suo cortese riscontro alla presente porgiamo ossequiosi saluti a Lei ed alla sua Giunta Comunale.
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella
Franca Fabbiano, in Langella 
Vedova del Caduto per la Pace
Giorgio Langella

venerdì 24 giugno 2016

Dopo 10 anni continuiamo a piangere i nostri Caduti in Afghanistan

Carissimi, da diversi anni cerco di far conoscere e divulgare la storia del Caduto Langella che ha perso la vita in un vile attentato a Kabul nel 2006. Chi mi conosce, però, sa che non ho mai trascurato neppure gli altri Caduti in quella terra perché - anche se do fastidio a molti - non ho nessuna intenzione di far calare il silenzio sulle storie di questi eroi in mimetica.
Lo Stato Italiano può andar fiero di tutti i suoi soldati perché tutti - nessuno escluso - sono animati da sentimenti nazionalisti, patriottici e solidaristici. Tutti i militari italiani, quando cantano l'Inno Nazionale, incarnano pienamente ciò che la nostra Repubblica è.
Ogni uomo che indossa la mimetica mette a repentaglio la propria vita per il bene della popolazione civile e lo fa ben cosciente del fatto che può rimetterci la vita.
Ma perché uno è conscio del fatto che può morire allora è giusto che muoia?
No, assolutamente no!
In questi anni di impegno a favore della memoria del Caduto Langella mi sono sentito dire che chi parte per le Missioni di Pace è un "mercenario"; mi sono sentito dire che chi parte per le missioni "lo fa per soldi"; mi son sentito dire che "con quello che guadagnano sono già ampiamente indennizzati"; ...
Ebbene, tutte queste sono - passatemi il termine - "stronzate"!
Chi critica le Missioni Internazionali di Pace non ne conosce la necessità, la finalità e la storia.
Chi critica la spesa per queste missioni non sa che chi non fa nulla per la democrazia non può pretendere che essa proliferi.
Purtroppo, però, molti aprono la bocca per far prendere aria ai denti non sapendo che quest'anno ricorre il X anniversario della morte del:
Maresciallo Luca Polsinelli deceduto a seguito dell'esplosione di un ordigno in strada nei presso di Kabul il 05 maggio 2006;
Capitano Manuel Fiorito deceduto a seguito dell'esplosione di un ordigno in strada nei presso di Kabul il 05 maggio 2006;
Tenente Colonnello Carlo Liguori deceduto a seguito di un attacco cardiaco il 02 luglio 2006;
Caporal Maggiore Giuseppe Orlando deceduto in un incidente stradale il 20 settembre 2006;
Caporal Maggiore Vincenzo Cardella deceduto a seguito dell'esplosione di un ordigno nei pressi di Kabul il 26 settembre 2006;
Caporal Maggiore Capo Scelto Giorgio Langella deceduto a seguito dell'esplosione di un ordigno nei pressi di Kabul il 26 settembre 2006.
Questi eroi sono morti in terra straniera e sono tornati nella loro amata Patria avvolti nel Tricolore che hanno tanto rispettato, servito ed onorato.
Questo non può passare inosservato. Questo non può passare sotto silenzio. Questo non può non essere insegnato nelle scuole.
Negare la nostra storia non solo è vergognoso ma è anche criminale perché se non si conoscono i fatti si rischia di fare del facile qualunquismo che, certamente, non fa bene alla crescita umana, etica e spirituale della nostra nazione.
Carissimi, a conclusione di questa mia, già fin troppo lunga, lettera vorrei chiedervi la cortesia di NON DIMENTICARE perché il miglior modo per essere italiani è quello di RICORDARE ciò che è stato per FARE AL MEGLIO ciò che sarà.
Io sono solo un misero civile ma, ve lo prometto, farò tutto ciò che mi sarà consentito per far conoscere, amare ed apprezzare chi indossa una divisa e lo farò perché - grazie a queste persone - ogni giorno abbiamo la fortuna di uscire di casa e di rientrarvi incolumi.
Viva l'Italia, viva l'Esercito!
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella

domenica 19 giugno 2016

Il Comune di Murello (Cn) concede la Cittadinanza Onoraria al 2 Reggimento Alpini

Carissimi, ieri, su invito di Giuseppe Delpopolo, Capogruppo dell'A.N.A. murellese,  ho avuto l'onore ed il privilegio di partecipare, assieme alla Vedova del Caduto Giorgio Langella, alla seduta straordinaria del Consiglio Comunale nella quale è stata data la Cittadinanza Onoraria di Murello al 2 Reggimento Alpini di Cuneo.
Questo importante evento è stato preceduto da una toccante Commemorazione dei Caduti tenutasi nella Piazza Divisione Alpina Cuneense alla presenza del Reverendo Padre Mattei, dell'Ordine dei Predicatori, del Cavalier Antonio Franza, Consigliere Nazionale A.N.A., del signor Mario Leone, Presidente della Sezione A.N.A. di Cuneo, di Fabrizio Milla, Sindaco di Murello, degli Assessori e Consiglieri del Comune di Murello, e di tanti Gruppi A.N.A. della Provincia di Cuneo.
Naturalmente, come sempre, erano presenti il Colonnello Paolo Romanin, Comandante del 2 Reggimento Alpini, ed i suoi soldati che hanno presenziato con un picchetto esemplare ed hanno proceduto con il rito dell'alzabandiera sulle note dell'Inno Nazionale.
Relativamente a questa importante e suggestiva celebrazione dedicata ai Caduti "andati avanti" nel Paradiso di Cadore, il Sindaco di Murello ha detto: "Gli Alpini della Piana hanno offerto a Murello un programma veramente ricco, una gratificazione per un piccolo comune che può unire i suoi solidi valori a quelli degli Alpini, un'occasione importante che è anche un messaggio che mi sento di lanciare, con un po' di polemica, verso una certa politica che vuole vedere scomparire le virtuose e preziose realtà dei nostri piccoli paesi. [...] Murello ricorda anche i dolorosi eventi delle due guerre mondiali con i suoi caduti e dispersi, i morti di un bombardamento e anche l'episodio più rilevante e spettacolare della resistenza piemontese organizzato dai Partigiani della 4 Brigata Garibaldi con l'attacco all'aeroporto militare di Murello dove 32 aerei vennero incendiati".
Come ben sapete portare avanti la memoria storica del nostro Paese è per me motivo di impegno quotidiano perché credo fermamente che le future generazioni abbiano più bisogno del pane di sapere ciò che la nostra Patria ha vissuto prima di essere ciò che è oggi.
Per me e per la Vedova di Giorgio, seppur con dolore, è sempre un piacere partecipare a queste cerimonie perché ci fornisce l'occasione di ricordare, far ricordare e far conoscere la grande figura del Caporal Maggiore Capo Scelto Giorgio Langella, Caduto per la Pace in terra afghana.
Carissimi, la nostra amata Italia è fondata su solide fondamenta composte da migliaia di italiani che hanno contribuito con l'effusione del loro sangue alla costituzione di una nazione libera, onesta e democratica.
Ogni volta che ci viene data l'opportunità di commemorare i Caduti dobbiamo sentire nel nostro intimo un forte senso di responsabilità.
Chi è morto con una divisa addosso, nell'adempimento del proprio dovere per la realizzazione di una società più giusta merita di essere pianto, ricordato, commemorato.
Non facciamo calare il sipario su questi eroi, sulle loro famiglie e sui loro reggimenti. Il Tricolore vive concretamente in chi - ogni giorno - fa la sua parte per la grandezza della Patria e per il benessere del suo Popolo.
Viva l'Italia, viva gli Alpini!
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella