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lunedì 19 ottobre 2020

"Fides et Virtus" - Omaggio all'Ispettore Generale Domenico Giani

Carissimi amici dal "Cuore Alpino", per la prima volta dalla creazione di questo Blog intendo parlare di un alto Ufficiale italiano che ha avuto l'onore e l'onere di servire niente meno che il Santo Padre e lo Stato della Città del Vaticano: Domenico Giani.
Domenico Giani nasce ad Arezzo nel 1962 in una famiglia cristiana di sani principi ed onesti valori civili e religiosi. Studia e si laurea in Pedagogia con indirizzo Socio-Psicologico presso l'Università degli Studi di Siena. Si arruola nella Guardia di Finanza dove presta servizio come Sottufficiale e, con grande tenacia e caparbietà, arriva al ruolo di Ufficiale.
La Presidenza del Consiglio dei Ministri nota le sue capacità e le sue attitudini investigative; su queste basi lo destina al Servizio per le informazioni e la sicurezza democratica (S.I.S.De.) a tutela delle Istituzioni e della Democrazia. Anche qui si distingue per spirito di servizio ed abnegazione.
Lo Stato Italiano lo chiama dunque ad occuparsi di sicurezza e giustizia. Giani diviene comandante della Polizia Giudiziaria presso la Procura della Repubblica, svolge funzioni di Pubblico Ministero in udienza giudiziale, diviene Dirigente presso il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria (D.A.P.) nel settore Protezione Tecnologica ed Organizzativa.
A conferma della sua grande esperienza investigativa, l'Università degli Studi de L'Aquila lo chiama quale Professore a Contratto presso la Facoltà di Scienze dell'Investigazione.
Nel 1999, a seguito di molti successi professionali, lascia gli incarichi presso lo Stato Italiano per diventare Vice Comandante del Corpo di Vigilanza dello Stato della Città del Vaticano. Dopo soli sette anni diventa Comandante della Gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano, Responsabile della Direzione dei Servizi di Sicurezza e Protezione Civile, Coordinatore dei Vigili del Fuoco.
Giani, per espletare al meglio le sue funzioni, prende residenza nello Stato della Città del Vaticano di cui ottiene anche la Cittadinanza.
Il Comandante Domenico Giani è "diventato famoso" per aver bloccato e reso inoffensiva - per ben due volte - la signora Susanna Maiolo, cittadina italo-svizzera che sia nel 2008 che nel 2009 ha attentato alla vita di Papa Benedetto XVI nella Basilica di San Pietro. Nuovamente si è reso degno di menzione per aver coordinato, gestito e condotto le indagini di intelligence nel Caso "Vatileaks".
Quale Comandante della Polizia del Vaticano, Domenico Giani ha fatto delle vere e proprie rivoluzioni. Ha messo a punto nuove tecniche investigative, ha insegnato ai Gendarmi a seguire procedure di pronto intervento e di intelligence, ha organizzato collaborazioni con il Gruppo Intervento Speciale (G.I.S.) dell'Arma dei Carabinieri e con il Federal Bureau of Investigation (F.B.I.) degli Stati Uniti d'America. I Gendarmi che hanno conseguito risultati migliori e più efficienti sono entrati a far parte del neo-costituito Gruppo di Intervento Rapido (G.I.R.), un nucleo specializzato nel contrasto del terrorismo, negli attentati al Romano Pontefice e nel sabotaggio di eventuali oggetti esplosivi.
A seguito di tutti questi ammodernamenti e perfezionamenti del Corpo di Gendarmeria, il Vaticano si è visto inserire nell'Interpol all'Assemblea Generale del 2008.
Domenico Giani, grazie alla sua maestria militare, ottiene numerosi premi e riconoscimenti. Il 17 gennaio 2018, presso il Palazzo del Quirinale, ottiene dalla mani del Presidente della Repubblica Italiana la Croce d'Oro al merito dell'Esercito con la seguente motivazione: "Direttore dei Servizi di Sicurezza e Protezione Civile e Comandante del Corpo della Gendarmeria dello Stato del Vaticano, nell'ambito di un articolato e lungo processo che ha portato alla impeccabile definizione delle misure organizzative di sicurezza connesse con lo svolgimento presso le strutture della Santa Sede di diversificati e complessi eventi - di respiro internazionale e di interesse strategico per l'Esercito, esercitava un'insostituibile e determinante azione nel consolidamento di preziosissime sinergie ai vari livelli tra le articolazioni della Forza Armata e quelle della propria organizzazione, fornendo, in virtù della perfetta e apprezzatissima riuscita di tali iniziative, un contributo decisivo per consolidare ed accrescere l'immagine dell'Esercito quale Istituzione dello Stato prestigiosa, seria ed affidabile. Roma, settembre 2015 - novembre 2017".
Il Comandante Giani ha dimostrato le attitudini e l'onore di un Ufficiale quando - pur non avendo responsabilità oggettive ha rassegnato le dimissioni da capo del Corpo per "fuga di notizie sulla sospensione di addetti vaticani". Jorge Mario Bergoglio le accetta prontamente il 14 ottobre 2019 lasciando l'amaro in bocca a quanti di Giani hanno sempre avuto stima e considerazione. 
Il Tg2000 della Conferenza Episcopale Italiana, in quell'occasione, riportò così la notizia: "Un comunicato ufficiale della Santa Sede ha reso nota la decisione presa dalla fedele ombra del Pontefice che ha rimesso il suo mandato nelle mani del Papa, assumendosi "in toto" la responsabilità della fuga di notizie su una disposizione riservata che prevedeva limitazioni amministrative nei confronti di personale della Santa Sede. Era il 2 ottobre scorso quando alcuni organi di stampa pubblicavano nomi e foto di cinque dipendenti vaticani coinvolti sull'inchiesta su investimenti immobiliari in Gran Bretagna per centinaia di milioni di euro. Un fatto che aveva esposto alla gogna mediatica le persone coinvolte, semplicemente indagate, mostrando una falla nel sistema di informazioni ad uso interno. Per volere del Papa, nei giorni scorsi, era stata aperta un'indagine per individuare "la talpa" e l'autore materiale della divulgazione che lo stesso Pontefice aveva paragonato ad un peccato mortale, perché altamente lesiva dell'integrità morale dei dipendenti coinvolti. Non essendo emerso alcun responsabile, Giani - con un gesto d'altri tempi - si è dimesso. Un atto in linea con le qualità mostrate dal Comandante nel corso degli anni, senso dell'onore, umiltà, lealtà profonda che hanno garantito intorno ai tre Pontefici (di cui è stato l'angelo custode) un clima di naturalezza e sicurezza". (Video integrale clicca qui)
Carissimi, ho avuto la fortuna di poter parlare con il Comandante Domenico Giani in due occasioni all'interno delle mura vaticane e mi sono sentito sempre un piccolo esserino dinanzi ad un gigante. Egli è umilissimo, molto parco nel parlare, ma gli si leggono negli occhi una grande professionalità, un grande senso del dovere e dell'onore. Mi pareva giusto, anche se in poche righe, illustrare la sua figura e le sue gesta perché "Cuore Alpino" esiste per narrare ciò che nella Difesa rende onore ai nostri avi.
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica del CMCS degli Alpini Giorgio Langella

giovedì 16 luglio 2020

Tutto quello che sapete sull'Immigrazione è falso? Ditelo ai Carabinieri aggrediti

Carissimi amici dal "Cuore Alpino", in questi giorni ho appreso da Facebook che l'Associazione Territoriale di Radicali Italiani "Radicali Cuneo" sta organizzando diverse manifestazioni nelle città cuneesi sul tema dell'immigrazione, per tentare di smontare le solite frasi spot che sono abituati a sentire, a partire dal "siamo di fronte ad un'invasione", sino ad arrivare all'assurdo "i terroristi islamici utilizzano i flussi migratori per attaccarci". Perché manifestano? Manifestano per chiedere l'abrogazione dei Decreti Salvini, la reintroduzione della protezione umanitaria, la convalida del sistema S.P.R.A.R., lo stop al sistema emergenziale, l'accoglienza umanitaria.
Purtroppo debbo constatare che i Radicali continuano a vivere in un universo parallelo fatto di visioni sinistroidi e poco attinenti alla realtà dei fatti.
In questo 2020, ad esempio, è accaduto spesso che Immigrati aggredissero in modo feroce ed efferato i militari appartenenti all'Arma dei Carabinieri. Siccome non voglio essere accusato di razzismo ma voglio portare elementi tangibili a sostegno delle mie affermazioni vi citerò tre episodi: uno più raccapricciante dell'altro.
Milano, "otto immigrati aggrediscono carabiniere": massacrato a sediate e calci, "lo hanno ammazzato di botte"
Il 21 giugno 2020, "Libero Quotidiano" narrava che - alle tre del mattino - a Milano, in zona Piazzale Loreto, c'è stata una rissa molto violenta in un bar. Interviene un Maresciallo Capo dei Carabinieri, 50 enne, che nonostante fosse fuori servizio è intervenuto per spirito di abnegazione e per cercare di sedare gli animi. Viene accerchiato da otto immigrati e viene massacrato di botte. Il militare dell'Arma è stato ricoverato in ospedale dove racconta di esser stato preso a sediate, calci e pugni. (Qui la notizia completa)
L'immigrato gli sferra due pugni e spacca la faccia al militare
Il 19 giugno 2020, "Il Giornale" narrava che il giorno precedente ad Avezzano (L'Aquila) - attorno alle 17:30 - una gazzella dell'Arma dei Carabinieri si è fermata dinanzi alla Caritas per effettuare un controllo di polizia su un uomo in chiaro stato di escandescenza.
Inizialmente cercano di calmarlo ma poi sono costretti a bloccarlo a terra per evitare che faccia del male a qualcuno. Il soggetto, un immigrato della Repubblica Dominicana di 41 anni, riesce a divincolarsi e a sferrare due pugni in faccia ad uno dei due Carabinieri. Il volto del militare inizia a sanguinare copiosamente e viene tradotto in ospedale dove lo refertano cosciente, non in pericolo di vita ma bisognoso di intervento chirurgico maxillo-facciale. (Qui la notizia completa)
Torino, immigrati aggrediscono i carabinieri, li prendono a morsi e urinano contro di loro
Il 14 luglio 2020, il "Secolo d'Italia" narrava che a Moncalieri (Torino) dei passanti hanno dovuto chiamare i Carabinieri per denunziare una furibonda lite tra immigrati di colore. Siccome i militari dell'Arma capiscono ormai bene con chi hanno a che fare, si recano sul posto con quattro gazzelle. Gli immigrati, non appena vedono i Carabinieri, smettono di colpirsi tra loro e si scagliano senza motivo contro i servitori dello Stato. Hanno colpito con ferocia i Carabinieri, gli hanno sferrato calci e pugni e - il più maleducato di loro - ha anche urinato.
Gli infausti protagonisti dell'aggressione sono stati identificati in tre nigeriani di 23, 27 e 30 anni ed un ghanese di 19 anni. Tutti e quattro sono ospiti del Centro di Accoglienza sito vicino ai Giardini Pubblici di Moncalieri. Il 19enne ed il 23enne sono stati arrestati per le lesioni provocate ai militari. Il 27enne ed il 30enne sono stati denunciati rispettivamente per atti osceni e rifiuto a fornire le proprie generalità. (Qui la notizia completa)
Alla luce di quanto vi ho appena riportato mi domando se l'Italia e gli Italiani debbano tollerare ancora a lungo simili vicende. L'Arma dei Carabinieri non è un'Istituzione da vilipendere, offendere ed oltraggiare. I Carabinieri non sono carne da macello o persone da trattare a pesci in faccia.
Un Paese degno di questo nome non può e non deve permettere che i Servitori della Patria vivano simili situazioni.
All'Associazione Territoriale di Radicali Italiani "Radicali Cuneo" dico dunque che, come dicevano i Latini, "contra factum non valet argumentum". I fatti e gli atti compiuti dagli Immigrati sul nostro sacro suolo nazionale sono evidenti, denunziati e documentati. Dire che "Tutto quello che sappiamo sull'immigrazione è falso" non è solo fazioso ma anche irrispettoso del libero pensiero e dell'Amor di Patria.
Concludendo, voglio ringraziare tutti gli Operatori della Sicurezza, Carabinieri, Poliziotti, Finanzieri, Poliziotti Penitenziari, Vigili urbani e Vigili del Fuoco per quanto fanno ogni giorno per noi. Il loro prezioso servizio, la loro sincera abnegazione, il loro senso del dovere sono per noi motivo di vanto e di orgoglio.
Viva l'Italia, viva gli Italiani!
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella

giovedì 3 ottobre 2019

Operazioni della Guardia di Finanza in contrasto al lavoro nero

Carissimi amici dal "Cuore Alpino", è con immensa soddisfazione che dedico il primo Post del mese di ottobre al Corpo della Guardia di Finanza che, in questi giorni, ha messo in atto tutta una serie di azioni atte a contrastare concretamente il lavoro nero.
La Tenenza di Fossano, facente parte del Comando Provinciale di Cuneo, dopo accurate attività investigative, è giunta in un'azienda ristoratrice del saviglianese ove ha rilevato personale impiegato "in nero". Al momento dell'accertamento risultavano sprovvisti di contratto di assunzione e/o di chiamata ben sette operatori in forza lavoro. Questo comportamento messo in atto dal titolare dell'azienda è lesivo della dignità del lavoratore che - con questo trattamento - è stato depauperato dei contributi previdenziali, di un adeguato trattamento retributivo, dell'assicurazione sanitaria e dell'assicurazione Inail che lo tutela in caso di infortunio sul luogo di lavoro.
I militari della Guardia di Finanza, con grande professionalità, hanno inoltre calcolato che oltre il 20% del personale in forza al momento del controllo era "in nero" ed hanno perciò provveduto a segnalare l'anomalia al locale Ispettorato del Lavoro chiedendo che provvedesse alla sospensione immediata dell'attività imprenditoriale come previsto dalla Legge sulla Sicurezza dei Luoghi di Lavoro.
Caso analogo, sempre in questi giorni, è avvenuto a Cecina dove gli uomini delle Fiamme Gialle, appartenenti al Comando Provinciale di Livorno, hanno ispezionato un esercizio commerciale scoprendo che i due dipendenti in forza lavoro erano "in nero" e sconosciuti alla Previdenza.
Anche qui, come nel caso di cui sopra, i militari della Guardia di Finanza hanno allertato l'Ispettorato del Lavoro di Livorno per la sospensione immediata dell'attività.
Sempre in Provincia di Livorno, nel comune di Rosignano Marittimo, la Guardia di Finanza ha ispezionato un Bar senza cucina ove il titolare dell'azienda aveva in forza lavoro un uomo e una donna - entrambi 30enni - senza regolare contratto di lavoro. I militari della Guardia di Finanza, intervistati da "Qui News Cecina.it" hanno precisato che l'imprenditore cecinese - a seguito del loro controllo - "dovrà regolarizzare nei confronti dell'Inps e dell'Erario le inadempienze commesse, pagando una "maxi-sanzione" pari a 5400 €uro".
In questi giorni il Governo Italiano sta mettendo a punto le ultime modifiche alla Legge di Bilancio e in televisione si fa un gran parlare della lotta all'evasione e del contrasto al lavoro sommerso (o lavoro in nero). Le attività pressoché quotidiane messe in atto dalla Guardia di Finanza si inseriscono in modo più che pertinente in un cammino lungo, complesso e tortuoso atto a

  • contrastare i soggetti che, con la loro evasione fiscale, creano effetti catastrofici sull'economia reale;
  • tutelare la sicurezza e l'incolumità di quei lavoratori a cui è stata negata in modo fraudolento la possibilità di avere una posizione previdenziale, assicurativa e contributiva degna e dignitosa.

Carissimi, nel ringraziarvi ancora per il grande affetto con cui seguite "Cuore Alpino", vi invito a ricordarvi sempre che in Italia ci sono grandi eccellenze da onorare e la Guardia di Finanza è una di quelle. Come già ho fatto in altre occasioni vi sprono a fare un sorriso e a dire un "grazie" a quegli uomini e a quelle donne che ogni giorno si alzano dal letto per andare nelle Caserme della Guardia di Finanza a servire la Patria e il Popolo Italiano.
Nec recisa recedit!
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli alpini Giorgio Langella

giovedì 12 settembre 2019

Guardia di Finanza Cuneo - Cambio del Comando

Carissimi amici dal "Cuore Alpino", vi sarete già stufati di leggere i miei scritti che in questi giorni escono quasi quotidianamente. Vi chiedo scusa se sono troppo solerte ma non posso non rendicontare la quantità di avvenimenti che si stanno avvicendando tutti assieme in questo caldo mese di settembre.
Questa mattina, ad esempio, presso la Caserma "Cesare Battisti" di Cuneo il Colonnello Massimiliano Pucciarelli ha ceduto il comando provinciale delle "Fiamme Gialle" al parigrado Colonnello Luca Albertario.
Inutile dire che la Provincia Granda è stata sentitamente toccata dall'avvicendamento visti i quattro anni intensi ed operativi nei quali il Colonnello Pucciarelli ha diretto il Reparto della locale Guardia di Finanza. Al termine di questa esperienza Cuneese, però, non lascerà il Piemonte ma andrà a comandare il Comando Provinciale di Alessandria dove farà sicuramente un ottimo lavoro come ha fatto qui da noi.
Il Colonnello Albertario, da oggi nuovo Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Cuneo, proviene dal Centro Italia dove, sino al 9 settembre 2019, è stato Capo di Stato Maggiore del Comando Regionale dell'Umbria. Albertario, però, ha un curriculum interessante ed altamente professionale che è bene menzionare per intero. Luca Albertario, Colonnello t.ISSMI, nato a Siena il 24 agosto 1970, sposato e papà di due figli. Ha frequentato l'Accademia della Guardia di Finanza da cui è brillantemente uscito con il grado di Tenente nel 1993 con invio immediato in Puglia quale Comandante Articolazioni Pronto Impiego e Territoriali nei territori di Brindisi e Ostuni. A seguito dell'ottimo operato svolto in terra brindisina, il Comando delle Fiamme Gialle lo invia a Lecce come Comandante di Compagnia e, successivamente, del Nucleo di Polizia Tributaria. Anche nella capitale del Salento si distingue per grande professionalità e profondo acume investigativo tanto da essere inviato dal Comando Generale a Perugia dove gli viene chiesto di occuparsi del Nucleo Di Polizia Tributaria fino al 2007, anno in cui Albertario accede al 10 Corso Superiore di Stato Maggiore dal quale esce con il grado di Tenente Colonnello e viene immediatamente impiegato come Capo dell'Ufficio Raccordo Informativo. Svolge questo importante e delicato compito sino al 2013. Lascia l'incarico a seguito della promozione a Colonnello e della nomina a Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Siena dove resta sino al 2015. L'Umbria non può fare a meno di lui e lo richiama prontamente quale Capo di Stato Maggiore del proprio Comando Regionale da cui va via per prendere le redini del Comando Provinciale di Cuneo.
La Provincia Granda saprà sicuramente farsi apprezzare da questo grande Ufficiale che, come vi ho poc'anzi elencato, non è nuovo a movimentazioni e spostamenti per il servizio della Patria. Dal canto suo egli saprà sicuramente mettere a servizio del Cuneese la sua grande professionalità, il suo spirito di servizio e la sua cultura non comune a molti. Mi sono dimenticato di dirvi che oltre ai numerosi incarichi ricoperti il Colonnello Albertario è laureato in Giurisprudenza, Scienze Politiche e Scienze della Sicurezza Economico Finanziaria nonché Consigliere Giuridico delle Forze Armate, Cavaliere al merito della Repubblica Italiana e detentore di Croce d'Oro per 25 anni di servizio e Medaglia d'Oro al merito di lungo comando.
L'Italia, nelle Forze Armate e nelle Forze dell'Ordine ha delle vere e proprie eccellenze che, stante l'umiltà di chi indossa un'uniforme, faticano spesso a venir fuori. Tra i membri delle Forze di Polizia e Pubblica Sicurezza ci sono persone con due o tre lauree, persone con numerosi brevetti e numerose capacità tecnico-professionali difficili da reperire. Non a caso - va detto - i nostri uomini in uniforme sono invidiati e ricercati in ambito Nato e Onu.
Il Generale di Divisione Giuseppe Grassi, che stamane ha presieduto la Cerimonia ed ha convalidato il passaggio del Comando, ha sottolineato la professionalità del Colonnello uscente augurandogli un proficuo lavoro in quel di Alessandria ed ha incoraggiato il Comandante entrante affinché continui a servire le Fiamme Gialle e l'Italia tutta come ha fatto sino ad oggi.
Noi, dal canto nostro, ci uniamo a questi auguri ringraziando il Colonnello Pucciarelli per quanto fatto qui da noi e accogliendo con affetto e doverosa deferenza il Colonnello Albertario nella nostra bella Granda.
Nec recisa recedit!
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella

domenica 20 gennaio 2019

In memoria di Nowo Postojalowka per non dimenticare

Carissimi amici dal "Cuore Alpino", questo fine settimana la provincia di Cuneo si è dedicata ad un momento importante e fondamentale per la storia della Granda: la memoria dei Caduti e dei Dispersi della Divisione Alpina Cuneense in quel di Nowo Postojalowka.
Ieri, sabato 19 gennaio, alle ore 16:00 presso la Caserma "Cesare Battisti" della Guardia di Finanza (già sede del 2 Reggimento Alpini), alla presenza del Colonnello Marcello Orsi, Comandante del 2 Reggimento Alpini, del Signor Sebastiano Favero, Presidente Nazionale dell'Associazione Nazionale Alpini e di moltissimi gagliardetti della poc'anzi citata Associazione si è tenuto l'alzabandiera che ha dato inizio alle celebrazioni della memoria.
Nella stessa giornata, i presenti e gli astanti hanno avuto la possibilità di rendere omaggio al Sacrario Militare dei Caduti Alpini situato presso la "Cesare Battisti".
Il Sacrario è semplice, collocato in due stanze ampie - ma non enormi - che lasciano nel cuore di chi vi entra un grande senso di presenza e di deferenza verso la Bandiera di Guerra collocata in teca e verso il monumento dell'Alpino adagiato al suolo prima di posare lo zaino a terra e partire per l'ultima marcia verso il Paradiso di Cantore.
In quanto responsabile della Memoria Storica del Caduto per la Pace Giorgio Langella - Caporal Maggiore Capo Scelto del "Doi", Caduto in Afghanistan nel 2006 - non potevo e non volevo mancare. Ho preso parte alla suggestiva cerimonia portando - com'è per me consuetudine - persone dal cuore autenticamente alpino. Con me c'erano Roberto e suo figlio Ivan da San Mauro Torinese e Gianluca da Cavallermaggiore (autore della suggestiva foto di questo post).
Assieme a questi sinceri amici dal "Cuore Alpino" ci siamo fermati in silenzio dinanzi alla bronzea effige dell'Alpino adagiato al suolo per ricordare il sacrificio della Cuneense in terra russa. Nel 1943 15.000 alpini partirono da Cuneo alla volta della Russia... ne tornarono meno di 1.500!
Da quel tempo sono passati 76anni ma Cuneo e gli italiani dal "Cuore Alpino" non hanno voluto dimenticare.
Carissimi, chi di voi segue il mio Blog sa quanto io tenga alla Memoria Storica e quanto mi adoperi quotidianamente per non far calare il sipario sui Servitori della Patria che "sono andati avanti". Questo rendiconto non è un unicum e neppure un caso isolato ma il seguito di una lunga, lunghissima, serie di eventi che mi ha visto e mi vedrà partecipe affinché le future generazioni abbiano l'occasione di conoscere ciò che è stato.
Come dico sempre: "dentro a una mimetica, dietro a un medagliere, sotto un cappello fregiato c'è un soldato ma anche e soprattutto un uomo che ha cuore, sangue e sentimenti come ciascuno di noi".
L'Italia, quella vera, gioisce, soffre e si commuove quando un uomo in uniforme solca il suolo nazionale e/o internazionale per portare in giro per il mondo i valori della gloriosa e apprezzata italica nazione.
Viva l'Italia, viva gli Alpini, onore ai Caduti!
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella

sabato 17 febbraio 2018

La Guardia di Finanza sequestra 900kg di eternit salvando molteplici vite

Carissimi amici dal "Cuore Alpino", questa mattina - dopo aver smontato dal lavoro - sono venuto a conoscenza del fatto che la Guardia di Finanza ha compiuto un importante sequestro di eternit in quel di Torre del Greco (Napoli). Il tutto è avvenuto dopo una meticolosa indagine volta a reprimere i reati ambientali in una zona già molto provata dalla "terra dei fuochi".
I Finanzieri in forza presso il Comando Provinciale di Napoli, durante una delle tante ronde di controllo del territorio, hanno sequestrato 25 metri quadri di terreno nel quale erano stoccati illecitamente 900 kg di rifiuti speciali pericolosi per la salute pubblica.
Per arrivare ad una così importante requisitoria i militari della Guardia di Finanza hanno portato avanti una lunga attività di investigazione che li ha portati a scoprire un edificio abbandonato al cui interno vi erano 900kg di lastre in eternit.
Com'è facile immaginare, il materiale posto sotto sequestro è stato classificato altamente nocivo e causa di molteplici patologie tumorali per gli abitanti del piccolo comune campano. Oltretutto, cosa davvero disdicevole, l'area interessata si trova vicina alle scuole del paese e tra molti condomini di ignari ed onesti cittadini.
I militari della GdF sono da sempre impegnati nella repressione dei crimini che riguardano l'ambiente e la salute pubblica. Purtroppo nel nostro Paese ci sono molti "furbi" che pensano di fare palate di soldi smaltendo in modo illecito i rifiuti; questi soggetti, però, non hanno ancora capito che la loro bramosia di denaro è causa di molti malati ed altrettanti morti.
Le televisioni e i giornali da anni si occupano di informare e sensibilizzare sul tema dello smaltimento dei rifiuti e del riciclaggio ma purtroppo tutto questo non basta. Anche se brutto è ancora necessario che le Forze dell'Ordine intervengano in modo coercitivo per far rispettare le elementari norme di buon senso civico e di responsabilità verso la collettività.
Carissimi, vorrei concludere questa mia lettera dicendo che ogni mattina in Italia ci sono uomini a cui suona la sveglia. Questi uomini si alzano dal letto, si lavano la faccia, aprono l'armadio e prendono l'uniforme della Guardia di Finanza per andare in caserma e fare il proprio dovere.
Noi Italiani spesso ci dimentichiamo che dentro le uniformi ci sono uomini in carne ed ossa, padri di famiglia, mariti, ... che mettono a repentaglio la loro vita per salvaguardare la nostra.
"Cuore Alpino" è nato ed esiste per questo: ricordare i Caduti nell'adempimento del proprio dovere e dare lustro a chi serve quotidianamente la Patria ed i suoi Cittadini.
Nec recisa recedit!
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella

martedì 6 febbraio 2018

Il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza dimostra la sua alta professionalità

Carissimi amici dal "Cuore Alpino", in data odierna la Stazione Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Riva Valdobbia (Vercelli) è stata impegnata in un'esercitazione simulativa di valanga a cui han partecipato anche il Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico del Piemonte ed i Carabinieri di Alagna.
La cosa straordinaria sta nel fatto che - per la prima volta - i suddetti specialisti del soccorso sono stati chiamati ad intervenire come se l'emergenza ci fosse davvero. Nessuno dei soccorritori in oggetto sapeva si trattasse di una simulazione!
Il tutto ha avuto inizio alle 9 di questa mattina nello scenario impervio quanto magnifico della Val Vogna ove ad attenderli vi era un interprete che diceva di aver visto un gruppo di escursionisti travolti da una valanga di neve staccatasi dalla roccia.
Per rendere il tutto più credibile e realistico, nei giorni scorsi, erano stati posizionati dei manichini e questa mattina sono stati sepolti tre soggetti in carne ed ossa per testare i Finanzieri nell'uso dell'Apparecchio per la Ricerca del Travolto dalla Valanga e le Unità Cinofile nella ricerca sopravvissuti mediante fiuto.
Gli "attori", appositamente posizionati, hanno finto di esser vittime di infortuni tipici di chi è stato davvero travolto da cumuli di neve mentre i manichini hanno "impersonificato" le salme dei non sopravvissuti. La situazione ha richiesto una sincera, leale e fattiva collaborazione fra Finanza, Carabinieri e Soccorso Alpino. Tutto è andato per il meglio dando così alta testimonianza del fatto che - quando le Forze dell'Ordine collaborano - nulla può mettere in pericolo il Cittadino!
Fabio Loss, capostazione del Soccorso Alpino e Speleologico di Alagna, intervistato ha detto che "Si è trattato di un test molto utile perché ci ha consentito di misurare la reattività dei nostri operatori in una situazione più reale possibile. A differenza delle esercitazioni classiche, abbiamo valutato la rapidità dei tecnici nel presentarsi in condizioni di operatività sul luogo dell’incidente. L’aspetto più positivo è legato alle piccole complicazioni emerse a livello di coordinamento tra corpi e di comunicazione sul terreno perché offrono nuove sfide operative su cui lavorare per rendere il nostro servizio più efficiente".
Il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza è poco conosciuto ma è una delle eccellenze del nostro Paese. Da decenni gli uomini e le donne della GdF sono impegnati sulle piste da sci, nei crepacci rocciosi e ovunque ci siano dei cittadini italiani bisognosi di soccorso dopo un incidente o un infortunio in territorio montano.
Compito di questo mio povero, misero e semplice blog è quello di raccontare ciò che gli uomini e le donne in divisa compiono ogni giorno per noi e per la nostra salvezza. Non so se ci riesco sempre ma l'intento è questo.
Prima di congedarmi vi dico il mio più sincero ed accorato grazie per il seguito che date ad ogni mio singolo post. Il vostro contributo è l'anima di questa mia missione e, lo dico senza retorica, senza di voi "Cuore Alpino" non avrebbe né senso né significato. Grazie, grazie, grazie!
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella

domenica 6 novembre 2016

A Cuneo la giornata delle Forze Armate e dell'Unità Nazionale

Carissimi, due giorni fa l'Italia ha celebrato il Giorno dell'Unità Nazionale e la Giornata delle Forze Armate.  Come ogni anno vi ho preso parte in quel di Cuneo, mia città e terra di Alpini.
Dopo l'omaggio al "Monumento ai Caduti del 2 Reggimento Alpini" abbiamo fatto una breve processione per rendere i dovuti onori ai "Ragazzi del '99" che hanno perso la vita durante la Prima Guerra Mondiale. Lì, di fronte a questo piccolo lembo di terra - nel quale sono stati posti una colonnina ed una targa - ho visto la commozione ed il rispetto che i Comandanti avevano negli occhi mentre, con la mano al cappello, porgevano il doveroso e sentito saluto a chi è "andato avanti" per amore della Patria.
Successivamente abbiamo percorso tutto Corso Dante e siamo andati al Parco della Resistenza per ascoltare il Messaggio per il 4 Novembre del Capo dello Stato.
Al centro dello spiazzo è stato montato un palco sul quale sono salite le autorità Civili e Militari.
Alla destra del palco vi era il Picchetto d'Onore composto da Alpini, Carabinieri, Finanzieri, Forestali, Poliziotti, Poliziotti Penitenziari, Vigili del Fuoco e Crocerossine.
Alla sinistra del palco, invece, vi erano le Associazioni Combattentistiche ed Arma, la Protezione Civile, il Gonfalone del Comune di Cuneo, il Gonfalone della Provincia di Cuneo e la rappresentanza della Polizia Locale di Cuneo.
Prima di salire sul palco il Signor Prefetto ha ricevuto la resa degli onori da parte di un Tenente del 2 Reggimento Alpini e ha poi, assieme al Comandante del 2 Reggimento, passato in rassegna il picchetto schierato sull'attenti.
Una volta che tutte le autorità hanno preso posto sul palco, un'Alpina - con voce chiara e ferma - ha dato lettura del Messaggio del Capo dello Stato.
Ero lì. Ho ascoltato ed assaporato ogni parola. Mi sono emozionato. Ho sentito vibrare nel mio cuore le parole di Mattarella che, con stima e affetto, ha detto: "Lo strumento militare rivolge la sua attenzione alla salvaguardia della vita dei nostri concittadini e della stabilità internazionale, mettendo in evidenza qualità e capacità professionali e collaborando con Paesi alleati ed amici, per realizzare un ambiente nel quale possano prosperare la pace e lo sviluppo dei principi democratici e dei diritti della persona, nel rispetto delle differenti culture e sensibilità".
Queste parole non hanno bisogno di commento ma solo di tempo per essere assorbite bene da tutto il nostro essere. I militari italiani non sono mercenari, non sono "personaggi strapagati" che "si arruolano solo perché non trovano lavoro"; i militari italiani sono uomini e donne che mettono a repentaglio la loro vita per la "salvaguardia della vita dei nostri concittadini e della stabilità internazionale". Ricordiamocelo sempre!
Al termine della lettura del toccante messaggio del Presidente della Repubblica è stata data la parola al Comandante del 2 Reggimento Alpini che ha tenuto un breve ma emozionante discorso nel quale ha ricordato chi non c'è più e chi - ogni giorno - indossa la mimetica, si rimbocca le maniche e serve la Patria ed il suo glorioso Popolo Italiano.
Carissimi, nello scusarmi per esser stato prolisso e logorroico, vi chiedo di non smettere mai di pregare per i membri delle Forze Armate. A vederli così sono uomini e donne senza paura, senza bisogni, senza timori... ma - ricordiamolo sempre - dietro alla divisa ci sono mamme, figli, sorelle, fratelli, padri, spose che - come tutti - hanno un cuore, un'anima e dei sentimenti. Non lasciamoli soli, non manchiamo loro di rispetto, non giudichiamo ciò che fanno.
Il loro lavoro - che io preferisco definire Missione - è fondamentale per garantire a ciascuno di noi un presente sereno ed un futuro di pace e di prosperità.
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella

lunedì 21 marzo 2016

La Guardia di Finanza salva due vite

Carissimi, apprendo dagli organi di stampa che una squadra di uomini della Guardia di Finanza assieme agli uomini del Soccorso Alpino ha salvato due immigrati trovati nei pressi della diga di Rochemolles.
I due immigrati - un Iraniano 41enne ed un Marocchino 21enne - erano in procinto di raggiungere la Francia ma con l'abbigliamento leggero di cui erano equipaggiati rischiavano l'assideramento in quanto si trovavano a 2000 metri di quota. 
Gli uomini dell'Enel che sovrintendono e controllano la diga hanno accolto la richiesta di aiuto dei due migranti ed hanno allertato le Forze dell'Ordine. 
Questa notizia mi riempie il cuore di gioia; sono stati salvati due uomini che hanno messo a repentaglio la loro vita per cercare un futuro migliore! 
La Guardia di Finanza ancora una volta si è contraddistinta per tempestività, competenza ed umanità. 
Carissimi, ancora una volta i nostri eroi in divisa hanno fatto del loro meglio per onorare il Tricolore. 
Un abbraccio. 
Andrea Elia Rovera 
Responsabile della Memoria Storica del 
CMCS degli Alpini Giorgio Langella