Carissimi amici dal "Cuore Alpino", in questi giorni - come già vi ho scritto il giorno 16 - il Partito Radicale e le Sardine si sono mobilitati per cercare di spiegarci i motivi per i quali - secondo loro - l'Immigrazione e gli Immigrati non siano dei reali problemi per la nostra Nazione.
Ovviamente non sono d'accordo ma andiamo per gradi.
Ieri pomeriggio, in una bella giornata di sole, dinanzi alla Cattedrale di Santa Maria del Bosco, qui a Cuneo, Radicali e Sardine si sono radunati per manifestare le loro tesi pro-immigrazione. Nonostante la nostra sia purtroppo una città di sinistra, i manifestanti erano pochissimi come potrete vedere dal link della notizia riportata da "CuneoDice.it - Quotidiano Online".
I manifestanti hanno sostenuto che "Non è vero che ospitiamo i migranti in albergo. I centri di accoglienza straordinaria sono strutture temporanee cui il Ministero dell’Interno ha fatto ricorso dal 2014. E' falsa la tesi secondo cui le spese per l’immigrazione tolgono risorse per il welfare: I costi complessivi sono inferiori al 2% della spesa pubblica, e gli stranieri sono in gran parte contribuenti. Un cenno, sul “mini-dossier”, anche per il tema del terrorismo: Le vittime del terrorismo di matrice islamica nell’Europa occidentale sono meno dell’1% del totale. I paesi più colpiti sono Afghanistan, Iraq, Nigeria, Siria, Niger e Somalia. Inoltre in Italia i musulmani sono meno di un terzo del totale degli stranieri, in Europa solo il 5,8% della popolazione è di religione islamica". (Notizia completa qui)
Monsignor Bashar Warda, Arcieparca della Chiesa Cattolica di Rito Caldeo, nel 2016, intervistato da Giovanni Masini e Gabriele Orlini de "Il Giornale" ha dichiarato: "Non c'è problema tra Cristianesimo e Islam, perché dovremmo trascinare il Cristianesimo in questo conflitto? L'Islam ha un problema con tutto il mondo, non solo con il Cristianesimo. Hanno un problema con il mondo intero perché vogliono imporre la Sharia. Il dialogo, di conseguenza, dev'essere con il mondo intero, non solo con i cristiani. Chi dice che l'Europa è cristiana? Gli europei stessi negano la loro identità cristiana. I musulmani dicono che l'Europa è cristiana, ma bisognerebbe chiedere agli europei se si sentono cristiani o meno; credo che darebbero una risposta diversa da quella islamica. L'Islam sostiene che l'Occidente oggi abbia perso l'orientamento e uno stile di vita. L'Islam sostiene di essere la soluzione, di avere la soluzione per l'Occidente. L'Islam sostiene che la Sharia sia la soluzione".
Già da queste parole dell'Arcivescovo possiamo capire che sicuramente l'Islam non è una religione con cui sia possibile dialogare ma proseguiamo.
Quando il giornalista chiede a Monsignor Warda: "Cos'ha il Cristianesimo più dell'Islam?" si sente rispondere: "Non c'è religione in grado di dare quello che dà il Cristianesimo, cioè l'amore. Possono raccontarti del potere, della ricchezza, della felicità... ma nessuno di loro ti parlerà dell'amore. Noi possiamo e l'abbiamo dimostrato. Sono 2000 anni che questo amore viene vissuto e che il sangue viene versato, per questo amore". (Intervista completa qui)
Prima che qualcuno possa dirmi che le parole di un Arcivescovo Cattolico non sono da considerarsi valide perché "di parte" mi accingo a riportare le parole di una persona di fede islamica a cui viene chiesta una cosa semplice: "Che cosa succede a chi si toglie il velo?".
"Aspettavo la mia morte. Una prigione, una stanza, il mio spazio è tutto lì. Mesi e mesi, anni e anni. Tapparelle chiuse, abbassate, buio, buio, buio". Questa è solo l'introduzione. Il drammatico racconto continua: "Buio, per Amira, è il ricordo degli anni di matrimonio. Segregata come una schiava dal suo ex-marito con cui si è trasferita dal Maghreb dieci anni fa, ventenne, appena sposata". Dopo una doverosa precisazione e descrizione della situazione Amira continua: "Voleva che io metto il burqa ma io l'ho rifiutato sempre. Era proprio fissato su questa questione perché per lui la donna deve essere tutta coperta. La cosa assurda è che una volta mi ha detto: 'mi fa piacere se dormi tutta coperta perché se morirai e vengono ti troveranno coperta'. E' una cosa un po' assurda".
La giornalista allora pone un'altra domanda: "Lui è cambiato quando siete venuti qua?". Amira risponde: "Quando arrivano qua, non lo so, barba lunga, vestito lungo, ... Ora non si integrano fra di loro, interpretano la religione e il Corano come vogliono, ... Lui voleva altre mogli e questo a me non andava bene". Amira ha divorziato la marito fanatico e, ovviamente, è stata ripudiata dalla Comunità Islamica.
"Amira, quali sono stati i "no" che ti hanno fatto più male?". "Per la scuola soprattutto, poi per andare dal medico, è stato anche "no" per parlare con la mia famiglia, "no" anche per parlare con un'amica, per uscire, io "no" l'ho sentito sempre. Io ho vissuto violenza sessuale, dentro di me c'era come un urlo ma fuori non potevo manifestare il mio dolore. Se una verrà violentata in strada secondo me non soffrirà come se a farlo sarà stato suo marito".
Ma non finisce qui. Amira subisce un'ultima ed aberrante umiliazione. Il marito la picchia violentemente per essere andata dal medico senza chiedergli il permesso. "Mio marito mi ha chiesto: 'Tu sei andata al medico?'. Gli ho risposto: 'Si, sono andata al medico'. Lui ha ribattuto: 'Tu non puoi andare al medico; muori ma non puoi andare senza il mio permesso'. Gli ho fatto presente: 'Ti ho chiamato, tu non mi hai risposto'. Allora lui mi ha picchiata. Poi, per fortuna, si è ricordato che era l'orario della preghiera per andare a pregare. Io lì sono riuscita a chiedere aiuto".
La giornalista chiede: "L'Islam dice questo?". Amira risponde: "No. L'Islam dice: 'non devi picchiare la donna' e invece loro [gli uomini] dicono 'no, tu devi picchiarla'. Per questo io dico a tutte le donne musulmane: leggete bene il Corano e l'interpretazione del Corano".
Amira ha preso tante botte, troppe. Per le botte è finita in ospedale ed ha subito un'operazione chirurgica alla testa. Ha trovato la forza ed il coraggio di denunciare il suo aguzzino. C'è stato un processo penale ma la sentenza stupisce. Suo marito è stato condannato per lesioni personali ma assolto dall'accusa di maltrattamenti. Amira racconta: "Mi ha detto: 'io ti porterò morta. Ti tolgo la tua vita'. Ma come si può permettere a una persona di dire questa cosa? Come mai non è stato condannato?".
Il Magistrato, nelle motivazioni della sentenza, scrive: "Tuttavia, con riguardo a condotte culturalmente orientate, quali quelle attinenti la gestione dei rapporti interpersonali nell'ambito di una coppia coniugale, non pare potersi escludere che prima di affrancarsi dal marito e prendere consapevolezza dei propri diritti e della possibilità di scegliere di vivere secondo i modelli occidentali, accettasse volontariamente una condizione di vita che comprendeva privazioni e limitazioni (nel mostrare parti del proprio corpo o comunque nel presentarsi ad uomini estranei all'ambito famigliare) in adesione alla sua cultura d'origine". Secondo il Tribunale, in pratica, all'inizio ad Amira questo trattamento andava bene poi ha cambiato idea e quindi il marito non ha colpe.
La giornalista conclude l'intervista con una domanda che ha una risposta agghiacciante: "Come ti considera oggi la comunità islamica?". Amira risponde: "Come una prostituta, come una donna di strada. Mi vedono così. E questo mi fa male". (Intervista completa qui)
Carissimi, questo mio post, l'ennesimo sull'Islam vuol essere un monito a non credere che tutti sono belli, buoni e santi. Tra le persone di cultura islamica sicuramente ci sono persone buone, generose e rispettose delle donne ma quante sono sulla totalità? Amira racconta chiaramente che anche se il Corano non parla di maltrattamenti alle donne gli uomini lo fanno lo stesso e, a suo dire, sono in molti a farlo.
E' questa la gente che vogliamo accogliere? E' questa la gente che vogliamo come vicina di casa? E' questa la gente con cui vogliamo condividere il luogo di lavoro?
Ognuno mediti e si dia una risposta.
Grazie per l'attenzione che dedicate a queste mie lettere e a questo mio Blog. Non vi ringrazierò mai abbastanza.
Viva l'Italia, viva il Cristianesimo!
Andrea Elia Rovera
Blog in memoria del Caporal Maggiore Capo Scelto GIORGIO LANGELLA per far conoscere amare ed apprezzare le Forze Armate, le Forze dell'Ordine e le Guardie Particolari Giurate.
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domenica 19 luglio 2020
giovedì 16 luglio 2020
Tutto quello che sapete sull'Immigrazione è falso? Ditelo ai Carabinieri aggrediti
Carissimi amici dal "Cuore Alpino", in questi giorni ho appreso da Facebook che l'Associazione Territoriale di Radicali Italiani "Radicali Cuneo" sta organizzando diverse manifestazioni nelle città cuneesi sul tema dell'immigrazione, per tentare di smontare le solite frasi spot che sono abituati a sentire, a partire dal "siamo di fronte ad un'invasione", sino ad arrivare all'assurdo "i terroristi islamici utilizzano i flussi migratori per attaccarci". Perché manifestano? Manifestano per chiedere l'abrogazione dei Decreti Salvini, la reintroduzione della protezione umanitaria, la convalida del sistema S.P.R.A.R., lo stop al sistema emergenziale, l'accoglienza umanitaria.
Purtroppo debbo constatare che i Radicali continuano a vivere in un universo parallelo fatto di visioni sinistroidi e poco attinenti alla realtà dei fatti.
In questo 2020, ad esempio, è accaduto spesso che Immigrati aggredissero in modo feroce ed efferato i militari appartenenti all'Arma dei Carabinieri. Siccome non voglio essere accusato di razzismo ma voglio portare elementi tangibili a sostegno delle mie affermazioni vi citerò tre episodi: uno più raccapricciante dell'altro.
Milano, "otto immigrati aggrediscono carabiniere": massacrato a sediate e calci, "lo hanno ammazzato di botte"
Il 21 giugno 2020, "Libero Quotidiano" narrava che - alle tre del mattino - a Milano, in zona Piazzale Loreto, c'è stata una rissa molto violenta in un bar. Interviene un Maresciallo Capo dei Carabinieri, 50 enne, che nonostante fosse fuori servizio è intervenuto per spirito di abnegazione e per cercare di sedare gli animi. Viene accerchiato da otto immigrati e viene massacrato di botte. Il militare dell'Arma è stato ricoverato in ospedale dove racconta di esser stato preso a sediate, calci e pugni. (Qui la notizia completa)
L'immigrato gli sferra due pugni e spacca la faccia al militare
Il 19 giugno 2020, "Il Giornale" narrava che il giorno precedente ad Avezzano (L'Aquila) - attorno alle 17:30 - una gazzella dell'Arma dei Carabinieri si è fermata dinanzi alla Caritas per effettuare un controllo di polizia su un uomo in chiaro stato di escandescenza.
Inizialmente cercano di calmarlo ma poi sono costretti a bloccarlo a terra per evitare che faccia del male a qualcuno. Il soggetto, un immigrato della Repubblica Dominicana di 41 anni, riesce a divincolarsi e a sferrare due pugni in faccia ad uno dei due Carabinieri. Il volto del militare inizia a sanguinare copiosamente e viene tradotto in ospedale dove lo refertano cosciente, non in pericolo di vita ma bisognoso di intervento chirurgico maxillo-facciale. (Qui la notizia completa)
Torino, immigrati aggrediscono i carabinieri, li prendono a morsi e urinano contro di loro
Il 14 luglio 2020, il "Secolo d'Italia" narrava che a Moncalieri (Torino) dei passanti hanno dovuto chiamare i Carabinieri per denunziare una furibonda lite tra immigrati di colore. Siccome i militari dell'Arma capiscono ormai bene con chi hanno a che fare, si recano sul posto con quattro gazzelle. Gli immigrati, non appena vedono i Carabinieri, smettono di colpirsi tra loro e si scagliano senza motivo contro i servitori dello Stato. Hanno colpito con ferocia i Carabinieri, gli hanno sferrato calci e pugni e - il più maleducato di loro - ha anche urinato.
Gli infausti protagonisti dell'aggressione sono stati identificati in tre nigeriani di 23, 27 e 30 anni ed un ghanese di 19 anni. Tutti e quattro sono ospiti del Centro di Accoglienza sito vicino ai Giardini Pubblici di Moncalieri. Il 19enne ed il 23enne sono stati arrestati per le lesioni provocate ai militari. Il 27enne ed il 30enne sono stati denunciati rispettivamente per atti osceni e rifiuto a fornire le proprie generalità. (Qui la notizia completa)
Alla luce di quanto vi ho appena riportato mi domando se l'Italia e gli Italiani debbano tollerare ancora a lungo simili vicende. L'Arma dei Carabinieri non è un'Istituzione da vilipendere, offendere ed oltraggiare. I Carabinieri non sono carne da macello o persone da trattare a pesci in faccia.
Un Paese degno di questo nome non può e non deve permettere che i Servitori della Patria vivano simili situazioni.
All'Associazione Territoriale di Radicali Italiani "Radicali Cuneo" dico dunque che, come dicevano i Latini, "contra factum non valet argumentum". I fatti e gli atti compiuti dagli Immigrati sul nostro sacro suolo nazionale sono evidenti, denunziati e documentati. Dire che "Tutto quello che sappiamo sull'immigrazione è falso" non è solo fazioso ma anche irrispettoso del libero pensiero e dell'Amor di Patria.
Concludendo, voglio ringraziare tutti gli Operatori della Sicurezza, Carabinieri, Poliziotti, Finanzieri, Poliziotti Penitenziari, Vigili urbani e Vigili del Fuoco per quanto fanno ogni giorno per noi. Il loro prezioso servizio, la loro sincera abnegazione, il loro senso del dovere sono per noi motivo di vanto e di orgoglio.
Viva l'Italia, viva gli Italiani!
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella
Purtroppo debbo constatare che i Radicali continuano a vivere in un universo parallelo fatto di visioni sinistroidi e poco attinenti alla realtà dei fatti.
In questo 2020, ad esempio, è accaduto spesso che Immigrati aggredissero in modo feroce ed efferato i militari appartenenti all'Arma dei Carabinieri. Siccome non voglio essere accusato di razzismo ma voglio portare elementi tangibili a sostegno delle mie affermazioni vi citerò tre episodi: uno più raccapricciante dell'altro.
Milano, "otto immigrati aggrediscono carabiniere": massacrato a sediate e calci, "lo hanno ammazzato di botte"
Il 21 giugno 2020, "Libero Quotidiano" narrava che - alle tre del mattino - a Milano, in zona Piazzale Loreto, c'è stata una rissa molto violenta in un bar. Interviene un Maresciallo Capo dei Carabinieri, 50 enne, che nonostante fosse fuori servizio è intervenuto per spirito di abnegazione e per cercare di sedare gli animi. Viene accerchiato da otto immigrati e viene massacrato di botte. Il militare dell'Arma è stato ricoverato in ospedale dove racconta di esser stato preso a sediate, calci e pugni. (Qui la notizia completa)
L'immigrato gli sferra due pugni e spacca la faccia al militare
Il 19 giugno 2020, "Il Giornale" narrava che il giorno precedente ad Avezzano (L'Aquila) - attorno alle 17:30 - una gazzella dell'Arma dei Carabinieri si è fermata dinanzi alla Caritas per effettuare un controllo di polizia su un uomo in chiaro stato di escandescenza.
Inizialmente cercano di calmarlo ma poi sono costretti a bloccarlo a terra per evitare che faccia del male a qualcuno. Il soggetto, un immigrato della Repubblica Dominicana di 41 anni, riesce a divincolarsi e a sferrare due pugni in faccia ad uno dei due Carabinieri. Il volto del militare inizia a sanguinare copiosamente e viene tradotto in ospedale dove lo refertano cosciente, non in pericolo di vita ma bisognoso di intervento chirurgico maxillo-facciale. (Qui la notizia completa)
Torino, immigrati aggrediscono i carabinieri, li prendono a morsi e urinano contro di loro
Il 14 luglio 2020, il "Secolo d'Italia" narrava che a Moncalieri (Torino) dei passanti hanno dovuto chiamare i Carabinieri per denunziare una furibonda lite tra immigrati di colore. Siccome i militari dell'Arma capiscono ormai bene con chi hanno a che fare, si recano sul posto con quattro gazzelle. Gli immigrati, non appena vedono i Carabinieri, smettono di colpirsi tra loro e si scagliano senza motivo contro i servitori dello Stato. Hanno colpito con ferocia i Carabinieri, gli hanno sferrato calci e pugni e - il più maleducato di loro - ha anche urinato.
Gli infausti protagonisti dell'aggressione sono stati identificati in tre nigeriani di 23, 27 e 30 anni ed un ghanese di 19 anni. Tutti e quattro sono ospiti del Centro di Accoglienza sito vicino ai Giardini Pubblici di Moncalieri. Il 19enne ed il 23enne sono stati arrestati per le lesioni provocate ai militari. Il 27enne ed il 30enne sono stati denunciati rispettivamente per atti osceni e rifiuto a fornire le proprie generalità. (Qui la notizia completa)
Alla luce di quanto vi ho appena riportato mi domando se l'Italia e gli Italiani debbano tollerare ancora a lungo simili vicende. L'Arma dei Carabinieri non è un'Istituzione da vilipendere, offendere ed oltraggiare. I Carabinieri non sono carne da macello o persone da trattare a pesci in faccia.
Un Paese degno di questo nome non può e non deve permettere che i Servitori della Patria vivano simili situazioni.
All'Associazione Territoriale di Radicali Italiani "Radicali Cuneo" dico dunque che, come dicevano i Latini, "contra factum non valet argumentum". I fatti e gli atti compiuti dagli Immigrati sul nostro sacro suolo nazionale sono evidenti, denunziati e documentati. Dire che "Tutto quello che sappiamo sull'immigrazione è falso" non è solo fazioso ma anche irrispettoso del libero pensiero e dell'Amor di Patria.
Concludendo, voglio ringraziare tutti gli Operatori della Sicurezza, Carabinieri, Poliziotti, Finanzieri, Poliziotti Penitenziari, Vigili urbani e Vigili del Fuoco per quanto fanno ogni giorno per noi. Il loro prezioso servizio, la loro sincera abnegazione, il loro senso del dovere sono per noi motivo di vanto e di orgoglio.
Viva l'Italia, viva gli Italiani!
Andrea Elia Rovera
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del CMCS degli Alpini Giorgio Langella
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domenica 21 giugno 2020
Polizia Penitenziaria sempre più sola: africani detenuti a Sanremo danno vita ad una mega rissa.
Carissimi amici dal "Cuore Alpino", questa mattina - facendo la mia solita rassegna della stampa locale - mi sono trovato dinanzi ad una notizia che i telegiornali nazionali non danno.
Ieri pomeriggio, all'interno del Carcere di Sanremo, "una decina di detenuti, di origini africane, che occupavano tre celle, hanno scatenato una rissa dove sono stati usati, come arma, alcuni sgabelli". A fare questa dichiarazione è stato il Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria (S.A.P.Pe.) che, ancora una volta, si trova a dover rendere noto che la Polizia Penitenziaria è in sofferenza organica. Nonostante ciò, gli agenti della Penitenziaria, sono riusciti a sedare la violenta rissa e a dividere gli aggressivi galeotti.
Michele Lorenzo, Segretario del S.A.P.Pe. Liguria, dichiara: "Ora auspichiamo che la Direzione intervenga applicando il procedimento disciplinare e anche penale. Ad aumentare il rischio di criticità a Sanremo è la circostanza relativa alla presenza di 270 detenuti invece, dei 230 previsti, oltre alla possibilità offerta ai detenuti di vivere con le celle aperte, quindi liberi di circolare all’interno del loro reparto. Così si amplifica il pericolo che viene originato da una popolazione detenuta particolarmente esagitata oltretutto poco può fare la Polizia Penitenziaria con le poche unità in servizio che ce la mettono tutta per garantire la sicurezza ed incolumità; è bene ricordare che la Polizia Penitenziaria non ha in dotazione strumenti per sedare situazioni simili. Sicuramente la pistola taser sarebbe servita, il solo sapere che tale dispositivo è nelle disponibilità, già sarebbe un elemento di persuasione.
È indiscutibile l’escalation negativa quanto pericolosa della gestione delle carceri liguri, ormai contraddistinti giornalmente da eventi critici come aggressione al personale, risse, autolesionismi, portati a compimento da una popolazione detenuta sempre più predisposta al rigetto delle regole penitenziarie. Quindi cosa si aspetta a rivedere il sistema penitenziario? Serve una rivisitazione che consenta in primis la possibilità ai detenuti stranieri (circa il 30%) di scontare la pena nei loro paesi d’origine, oltre a non detenere in carcere soggetti altamente psichiatrici che poco o nulla assimilano del processo rieducativo collegato alla detenzione.
L’umanità della pena non è certamente quella attuale, oggi è garantita dalla Polizia Penitenziaria, per questo è necessario un potenziamento dell’organico e con la dotazione di strumenti tecnologici.
Senza la Polizia Penitenziaria il pianeta carcere crollerebbe". (Fonte: Sanremo News)
Per l'ennesima volta la Polizia Penitenziaria ha dovuto far da sé quel che invece dovrebbe esser fatto in modo organico e sinergico da forze dell'ordine, magistratura e Ministero dell'Interno. E' ormai chiaro che la popolazione carceraria è esageratamente multietnica. Simbolo, questo, del fatto che gli immigrati presenti sul nostro suolo nazionale sono sempre più inclini a violare le leggi e a mancare di rispetto alla nostra cultura ed alle nostre tradizioni. Il 30% della Popolazione Carceraria ormai è composta da immigrati che, oltre ad aver violato le norme, vivono in carceri italiane sulle spalle dei contribuenti italiani che, non c'è bisogno lo scriva io, sono già sufficientemente schiacciati da una pressione fiscale pressoché vergognosa.
Fino a quando dovremo continuare a farci carico della delinquenza degli altri Paesi? Fino a quando dovremo mantenere Centri di Accoglienza, Centri di Identificazione, ...? Gli Italiani - da nord a sud - iniziano ad essere stanchi di dover mantenere queste persone. Siamo pieni di Italiani senza lavoro, genitori che non trovano posto nelle Scuole dell'Infanzia, anziani abbandonati a se stessi... ma continuiamo a sostenere e farci carico degli immigrati. Questa, a mio avviso, è italianofobia!
Carissimi amici e lettori, innanzitutto vi ringrazio per le 239mila657 visite che avete fatto sin ora a questo mio Blog. "Cuore Alpino" esiste grazie a ciascuno di voi e non vi nego che ogni volta che vedo i dati di share mi emoziono perché siete tanti e mi seguite con affetto e stima.
Prima di salutarvi e congedarmi da voi, con la tastiera ma non con il cuore, vi invito ad iscrivervi al mio Canale YouTube cliccando qui. Per voi è gratis ma per me è importante per poter raggiungere quante più persone possibili.
Viva l'Italia, viva la Polizia Penitenziaria!
Andrea Elia Rovera
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domenica 3 marzo 2019
Attenti all'Islam - Quale dialogo possibile?
Carissimi amici dal "Cuore Alpino", questa sera ho deciso di scrivere una riflessione sul tema della Guerra Santa nell'Islam visto che molti giornali sono soliti sminuire l'argomento e dire che il Corano non inneggia alla guerra di religione.
Bene, o meglio, male. Quello che tali testate giornalistiche asseriscono è volutamente falso e sviante.
Nel Corano - che personalmente ritengo un libro inneggiante alla violenza e non un libro sacro - ci sono decine di versetti inneggianti alla guerra santa ed all'eliminazione degli infedeli.
Non mi credete? Ve lo dimostro!
"E non considerate morti quelli che cadono combattendo sulla Via di Dio. No! Essi sono vivi presso il loro Signore, anche se voi non ve ne rendete conto". (II Sura della Vacca, versetto 154)
Per chi non è avvezzo al linguaggio islamico mi permetto di sottolineare che "quelli che cadono combattendo sulla Via di Dio" sono i kamikaze e quelli che si immolano per ammazzare i Cristiani, gli Occidentali e tutti coloro che si rifiutano di accettare Allah per loro dio.
"Combattete i vostri nemici nella Via di Dio e non uscite mai da essa. Sappiate che Egli non ama chi esce dal Retto Sentiero. Uccideteli ovunque li incontrate e cacciateli via da dove essi hanno cacciato voi: subire passivamente una persecuzione è cosa peggiore dell'incontrare la morte. Ma evitate di ucciderli vicino alla Santa Casa, salvo che non siano essi i primi ad attaccarvi. In questo caso vi è lecito ucciderli e la morte sarà la ricompensa della loro iniquità". (II Sura della Vacca, versetti 190 e 191)
Dice l'autore del libro: "Uccideteli ovunque li incontrate". Ma per quale motivo? Perché bisogna uccidere chi non cammina nella "Via di Dio" (l'Islam)?
"Vi è prescritta la Guerra Santa, anche se ciò può non riuscirvi gradito. Ma questa prescrizione è per voi un bene, mentre potrebbe accadervi di desiderare una cosa che sia invece per voi un male. Dio è a conoscenza di cose che voi non conoscete, poiché Egli e Onniscente". (II Sura della Vacca, versetto 216)
Vi rendete conto che la Guerra Santa viene considerata una prescrizione? E sapete che nel linguaggio giuridico e religioso (il Corano è la Legge di Allah) la parola "prescrizione" significa "ordine dato da colui che ne ha autorità"?
L'autore del libro sa che alcuni fedeli potrebbero non trovar giusta l'uccisione dei non islamici e così ci tiene a mettere le mani avanti e a scrivere "anche se ciò può non riuscirvi gradito". Da qui si evince, perciò, senza dubbio alcuno, che la Guerra Santa è un precetto per ciascun musulmano.
"Dio vi inviò un Suo Segno mostrandovi la lotta tra chi combatteva nella Via di Dio ed i miscredenti. Agli occhi di questi ultimi i Credenti apparvero in numero doppio di quello che realmente erano. Dio concede il suo aiuto a chi vuole. Rifletta su ciò chi è in grado di penetrare i Segni del suo Signore!". (III Sura della Famiglia di Amran, versetto 13)
Nel Corano c'è un forte desiderio di mostrare ai fedeli il clima della lotta e della contesa e c'è la presunzione di insinuare nelle coscienze la necessità di eliminare fisicamente chi non abiura la propria fede per abbracciare l'Islam.
"Il vostro Signore vi renderà vittoriosi e ciò per uccidere ed umiliare i miscredenti, i quali saranno così i perdenti in questa e nell'altra vita". (III Sura della Famiglia di Amran, versetto 127)
Secondo l'autore di questa Sura, Allah desidera che i musulmani uccidano ed umilino chi non crede in lui. Questo sarebbe un dio giusto, clemente e misericordioso? Questa sarebbe una religione di pace con la quale è possibile un benché minimo dialogo?
"Pensate forse di entrare in Paradiso senza che Dio vi veda combattere la Guerra Santa con Fede salda e sicura?
Voi desiderate la morte prima di incontrarla. Ora essa è davanti a voi ed i vostri occhi possono vederla!". (III Sura della Famiglia di Amran, versetti 142 e 143)
Con questi versetti, l'autore della Sura, insiste nel dire che se non si fa la Guerra Santa ci si può scordare l'ingresso in Paradiso. Capite perché molti si fanno esplodere nelle piazze e cercano di sterminare "gli infedeli"? O si combatte la Guerra Santa o non si entra in Paradiso!
E, "giusto per gradire", vi riporto tre versetti che fanno venire la pelle d'oca da quanto sono cruenti e pieni di odio:
"Dio ha già tenuto fede alle Sue Promesse, dandovi la vittoria sugli idolatri, che voi avete quel giorno annientato a Ohad. Ma la vostra disobbedienza agli ordini del Nostro Inviato e le vostre discordie rischiano di rendervi perdenti. Eppure Egli vi aveva impartito ordini ben precisi per sconfiggere i Nemici di Dio! Fra di voi erano uomini attaccati alle cose di questo mondo ed uomini che, invece, pensavano solo all'aldilà. Così il vostro Signore, per distinguere i Timorati dagli altri, ha fatto sì che le vostre schiere cedessero davanti all'attacco degli idolatri, ma poi vi ha perdonato, poiché Egli è il Clemente e il Misericordioso.
Voi vi deste alla fuga verso le montagne, incuranti del Nostro Inviato che vi esortava alla lotta, e fu allora che Dio fece balenare davanti ai vostri occhi la vista di Medina saccheggiata dagli idolatri. Il vostro Signore conosce ogni vostra azione ed ogni vostro pensiero!
La vostra tristezza per la sconfitta si mutò in volontà di combattere, ma così non fu per tutti poiché quelli che non erano saldi nella Fede, preoccupati solo di se stessi, si misero a bestemmiare Dio, dicendo: "Quale vantaggio trarremo da questa impresa?". Tu, Mohammad, da noi ispirato, rispondesti loro: "Questa guerra noi la combattiamo nella Via di Dio". Ma i cuori di quella gente celavano la miscredenza, per cui essi in tal modo ribatterono le tue parole: "Se è così allora perché i nostri nemici prevalgono e noi veniamo uccisi?". E tu rispondesti con queste Nostre Parole: "Anche se voi foste rimasti a casa, oggi sareste morti nei vostri letti, poiché questo è il giorno scelto da Dio per porre fine alla vostra vita. Egli vi ha perciò messo alla prova per vedere la vostra saldezza nella Fede e per purificare i vostri cuori col Martirio. Egli conosce ogni vostro nascosto pensiero". (III Sura della Famiglia di Amran, versetti 152 - 154)
Il fedele islamico che non vede un vantaggio nella Guerra Santa viene definito "bestemmiatore" e perciò uomo degno di morte per tradimento della fede in Allah. O si combatte, o si uccidono i miscredenti o si viene uccisi per tradimento.
La religione islamica è davvero una religione di pace? Una religione con cui poter dialogare?
Ma non è finita qui. Sempre nel Corano vien scritto che "i Credenti combattono nella Via di Dio ed i miscredenti in quella di Satana. Lottate dunque contro gli Amici del Demonio, la cui astuzia non riesce a corrompere chi è saldo nella Fede e nel Timore di Dio.
Vedesti, Mohammad, coloro ai quali venne detto: "Non pensate alla lotta, bensì pregate e pagate la Tassa!" Ma quando è ordinato loro di combattere, una parte di essi viene presa da grande paura e si rivolge a Dio dicendo: "Signore Iddio! Perché mai ci imponi il combattimento? Non puoi concederci un ulteriore lasso di tempo da vivere in pace?". Tu rispondi loro: "La gioia di questo mondo è cosa di ben poco conto in confronto alla gioia dell'aldilà che attende i Virtuosi e i Timorati". (IV Sura delle Donne, versetti 76 e 77)
Anche in questi versetti il Corano presenta dei musulmani che non vogliono combattere e uccidere ma anche questa volta Mohammad (Maometto) viene incaricato di dissuaderli dalla via della pace per ricondurli a quella della Guerra Santa. E Allah esorta ancora Mohammad dicendogli: "Combatti dunque sulla Via di Dio, Mohammad, poiché solo della tua anima ti sarà da Noi chiesto conto e invita i Credenti a seguirti. Il tuo Signore non permetterà mai che i miscredenti riescano ad impedirvi di lottare per la Religione ed il Suo Castigo si abbatterà su di essi. In verità Dio è terribile nella Sua Ira e nel Suo Rigore!". Anche questa affermazione mi pare smentisca categoricamente la "pacificità" dell'Islam e delle sue dottrine. O sbaglio?
Ma c'è dell'altro.
"Non sono eguali davanti a Dio i Credenti che restano a casa, salvo i malati ed i sofferenti, e quelli che, invece, combattono nella Sua Via. Il vostro Signore, infatti, tiene in maggior considerazione i secondi rispetto ai primi. Dio ricompenserà tutti i Credenti, ma la ricompensa sarà maggiore per quanti avranno combattuto nella Sua Via.
Questi ultimi otterranno infatti il Suo Perdono e vivranno in eterno vicino a Lui, nel Suo Paradiso. In verità, Dio è il Clemente ed il Misericordioso!". (IV Sura delle Donne, versetti 95 e 96)
L'Islam è una religione talmente pacifica che Allah premia i violenti e i guerrieri a dispetto di quelli che desiderano la pace e la serenità. Si può davvero dire che i Cattolici abbiano qualcosa su cui confrontarsi con i musulmani?
Sapete che a noi miscredenti (i musulmani ci chiamano così) gli angeli di Allah "chiederanno: "Quale fu la vostra condizione in vita?". Essi risponderanno: "Fummo incapaci di abbracciare la Vera Religione". Ribatteranno allora gli angeli: "Non era abbastanza vasta la terra da permettervi di non recare danno ai Credenti?". Il loro castigo sarà l'eterna dimora nel Fuoco dell'Inferno.
A questa punizione sfuggiranno solo i deboli ed i bambini non in età di ragione e perciò incapaci di imboccare da soli il Retto Sentiero". (IV Sura delle Donne, versetti 97 e 98)
Il solo fatto che noi Cristiani siamo su questa terra è motivo di "danno" per i musulmani praticanti e il nostro castigo saranno le fiamme eterne. La nostra colpa? Non aver abiurato la Fede in Gesù Cristo e aver imboccato quello che i maomettani chiamano "il Retto Sentiero".
Ma la libertà di coscienza? Il libero arbitrio e il diritto a confessare la Religione che più ci aggrada?
L'Italia, che nella sua Costituzione, sancisce la libertà di Credo può davvero tollerare moschee e comunità islamiche sul Suo suolo nazionale?
E ai musulmani che intendono "tollerare" i Cristiani viene intimato ancora una volta di non lasciarci scampo. L'autore del Corano scrive infatti: "Non diminuite il vostro impeto nell'assalire il nemico, poiché se voi soffrite, quelli soffrono ben più di voi che sperate in Dio, mentre loro non hanno tale speranza. In verità, Dio è l'Onnipotente e l'Onniscente!". (IV Sura delle Donne, versetto 104)
Ora, vi faccio nuovamente la domanda di rito: abbiamo davvero un motivo per dialogare con gente che ci vede come nemici da assalire e far soffrire?
Come sapete, mai prima d'ora mi ero dilungato tanto nella trattazione di un argomento ma questa volta ho creduto fosse necessario mettere in chiaro ciò che l'Islam è davvero.
Oriana Fallaci, che Dio l'abbia in Gloria, ormai anziana e malata, credette giusto spendere la sua cultura e la sua puntuale penna nel divulgare il male del terzo millennio: il fondamentalismo di matrice islamica. A tal proposito, intervistata da un collega, disse: "L'Islam è il Corano. Comunque e dovunque. E il Corano è incompatibile con la libertà, è incompatibile con la democrazia, è incompatibile coi Diritti Umani". Non avrei saputo riassumere meglio ciò che sono l'Islam e il Corano.
Carissimi amici dal "Cuore Alpino", non lasciamo che il qualunquismo e il relativismo dilagante negli ambienti della cultura ci portino ad accettare l'inaccettabile. Quando una religione fomenta odio e incita all'eliminazione dei nemici non è una vera religione. Attenzione a non cascare nella politica del "volemose bene" e a cadere nell'impostura del dialogo a tutti i costi. I valori del Cristianesimo, gli insegnamenti del Vangelo e le parole di Gesù Cristo non si svendono per una falsa integrazione voluta dall'Europa massonica e da associazioni che di cristiano non hanno nulla se non il nome.
Dinanzi a chi mi chiama infedele, miscredente, nemico, occidentale, ... rispondo orgogliosamente con queste semplici parole: "Io credo in Dio, Padre Onnipotente, e in Gesù Cristo suo unico figlio, nato da Maria Vergine. Credo nello Spirito Santo che è Signore e da la vita. Credo nella Santissima Trinità. Credo nella Santa Eucarestia. Credo nella Chiesa: Una, Santa, Cattolica e Apostolica". Il resto, per me, è fuffa!
Concludo questa mia lunga, lunghissima, riflessione con la dedica ad un uomo che all'Islam ha contrapposto il suo Amor di Patria: Fabrizio Quattrocchi, martirizzato dai fondamentalisti islamici il 14 aprile 2004.
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella
P.s.
Tutte le citazioni coraniche le ho prese da:
IL CORANO
Traduzione ed introduzione di Angelo Terenzoni
Edizioni Polaris
Anno di Edizione 1993
Officine Grafiche Stianti - Sancasciano - Firenze
Giugno 1993
Bene, o meglio, male. Quello che tali testate giornalistiche asseriscono è volutamente falso e sviante.
Nel Corano - che personalmente ritengo un libro inneggiante alla violenza e non un libro sacro - ci sono decine di versetti inneggianti alla guerra santa ed all'eliminazione degli infedeli.
Non mi credete? Ve lo dimostro!
"E non considerate morti quelli che cadono combattendo sulla Via di Dio. No! Essi sono vivi presso il loro Signore, anche se voi non ve ne rendete conto". (II Sura della Vacca, versetto 154)
Per chi non è avvezzo al linguaggio islamico mi permetto di sottolineare che "quelli che cadono combattendo sulla Via di Dio" sono i kamikaze e quelli che si immolano per ammazzare i Cristiani, gli Occidentali e tutti coloro che si rifiutano di accettare Allah per loro dio.
"Combattete i vostri nemici nella Via di Dio e non uscite mai da essa. Sappiate che Egli non ama chi esce dal Retto Sentiero. Uccideteli ovunque li incontrate e cacciateli via da dove essi hanno cacciato voi: subire passivamente una persecuzione è cosa peggiore dell'incontrare la morte. Ma evitate di ucciderli vicino alla Santa Casa, salvo che non siano essi i primi ad attaccarvi. In questo caso vi è lecito ucciderli e la morte sarà la ricompensa della loro iniquità". (II Sura della Vacca, versetti 190 e 191)
Dice l'autore del libro: "Uccideteli ovunque li incontrate". Ma per quale motivo? Perché bisogna uccidere chi non cammina nella "Via di Dio" (l'Islam)?
"Vi è prescritta la Guerra Santa, anche se ciò può non riuscirvi gradito. Ma questa prescrizione è per voi un bene, mentre potrebbe accadervi di desiderare una cosa che sia invece per voi un male. Dio è a conoscenza di cose che voi non conoscete, poiché Egli e Onniscente". (II Sura della Vacca, versetto 216)
Vi rendete conto che la Guerra Santa viene considerata una prescrizione? E sapete che nel linguaggio giuridico e religioso (il Corano è la Legge di Allah) la parola "prescrizione" significa "ordine dato da colui che ne ha autorità"?
L'autore del libro sa che alcuni fedeli potrebbero non trovar giusta l'uccisione dei non islamici e così ci tiene a mettere le mani avanti e a scrivere "anche se ciò può non riuscirvi gradito". Da qui si evince, perciò, senza dubbio alcuno, che la Guerra Santa è un precetto per ciascun musulmano.
"Dio vi inviò un Suo Segno mostrandovi la lotta tra chi combatteva nella Via di Dio ed i miscredenti. Agli occhi di questi ultimi i Credenti apparvero in numero doppio di quello che realmente erano. Dio concede il suo aiuto a chi vuole. Rifletta su ciò chi è in grado di penetrare i Segni del suo Signore!". (III Sura della Famiglia di Amran, versetto 13)
Nel Corano c'è un forte desiderio di mostrare ai fedeli il clima della lotta e della contesa e c'è la presunzione di insinuare nelle coscienze la necessità di eliminare fisicamente chi non abiura la propria fede per abbracciare l'Islam.
"Il vostro Signore vi renderà vittoriosi e ciò per uccidere ed umiliare i miscredenti, i quali saranno così i perdenti in questa e nell'altra vita". (III Sura della Famiglia di Amran, versetto 127)
Secondo l'autore di questa Sura, Allah desidera che i musulmani uccidano ed umilino chi non crede in lui. Questo sarebbe un dio giusto, clemente e misericordioso? Questa sarebbe una religione di pace con la quale è possibile un benché minimo dialogo?
"Pensate forse di entrare in Paradiso senza che Dio vi veda combattere la Guerra Santa con Fede salda e sicura?
Voi desiderate la morte prima di incontrarla. Ora essa è davanti a voi ed i vostri occhi possono vederla!". (III Sura della Famiglia di Amran, versetti 142 e 143)
Con questi versetti, l'autore della Sura, insiste nel dire che se non si fa la Guerra Santa ci si può scordare l'ingresso in Paradiso. Capite perché molti si fanno esplodere nelle piazze e cercano di sterminare "gli infedeli"? O si combatte la Guerra Santa o non si entra in Paradiso!
E, "giusto per gradire", vi riporto tre versetti che fanno venire la pelle d'oca da quanto sono cruenti e pieni di odio:
"Dio ha già tenuto fede alle Sue Promesse, dandovi la vittoria sugli idolatri, che voi avete quel giorno annientato a Ohad. Ma la vostra disobbedienza agli ordini del Nostro Inviato e le vostre discordie rischiano di rendervi perdenti. Eppure Egli vi aveva impartito ordini ben precisi per sconfiggere i Nemici di Dio! Fra di voi erano uomini attaccati alle cose di questo mondo ed uomini che, invece, pensavano solo all'aldilà. Così il vostro Signore, per distinguere i Timorati dagli altri, ha fatto sì che le vostre schiere cedessero davanti all'attacco degli idolatri, ma poi vi ha perdonato, poiché Egli è il Clemente e il Misericordioso.
Voi vi deste alla fuga verso le montagne, incuranti del Nostro Inviato che vi esortava alla lotta, e fu allora che Dio fece balenare davanti ai vostri occhi la vista di Medina saccheggiata dagli idolatri. Il vostro Signore conosce ogni vostra azione ed ogni vostro pensiero!
La vostra tristezza per la sconfitta si mutò in volontà di combattere, ma così non fu per tutti poiché quelli che non erano saldi nella Fede, preoccupati solo di se stessi, si misero a bestemmiare Dio, dicendo: "Quale vantaggio trarremo da questa impresa?". Tu, Mohammad, da noi ispirato, rispondesti loro: "Questa guerra noi la combattiamo nella Via di Dio". Ma i cuori di quella gente celavano la miscredenza, per cui essi in tal modo ribatterono le tue parole: "Se è così allora perché i nostri nemici prevalgono e noi veniamo uccisi?". E tu rispondesti con queste Nostre Parole: "Anche se voi foste rimasti a casa, oggi sareste morti nei vostri letti, poiché questo è il giorno scelto da Dio per porre fine alla vostra vita. Egli vi ha perciò messo alla prova per vedere la vostra saldezza nella Fede e per purificare i vostri cuori col Martirio. Egli conosce ogni vostro nascosto pensiero". (III Sura della Famiglia di Amran, versetti 152 - 154)
Il fedele islamico che non vede un vantaggio nella Guerra Santa viene definito "bestemmiatore" e perciò uomo degno di morte per tradimento della fede in Allah. O si combatte, o si uccidono i miscredenti o si viene uccisi per tradimento.
La religione islamica è davvero una religione di pace? Una religione con cui poter dialogare?
Ma non è finita qui. Sempre nel Corano vien scritto che "i Credenti combattono nella Via di Dio ed i miscredenti in quella di Satana. Lottate dunque contro gli Amici del Demonio, la cui astuzia non riesce a corrompere chi è saldo nella Fede e nel Timore di Dio.
Vedesti, Mohammad, coloro ai quali venne detto: "Non pensate alla lotta, bensì pregate e pagate la Tassa!" Ma quando è ordinato loro di combattere, una parte di essi viene presa da grande paura e si rivolge a Dio dicendo: "Signore Iddio! Perché mai ci imponi il combattimento? Non puoi concederci un ulteriore lasso di tempo da vivere in pace?". Tu rispondi loro: "La gioia di questo mondo è cosa di ben poco conto in confronto alla gioia dell'aldilà che attende i Virtuosi e i Timorati". (IV Sura delle Donne, versetti 76 e 77)
Anche in questi versetti il Corano presenta dei musulmani che non vogliono combattere e uccidere ma anche questa volta Mohammad (Maometto) viene incaricato di dissuaderli dalla via della pace per ricondurli a quella della Guerra Santa. E Allah esorta ancora Mohammad dicendogli: "Combatti dunque sulla Via di Dio, Mohammad, poiché solo della tua anima ti sarà da Noi chiesto conto e invita i Credenti a seguirti. Il tuo Signore non permetterà mai che i miscredenti riescano ad impedirvi di lottare per la Religione ed il Suo Castigo si abbatterà su di essi. In verità Dio è terribile nella Sua Ira e nel Suo Rigore!". Anche questa affermazione mi pare smentisca categoricamente la "pacificità" dell'Islam e delle sue dottrine. O sbaglio?
Ma c'è dell'altro.
"Non sono eguali davanti a Dio i Credenti che restano a casa, salvo i malati ed i sofferenti, e quelli che, invece, combattono nella Sua Via. Il vostro Signore, infatti, tiene in maggior considerazione i secondi rispetto ai primi. Dio ricompenserà tutti i Credenti, ma la ricompensa sarà maggiore per quanti avranno combattuto nella Sua Via.
Questi ultimi otterranno infatti il Suo Perdono e vivranno in eterno vicino a Lui, nel Suo Paradiso. In verità, Dio è il Clemente ed il Misericordioso!". (IV Sura delle Donne, versetti 95 e 96)
L'Islam è una religione talmente pacifica che Allah premia i violenti e i guerrieri a dispetto di quelli che desiderano la pace e la serenità. Si può davvero dire che i Cattolici abbiano qualcosa su cui confrontarsi con i musulmani?
Sapete che a noi miscredenti (i musulmani ci chiamano così) gli angeli di Allah "chiederanno: "Quale fu la vostra condizione in vita?". Essi risponderanno: "Fummo incapaci di abbracciare la Vera Religione". Ribatteranno allora gli angeli: "Non era abbastanza vasta la terra da permettervi di non recare danno ai Credenti?". Il loro castigo sarà l'eterna dimora nel Fuoco dell'Inferno.
A questa punizione sfuggiranno solo i deboli ed i bambini non in età di ragione e perciò incapaci di imboccare da soli il Retto Sentiero". (IV Sura delle Donne, versetti 97 e 98)
Il solo fatto che noi Cristiani siamo su questa terra è motivo di "danno" per i musulmani praticanti e il nostro castigo saranno le fiamme eterne. La nostra colpa? Non aver abiurato la Fede in Gesù Cristo e aver imboccato quello che i maomettani chiamano "il Retto Sentiero".
Ma la libertà di coscienza? Il libero arbitrio e il diritto a confessare la Religione che più ci aggrada?
L'Italia, che nella sua Costituzione, sancisce la libertà di Credo può davvero tollerare moschee e comunità islamiche sul Suo suolo nazionale?
E ai musulmani che intendono "tollerare" i Cristiani viene intimato ancora una volta di non lasciarci scampo. L'autore del Corano scrive infatti: "Non diminuite il vostro impeto nell'assalire il nemico, poiché se voi soffrite, quelli soffrono ben più di voi che sperate in Dio, mentre loro non hanno tale speranza. In verità, Dio è l'Onnipotente e l'Onniscente!". (IV Sura delle Donne, versetto 104)
Ora, vi faccio nuovamente la domanda di rito: abbiamo davvero un motivo per dialogare con gente che ci vede come nemici da assalire e far soffrire?
Come sapete, mai prima d'ora mi ero dilungato tanto nella trattazione di un argomento ma questa volta ho creduto fosse necessario mettere in chiaro ciò che l'Islam è davvero.
Oriana Fallaci, che Dio l'abbia in Gloria, ormai anziana e malata, credette giusto spendere la sua cultura e la sua puntuale penna nel divulgare il male del terzo millennio: il fondamentalismo di matrice islamica. A tal proposito, intervistata da un collega, disse: "L'Islam è il Corano. Comunque e dovunque. E il Corano è incompatibile con la libertà, è incompatibile con la democrazia, è incompatibile coi Diritti Umani". Non avrei saputo riassumere meglio ciò che sono l'Islam e il Corano.
Carissimi amici dal "Cuore Alpino", non lasciamo che il qualunquismo e il relativismo dilagante negli ambienti della cultura ci portino ad accettare l'inaccettabile. Quando una religione fomenta odio e incita all'eliminazione dei nemici non è una vera religione. Attenzione a non cascare nella politica del "volemose bene" e a cadere nell'impostura del dialogo a tutti i costi. I valori del Cristianesimo, gli insegnamenti del Vangelo e le parole di Gesù Cristo non si svendono per una falsa integrazione voluta dall'Europa massonica e da associazioni che di cristiano non hanno nulla se non il nome.
Dinanzi a chi mi chiama infedele, miscredente, nemico, occidentale, ... rispondo orgogliosamente con queste semplici parole: "Io credo in Dio, Padre Onnipotente, e in Gesù Cristo suo unico figlio, nato da Maria Vergine. Credo nello Spirito Santo che è Signore e da la vita. Credo nella Santissima Trinità. Credo nella Santa Eucarestia. Credo nella Chiesa: Una, Santa, Cattolica e Apostolica". Il resto, per me, è fuffa!
Concludo questa mia lunga, lunghissima, riflessione con la dedica ad un uomo che all'Islam ha contrapposto il suo Amor di Patria: Fabrizio Quattrocchi, martirizzato dai fondamentalisti islamici il 14 aprile 2004.
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella
P.s.
Tutte le citazioni coraniche le ho prese da:
IL CORANO
Traduzione ed introduzione di Angelo Terenzoni
Edizioni Polaris
Anno di Edizione 1993
Officine Grafiche Stianti - Sancasciano - Firenze
Giugno 1993
sabato 25 agosto 2018
Guardia Costiera o Costa Crociere?
Carissimi amici dal "Cuore Alpino", quest'oggi - durante la mia consueta lettura dei giornali - mi sono soffermato su un articolo de "Il Giornale" che vede come protagonista Bruno Vespa, Giornalista Rai e conduttore del celeberrimo programma tv "Porta a Porta".
Vespa racconta di esser stato contattato da un ammiraglio della Guardia Costiera in congedo che - sulla questione del migranti - gli ha detto: "Come facciamo a non salvare chi sta in mare? Al di là degli aspetti umanitari, abbiamo l' obbligo giuridico di farlo. E una volta che abbiamo salvato questi migranti, dove li portiamo?".
Vespa, che è un giornalista acuto e pungente, gli ha prontamente risposto che è corretta la sua posizione ma che, al contempo, l'Italia non può permettersi il lusso di avere mezzo milione di migranti che bighellonano per le strade senza far niente dal mattino alla sera e che, spesso e volentieri, vive di delinquenza ed espedienti.
Come fare allora?
Vespa ha proposto una soluzione dolorosa ma forse necessaria che consiste nel "ridurre l'area di pattugliamento in modo da limitare al massimo le possibilità d'intervento dei nostri mezzi. Nessun trafficante deve avere una sorta di appuntamento virtuale con le unità italiane, anche se dall'anno scorso i nostri interventi sono drasticamente ridotti".
Sulla questione dei flussi migratori, purtroppo, l'Italia era e resterà sola. E da sola dovrà sbrogliarsi la matassa. Il Ministro dell'Interno (che a me non è simpatico per nulla) ha portato in questo mese 1737 richiedenti asilo contro i 23.500 del 2017. E' poca cose, certo. Bisognerebbe che non ne entrasse nemmeno uno ma quanti sanno che riportare a casa i migranti irregolari è quasi impossibile?
Le leggi internazionali ed i trattati europei sono stati scritti "coi piedi" ed infatti l'Italia si sta trovando ad affrontare da sola una situazione che definire paradossale è poco.
La Marina Militare Italiana, la Guardia Costiera e le Capitanerie di Porto non sono pagate a traghettare i migranti ma a svolgere un servizio di pattugliamento e sicurezza dei mari e delle coste di pertinenza della nostra Nazione. Le organizzazioni non governative, le onlus e tutte quelle realtà di "volontariato" che fanno avanti e indietro nei mari in cerca di migranti continuino pure... ma, di certo, non possono pensare che gli Italiani continueranno a mantenere chi sbarca quotidianamente.
Bisogna che l'Unione Europea e la massa dei buonisti si rendano conto che la soluzione sta nel fare accordi con la Libia, la Tunisia, l'Algeria e il Marocco affinché venga fermato, aiutato e curato lì chi cerca di mettersi per mare allo scopo di attraccare sulle coste italiche.
Carissimi, l'immigrazione selvaggia sta creando problemi grossi ed incontrollabili. La nostra cultura e la nostra sicurezza sono in pericolo. Oggi più che mai è necessario ricordare che nel Mediterraneo, come sul Piave, "non passa lo straniero".
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella
Vespa racconta di esser stato contattato da un ammiraglio della Guardia Costiera in congedo che - sulla questione del migranti - gli ha detto: "Come facciamo a non salvare chi sta in mare? Al di là degli aspetti umanitari, abbiamo l' obbligo giuridico di farlo. E una volta che abbiamo salvato questi migranti, dove li portiamo?".
Vespa, che è un giornalista acuto e pungente, gli ha prontamente risposto che è corretta la sua posizione ma che, al contempo, l'Italia non può permettersi il lusso di avere mezzo milione di migranti che bighellonano per le strade senza far niente dal mattino alla sera e che, spesso e volentieri, vive di delinquenza ed espedienti.
Come fare allora?
Vespa ha proposto una soluzione dolorosa ma forse necessaria che consiste nel "ridurre l'area di pattugliamento in modo da limitare al massimo le possibilità d'intervento dei nostri mezzi. Nessun trafficante deve avere una sorta di appuntamento virtuale con le unità italiane, anche se dall'anno scorso i nostri interventi sono drasticamente ridotti".
Sulla questione dei flussi migratori, purtroppo, l'Italia era e resterà sola. E da sola dovrà sbrogliarsi la matassa. Il Ministro dell'Interno (che a me non è simpatico per nulla) ha portato in questo mese 1737 richiedenti asilo contro i 23.500 del 2017. E' poca cose, certo. Bisognerebbe che non ne entrasse nemmeno uno ma quanti sanno che riportare a casa i migranti irregolari è quasi impossibile?
Le leggi internazionali ed i trattati europei sono stati scritti "coi piedi" ed infatti l'Italia si sta trovando ad affrontare da sola una situazione che definire paradossale è poco.
La Marina Militare Italiana, la Guardia Costiera e le Capitanerie di Porto non sono pagate a traghettare i migranti ma a svolgere un servizio di pattugliamento e sicurezza dei mari e delle coste di pertinenza della nostra Nazione. Le organizzazioni non governative, le onlus e tutte quelle realtà di "volontariato" che fanno avanti e indietro nei mari in cerca di migranti continuino pure... ma, di certo, non possono pensare che gli Italiani continueranno a mantenere chi sbarca quotidianamente.
Bisogna che l'Unione Europea e la massa dei buonisti si rendano conto che la soluzione sta nel fare accordi con la Libia, la Tunisia, l'Algeria e il Marocco affinché venga fermato, aiutato e curato lì chi cerca di mettersi per mare allo scopo di attraccare sulle coste italiche.
Carissimi, l'immigrazione selvaggia sta creando problemi grossi ed incontrollabili. La nostra cultura e la nostra sicurezza sono in pericolo. Oggi più che mai è necessario ricordare che nel Mediterraneo, come sul Piave, "non passa lo straniero".
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella
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