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giovedì 16 luglio 2020

Tutto quello che sapete sull'Immigrazione è falso? Ditelo ai Carabinieri aggrediti

Carissimi amici dal "Cuore Alpino", in questi giorni ho appreso da Facebook che l'Associazione Territoriale di Radicali Italiani "Radicali Cuneo" sta organizzando diverse manifestazioni nelle città cuneesi sul tema dell'immigrazione, per tentare di smontare le solite frasi spot che sono abituati a sentire, a partire dal "siamo di fronte ad un'invasione", sino ad arrivare all'assurdo "i terroristi islamici utilizzano i flussi migratori per attaccarci". Perché manifestano? Manifestano per chiedere l'abrogazione dei Decreti Salvini, la reintroduzione della protezione umanitaria, la convalida del sistema S.P.R.A.R., lo stop al sistema emergenziale, l'accoglienza umanitaria.
Purtroppo debbo constatare che i Radicali continuano a vivere in un universo parallelo fatto di visioni sinistroidi e poco attinenti alla realtà dei fatti.
In questo 2020, ad esempio, è accaduto spesso che Immigrati aggredissero in modo feroce ed efferato i militari appartenenti all'Arma dei Carabinieri. Siccome non voglio essere accusato di razzismo ma voglio portare elementi tangibili a sostegno delle mie affermazioni vi citerò tre episodi: uno più raccapricciante dell'altro.
Milano, "otto immigrati aggrediscono carabiniere": massacrato a sediate e calci, "lo hanno ammazzato di botte"
Il 21 giugno 2020, "Libero Quotidiano" narrava che - alle tre del mattino - a Milano, in zona Piazzale Loreto, c'è stata una rissa molto violenta in un bar. Interviene un Maresciallo Capo dei Carabinieri, 50 enne, che nonostante fosse fuori servizio è intervenuto per spirito di abnegazione e per cercare di sedare gli animi. Viene accerchiato da otto immigrati e viene massacrato di botte. Il militare dell'Arma è stato ricoverato in ospedale dove racconta di esser stato preso a sediate, calci e pugni. (Qui la notizia completa)
L'immigrato gli sferra due pugni e spacca la faccia al militare
Il 19 giugno 2020, "Il Giornale" narrava che il giorno precedente ad Avezzano (L'Aquila) - attorno alle 17:30 - una gazzella dell'Arma dei Carabinieri si è fermata dinanzi alla Caritas per effettuare un controllo di polizia su un uomo in chiaro stato di escandescenza.
Inizialmente cercano di calmarlo ma poi sono costretti a bloccarlo a terra per evitare che faccia del male a qualcuno. Il soggetto, un immigrato della Repubblica Dominicana di 41 anni, riesce a divincolarsi e a sferrare due pugni in faccia ad uno dei due Carabinieri. Il volto del militare inizia a sanguinare copiosamente e viene tradotto in ospedale dove lo refertano cosciente, non in pericolo di vita ma bisognoso di intervento chirurgico maxillo-facciale. (Qui la notizia completa)
Torino, immigrati aggrediscono i carabinieri, li prendono a morsi e urinano contro di loro
Il 14 luglio 2020, il "Secolo d'Italia" narrava che a Moncalieri (Torino) dei passanti hanno dovuto chiamare i Carabinieri per denunziare una furibonda lite tra immigrati di colore. Siccome i militari dell'Arma capiscono ormai bene con chi hanno a che fare, si recano sul posto con quattro gazzelle. Gli immigrati, non appena vedono i Carabinieri, smettono di colpirsi tra loro e si scagliano senza motivo contro i servitori dello Stato. Hanno colpito con ferocia i Carabinieri, gli hanno sferrato calci e pugni e - il più maleducato di loro - ha anche urinato.
Gli infausti protagonisti dell'aggressione sono stati identificati in tre nigeriani di 23, 27 e 30 anni ed un ghanese di 19 anni. Tutti e quattro sono ospiti del Centro di Accoglienza sito vicino ai Giardini Pubblici di Moncalieri. Il 19enne ed il 23enne sono stati arrestati per le lesioni provocate ai militari. Il 27enne ed il 30enne sono stati denunciati rispettivamente per atti osceni e rifiuto a fornire le proprie generalità. (Qui la notizia completa)
Alla luce di quanto vi ho appena riportato mi domando se l'Italia e gli Italiani debbano tollerare ancora a lungo simili vicende. L'Arma dei Carabinieri non è un'Istituzione da vilipendere, offendere ed oltraggiare. I Carabinieri non sono carne da macello o persone da trattare a pesci in faccia.
Un Paese degno di questo nome non può e non deve permettere che i Servitori della Patria vivano simili situazioni.
All'Associazione Territoriale di Radicali Italiani "Radicali Cuneo" dico dunque che, come dicevano i Latini, "contra factum non valet argumentum". I fatti e gli atti compiuti dagli Immigrati sul nostro sacro suolo nazionale sono evidenti, denunziati e documentati. Dire che "Tutto quello che sappiamo sull'immigrazione è falso" non è solo fazioso ma anche irrispettoso del libero pensiero e dell'Amor di Patria.
Concludendo, voglio ringraziare tutti gli Operatori della Sicurezza, Carabinieri, Poliziotti, Finanzieri, Poliziotti Penitenziari, Vigili urbani e Vigili del Fuoco per quanto fanno ogni giorno per noi. Il loro prezioso servizio, la loro sincera abnegazione, il loro senso del dovere sono per noi motivo di vanto e di orgoglio.
Viva l'Italia, viva gli Italiani!
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella

lunedì 2 marzo 2020

I Vigili del Fuoco pensano a tutti ma chi pensa alla loro sicurezza e alla loro incolumità?

Carissimi amici dal "Cuore Alpino", questa sera torno a voi con un post che non avrei mai voluto scrivere. In varie pagine social ho visto che è diventato "di moda" aggredire i Vigili del Fuoco durante l'esercizio delle loro funzioni.
Il 25 febbraio, in Sicilia, a Palermo i Vigili del Fuoco sono stati oggetto di aggressione "per non aver usato la mascherina in situazioni che peraltro non lo richiedevano affatto". (Agenzia Giornalistica Italiana) A seguito di questo fatto, in Prefettura a Palermo, c'è stato un vertice nel quale il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco ha tenuto a ribadire che l'Istituto Superiore di Sanità mette in risalto il fatto che la mascherina va usata solo se si hanno sintomi o se si assistono persone con evidenti sintomi.
Poco più di un mese prima, l'1 gennaio, in Via Gola a Milano, i Vigili del Fuoco sono stati vittima di aggressione in uno dei quartieri più degradati e malfamati del capoluogo lombardo. Le associazioni del territorio hanno prontamente detto che "è fondamentale che questo episodio, pur grave, non nasconda le vere ragioni del degrado, dell'illegalità e dell'intensificarsi di fenomeni criminali: decenni di abbandono, assenza di presidio da parte delle istituzioni, mancanza di ogni forma di manutenzione ordinaria e straordinaria delle case".
Non è la prima volta che i Vigili del Fuoco vengono bersagliati da frustrati, facinorosi e delinquenti durante i loro presidi e i loro interventi salvavita.
Il 7 novembre 2019, in Abruzzo, a Lanciano due Vigili del Fuoco sono stati brutalmente malmenati da un padre e un figlio rispettivamente di 49 e 23 anni. I Vigili del Fuoco erano in quel luogo per spegnere un incendio all'esterno di un bar. I due aggressori si sono posti sul luogo impedendo ai Vigili del Fuoco di svolgere l'intervento. Quando i Vigili del Fuoco hanno continuato a svolgere il proprio dovere sono stati oggetto della cattiveria e della violenza dei due soggetti che, una volta intervenuti i Carabinieri, hanno aggredito anche loro. La Procura della Repubblica ha aperto nei confronti di padre e figlio un fascicolo per resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e minacce.
Carissimi, queste cose sono assolutamente vergognose. Non è possibile continuare a tollerare atteggiamenti e comportamenti simili. Chi indossa un'uniforme non può essere bersaglio di chi non ha un cavolo da fare o di chi necessita di sfogare la sua frustrazione sul prossimo.
Questo mio Blog è da sempre dalla parte di chi indossa una divisa e serve la Patria. I Vigili del Fuoco, poi, sono dei veri e propri angeli che non esitano neppure un minuto a gettarsi fra le fiamme per salvarci dai pericoli. Posso accettare tutto ma non che qualche personaggio (e non dico ciò che vorrei per non essere scurrile e querelabile) manchi di rispetto ai Vigili del Fuoco. Il Ministro dell'Interno, il Presidente della Repubblica e i Prefetti si muovano affinché si facciano leggi a tutela di chi indossa un'uniforme e - soprattutto - si diano ai Vigili del Fuoco le medesime tutele che hanno l'Esercito Italiano, la Polizia di Stato, l'Arma dei Carabinieri e la Guardia di Finanza. I Vigili del Fuoco devono avere una previdenza infortuni, una tutela personale e una legittimazione come tutti gli altri. Lo Stato la smetta di fare figli e figliastri!
Carissimi, nella speranza che questo mio appello arrivi dove deve arrivare, vi saluto e ringrazio per la vostra attenzione ed il vostro seguito.
Viva l'Italia, onore ai Vigili del Fuoco!
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella

venerdì 8 novembre 2019

"Cuore Alpino" omaggia i Vigili del Fuoco

Carissimi Vigili del Fuoco,
questa lettera vuol essere un segno di affetto e di sincera vicinanza al Vostro Corpo Nazionale nel giorno in cui l’Italia tutta ha dato l’ultimo ed estremo saluto a Marco, Matteo e Antonino.
Quando succedono cose così non ci sono parole che abbiano un senso. Nei nostri cuori alberga un misto di sensazioni che vanno dal dolore alla rabbia, dallo sconforto al senso di oblio. Tutti i Vigili del Fuoco che hanno prestato servizio assieme ai tre Caduti sicuramente oggi hanno una sola domanda: “Perché?”.
Come migliaia di Italiani, questa mattina, ho seguito i Funerali di Stato in diretta su RaiUno perché desideravo mettere il mio “cuore alpino” accanto a quello di tutti Voi eroi con il caschetto che, per l’ennesima volta, avete dovuto dare il congedo obbligato a dei vostri fratelli.
Il Vescovo di Alessandria, nella sua breve ma intensa omelia, ha voluto ricordare che “la vita non è tolta ma è trasformata”. Voi Vigili del Fuoco lo sapete bene ed infatti vivete ogni attimo del servizio come se fosse il primo ma, al contempo, anche l’ultimo. Voi Vigili del Fuoco sapete che quando uscite dalla porta di casa vostra potreste non più farvi ritorno. La vita del Pompiere è questa e – permettetemi – è innestata pienamente nel passo evangelico nel quale Gesù dice: “non c’è Amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici”. (Giovanni 15:13)
In questi giorni ho visto sui social network un grande ed unanime cordone di ammirazione ed affetto verso i vostri Caduti ma soprattutto verso il vostro Corpo Nazionale. Gli Italiani vi vedono come amici e vi vedono così in virtù della vostra abnegazione e del vostro altruismo.
In questo giorno di dolore e di mestizia per tutti gli appartenenti al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco ho perciò ritenuto dovuto e doveroso venire presso il Comando Provinciale di Cuneo (quello a me più vicino) per esprimervi di persona e con sincerità ciò che gli Italiani pensano di voi.
Voi siete gli angeli che tutti noi vogliamo avere vicino quando le fiamme devastano lo nostre case, quando le acque spazzano via le nostre certezze e le nostre fatiche, quando i venti abbattono gli alberi sulle nostre vite e sulle nostre strade, quando scompare qualcuno a cui teniamo e abbiamo bisogno che venga ritrovato.
Voi non siete Italiani come gli altri, voi non siete semplici Servitori dello Stato. Voi siete un barlume di speranza in un Paese ammantato da una nera coltre di indifferenza, egoismo e individualismo. Voi siete una brezza fresca e leggera in un Paese che ha il puzzo dell’opportunismo e del guadagno facile. Voi siete acqua sorgiva in un Paese paludoso fatto di scappatoie e sotterfugi.
Oggi l’Italia tutta ha pianto e si è straziata per questo. Il nostro Tricolore si è sbiadito un poco perché ha perso tre dei suoi figli migliori: Marco, Matteo e Antonino!
Con il cuore in mano, e con la sicura consapevolezza che Santa Barbara stamane era con voi nel portare a spalle i tre feretri, vi abbraccio con sincero affetto e vi dico l’unica parola che ha senso in un momento così ignobile e privo di qualunque logica: GRAZIE!
A nome e per conto della comunità dal “Cuore Alpino”,
Elia

sabato 14 settembre 2019

"Cuore Alpino" onora il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Cuneo

Carissimi amici dal "Cuore Alpino", vi scrivo dopo il grande ed inaspettato successo che ha avuto il mio post sui Vigili del Fuoco del 07 settembre scorso a cui hanno fatto seguito molti messaggi e molte citazioni da parte di appartenenti al Corpo in servizio ed in congedo.
Diversi Gruppi e Pagine Facebook, infatti, hanno condiviso il mio post facendolo diventare letteralmente virale. Calcolando, poi, che parlavo di una cosa già accaduta da oltre un anno e conosciuta da molti utenti della rete è stupefacente il volume di traffico generato in pochi giorni.
Oggi, in continuità a quel post, voglio parlarvi del grande impegno profuso dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Cuneo in questi ultimi 15 giorni nei quali sono successi alcuni fatti rilevanti che hanno potuto mettere in risalto le qualità tecnico-professionali degli appartenenti al Corpo.
Due giorni fa, giovedì 12 settembre, in Via Circonvallazione, nel comune montano di Roaschia c'è stato un significativo incidente stradale che ha visto coinvolta una donna. Erano circa le 8 del mattino quando la signora, ferma in un parcheggio in pendenza, distrattamente ha rimosso il freno a mano perdendo il controllo del mezzo. Purtroppo a nulla sono valse le manovre per impedire l'irreparabile e l'auto dopo esser finita in una scarpata si è ribaltata ed è finita nel fiume. La letteratura dell'infortunistica stradale ci dice che quando un'auto finisce in un corso d'acqua con all'interno delle persone le possibilità di estrarle vive sono poche ma anche questa volta i Vigili del Fuoco sono stati più rapidi della morte. Arrivati sul luogo dell'incidente hanno tirato delle funi e si sono calati sino all'altezza dell'autoveicolo; hanno estratto rapidamente la signora e l'hanno affidata alle cure del personale sanitario del 118 nel frattempo allertato. Solo dopo aver salvato la vita della signora hanno fatto intervenire i colleghi con l'autogru per il recupero del mezzo ed il ripristino della scarpata.
Pochi giorni prima, nella notte fra il 5 e il 6, verso le 2:00 il telefono della Sala Operativa ha squillato per allertare i Vigili del Fuoco di un incendio a Limone Piemonte (quasi al confine con la Francia) in Località San Giovanni Tetto Bric. I mezzi sono usciti dal parco auto, come di consueto, con sirene e lampeggianti e alla velocità della luce hanno raggiunto la località impedendo alle fiamme di danneggiare l'intero chalet, di devastare la zona circostante, circoscrivendo i danni al solo tetto che però è rimasto al suo posto e non è crollato.
Nella stessa notte, oltretutto, nell'albese la pioggia incessante ha messo a repentaglio diverse zone critiche del territorio costringendo il Comando Provinciale a richiamare in servizio anche i Vigili del Fuoco che avevano smontato il precedente turno e quelli non in servizio per turno di riposo.
Nel Comune di Alba, dove con la locale Protezione Civile è stata allestita una sala operativa per affrontare l'emergenza, si è verificato il crollo di un argine lungo il torrente Talloria che si è trascinato un'auto posteggiata li. A Bra e Savigliano i Vigili del Fuoco sono stati impegnati in numerosi interventi segnalati da cittadini che denunciavano allagamenti di scantinati, garage e sottopassi. Inoltre, gli uomini del Comando di Cuneo, hanno dovuto mettere in sicurezza numerosi alberi pericolanti nella zona di Alba, Diano, Bene Vagienna e gestire una gravosa emergenza a Cherasco dove, poco prima del ponte sullo Stura, il manto stradale della tangenziale ha subito un cedimento che, se non controllato, avrebbe potuto senz'altro essere causa di incidenti stradali mortali. Come sempre, i Vigili del Fuoco hanno circoscritto ed isolato la zona pericolante ed allertato i colleghi dell'Arma dei Carabinieri affinché provvedessero a gestire l'annoso problema della viabilità deviata in condizioni, peraltro, molto complesse a causa delle violenti piogge che non hanno dato tregua alcuna.
Il Comandante Provinciale, il Prefetto e le Autorità Cittadine interessate dai suddetti interventi non hanno potuto non ringraziare, oltre al Comando Provinciale di Cuneo, le Squadre di Vigili del Fuoco di stanza a Savigliano, Bra, Alba, Sommariva Bosco e Santo Stefano Belbo.
Carissimi, nel leggere queste notizie, ci meravigliamo e - guardandoci con stupore - esclamiamo: "Ma come fanno a gestire queste emergenze?". La cosa "divertente", però, sta nel fatto che, quello che noi troviamo stupefacente, per un Vigile del Fuoco è l'ordinarietà e la quotidianità del suo servizio. Non vi è giorno in cui i Comandi dei Vigili del Fuoco non vengano impegnati in spegnimento incendi, soccorso ad auto gravemente incidentate, smottamenti, frane, scosse telluriche, ecc... Il problema spesso sta nel fatto che l'opinione pubblica, la politica e il giornalismo danno per scontati tutti questi servizi e non li mettono in risalto quando vengono realizzati.
Compito di "Cuore Alpino" è quello di far conoscere ciò che altri ignorano o, semplicemente, non ritengono esser degno di attenzione e divulgazione. Tutto questo sta risultando possibile grazie a voi che, con l'aiuto dei social network, leggete, condividete e divulgate quanto da me scritto su questo povero e umile blog. Grazie infinite.
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella

sabato 7 settembre 2019

"Non mi sento un eroe, mi sento un Vigile del Fuoco"

Carissimi amici dal "Cuore Alpino", qui a Cuneo questa sera diluvia e fa abbastanza freddo; per questo ho deciso di rimanere a casa ma, siccome non amo la televisione, ho pensato di mettermi al pc e di scrivere due righe su una delle eccellenze della nostra Nazione: il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
Sin da quando sono piccolo vedo le autoscale, le autopompe ed i vari mezzi in dotazione ai "pompieri" passare e ripassare sotto casa perché ho la fortuna di abitare a 3 minuti dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco. Per loro ho sempre nutrito un grande senso di rispetto e di ammirazione. Trovo dunque giusto scrivere un breve ma sentito post su questo Corpo partendo dalla tragica testimonianza che il "nostro" Comandante Provinciale ha rilasciato in merito alla tragedia del "Ponte Morandi", crollato nel 2018.
Il dottor Vincenzo Bennardo, che all'epoca dei fatti era Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco di Savona, interpellato dai giornali ha detto: "Per quella giornata era stato proclamato lo stato di massima pericolosità per incendi boschivi. E invece eravamo alle prese con un fortissimo maltempo. Le mie squadre erano impegnate soprattutto nella zona di Vado, particolarmente colpita, quando arrivò la notizia: è crollato il ponte di Brooklyn. Non capivo, poi iniziarono ad arrivare le prime immagini. Ero incredulo, come tutti, ma non abbiamo perso tempo: non si poteva. Nel giro di un'ora abbiamo mandato tutti gli uomini e i mezzi a disposizione".
L'ironia della sorte vuole che la prima chiamata giunta alla Centrale Operativa del Comando di Savona sia stata fatta da un Vigile del Fuoco che opera proprio presso il Comando savonese. Questo servitore della Patria - al momento del crollo - si trovava sul Ponte Morandi; la sua auto è una di quelle che precipita rimanendo però impigliata a dei tralicci sporgenti. Questo eroe, prima di pensare a se stesso, prende il telefonino e chiama i soccorsi per mettere in salvo quante più vite possibili. Per noi questo gesto ha il sapore di un evento straordinario degno di menzione ma per un Vigile del Fuoco questa è nient'altro che la normale routine quotidiana di un turno di servizio. I Pompieri sono abituati, sin dalla prima formazione, a pensare solo e costantemente alle persone più deboli e fragili coinvolte nelle sciagure su cui si trovano ad intervenire. Il pensiero alla propria vita e alla propria incolumità è sempre l'ultimo in ordine d'importanza.
Girovagando nel web, sempre a proposito del Ponte Morandi, mi sono imbattuto in splendide e toccanti testimonianze di Vigili del Fuoco che, quel giorno, dalle 11:36 in poi, hanno messo a repentaglio la loro vita per salvare quella di chi è stato coinvolto nel crollo.
Il Vigile del Fuoco Stefano Boragine, intervistato da "Il Secolo XIX", ha detto: "La mattinata è proseguita abbastanza tranquillamente, poi, alle 11:36 è arrivata quella chiamata e siamo andati. Siamo andati, non sapevamo bene cosa fosse, nessuno ci aveva detto si trattasse del Ponte Morandi. Sembrava l'immagine di un film, sembrava qualcosa di incredibile, poi lo stupore è stato per qualche istante e poi siamo partiti per fare il nostro lavoro, siamo partiti per lavorare. E' stata una giornata incredibile. Pensi di più alla vita. Ci sono a volte cose che dai per scontate, magari alle volte ti arrabbi per cose assurde e invece poi capisci che c'è altro, c'è ben altro".
Il Vigile del Fuoco Alberto Dagnino, invece, ha aggiunto: "Abbiamo vissuto a livello lavorativo un intervento delicato, complesso, dove ci ha messo a dura prova. Abbiamo deciso di salire da mare verso monte e ci siamo recati sul posto. Arrivati all'isola ecologica ci siamo trovati dinanzi alle macerie che ci ostacolavano il passaggio. Abbiamo aperto un varco di accesso e ci siamo imbattuti nel veicolo in cui vi erano Rita e Federico. Rita mostrava segni di vita, era ancora cosciente. Con l'aiuto di un divaricatore abbiamo estratto prima Federico - perché aveva già perso i sensi - e successivamente Rita. Da sotto le macerie abbiamo sentito delle voci e con l'ausilio di un'altra squadra abbiamo portato sulla Pila numero 9 delle attrezzature che ci permettessero di essere più veloci per raggiungere le persone schiacciate. Siamo riusciti ad estrarli entrambi vivi. Mi porterò dentro l'amicizia che ho stipulato con le persone che ho tratto in salvo e con i colleghi che ho conosciuto durante l'esperienza. Non mi sento un eroe, mi sento un Vigile del Fuoco". (Interviste visibili sul Canale Ufficiale Youtube de "IlSecoloXIX Genova")
In quel caldo e vacanziero giorno agostano, in cui il Ponte Morandi è crollato come un castello di carte, i Vigili del Fuoco sono arrivati a centinaia dalla Liguria, dal Piemonte, dalla Toscana e dalla Lombardia per scavare fra detriti e macerie in cerca della salvezza di quante più persone possibili.
Il Comando Provinciale di Cuneo, come sempre, ha dato grande contributo ai soccorsi. Con tempestività e professionalità dalla Granda sono partiti un Funzionario e nove Vigili del Fuoco con una colonna mobile composta da un mezzo polisoccorso, un mezzo specializzato nel soccorso fra le macerie e due fuoristrada.
Carissimi, spesso, troppo spesso, diamo per scontato il servizio svolto quotidianamente dai Vigili del Fuoco. Ho voluto condividere con voi questo mio post per farvi capire che ci sbagliamo. Quando un uomo armato solo di elmetto e accetta ha l'umiltà di dire: "Non mi sento un eroe, mi sento un Vigile del Fuoco" l'Italia acquisisce dignità e profuma di altruismo.
Nel Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco ci sono migliaia di Pompieri che sanno a che ora escono di casa ma non sanno mai se vi faranno ritorno. Alle loro spalle ci sono mogli, figli, figlie, fidanzate, madri, padri, ... che stanno con un nodo in gola e con una preoccupazione costante per il loro congiunto che è felice solo nel servire umilmente e silenziosamente la Patria ed il suo Popolo Italiano.
Un grazie - grande quanto la Via Lattea - giunga da questo mio Blog a tutti i Vigili del Fuoco in servizio permanente, a quelli in servizio discontinuo volontario e a quelli in congedo. L'Italia è fiera ed orgogliosa di voi, siete la personificazione del Tricolore, siete i nostri angeli con l'elmetto.
Viva l'Italia, viva i Vigili del Fuoco!
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella