Carissimi, oggi ho ricevuto questa lettera:
«Gent.mi amici del GRUPPO CVM CUNEO
Abbiamo toccato con mano la squisita generosità nell'offerta di euro 480,00, per l'acquisto di 12 KIT x MALARIA e 4 pecorelle, a favore dei bambini delle nostre missioni dell'Etiopia.
Vi ringraziamo di cuore!
L'offerta è in memoria del Caporal Maggiore Capo Scelto degli Alpini Giorgio Langella.
Il Signore gli conceda il riposo nella pace e la ricompensa per tutto il bene seminato in vita!
Cerchiamo nel nostro piccolo di essere quella goccia d'acqua pulita che pur piccola è importante nel contesto di un paese come l'Etiopia esposto spesso alle problematiche della fame. La nostra preghiera e quella dei missionari, vi accompagnino sempre.
Con tanta gratitudine!!
Recanati 15 ottobre 2015
P. Francesco Pettinelli
Segretario missioni estere».
Carissimi, questo è solo un piccolo passo per aiutare i bambini come avrebbe fatto Giorgio. Il Signore ama chi dona con gioia - dice San Paolo - e quindi noi non ci fermiamo perché abbiamo bisogno del nostro Dio.
Un abbraccio.
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica del CMCS Giorgio Langella
Blog in memoria del Caporal Maggiore Capo Scelto GIORGIO LANGELLA per far conoscere amare ed apprezzare le Forze Armate, le Forze dell'Ordine e le Guardie Particolari Giurate.
lunedì 19 ottobre 2015
venerdì 16 ottobre 2015
Motivazione della Medaglia d'Oro al Valor Militare alla Bandiera del 1 Reggimento Alpini
Carissimi, avere il Cuore Alpino, secondo me, vuol dire anche conoscere la storia delle Penne Nere che da 143anni onorano ed impreziosiscono il nostro Esercito.
Oggi, per fare un po' di Memoria Storica, voglio portarvi a conoscenza delle motivazioni che hanno spinto lo Stato Italiano a decorare la Bandiera di Guerra del 1 Reggimento Alpini con la Medaglia d'Oro al Valor Militare.
TESTO UFFICIALE DELLA MOTIVAZIONE
«Con i suoi fieri Battaglioni "Ceva", "Pieve di Teco" e "Mondoví", eredi delle innate tradizioni, delle magnifiche virtù cittadine e della solida tempra delle stirpi liguri, piemontesi ed apuane, il 1 Reggimento Alpini, nei duri mesi di indomita lotta sul fronte del Don, si dimostrò saldo, massiccio, ben temprato e pronto istrumento di guerra e, fra difficoltà, ostacoli, insidie del nemico, terreno e clima, seppe resistere fermo come le rocce delle sue montagne, onorando così la razza e benemeritando la riconoscenza della Patria.
Stremato dal doloroso calvario di freddo e di fatiche e dai sanguinosissimi incessanti combattimenti, in una atmosfera di sublime eroismo e di dedizione al dovere, concluse la propria leggendaria vicenda tra il Don e l'Oskol con una disperata resistenza, facendo scudo, fino all'estremo sacrificio, alla sacra ed immacolata bandiera che, simbolo della Patria lontana, distrusse per sottrarla al nemico.
Fronte Russo, 20 settembre 1942 - 28 gennaio 1943». (Fonte: "Da pare 'n fieul" - Numero speciale per la 44esima Adunata Nazionale degli Alpini - 1 semestre 1971 - 1 Supplemento - 1-2 maggio 1971, Pagina 30)
Carissimi, se oggi in Europa si respira aria di pace si devono ringraziare tutti quegli eroi che, con grande coraggio e altrettanta paura, hanno scarpinato fino alla Russia per Amor di Patria.
Nel ringraziarvi per l'attenzione con cui leggete queste mie lettere vi dono un sincero abbraccio.
Elia
Oggi, per fare un po' di Memoria Storica, voglio portarvi a conoscenza delle motivazioni che hanno spinto lo Stato Italiano a decorare la Bandiera di Guerra del 1 Reggimento Alpini con la Medaglia d'Oro al Valor Militare.
TESTO UFFICIALE DELLA MOTIVAZIONE
«Con i suoi fieri Battaglioni "Ceva", "Pieve di Teco" e "Mondoví", eredi delle innate tradizioni, delle magnifiche virtù cittadine e della solida tempra delle stirpi liguri, piemontesi ed apuane, il 1 Reggimento Alpini, nei duri mesi di indomita lotta sul fronte del Don, si dimostrò saldo, massiccio, ben temprato e pronto istrumento di guerra e, fra difficoltà, ostacoli, insidie del nemico, terreno e clima, seppe resistere fermo come le rocce delle sue montagne, onorando così la razza e benemeritando la riconoscenza della Patria.
Stremato dal doloroso calvario di freddo e di fatiche e dai sanguinosissimi incessanti combattimenti, in una atmosfera di sublime eroismo e di dedizione al dovere, concluse la propria leggendaria vicenda tra il Don e l'Oskol con una disperata resistenza, facendo scudo, fino all'estremo sacrificio, alla sacra ed immacolata bandiera che, simbolo della Patria lontana, distrusse per sottrarla al nemico.
Fronte Russo, 20 settembre 1942 - 28 gennaio 1943». (Fonte: "Da pare 'n fieul" - Numero speciale per la 44esima Adunata Nazionale degli Alpini - 1 semestre 1971 - 1 Supplemento - 1-2 maggio 1971, Pagina 30)
Carissimi, se oggi in Europa si respira aria di pace si devono ringraziare tutti quegli eroi che, con grande coraggio e altrettanta paura, hanno scarpinato fino alla Russia per Amor di Patria.
Nel ringraziarvi per l'attenzione con cui leggete queste mie lettere vi dono un sincero abbraccio.
Elia
giovedì 15 ottobre 2015
143anni di Truppe Alpine. Auguri eroi!
Carissimi, Re Vittorio Emanuele II di Savoia, nel Regio Decreto del 15 ottobre 1872, dà il via alla formazione di 15 Compagnie Alpine.
Da queste prime 15 Compagnie avranno origine numerosi e gloriosi Battaglioni che, a differenza di altri corpi del Regio Esercito, prenderanno il nome dalle cittadine più prossime agli stanziamenti dei soldati.
Tra l'altro, non tutti lo sanno, i Battaglioni Alpini, sin da allora, venivano riconosciuti dal colore della nappina (il "batuffolo" che sul cappello sostiene la caratteristica penna).
Le varie pianificazioni e i numerosi riordini interni all'Esercito hanno riunito i Battaglioni Alpini in Reggimenti che, a loro volta, hanno dato origine alle Brigate Alpine ed alle Divisioni.
Nel 1930, poi, per volontà di Benito Mussolini l'Esercito dota le Truppe Alpine di Compagnie composte da Genieri. Nasce così il Genio Alpino.
Gli eroi con la penna hanno da sempre servito la Patria con umiltà e competenza tant'è che verranno impiegati nella Guerra d'Eritrea, nella Guerra di Libia, nella Prima Guerra Mondiale (pensiamo alla gloriosa Divisione Alpina Cuneense), nella Guerra d'Etiopia, nella Guerra di Grecia, nelle Guerre dei Balcani, nella Guerra di Russia, nella Seconda Guerra Mondiale ed in tutte le Missioni Internazionali di Pace volute dalla NATO.
Le Truppe Alpine dell'Esercito Italiano hanno perso molti soldati nelle varie guerre e missioni ma non hanno mai smesso di far battere il loro cuore per il glorioso Tricolore. Nell'immaginario collettivo, infatti, gli Alpini sono quelli che spalano il fango nelle alluvioni, che rimuovono le macerie nei terremoti e che distribuiscono caramelle ai bambini dell'Afghanistan, del Centrafrica o del Kosovo.
Per me, che di militari in servizio ne conosco un po', gli Alpini sono un gruppo di uomini e donne che con grande Amor di Patria, con grande professionalità e dopo lungo addestramento lasciano casa, famiglia e affetti per rendere concreto il "siam pronti alla morte, l'Italia chiamò" dell'Inno Nazionale.
Carissimi, le Truppe Alpine oggi hanno compiuto 143anni ma a quanto pare non li sentono visto che sono sempre vigili e pronti a difendere la Patria come hanno iniziato a fare nel 1872.
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica del Caporal Maggiore Capo Scelto degli Alpini Giorgio Langella - Caduto dell'Afghanistan
Da queste prime 15 Compagnie avranno origine numerosi e gloriosi Battaglioni che, a differenza di altri corpi del Regio Esercito, prenderanno il nome dalle cittadine più prossime agli stanziamenti dei soldati.
Tra l'altro, non tutti lo sanno, i Battaglioni Alpini, sin da allora, venivano riconosciuti dal colore della nappina (il "batuffolo" che sul cappello sostiene la caratteristica penna).
Le varie pianificazioni e i numerosi riordini interni all'Esercito hanno riunito i Battaglioni Alpini in Reggimenti che, a loro volta, hanno dato origine alle Brigate Alpine ed alle Divisioni.
Nel 1930, poi, per volontà di Benito Mussolini l'Esercito dota le Truppe Alpine di Compagnie composte da Genieri. Nasce così il Genio Alpino.
Gli eroi con la penna hanno da sempre servito la Patria con umiltà e competenza tant'è che verranno impiegati nella Guerra d'Eritrea, nella Guerra di Libia, nella Prima Guerra Mondiale (pensiamo alla gloriosa Divisione Alpina Cuneense), nella Guerra d'Etiopia, nella Guerra di Grecia, nelle Guerre dei Balcani, nella Guerra di Russia, nella Seconda Guerra Mondiale ed in tutte le Missioni Internazionali di Pace volute dalla NATO.
Le Truppe Alpine dell'Esercito Italiano hanno perso molti soldati nelle varie guerre e missioni ma non hanno mai smesso di far battere il loro cuore per il glorioso Tricolore. Nell'immaginario collettivo, infatti, gli Alpini sono quelli che spalano il fango nelle alluvioni, che rimuovono le macerie nei terremoti e che distribuiscono caramelle ai bambini dell'Afghanistan, del Centrafrica o del Kosovo.
Per me, che di militari in servizio ne conosco un po', gli Alpini sono un gruppo di uomini e donne che con grande Amor di Patria, con grande professionalità e dopo lungo addestramento lasciano casa, famiglia e affetti per rendere concreto il "siam pronti alla morte, l'Italia chiamò" dell'Inno Nazionale.
Carissimi, le Truppe Alpine oggi hanno compiuto 143anni ma a quanto pare non li sentono visto che sono sempre vigili e pronti a difendere la Patria come hanno iniziato a fare nel 1872.
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica del Caporal Maggiore Capo Scelto degli Alpini Giorgio Langella - Caduto dell'Afghanistan
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