Carissimi amici dal "Cuore Alpino", qualche giorno fa il mondo alpino cuneese ha dato l'estremo saluto terreno al Generale Veterinario Alpino Franco Cussino, classe 1928, Cuneese, diplomato al Liceo Classico "Silvio Pellico" di Cuneo e laureato in Medicina Veterinaria presso l'Università degli Studi di Torino. Presta servizio militare a Bra (Cuneo) per poi partecipare e vincere il concorso per diventare Ufficiale veterinario nel Corpo degli Alpini.
Come prima destinazione da Ufficiale, Cussino viene inviato a prestare servizio presso la Caserma "Mario Fiore" di Borgo San Dalmazzo per poi esser destinato a Torino e all'Accademia Militare Veterinaria di Pinerolo dove fonda una Scuola per Maniscalchi.
L'Esercito Italiano, vista la sua alta competenza e la sua magistrale professionalità, lo invia anche a Napoli e Grosseto dove assumerà l'incarico di Comandante del Centro Quadrupedi. Appassionato di ippica vince numerosi concorsi a livello nazionale con la sua cavalla Vibassa.
Come ogni Alpino che si rispetti, il Generale Cussino era anche un grande appassionato di sci ed è stato istruttore di sci alpino, sci nordico e biathlon.
La comunità alpina cuneese, gli amici della Taurinense e tutti quelli che stimano i militari italiani hanno perso un grande esempio ed un grande comandante.
Carissimi, pur non avendo mai conosciuto il Generale Cussino sento il dovere di parlarne perché le Truppe Alpine che conosciamo oggi non sarebbero tali se non ci fossero stati fior fior di Alpini negli anni che furono.
La memoria storica è il caposaldo del Blog e i molti lettori che ogni giorno frequentano "Cuore Alpino" sono l'anima di questa missione. A tutti voi e a quanti si aggiungeranno nel tempo porgo il mio più sincero "grazie" assieme ad un fraterno saluto.
Andrea Elia Rovera
Blog in memoria del Caporal Maggiore Capo Scelto GIORGIO LANGELLA per far conoscere amare ed apprezzare le Forze Armate, le Forze dell'Ordine e le Guardie Particolari Giurate.
venerdì 15 giugno 2018
sabato 9 giugno 2018
Festa del 2 Reggimento Alpini di Cuneo
Carissimi amici dal "Cuore Alpino", ieri mattina ho preso parte alla cerimonia nella quale il 2 Reggimento Alpini di Cuneo ha celebrato il suo 136esimo "compleanno".
Alle 10:30 gli altoparlanti hanno iniziato a diffondere le solenni note della "Trentatré" e nella piazza d'armi della Caserma "Ignazio Vian" hanno iniziato a fare il loro ingresso la Compagnia Comando di Reggimento, la Compagnia Comando e Servizio Logistico, la 23esima Compagnia, la 22esima Compagnia, la 21esima Compagnia, la 106esima Compagnia e la Bandiera di Guerra del Doi.
Ad attenderli sull'attenti vi era il Tenente Colonnello Claudio Caramia, Comandante del Battaglione Saluzzo, pronto per presentare tutti i reparti schierati al Colonnello Enrico Fontana, Comandante del 2 Reggimento Alpini.
L'emozione è stata palpabile. Vedere tanti Alpini schierati a fianco della Bandiera di Guerra, dinanzi al loro comandante, al Prefetto e alle autorità civili del Cuneese è sempre suggestivo.
Al termine della rassegna il Colonnello Fontana, nonostante una pioggia scrosciante, ha preso la parola ed ha fatto il discorso di rito. In un quarto d'ora ha ripercorso i 136 anni di storia del "Doi", ha spiegato che cosa il Reggimento fa quando va in missione all'estero e ha annunciato che, a breve, il Battaglione Saluzzo verrà impegnato nell'Operazione "Strade Sicure" nelle maggiori città italiane, a fianco delle Forze dell'Ordine, per la sicurezza nazionale e la lotta al terrorismo.
Un buon tempo del discorso, poi, il Comandante lo ha dedicato ai Caduti delle Missioni internazionali di Pace del 2006 e del 2012 e ha rammentato a tutti i presenti che i Caduti devono avere un ruolo privilegiato nella vita del Reggimento e in quella di tutti quelli che frequentano il mondo alpino.
Il Colonnello Fontana si è poi recato con il Signore Prefetto, il Comandante del Saluzzo e il Cappellano Militare al Ceppo in memoria dei Caduti del Doi per deporre una corona d'alloro in segno di sincera e sentita vicinanza del Reggimento alle famiglie degli Alpini "andati avanti".
Al termine di questo significativo momento una soldatessa ha dato lettura della Preghiera dell'Alpino dando così il termine alla cerimonia.
Come sapete, sono ormai molti anni che mi occupo di tener viva la memoria del Caduto per la Pace Giorgio Langella. In moltissime occasioni ho dovuto raccontarvi di come le istituzioni e, ahimé, anche alcuni militari facciano di tutto per negare a Giorgio un luogo per la memoria ed il ricordo. Quest'oggi, invece, con questa riflessione, voglio dirvi che il Colonnello Fontana crede nel valore della memoria storica e nella necessità di postulare i valori degli Alpini Caduti nell'adempimento del dovere, per amore del Tricolore e del Popolo Italiano.
Non respiravo quest'aria dai tempi in cui al Comando del Doi vi era il Colonnello Fabrizio Recchi che, in ogni occasione pubblica o privata, non negava mai un pensiero ai Caduti ed alle loro famiglie.
Carissimi, le Truppe Alpine sono composte da un nutrito numero di uomini e donne che, ogni giorno, mettono a repentaglio la loro vita per servire la Nazione e garantire a noi Italiani pace, sicurezza e prosperità. Cerchiamo di non dimenticarcelo mai e, se ci è possibile, quando incontriamo un Alpino fermiamoci un momento per dirgli una sola e semplice parola: "Grazie". Vi garantisco che gli faremo un gran regalo. La riconoscenza della Popolazione Civile è, per un Alpino, la migliore delle medaglie.
Viva l'Italia, viva il 2 Reggimento Alpini, onore ai Caduti!
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella
Alle 10:30 gli altoparlanti hanno iniziato a diffondere le solenni note della "Trentatré" e nella piazza d'armi della Caserma "Ignazio Vian" hanno iniziato a fare il loro ingresso la Compagnia Comando di Reggimento, la Compagnia Comando e Servizio Logistico, la 23esima Compagnia, la 22esima Compagnia, la 21esima Compagnia, la 106esima Compagnia e la Bandiera di Guerra del Doi.
Ad attenderli sull'attenti vi era il Tenente Colonnello Claudio Caramia, Comandante del Battaglione Saluzzo, pronto per presentare tutti i reparti schierati al Colonnello Enrico Fontana, Comandante del 2 Reggimento Alpini.
L'emozione è stata palpabile. Vedere tanti Alpini schierati a fianco della Bandiera di Guerra, dinanzi al loro comandante, al Prefetto e alle autorità civili del Cuneese è sempre suggestivo.
Al termine della rassegna il Colonnello Fontana, nonostante una pioggia scrosciante, ha preso la parola ed ha fatto il discorso di rito. In un quarto d'ora ha ripercorso i 136 anni di storia del "Doi", ha spiegato che cosa il Reggimento fa quando va in missione all'estero e ha annunciato che, a breve, il Battaglione Saluzzo verrà impegnato nell'Operazione "Strade Sicure" nelle maggiori città italiane, a fianco delle Forze dell'Ordine, per la sicurezza nazionale e la lotta al terrorismo.
Un buon tempo del discorso, poi, il Comandante lo ha dedicato ai Caduti delle Missioni internazionali di Pace del 2006 e del 2012 e ha rammentato a tutti i presenti che i Caduti devono avere un ruolo privilegiato nella vita del Reggimento e in quella di tutti quelli che frequentano il mondo alpino.
Il Colonnello Fontana si è poi recato con il Signore Prefetto, il Comandante del Saluzzo e il Cappellano Militare al Ceppo in memoria dei Caduti del Doi per deporre una corona d'alloro in segno di sincera e sentita vicinanza del Reggimento alle famiglie degli Alpini "andati avanti".
Al termine di questo significativo momento una soldatessa ha dato lettura della Preghiera dell'Alpino dando così il termine alla cerimonia.
Come sapete, sono ormai molti anni che mi occupo di tener viva la memoria del Caduto per la Pace Giorgio Langella. In moltissime occasioni ho dovuto raccontarvi di come le istituzioni e, ahimé, anche alcuni militari facciano di tutto per negare a Giorgio un luogo per la memoria ed il ricordo. Quest'oggi, invece, con questa riflessione, voglio dirvi che il Colonnello Fontana crede nel valore della memoria storica e nella necessità di postulare i valori degli Alpini Caduti nell'adempimento del dovere, per amore del Tricolore e del Popolo Italiano.
Non respiravo quest'aria dai tempi in cui al Comando del Doi vi era il Colonnello Fabrizio Recchi che, in ogni occasione pubblica o privata, non negava mai un pensiero ai Caduti ed alle loro famiglie.
Carissimi, le Truppe Alpine sono composte da un nutrito numero di uomini e donne che, ogni giorno, mettono a repentaglio la loro vita per servire la Nazione e garantire a noi Italiani pace, sicurezza e prosperità. Cerchiamo di non dimenticarcelo mai e, se ci è possibile, quando incontriamo un Alpino fermiamoci un momento per dirgli una sola e semplice parola: "Grazie". Vi garantisco che gli faremo un gran regalo. La riconoscenza della Popolazione Civile è, per un Alpino, la migliore delle medaglie.
Viva l'Italia, viva il 2 Reggimento Alpini, onore ai Caduti!
Andrea Elia Rovera
Responsabile della Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella
sabato 5 maggio 2018
157 anni di Esercito Italiano e di Memoria dei Caduti
Carissimi amici dal "Cuore Alpino", con voluto ritardo desidero scrivere qualcosa sul 157esimo compleanno dell'Esercito Italiano festeggiato ieri, 4 maggio 2018.
Non ho voluto spendere parole in tale occasione per non "rubare la scena" a genarali, politici e addetti ai lavori vari. Oggi, però, a cose passate, desidero dire la mia rivolgendomi soprattutto ai giovani che numerosissimi seguono questo mio blog.
Come ogni anno Roma - la nostra capitale - ha ospitato un'intensa cerimonia alla quale hanno preso parte Roberta Pinotti, Ministro della Difesa, il Generale Claudio Graziano, Capo di Stato Maggiore della Difesa e il Generale Salvatore Farina, Capo di Stato Maggiore dell'Esercito.
Nell'Ippodromo Militare di Tor di Quinto, che ha fatto da sfondo a questo importante genetliaco, sono stati schierati numerosi reparti dell'Esercito, numerose Bandiere di Guerra dei Reggimenti italiani e diverse delegazioni delle Associazioni Combattentistiche e d'Arma.
Dinanzi a loro hanno marciato il Ministro e i due Capi di Stato Maggiore per la rassegna e, al termine dei soliti discorsi prolissi di rito, sono stati premiati alcuni soldati distintisi durante il servizio, nell'adempimento del proprio dovere, in ossequio al Tricolore.
Oggi, gli uomini e le donne in grigio-verde, sono circa 11mila e, 4mila di loro sono impegnati nelle missioni all'estero e nei teatri operativi più ardui ed impegnativi.
Tra questi, quello che ricordo sempre con maggiore affetto, senza nulla togliere agli altri, è l'Afghanistan ove nel 2006 è Caduto nell'adempimento del proprio dovere il Caporal Maggiore Capo Scelto Giorgio Langella in forza al 2 Reggimento Alpini di Cuneo. In quel di Kabul è colato il suo sangue, le strade polverose e desertiche dell'Afghanistan hanno avuto l'onore ed il privilegio di esser macchiate del sangue di un Alpino che, come i suoi colleghi, aveva l'unico desiderio di servire l'Italia e portare la Pace ove ancora non c'era.
Il terrorismo islamico in quell'occasione ha trionfato ma chi è credente come me sa che il male non trionferà mai e, soprattutto, che l'Esercito Italiano piange i propri Caduti ma da essi trae nuova linfa e nuovo slancio per fare sempre di più e sempre meglio.
Carissimi, in questa solenne e straordinaria occasione nella quale, peraltro, si fa anche memoria della fine della Prima Guerra Mondiale desidero dire "grazie" a tutti quei soldati che ho conosciuto in questi anni di personale impegno accanto agli Alpini.
In modo peculiare e speciale voglio ringraziare il Colonnello Fabrizio Recchi che, da Comandante del 2 Reggimento Alpini, ha presenziato a tutte le cerimonie e commemorazioni in memoria del Caduto Langella. Non lo ha fatto per obbligo istituzionale o per opportunità ma per spirito di Corpo, sincero amore per il Cappello che porta e profonda devozione per la Nazione che serve.
In tanti anni di impegno per la memoria non ho mai trovato un altro militare che sapesse vivere il ricordo dei Caduti come ha fatto lui. L'Italia ha grandi militari e mirabili comandanti. Mai dimenticarselo.
Viva l'Italia, viva l'Esercito Italiano, onore ai Caduti!
Andrea Elia Rovera
Responsabile per la Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella
Non ho voluto spendere parole in tale occasione per non "rubare la scena" a genarali, politici e addetti ai lavori vari. Oggi, però, a cose passate, desidero dire la mia rivolgendomi soprattutto ai giovani che numerosissimi seguono questo mio blog.
Come ogni anno Roma - la nostra capitale - ha ospitato un'intensa cerimonia alla quale hanno preso parte Roberta Pinotti, Ministro della Difesa, il Generale Claudio Graziano, Capo di Stato Maggiore della Difesa e il Generale Salvatore Farina, Capo di Stato Maggiore dell'Esercito.
Nell'Ippodromo Militare di Tor di Quinto, che ha fatto da sfondo a questo importante genetliaco, sono stati schierati numerosi reparti dell'Esercito, numerose Bandiere di Guerra dei Reggimenti italiani e diverse delegazioni delle Associazioni Combattentistiche e d'Arma.
Dinanzi a loro hanno marciato il Ministro e i due Capi di Stato Maggiore per la rassegna e, al termine dei soliti discorsi prolissi di rito, sono stati premiati alcuni soldati distintisi durante il servizio, nell'adempimento del proprio dovere, in ossequio al Tricolore.
Oggi, gli uomini e le donne in grigio-verde, sono circa 11mila e, 4mila di loro sono impegnati nelle missioni all'estero e nei teatri operativi più ardui ed impegnativi.
Tra questi, quello che ricordo sempre con maggiore affetto, senza nulla togliere agli altri, è l'Afghanistan ove nel 2006 è Caduto nell'adempimento del proprio dovere il Caporal Maggiore Capo Scelto Giorgio Langella in forza al 2 Reggimento Alpini di Cuneo. In quel di Kabul è colato il suo sangue, le strade polverose e desertiche dell'Afghanistan hanno avuto l'onore ed il privilegio di esser macchiate del sangue di un Alpino che, come i suoi colleghi, aveva l'unico desiderio di servire l'Italia e portare la Pace ove ancora non c'era.
Il terrorismo islamico in quell'occasione ha trionfato ma chi è credente come me sa che il male non trionferà mai e, soprattutto, che l'Esercito Italiano piange i propri Caduti ma da essi trae nuova linfa e nuovo slancio per fare sempre di più e sempre meglio.
Carissimi, in questa solenne e straordinaria occasione nella quale, peraltro, si fa anche memoria della fine della Prima Guerra Mondiale desidero dire "grazie" a tutti quei soldati che ho conosciuto in questi anni di personale impegno accanto agli Alpini.
In modo peculiare e speciale voglio ringraziare il Colonnello Fabrizio Recchi che, da Comandante del 2 Reggimento Alpini, ha presenziato a tutte le cerimonie e commemorazioni in memoria del Caduto Langella. Non lo ha fatto per obbligo istituzionale o per opportunità ma per spirito di Corpo, sincero amore per il Cappello che porta e profonda devozione per la Nazione che serve.
In tanti anni di impegno per la memoria non ho mai trovato un altro militare che sapesse vivere il ricordo dei Caduti come ha fatto lui. L'Italia ha grandi militari e mirabili comandanti. Mai dimenticarselo.
Viva l'Italia, viva l'Esercito Italiano, onore ai Caduti!
Andrea Elia Rovera
Responsabile per la Memoria Storica
del CMCS degli Alpini Giorgio Langella
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