Carissimi amici dal "Cuore Alpino", anche quest'anno - nonostante la pandemia da Covid-19 - ci troviamo a dover sentire la solita "tiritera" partigiana del 25 aprile e delle sue implicazioni benefiche sulla società contemporanea.
Come chi segue questo mio blog sa, a me il 25 aprile non è mai piaciuto e non mi riconosco assolutamente in quelli che vengono chiamati i "valori della resistenza". Non sono mai stato propenso a celebrare questa festa nazionale (e lo scrivo minuscolo appositamente) perché trovo sia folcloristica e faziosa al tempo stesso. Inoltre, e lo dico con non poco rammarico, quando ero studente di scuola superiore sono stato ghettizzato e schernito dai miei stessi insegnanti per aver manifestato la mia contrarietà al 25 aprile ed a ciò che per loro questa festività rappresentava.
Come ho più volte detto, mio nonno Vincenzo ha servito la Patria come interventista volontario nella Prima Guerra Mondiale e come Ufficiale Artificiere (oggi si direbbe Geniere Guastatore) nella Seconda Guerra Mondiale. A casa mia i valori di Patria, Orgoglio Nazionale, Difesa dei Confini, Immolazione per il Popolo non sono mai stati messi in discussione. Per quel che concerne la mia famiglia, la parte più sacra del Canto degli Italiani (o Inno di Mameli) è: "Siam pronti alla morte, l'Italia chiamò".
Troppo comodo essere Italiani solo quando gioca la Nazionale o quando ci sono le Olimpiadi. L'Italia la si porta nel cuore ogni giorno, in ogni momento ed in qualsivoglia circostanza. Essere Italiani significa essere orgogliosi della propria storia e delle proprie tradizioni anche quando questo significa scontentare qualcuno o risultare impopolari agli occhi della massa. L'Italiano vero, l'Italiano onesto e coerente, non cerca il consenso delle masse ma l'Onore della Patria e la Difesa ad oltranza delle Libere Istituzioni. Chi appende il Tricolore al balcone ma sostiene l'immigrazione selvaggia e l'attracco indiscriminato dei barconi di migranti, a mio avviso, non è un Italiano ma un italiota. Specie in questo momento di crisi sanitaria, economica e sociale non ci si può permettere il lusso di equiparare un Cittadino Italiano a un chicchessia che viene da fuori.
Purtroppo il popolo del 25 aprile è lo stesso del "No Tav", del "Verità per Giulio Regeni", del "Sì all'Aborto", del "Sì all'Eutanasia", del "Sì all'Utero in Affitto", del "Sì ai corridoi umanitari", del "Sì alle moschee", del "Sì all'Immigrazione, all'europeismo, alla globalizzazione ed al mondialismo" ... insomma, il popolo del 25 aprile rappresenta la negazione di tutto ciò per cui hanno combattuto i Cavalieri di Vittorio Veneto, i Parà di El Alamein e gli Alpini del Monte Grappa.
Come dice Andrea Lombardi "il 25 aprile è diventato un simbolo estremamente violento, oltre ad essere un'appropriazione indebita nei confronti della storia perché c'è un gruppo politico che ci ha messo il suo marchio sopra anche se sappiamo che storicamente la resistenza non era monocromatica. Sappiamo anche che la resistenza non era tutta buona perché c'è stata una parte di resistenza marcia che è andata avanti a fare uccisioni, stermini e atti criminali anche alla fine della Guerra Civile. C'è anche una resistenza che voleva far diventare l'Italia "l'Ungheria del Mediterraneo" (Giampaolo Pansa)". (Fonte: Andrea Lombardi - C'è di peggio)
Visto che è stato citato, voglio riportare anche il pensiero del giornalista e storico Giampaolo Pansa, recentemente scomparso: "La Guerra Civile italiana è stata una guerra politica prima di tutto messa in piedi da ex-aderenti volontari alla Repubblica Sociale Italiana che non accettavano l'alleanza politica di Mussolini con Hitler. L'esercito partigiano, per i due terzi abbondanti, era fatto dalle "Garibaldi" cioè dalle formazioni comuniste guidate da Longo e Secchia da Milano che avevano un punto di unione con le formazioni fasciste: entrambe volevano una dittatura.
I militari fascisti combattevano perché continuasse il Regime di Mussolini, e la grande maggioranza dei partigiani italiani voleva una Dittatura Rossa di matrice senz'altro Comunista. Tant'è che molti anni dopo lo stesso Pietro Secchia ha ammesso che volevano fare dell'Italia 'l'Ungheria del Mediterraneo'". (Fonte: Intervista di Bruno Vespa e Pippo Baudo del 6 aprile 2011)
Purtroppo dobbiamo prendere atto che, nonostante fior fior di storici come Pansa abbiano portato alla luce la vera storia della Guerra Civile italiana e della cosiddetta guerra di liberazione, le Amministrazioni Comunali, Provinciali, Regionali e perfino il Governo Italiano si ostinano a patrocinare le Celebrazioni del 25 Aprile concedendo luoghi, spazi e presenze istituzionali a private associazioni di ideologia partigiana. Questo, a mio avviso, non è corretto in quanto non tutti i Cittadini di un determinato comune sono favorevoli alle ideologie che stanno dietro alla festività civile del 25 aprile. Per patrocinare un evento, una manifestazione o una kermesse bisognerebbe che i sindaci chiedessero - magari con un referendum - il parere dei suoi Cittadini. Questo secondo me aiuterebbe molto il ridursi di scontri e contese che accompagnano questa giornata da oltre 70 anni. Anche perché, e questo va detto, il 25 aprile - soprattutto negli ultimi 20 anni - è diventato un giorno nel quale poter dileggiare, offendere ed insultare chi appartiene o simpatizza per la Destra Nazionalista e Conservatrice senza subire conseguenze legali.
Nei cortei partigiani non è raro, infatti, imbattersi in manifestanti che pronunciano slogan quali: "vi appenderemo a testa in giù", "Piazzale Loreto bis", "A morte i fasci", ... Ne ho riportati solo tre ma - come potete ben valutare da voi stessi - l'odio ed il livore dei manifestanti fanno pensare a tutto fuorché ad una pacifica manifestazione di memoria storica.
Oltretutto, e anche questo è importante sottolinearlo, in Italia ci sono molteplici associazioni, movimenti, gruppi, liste, partiti e circoli culturali che non sono assolutamente antifascisti ma, al contrario, studiano la storia, le gesta e le implicazioni socio-culturali che il fascismo ha avuto sul XX Secolo e sul III Millennio.
Dire quindi che l'Italia è una Nazione che ripudia il Fascismo e che è stata fondata sulle sue ceneri dai partigiani e dai movimenti di liberazione nazionale, a mio avviso, è semplicemente sintomo di faziosità e di revisionismo storico. Molti leader politici, infatti, sono concordi nel sostenere che il Popolo Italiano non può essere ritenuto antifascista. Semmai, e questo è corretto, si può dire che la maggior parte degli Italiani è antifascista oppure che non conosce ciò che di buono, corretto e giusto è stato realizzato nel Ventennio.
Su questo specifico punto riporto le parole di un'intervista che la giornalista Angela Gennaro ha fatto all'On. Roberto Fiore: "Questa Patria è stata offuscata per 70 anni grazie agli "anti", all'antifascismo, alla divisione del Popolo, o anche alle grandi mafie, alle grandi lobby; questa Patria oggi si può ritrovare e può effettivamente iniziare a combattere le sue battaglie di sopravvivenza e di vittoria.
Il Popolo Italiano non è più antifascista; è stato antifascista, o meglio una grande sezione del Popolo Italiano è stata antifascista negli anni Cinquanta, Sessanta, Settanta, Ottanta, possiamo dire fino al Novantacinque, dopo è scomparsa questa presenza a livello popolare di valori antifascisti e la politica ne deve prendere atto". (Fonte: Intervista de "Il fatto quotidiano" a Roberto Fiore, Segretario Nazionale di "Forza Nuova")
Mi torna alla mente, proprio parlando di Cittadini che non si riconoscono nell'antifascismo, quando nel 2011 a Milano, in zona Barona, il "Movimento Sociale Fiamma Tricolore" inaugurava democraticamente e con il permesso di Questura e Prefettura di Milano la sua sede meneghina. In quell'occasione una bolgia vetero-marxista composta - fra gli altri - da C.G.I.L., A.N.P.I. e S.E.L. invase la zona antistante la nuova sede per impedire l'apertura di un luogo di ritrovo per chi legittimamente non la pensava come loro.
Il giornalista Franz Baraggino ha raccolto questa risposta di Gabriele Leccisi: "Siamo abituati da sessant'anni a questa canea, a questa bolgia vetero-marxista che - tutte le volte che noi rivendichiamo il nostro diritto ad essere partecipi alla vita nazionale - scende sulle piazze ed instilla l'odio e la violenza contro di noi. La cosa non ci spaventa per niente, ci lascia assolutamente indifferenti. Noi non rinneghiamo nulla del nostro passato perché è la storia del nostro Paese; noi non abbiamo tradito, manteniamo intatta la nostra coerenza politica ed ideologica". (Fonte: Intervista de "Il fatto quotidiano" a Gabriele Leccisi, Segretario Cittadino del "Movimento Sociale Fiamma Tricolore")
Leggendo queste due interviste mi vien da pensare che ci vuole una gran dose di coraggio per esprimere la propria opinione in una nazione nella quale non essere pro-partigiani può risultare quasi come una condanna tacita e già scritta. Credo - e lo dico fermamente - che essere nazionalisti, conservatori, socialisti (nel senso più puro del termine), e difensori dei confini non sia sinonimo di criminalità o di sovversivismo. Semplicemente, in un Paese democratico e plurale - come l'Italia è da sempre - ciascun individuo deve essere libero di poter esprimere la sua ideologia politica, economica, sociale e culturale senza paura di ritorsioni, aggressioni (verbali o fisiche) e emarginazioni legate al suo credo.
La cosa importante, e su questo sono irremovibile, è che sia da una parte che dall'altra le mani stiano ferme e tranquille in tasca. Non è giustificabile mai e per nessun motivo l'aggressione di chi non la pensa come noi. Personalmente dissento in modo totale dalle ideologie partigiane ma mai mi sognerei di aggredire un militante di quell'area perché non la pensa come me. La democrazia impone il rispetto delle idee e delle persone che queste idee sposano e diffondono.
A conclusione di questa fin troppo lunga dissertazione, desidero invitarvi a celebrare - nella giornata di domani sabato 25 aprile 2020 - non la festa della liberazione ma la Festa della Brigata Marina "San Marco" con sede in Brindisi, eccellenza della nostra Marina Militare e del nostro Ministero della Difesa.
Viva l'Italia, viva le nostre Forze Armate, onore alla Brigata Marina "San Marco"!
Andrea Elia Rovera
Blog in memoria del Caporal Maggiore Capo Scelto GIORGIO LANGELLA per far conoscere amare ed apprezzare le Forze Armate, le Forze dell'Ordine e le Guardie Particolari Giurate.
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venerdì 24 aprile 2020
venerdì 30 settembre 2016
"Hai versato il sangue..." - Cortometraggio sulle atrocità partigiane
Carissimi, questa sera vi scrivo una lettera particolare - diversa dalle altre - nella quale vi voglio raccontare di un cortometraggio (15 minuti circa) realizzato da un amico che considero un vero fratello. Il nome di questo grande regista in erba è Alessandro Pepe, classe 1987, pianista e compositore che conosco e stimo sin dai tempi delle superiori.
Il film in questione si intitola "You have shed blood - Hai versato il sangue" e tratta le vicende accadute tra l'8 settembre '43 e il 25 aprile '45 nella cosiddetta "guerra di liberazione".
Quando Alessandro mi ha detto di aver realizzato questo breve film storico mi sono incuriosito e gli ho domandato per quale motivo si fosse imbarcato in una simile impresa visto che - come me - è cresciuto nella provincia di Cuneo, Medaglia d'Oro alla Resistenza. Lui, con la sua umiltà e il suo sguardo limpido,mi ha risposto: "Vorrei raccontare la storia con tutte quelle sfaccettature che spesso per comodità vengono nascoste dalla società. Vorrei spiegare certi avvenimenti, in maniera più accurata, portando le persone a vedere quanto ogni situazione possa essere diversa da un'altra.
Dopo 70 anni bisogna smettere di puntare il dito.Bisogna smettere di dire "quelli sono i buoni e quelli sono i cattivi". Non ho nessuna obiezione a consegnare una medaglia d'oro a quelle persone che hanno creduto nella libertà, ma la medaglia d'oro la meriterebbero veramente poche di queste".
Sinceramente al sentire queste parole mi sono commosso perché da anni sostengo le stesse tesi ma vengo accusato di "revisionismo storico", di "scarsa obiettività", ecc... ma quando si parla di storia contemporanea non si possono dimenticare gli Italiani infoibati nelle cavità carsiche, i soldati uccisi in rappresaglie partigiane, i seminaristi, i preti e le suore torturati in virtù della loro fede...
Alessandro Pepe, assieme ad una trentina di persone e con la preziosa collaborazione di Lorenzo Bongiovanni, ha dato vita ad un film-documento-verità che, a mio avviso, andrebbe fatto vedere a tutti i ragazzi delle 3 medie e delle 5 superiori per dare un punto di vista diverso da quello propinato solitamente.
Carissimi, a termine di questa mia vorrei invitarvi a vedere GRATUITAMENTE "You have shed blood" cliccando su questo link di YouTube.
Nella speranza di avervi fatto cosa gradita vi auguro una buona visione.
Andrea Elia Rovera
Il film in questione si intitola "You have shed blood - Hai versato il sangue" e tratta le vicende accadute tra l'8 settembre '43 e il 25 aprile '45 nella cosiddetta "guerra di liberazione".
Quando Alessandro mi ha detto di aver realizzato questo breve film storico mi sono incuriosito e gli ho domandato per quale motivo si fosse imbarcato in una simile impresa visto che - come me - è cresciuto nella provincia di Cuneo, Medaglia d'Oro alla Resistenza. Lui, con la sua umiltà e il suo sguardo limpido,mi ha risposto: "Vorrei raccontare la storia con tutte quelle sfaccettature che spesso per comodità vengono nascoste dalla società. Vorrei spiegare certi avvenimenti, in maniera più accurata, portando le persone a vedere quanto ogni situazione possa essere diversa da un'altra.
Dopo 70 anni bisogna smettere di puntare il dito.Bisogna smettere di dire "quelli sono i buoni e quelli sono i cattivi". Non ho nessuna obiezione a consegnare una medaglia d'oro a quelle persone che hanno creduto nella libertà, ma la medaglia d'oro la meriterebbero veramente poche di queste".
Sinceramente al sentire queste parole mi sono commosso perché da anni sostengo le stesse tesi ma vengo accusato di "revisionismo storico", di "scarsa obiettività", ecc... ma quando si parla di storia contemporanea non si possono dimenticare gli Italiani infoibati nelle cavità carsiche, i soldati uccisi in rappresaglie partigiane, i seminaristi, i preti e le suore torturati in virtù della loro fede...
Alessandro Pepe, assieme ad una trentina di persone e con la preziosa collaborazione di Lorenzo Bongiovanni, ha dato vita ad un film-documento-verità che, a mio avviso, andrebbe fatto vedere a tutti i ragazzi delle 3 medie e delle 5 superiori per dare un punto di vista diverso da quello propinato solitamente.
Carissimi, a termine di questa mia vorrei invitarvi a vedere GRATUITAMENTE "You have shed blood" cliccando su questo link di YouTube.
Nella speranza di avervi fatto cosa gradita vi auguro una buona visione.
Andrea Elia Rovera
giovedì 5 novembre 2015
4 Novembre. Quando i Partigiani scavalcano le Forze Armate
Carissimi, come sapete ieri - in qualità di Responsabile della Memoria Storica del CMCS degli Alpini Giorgio Langella - ho dedicato l'intera giornata alle Celebrazioni in Onore delle Forze Armate ed in Memoria dei Caduti che si sono svolte nel Comune di Cuneo.
Oggi, un amico, mi ha incontrato sotto ai portici e mi ha detto: "Elia, hai visto che ieri in Prefettura han consegnato delle Medaglie ai Partigiani? Ma la loro festa non è il 25 aprile?".
Incredulo ho detto che mi sarei documentato e così ho fatto.
Aprendo "TargatoCn" ho letto una lettera della Presidente dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia che dice così: "Scrivo in merito alle medaglie che la Prefettura di Cuneo consegnerà il giorno 4 novembre 2015 a quattordici Partigiani della provincia.
Quest’anno ricorre il settantesimo anniversario della Liberazione dal Nazifascismo e finalmente è stato dato un riconoscimento a coloro che hanno combattuto per darci la libertà e la democrazia.
E’ pur vero che è la prima volta che viene riconosciuto, da parte del Ministero della Difesa, il ruolo svolto dai combattenti per la Libertà, dispiace, però, che da questo importante avvenimento siano rimasti esclusi tanti altri che pure ne avevano diritto.
Per la concessione di queste onorificenze le varie associazioni partigiane avevano collaborato per fornire gli elenchi di coloro che ne avevano diritto, ancora in vita, al Ministero della Difesa.
Noi come ANPI, (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), avevamo inviato un cospicuo elenco di Partigiani, di IMI (internati militari) e di ex internati nei campi di sterminio iscritti alle Sezioni A.N.P.I. della nostra provincia, inoltre avevamo segnalato i nomi di altri, aventi diritto, non iscritti ad alcuna associazione, di cui eravamo venuti a conoscenza.
Siamo in attesa di un intervento riparatore, affinché, anche agli esclusi, venga assegnata la meritata medaglia, onde non creare disparità di trattamento.
Il presidente Ughetta Biancotto". (Fonte: TargatoCn del 04 novembre 2015 ore 10:31)
Ieri mattina, al Parco della Resistenza di Cuneo, alla presenza del Signor Prefetto c'erano schierati:
La sua colpa?
Essere a servizio della Sua amata Patria sull'Appennino, coi suoi colleghi, per impedire l'avanzata degli invasori.
Ecco Il suo testamento spirituale, trovato in un quadernetto lasciato nel tascapane: “Pochissime parole mi spiego le mie idee e il mio sentimento. Sono figlio d’Italia di 21 anni. Non sono di Graziani e nemmeno badogliano ma sono italiano: e seguo la via che salverà l’onore d’Italia”. (Fonte: Blog sulla Divisione Alpina Monterosa)
Il 04 novembre dovrebbe essere il giorno in cui tutta l'Italia dice di cuore: "GRAZIE" ai suoi figli e alle sue figlie che hanno scelto di arruolarsi per mettere la loro vita a servizio del Paese e dei suoi Cittadini.
Purtroppo, però, così non è visto che, ogni anno, bisogna sentire - anche in questo giorno - quanto sono stati bravi i Partigiani.
Personalmente credo che i buoni fossero sia tra i militari che tra i partigiani però credo che - almeno nelle celebrazioni nazionali - si debbano fare i dovuti distinguo.
Secondo me ci dev'essere un giorno dedicato ai Partigiani e alla Liberazione (il 25 aprile) ed un giorno dedicato alle Forze Armate (il 04 novembre).
La disparità appare già evidente dal fatto che il 25 aprile è rosso sul calendario (scuole chiuse, uffici pubblici chiusi, ecc...) mentre il 04 novembre è un giorno come tutti gli altri ed, infatti, molte persone non possono prender parte alle celebrazioni se non quando la Giornata delle Forze Armate cade in giorno di domenica.
Carissimi, con tanta amarezza nel cuore, concludo questa mia lettera chiedendovi di non negare mai un sorriso ed un saluto a chi - ogni giorno e per uno stipendio da fame - indossa con orgoglio una divisa per garantire la nostra incolumità e il trionfo della pace universale.
Un abbraccio, Elia.
Oggi, un amico, mi ha incontrato sotto ai portici e mi ha detto: "Elia, hai visto che ieri in Prefettura han consegnato delle Medaglie ai Partigiani? Ma la loro festa non è il 25 aprile?".
Incredulo ho detto che mi sarei documentato e così ho fatto.
Aprendo "TargatoCn" ho letto una lettera della Presidente dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia che dice così: "Scrivo in merito alle medaglie che la Prefettura di Cuneo consegnerà il giorno 4 novembre 2015 a quattordici Partigiani della provincia.
Quest’anno ricorre il settantesimo anniversario della Liberazione dal Nazifascismo e finalmente è stato dato un riconoscimento a coloro che hanno combattuto per darci la libertà e la democrazia.
E’ pur vero che è la prima volta che viene riconosciuto, da parte del Ministero della Difesa, il ruolo svolto dai combattenti per la Libertà, dispiace, però, che da questo importante avvenimento siano rimasti esclusi tanti altri che pure ne avevano diritto.
Per la concessione di queste onorificenze le varie associazioni partigiane avevano collaborato per fornire gli elenchi di coloro che ne avevano diritto, ancora in vita, al Ministero della Difesa.
Noi come ANPI, (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), avevamo inviato un cospicuo elenco di Partigiani, di IMI (internati militari) e di ex internati nei campi di sterminio iscritti alle Sezioni A.N.P.I. della nostra provincia, inoltre avevamo segnalato i nomi di altri, aventi diritto, non iscritti ad alcuna associazione, di cui eravamo venuti a conoscenza.
Siamo in attesa di un intervento riparatore, affinché, anche agli esclusi, venga assegnata la meritata medaglia, onde non creare disparità di trattamento.
Il presidente Ughetta Biancotto". (Fonte: TargatoCn del 04 novembre 2015 ore 10:31)
Ieri mattina, al Parco della Resistenza di Cuneo, alla presenza del Signor Prefetto c'erano schierati:
- una rappresentanza del 2 Reggimento Alpini;
- una rappresentanza dell'Arma dei Carabinieri;
- una rappresentanza della Guardia di Finanza;
- una rappresentanza della Polizia di Stato;
- una rappresentanza della Polizia Penitenziaria;
- una rappresentanza del Corpo Forestale dello Stato;
- una rappresentanza delle Crocerossine;
- una rappresentanza del Corpo Militare della Croce Rossa Italiana.
La sua colpa?
Essere a servizio della Sua amata Patria sull'Appennino, coi suoi colleghi, per impedire l'avanzata degli invasori.
Ecco Il suo testamento spirituale, trovato in un quadernetto lasciato nel tascapane: “Pochissime parole mi spiego le mie idee e il mio sentimento. Sono figlio d’Italia di 21 anni. Non sono di Graziani e nemmeno badogliano ma sono italiano: e seguo la via che salverà l’onore d’Italia”. (Fonte: Blog sulla Divisione Alpina Monterosa)
Il 04 novembre dovrebbe essere il giorno in cui tutta l'Italia dice di cuore: "GRAZIE" ai suoi figli e alle sue figlie che hanno scelto di arruolarsi per mettere la loro vita a servizio del Paese e dei suoi Cittadini.
Purtroppo, però, così non è visto che, ogni anno, bisogna sentire - anche in questo giorno - quanto sono stati bravi i Partigiani.
Personalmente credo che i buoni fossero sia tra i militari che tra i partigiani però credo che - almeno nelle celebrazioni nazionali - si debbano fare i dovuti distinguo.
Secondo me ci dev'essere un giorno dedicato ai Partigiani e alla Liberazione (il 25 aprile) ed un giorno dedicato alle Forze Armate (il 04 novembre).
La disparità appare già evidente dal fatto che il 25 aprile è rosso sul calendario (scuole chiuse, uffici pubblici chiusi, ecc...) mentre il 04 novembre è un giorno come tutti gli altri ed, infatti, molte persone non possono prender parte alle celebrazioni se non quando la Giornata delle Forze Armate cade in giorno di domenica.
Carissimi, con tanta amarezza nel cuore, concludo questa mia lettera chiedendovi di non negare mai un sorriso ed un saluto a chi - ogni giorno e per uno stipendio da fame - indossa con orgoglio una divisa per garantire la nostra incolumità e il trionfo della pace universale.
Un abbraccio, Elia.
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